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l' Uomo in bianco e nero


Diario


7 gennaio 2009

Fallimento strategico

[ click | Nella mappa ricostruita da Limes i principali obiettivi degli attacchi e le principali caratteristiche geopolitiche della Striscia di Gaza controllata da Hamas ]

Israele ha lanciato l'annunciata offensiva su Gaza. Dopo i raid aerei le truppe israeliane sono tornate nella Striscia di Gaza

E’ un’accusa pesante, quella rivolta da Gideon Rachman, un columnist del Financial Times, a Israele. Nel suo articolo di ieri, il commentatore più autorevole del quotidiano finanziario britannico sugli affari internazionali non critica lo Stato ebraico per una reazione sproporzionata alla minaccia, o per eccessivo uso della forza, o per le sempre più pesanti perdite di civili - ma per avere sbagliato strategia. L’operazione militare a Gaza, afferma, otterrà il risultato opposto di quello che il governo di Gerusalemme si era prefissato: ossia rafforzerà Hamas, indebolirà Israele e allontanerà la pace.

Io non so se l’offensiva militare in corso a Gaza si ritorcerà contro Israele. A naso sembrerebbe di no. Sembrerebbe un assist al presidente eletto Obama, prima che entri in carica e prima che le elezioni della Knesset [il Parlameno dello stato ebraico] siano ivi regolarmente svolte in febbraio. È certo l’ennesima certificazione del fallimento strategico dell’Amministrazione Bush in Medio Oriente.

Dopo l’
11 settembre fu inventata una guerra per sconfiggere il fondamentalismo islamico e garantire ad Israele ed ai palestinesi confini territoriali certi e diritto all’autodeterminazione. Mentre Abu Mazen scongiurava di non fecondare in vitro una democrazia pleonastica e priva di presupposti oggettivi nei territori palestinesi. Con l’effetto di consegnare Gaza ad Hamas, contemporaneamente indebolendo il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese, ANP.

La stupidità della junta petrolmortifera ha incrinato l’autorevolezza di Abu Mazen, spingendo per elezioni che avrebbero ulteriormente diviso il popolo palestinese, senza garantire sicurezza ai confini israeliani. Fornendo invece un avamposto istituzionalizzato alle mire egemoniche dei fratelli coltelli arabi: un capolavoro. D’imbecillità. Che ricade quasi per intero sulle già stremate e poverissime famiglie palestinesi schiacciate nella striscia. E pagata quasi per intero dai più inermi, ostaggi di opposti fanatismi e convergenti follie.

Il presidente eletto
Barack Obama ha affermato di essere «profondamente preoccupato» per la situazione a Gaza. Obama ha aggiunto di «non poter fare altri commenti» finchè non sarà insediato alla Casa Bianca perchè gli Stati Uniti «possono avere solo un presidente alla volta».

«Non appena sarò presidente agirò immediatamente per affrontare la situazione in Medio Oriente, non solo sul problema a breve termine ma anche su quelli a lungo termine»ribadiva.

Link mapombre grigie|limes|free gaza|road maps|election day|junta|obama  


6 dicembre 2008

Outfoxed | GWB


 

«Il mio più grande rimpianto? Le informazioni sbagliate sulle armi di distruzione in Iraq». Il presidente che per 7 anni ha difeso a spada tratta le guerre contro il terrorismo in tutto il mondo si è lasciato andare ad un vero e proprio mea culpa rimpiangendo di aver ascoltato le persone sbagliate.

Bush ha ammesso inoltre che la guerra in Iraq è andata oltre le sue aspettative.


«
Molte persone hanno messo la propria reputazione in gioco dicendo che le armi di distruzione di massa erano una ragione per destituire Saddam», ha detto Bush nell’intervista andata in onda sulle televisioni americane. «Non erano le persone giuste nella mia amministrazione, vorrei che i servizi segreti a cui guardavano molti membri del Congresso prima del mio arrivo a Washington, fossero stati diversi».

Che si riferisca al suo VP Death Cheney?

Link map
: smoking gun|putting lipstick on a pig|bush=arbusto|shock and awe


9 settembre 2008

Un maiale col polsino è pur sempre un maiale

[ click | Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sistema il polsino della camicia al vicepresidente degli Stati Uniti, Dick Cheney ( Death ), durante le foto di rito oggi a palazzo Chigi a Roma ]

Da maiale a maiale.

«Un maiale col rossetto è pur sempre un maiale», dice di John Mc Cain il candidato alla successione democratica alla Casa Bianca Barack Obama: successione a Death Cheney ed al suo arbusto di copertura.

Link map: dottor morte|smoking gun
|polsini|putting lipstick on a pig|bush=arbusto|shock and awe


23 agosto 2008

Patriot act

[ click | Barack Obama ha scelto Joe Biden come compagno di corsa alla Casa Bianca in qualità di vicepresidente. Sessantacinque anni, senatore del Delaware per sei mandati consecutivi e presidente della Commissione Esteri, Biden ha accumulato una grande esperienza in politica estera, terreno su cui il candidato democratico e' debole ]

Clicca per leggere le priorità di Joe Biden

Link map: soft power|act|obooom|biden trends


21 luglio 2008

Cambio di fronte

 


Barack Obama affonda la strategia neocon nello scacchiere arabo. Già i più duri assertori dell’esportazione della democrazia avevano denunciato il fallimento della dottrina Bush Cheney Rumsfield per l’area Iraq Afghanistan. Non Giuliano Ferrara, ormai tutto preso dalla nuova missione di convertire il papa e difenderlo dagli attacchi, sconsiderati, degli infedeli mimetizzati tra i cattolici post-conciliari.

