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Annunci online

Ethos
l' Uomo in bianco e nero


Diario


11 marzo 2009

Rifondazione


370.561


gli italiani senza lavoro nei primi 2 mesi dell'anno.


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crisi|a new era of responsibility|financial times


1 marzo 2009

A New Era of Responsibility

 The Presidents 2010 Budget Proposal


on
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Link map: organizing for america


27 febbraio 2009

Blueprint for our future

Il paradosso cui assistiamo in queste settimane non risiede nel fatto che Obama faccia l’Obama [cioè radicalizzi quanto anticipato ampiamente, prima nella corsa alla nomination democratica, poi nella campagna presidenziale]. Quello che sconcerta è il livore con cui i grandi sacerdoti del turbocapitalismo - mantenuto artificialmente in condizioni di nuocere gravemente, a tutti, per tutti gli 8 anni del non eletto presidente George W. Bush - si scaglino violentemente contro le politiche annunciate dal Presidente eletto.

Il cui obiettivo è titanico: porre riparo al più gigantesco deficit spending nella storia dell’economia moderna, alimentato dall’irresponsabilità di un sistema fuori controllo e dal furore ideologico dei citati iperliberisti smidollati. Tanto irresponsabile e tanto mostruoso da divorare in meno di un semestre il più gigantesco salvagente pubblico dalla crisi del ’29.

Orbene tali analisti imputano al neo-presidente USA esattamente quanto dovrebbero attribuire a sé stessi: l’esplosione del deficit federale oltre il 12% del PIL USA: 4 volte i parametri di Maastricht. Che Obama vorrebbe comprimere al 6% entro il 2013. Sempre che il Senato con minoranza di blocco repubblicana non si metta di traverso.

L’assioma in fondo è semplice: fronteggiare la crisi significa bruciare i tempi, cambiare agenda e – contemporaneamente - pompare liquidità nel sistema lasciato a secco dall’avidità miope e criminale di élites che avevano rinunciato ad un’etica purchessia. Di fatto progioniere di uno schema rovesciato: all’opacità di uno Stato in guerra permanente, a difesa di un assetto geopolitico tutto condizionato dagli interessi petroliferi, si sommava l’opacità del sistema finanziario privato, libero da vincoli normativi e controlli penetranti.

Complici e complicati da insormontabili conflitti d’interesse. Le società di rating remunerate fior di quattrini dalle holding su cui avrebbero dovuto vigilare, quali controllori indipendenti dell’investimento promosso, ad esempio, dagli operatori istituzionali dai fondi sovrani, dai venture capitalist e dai risparmiatori faidatè: strapagate per non vedere, hanno formulato per anni valutazioni fantasiose ed inattendibili. D’altra parte un mercato finanziario aperto e privo di regole è assolutamente difficile da interpretare e contenere entro indici pur sofisticati.

Fatto sta i sacerdoti del defunto iperliberismo a trazione petrolifera dovrebbero avere il buon gusto di tacere almeno per i prossimi 15 anni. Il tempo di maturazione di un’economia che abbandoni i parametri meramente quantitativi per avvicinarci ad assetti sostenibili tanto sul piano ambientale che su quello più squisitamente patrimoniale.


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: welcome to obama for america|george w. era|deficit


27 gennaio 2009

Io la penso come Obama. Ed Obama la pensa come me.

Ieri Barack Hussein Obama ha scandito le parole d’ordine di politiche strutturali di contenimento dei gas serra, volte al contemporaneo, progressivo sganciamento dalla dipendenza petrolifera. Puntando ad un vasto piano di investimenti mirante a razionalizzare le risorse ed indurre migliore efficienza energetica.

The directives make good on an Obama campaign pledge and signal a sharp reversal of Bush administration policy. Moving quickly on tailpipe emissions and on mileage rules are emphatic actions Mr. Obama could take to quickly put his stamp on environmental policy.

[ click | President Barack Obama signed the presidential memorandum in the White House on Monday ]

Nel suo annuncio, Obama ha anticipato i contenuti di
una direttiva che - come riporta il New York Times - impone a tutte le agenzie federali di iniziare a lavorare immediatamente per rendere più efficienti da un punto di vista energetico gli edifici governativi:

He also ordered federal departments and agencies to find new ways to save energy and be more environmentally friendly. And he highlighted the elements in his $825 billion economic stimulus plan intended to create jobs around renewable energy, riferisce John M. Broder nell’edizione del nyt online.