Barack Obama, qualora eletto presidente degli Stati Uniti d’America, utilizzerà il
soft power per consolidare la qualità possibile della convivenza nelle aree che hanno conosciuto i peggiori riflessi della dissennata politica estera condotta dall’amministrazione Bush, George W.

L’assioma è semplice: garantire
dignità di vita alle popolazioni che hanno sofferto l’occupazione militare in Iraq ed Afghanistan, con copiosi investimenti civili. Spostare il fuoco dell’impegno militare lì dove il terrorismo wahabita attenta l’evoluzione sociale e politica delle entità statuali emerse dai conflitti armati. Attaccarlo ed isolarlo nelle enclavi a cavallo di Afghanistan e Pakistan.

Una opzione che recupera la feroce critica all’amministrazione Bush
jr. sollevata dalle diplomazie più indipendenti e dal pacifismo internazionale, rimettendo sui binari della politica un’escalation bellica priva di sbocchi.


Link map: giuliano|golpe|obama|death cheney|gollum


27 febbraio 2007

Vittime

Afghanistan, attacco a base Usa, Cheney illeso

Mr. Death Cheney

Osserva il teologo gesuita Jon Sobrino: il vangelo di Giovanni dice che "il maligno è assassino e bugiardo". La liberazione, "l'altro mondo possibile", avviene in presenza e contro il maligno. La morte rimane nascosta, e per questo prima di tutto bisogna smascherare la menzogna. E quando lo facciamo ci troviamo con un mondo di vittime. Mantenere questa onestà nei confronti della realtà è esigenza della religione ed è fondamentale perché le persone e i gruppi possano lavorare per la liberazione. Vediamo brevemente.

Le
vittime, e in definitiva solo le vittime, aprono i nostri occhi alla realtà.

La religione insiste sul fatto che questo miracolo di aprire gli occhi è necessario e possibile. Quello che appare nelle vittime è povertà, crudeltà, morte. Cosa che esprime l'inumanità del mondo in cui viviamo.

Questa realtà è nascosta e taciuta. Le vittime non hanno neanche un nome. L'11 settembre è noto, ma il 7 ottobre no. Il 7 ottobre, un mese dopo l'attentato contro le torri gemelle di New York, una estesa coalizione di Paesi democratici ha bombardato l'Afghanistan. Ma l'Afghanistan, povero, vittima, non ha calendario, non ha nome, non esiste.

Le vittime possono farci risvegliare dal sonno dogmatico in cui si trova immerso il mondo dell'abbondanza, democratico o no. Ricordiamo le parole rivolte nel 1511 da Antonio Montesinos agli encomenderos di fronte alla loro crudeltà nei confronti degli indigeni di Ispaniola: "Questi non sono uomini? Non hanno anime razionali? Com'è che siete caduti in un sonno così letargico?". Per come stanno le cose, sembra più difficile destare da questo sonno di crudele inumanità che dal sonno dogmatico di cui parlava Kant



[
clicca sulle immagini di Dick Cheney e Jon Sobrino s.j.]

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basta capovolgere il senso delle parole
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War is peace
La guerra è pace

Freedom is slavery
La libertà è schiavitù

Ignorance is strenght
L'ignoranza è forza



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La société du spectacle par Guy E. Debord


Secondo la definizione di Leonardo Boff, in Ethos mondiale

EGA 2000 ISBN 88-7670-394-2, €11,36:

Per ethos intendiamo l’insieme delle aspirazioni, dei valori e dei principi, che orienteranno le relazioni umane nei confronti della natura, della società, delle alterità, di se stessi e del senso trascendente dell’esistenza, Dio.



Si vis pacem para pacem

 

Questo blog è gemellato con Devarim [in ebraico Devarim sono le parole, o le cose].
La lettera ebraica che abbiamo insieme scelto per illustrare questo spazio in comune è bet
,la stessa che dà inizio al libro di Bereshit,in principio, il primo dei cinque che compongono la Torah [corrispondente al nostro libro della Genesi].



Ascolta radiofulmini

E fa zapping con Tv [spenta] med vridbar skärm, Luma, 1959 digitaladoptive


I blogleanno:

15 marzo 2005 | 15 marzo 2006


Il BIP®™ countdown è scaduto

Al 10 aprile 2006, ore 15:00, mancavano:
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- 7 y Punta Perotti [lo spartiacque]

6 y sso ccontento…! [il ri-epilogo]

- 5 y Favole greche e leggende metropolitane [ici]

4 y Anche i ricchi piangono [o dei rovesci]

3 y Un giudice  [Fabrizio De Andrè, amico fragile]

- 2 y Per interesse  [contro il declino]

-  1 y La nomination [BIP® brother] 

0 y  L'identità mediale degli italiani [BIP® exit]


Questo blog aderiva alla campagna
"Salviamo la Costituzione. Aggiornarla non demolirla".

Contro la sottrazione di democrazia tentata dal governo dei pre-potenti.



Infopoint

La posta in gioco

Si sceglieva tra 2 modelli*:

il sistema che accoglie l'individuo,
non privo di limiti;

l'individualismo che rigetta la relazione
tra gli individui, la nega ideologicamente,
privilegiando la soluzione asociale.

Io scelgo e voto per una società che
sa trarre forza dagli individui
per costruire il sistema e lo scudo,
anche per i più deboli
, gli ultimi,
i meno muniti e più sprovveduti,
che non possono rimanere ostaggi,
in balia dei rapporti di forza
economici o politici;
e non delega la salvezza all'uomo, della provvidenza



banditore [ in un film già visto ].

*ma l'Unione non lo aveva capito.






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FENICOTTERO SNODATO Un'esemplare di fenicottero rosa si accarezza compiaciuto il collo allo zoo di Francoforte in Germania (Frank May /Epa)

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