Il medesimo punto di vista era espresso in un documento redatto dal sottoscritto* il
25 luglio 2008, e disponibile insieme ai riferimenti all’iniziativa promossa dall’UE [ PPN Lead Market Iniziative LMI ].

Si tratta, nello specifico, dello schema di un sistema di supporto alla decisione DSS per valutare quali scelte e quali filiere possono contribuire alla riduzione del fabbisogno energetico per modelli di progettazione e costruzione di nuova generazione [valutando l'impatto ambientale di scala ed il correlato consumo di territorio].

* Le indicazioni delineate al punto 1 del documento linkato sono - infatti - sostanzialmente sovrapponibili a quelle indicate ieri dal Presidente Obama [ed inoltrate il 25 luglio 2008 alla Commissione Europea] :

«Il discorso pubblico risente del ritardo con cui procede il rinnovamento del set di soluzioni operabili per la creazione di un mercato di progetti e tecnologie da applicare alla sostenibilità energetica. Determinare le convenienze per gli operatori è il primo punto per misurare significativi riflessi nell’innovazione delle metodologie e tecnologie costruttive. Il ruolo pubblico nella spinta del mercato è decisivo. Esso può esprimersi pienamente nell’aggiornamento dei formati di appalto pubblico, individuando le risorse compensative di scopo a livello di indirizzi generali e le conseguenti raccomandazioni agli stati membri ed agli apparati regionali di programmazione politica.

Il settore delle costruzioni, infatti, non ha sviluppato finora un convincente approccio alla sostituzione di metodologie tradizionali con modalità costruttive che si facciano carico di ridurre o contenere significativamente la dipendenza delle unità immobiliari e dei nuclei abitativi dall’alimentazione ad idrocarburi. Non è un tema che può essere lasciato alla sola volontà dell’industria delle costruzioni, come ovvio.

È necessario che la disciplina degli appalti pubblici muova decisamente in direzione dell’assorbimento delle quote di extra-costo implicite all’adozione di tali nuovi approcci costruttivi, generato dall'uso operativo di norme e dei costi associati da ammortizzare nell'intero ciclo di vita degli immobili. Allo scopo di creare massa critica e fatturati potenziali il cui beneficio sia bilanciato dalla riduzione strutturale dei consumi energetici nel medio periodo».

Link map: environmental protection|w|memorandum|call for proposals|lmi


19 gennaio 2009

W.




Dopo avere trascorso gli ultimi due anni a percorrere gli Stati Uniti in lungo e in largo criticando George W. Bush e la sua politica, Barack Obama ha concesso l’onore delle armi suo predecessore. «Ho sempre pensato che fosse un good guy», una brava persona, uno che «ama la propria famiglia e il proprio paese», ha detto durante un’intervista rilasciata alla trasmissione domenicale State of the Union in onda sull’emittente televisiva Cnn.

In fondo è la stessa opinione espressa da David Letterman, con la sua Top ten, e da Oliver Stone, nel suo epitaffio al ciclo petrolifero.


Link map: good guy|george w.


7 gennaio 2009

Fallimento strategico

[ click | Nella mappa ricostruita da Limes i principali obiettivi degli attacchi e le principali caratteristiche geopolitiche della Striscia di Gaza controllata da Hamas ]

Israele ha lanciato l'annunciata offensiva su Gaza. Dopo i raid aerei le truppe israeliane sono tornate nella Striscia di Gaza

E’ un’accusa pesante, quella rivolta da Gideon Rachman, un columnist del Financial Times, a Israele. Nel suo articolo di ieri, il commentatore più autorevole del quotidiano finanziario britannico sugli affari internazionali non critica lo Stato ebraico per una reazione sproporzionata alla minaccia, o per eccessivo uso della forza, o per le sempre più pesanti perdite di civili - ma per avere sbagliato strategia. L’operazione militare a Gaza, afferma, otterrà il risultato opposto di quello che il governo di Gerusalemme si era prefissato: ossia rafforzerà Hamas, indebolirà Israele e allontanerà la pace.

Io non so se l’offensiva militare in corso a Gaza si ritorcerà contro Israele. A naso sembrerebbe di no. Sembrerebbe un assist al presidente eletto Obama, prima che entri in carica e prima che le elezioni della Knesset [il Parlameno dello stato ebraico] siano ivi regolarmente svolte in febbraio. È certo l’ennesima certificazione del fallimento strategico dell’Amministrazione Bush in Medio Oriente.

Dopo l’
11 settembre fu inventata una guerra per sconfiggere il fondamentalismo islamico e garantire ad Israele ed ai palestinesi confini territoriali certi e diritto all’autodeterminazione. Mentre Abu Mazen scongiurava di non fecondare in vitro una democrazia pleonastica e priva di presupposti oggettivi nei territori palestinesi. Con l’effetto di consegnare Gaza ad Hamas, contemporaneamente indebolendo il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese, ANP.

La stupidità della junta petrolmortifera ha incrinato l’autorevolezza di Abu Mazen, spingendo per elezioni che avrebbero ulteriormente diviso il popolo palestinese, senza garantire sicurezza ai confini israeliani. Fornendo invece un avamposto istituzionalizzato alle mire egemoniche dei fratelli coltelli arabi: un capolavoro. D’imbecillità. Che ricade quasi per intero sulle già stremate e poverissime famiglie palestinesi schiacciate nella striscia. E pagata quasi per intero dai più inermi, ostaggi di opposti fanatismi e convergenti follie.

Il presidente eletto
Barack Obama ha affermato di essere «profondamente preoccupato» per la situazione a Gaza. Obama ha aggiunto di «non poter fare altri commenti» finchè non sarà insediato alla Casa Bianca perchè gli Stati Uniti «possono avere solo un presidente alla volta».

«Non appena sarò presidente agirò immediatamente per affrontare la situazione in Medio Oriente, non solo sul problema a breve termine ma anche su quelli a lungo termine»ribadiva.

Link mapombre grigie|limes|free gaza|road maps|election day|junta|obama  


1 gennaio 2009

Com-pàssus


[ click
| 1' gennaio 2008, abbrivii ]

Riguadagnare l’umiltà delle cose banali: dell’irriducibilità della misura personale, oltre i segni di riconoscimento che massificano le differenze


Non banalmente compassionevoli, disposti a concedere solo del nostro superfluo. Tutto si svolge, nasce in un dialogo intimo:

«Quando fu vicino, alla vista della città, pianse su di essa, dicendo: Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, la via della pace. Ma ormai è nascosta ai tuoi occhi. Giorni verranno per te in cui i tuoi nemici ti cingeranno di trincee, ti circonderanno e ti stringeranno da ogni parte; abbatteranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata [Gesù, in Luca 19:41 sta scendendo il monte degli Ulivi, è passato dalla cima]».

Quel pianto genera azione, quotidiana, ove svolgiamo la nostra parte. Quando di carità, è azione nascosta, non esibita. Non serve a tacitare sensi di colpa o a mostrare generosità, ma a riconoscere l’altro come fossi io: l’azione del samaritano che, infine, fattosi prossimo, lascia il suo contributo al locandiere. Il presidio che ha le competenze e gli strumenti per farsene carico.

Ancora Luca narra di un samaritano che estrasse due denari per darli all’albergatore: «Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e nebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui. Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede allalbergatore, dicendo:
Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno [Luca 10:35]». 

Il primo passo è un discernimento intimo che muove a compassione, non semplicemente uno sguardo: la necessità di appartenere ad una comunità più larga, di cui sono parte individui di ogni genere. Senza esserne schiacciato. In libertà.

Il secondo passo è aggiornare le strutture politiche perché siano attive quando serve. Da soli non ce la facciamo. Ma nemmeno
senza una organizzazione meglio strutturata ce la facciamo.

Dice niente?
È in fondo qualcosa di già visto, su larga scala?

È forse vicino al tradimento dei chierici, che non hanno visto e si sono dedicati ad un laissez faire privo di regole minime?

È forse vicino al
mio tradimento, ispirato ad un miope laissez passer?

Link mapwe|pudori|il pianto|un samaritano|kafka|no-taxation|vanity fair


15 dicembre 2008

La scarpata

Durante la conferenza stampa con il premier iracheno, Al Màliki, un giornalista iracheno, Muntazer al-Zaidi, sciita, ha tirato le sue scarpe contro mr. President, George Walker Bush che è riuscito a schivarle.

L'uomo, portato via dalle forze di sicurezza, era seduto in terza fila e, mentre i due leader si stringevano le mani davanti alle telecamere, si è alzato in piedi e prima del lancio ha gridato: questo è il tuo bacio d'addio, cane. Sull'evento Bush ha commentato: «Tutto quello che posso dire è che si trattava di un numero 42».



L’epilogo inglorioso di un’Amministrazione da non dimenticare. Ma la china non è più scoscesa.

Link map: bush=arbusto|shock and awe|welcome to obama world|no taxation


6 dicembre 2008

Outfoxed | GWB


 

«Il mio più grande rimpianto? Le informazioni sbagliate sulle armi di distruzione in Iraq». Il presidente che per 7 anni ha difeso a spada tratta le guerre contro il terrorismo in tutto il mondo si è lasciato andare ad un vero e proprio mea culpa rimpiangendo di aver ascoltato le persone sbagliate.

Bush ha ammesso inoltre che la guerra in Iraq è andata oltre le sue aspettative.


«
Molte persone hanno messo la propria reputazione in gioco dicendo che le armi di distruzione di massa erano una ragione per destituire Saddam», ha detto Bush nell’intervista andata in onda sulle televisioni americane. «Non erano le persone giuste nella mia amministrazione, vorrei che i servizi segreti a cui guardavano molti membri del Congresso prima del mio arrivo a Washington, fossero stati diversi».

Che si riferisca al suo VP Death Cheney?

Link map
: smoking gun|putting lipstick on a pig|bush=arbusto|shock and awe


11 novembre 2008

Barragan non va alla guerra

[ Barack Obama's acceptance speech, click ]

Javier Lozano Barragan, presidente del Pontificio Consiglio per la Salute

Alla domanda sul rapporto tra scienza e fede, Javier Lozano Barragan, presidente del Pontificio Consiglio per la Salute ha risposto:
 
«In linea di massima non c’è nessuna contraddizione tra scienza e fede. Se noi consideriamo che ogni persona ha una grande dignità, mai si può prendere una persona per un mezzo. Il principio fondamentale è questo: ciò che costruisce l’uomo è buono, quello che lo distrugge è cattivo. Nessun uomo può essere usato come mezzo per far vivere un altro. È eticamente inaccettabile» [ Sul principio credo sia difficile dissentire: bene fa la chiesa cattolica a non cedere, ndr ].

E' la posizione del Vaticano, espressa dal cardinale Barragan, alla domanda se il Vaticano è preoccupato per la posizione di Barack Obama sul tema del finanziamento pubblico USA alle ricerche sperimentali che impieghino cellule staminali embrionali 
[ Posizione di principio, in quanto il contributo pubblico alla ricerca scientifica e tecnologica - eccettuato il comparto militare - negli Stati Uniti è del tutto residuale: mai la chiesa cattolica ha chiesto all’Amministrazione Bush di interporre regolamentazioni restrittive alla ricerca privata - come la legge 40 per intenderci -, larghissimamente soverchiante il contributo pubblico, ndr ].

«Le cellule staminali sono veramente da considerare secondo i progressi della scienza attuali. Gli scienziati lo dicono chiaramente - ha detto Barragan - : allo stato dell’arte le cellule staminali embrionali non servono a nulla e finora non c’è mai stata una guarigione. Quelle che invece hanno una valenza positiva sono quelle del cordone ombelicale e le cellule staminali adulte» [ Chi può dire se è vero? È un’affermazione fondata o fuorviante? In base a quali elementi sarebbe falsa? ndr ].

Infine, Barragan ha messo in guardia da una mentalità malthusiana.
«Non si vuole controllare la demografia, ma eliminare la nascita specialmente nei paesi poveri». Sono troppi, secondo il cardinale Javier Lozano Barragan, presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, i neonati che muoiono ogni anno entro i primi 26 giorni di vita: sono circa 4 milioni - ha detto il porporato presentando la Conferenza Internazionale sul tema La Pastorale nella cura dei Bambini malati, promossa dal Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari dal 13 al 15 novembre in Vaticano.

«Occorre fare ogni sforzo per salvarli - ha aggiunto Barragan - assicurando loro la massima assistenza, sanitaria e spirituale». Il porporato ha inoltre elencato alcuni dati significativi:
 
«Nello scorso decennio oltre due milioni di bambini sono stati uccisi nel corso di conflitti armati, 6 milioni sono rimasti invalidi, decine di migliaia sono stati mutilati dalle mine antiuomo, mentre, di recente, sono stati reclutati 300. 000 bambini soldato. Oltre 4 milioni e 300. 000 bambini sono morti di Aids, ogni giorno, solo in Africa - ha aggiunto - settemila sono colpiti dal virus, e si contano già in oltre 14 milioni gli orfani a causa di questa malattia. La povertà resta la causa principale delle malattie dell’infanzia. Un miliardo e duecento milioni di persone vivono con meno di un dollaro al giorno. Perfino nei Paesi più ricchi, un bambino su sei vive sotto il livello di povertà [ Difficile ipotizzare divaricazioni sensibili su questi temi rispetto al pensiero del Presidente Obama, in carica del 20 gennaio 2009, ndr ]. Il problema della droga, poi, si è esteso in proporzioni allarmanti anche agli stessi centri scolastici infantili. Il 30% dei bambini con meno di cinque anni soffrono la fame o sono mal nutriti, mentre il 50% di tutta la popolazione dell’Africa sub-sahariana non ha accesso all’acqua potabile» [ Chi altri, non malthusianamente - cioè attraverso politiche rispettose delle culture autoctone da accompagnare verso dinamiche di contenimento di lungo periodo -, se ne fa carico? ndr ].

Link map: una settimana fa|primo post del blog|il mio voto|motivazione|spesa militare|a more perfect union|barragan|veluti si deus daretur 

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War is peace
La guerra è pace

Freedom is slavery
La libertà è schiavitù

Ignorance is strenght
L'ignoranza è forza



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La société du spectacle par Guy E. Debord


Secondo la definizione di Leonardo Boff, in Ethos mondiale

EGA 2000 ISBN 88-7670-394-2, €11,36:

Per ethos intendiamo l’insieme delle aspirazioni, dei valori e dei principi, che orienteranno le relazioni umane nei confronti della natura, della società, delle alterità, di se stessi e del senso trascendente dell’esistenza, Dio.



Si vis pacem para pacem

 

Questo blog è gemellato con Devarim [in ebraico Devarim sono le parole, o le cose].
La lettera ebraica che abbiamo insieme scelto per illustrare questo spazio in comune è bet
,la stessa che dà inizio al libro di Bereshit,in principio, il primo dei cinque che compongono la Torah [corrispondente al nostro libro della Genesi].



Ascolta radiofulmini

E fa zapping con Tv [spenta] med vridbar skärm, Luma, 1959 digitaladoptive


I blogleanno:

15 marzo 2005 | 15 marzo 2006


Il BIP®™ countdown è scaduto

Al 10 aprile 2006, ore 15:00, mancavano:
giorni
ore
minuti
secondi

Countdown memories   

- 14 y Del fisco me ne infischio [i numeri veri]

- 13 y Rottamazione [in]costituzionale [christians]

- 12 y Verso il Partito Democratico [di m. cacciari]

-  11 y La sconfitta [nella palude mediorientale]

- 10 y Impoverimento [la tassa occulta]

- 9 y Quote rosa [non è un pesce d’aprile]

- 8 y Mai, mai, mai! [Totus tuus ego sum Maria]

- 7 y Punta Perotti [lo spartiacque]

6 y sso ccontento…! [il ri-epilogo]

- 5 y Favole greche e leggende metropolitane [ici]

4 y Anche i ricchi piangono [o dei rovesci]

3 y Un giudice  [Fabrizio De Andrè, amico fragile]

- 2 y Per interesse  [contro il declino]

-  1 y La nomination [BIP® brother] 

0 y  L'identità mediale degli italiani [BIP® exit]


Questo blog aderiva alla campagna
"Salviamo la Costituzione. Aggiornarla non demolirla".

Contro la sottrazione di democrazia tentata dal governo dei pre-potenti.



Infopoint

La posta in gioco

Si sceglieva tra 2 modelli*:

il sistema che accoglie l'individuo,
non privo di limiti;

l'individualismo che rigetta la relazione
tra gli individui, la nega ideologicamente,
privilegiando la soluzione asociale.

Io scelgo e voto per una società che
sa trarre forza dagli individui
per costruire il sistema e lo scudo,
anche per i più deboli
, gli ultimi,
i meno muniti e più sprovveduti,
che non possono rimanere ostaggi,
in balia dei rapporti di forza
economici o politici;
e non delega la salvezza all'uomo, della provvidenza



banditore [ in un film già visto ].

*ma l'Unione non lo aveva capito.






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FENICOTTERO SNODATO Un'esemplare di fenicottero rosa si accarezza compiaciuto il collo allo zoo di Francoforte in Germania (Frank May /Epa)

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