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Ethos
l' Uomo in bianco e nero


Diario


17 agosto 2009

Reality schock

 

«Siamo entrambi pediatri - riferisce Antonio Iavarone -, io sono di Benevento e mia moglie di Bari, e ci siamo conosciuti al Policlinico Gemelli, all'inizio degli anni '90: lavoravamo entrambi al reparto di Oncologia pediatrica. Grazie alle nostre ricerche avevamo ottenuto un grande finanziamento da parte della Banca d'Italia. Ma a un certo punto ci siamo resi conto che non potevamo fare il nostro lavoro in Italia, e così ci siamo spostati in America, a New York, prima alla Albert Einstein, nel 2000, e poi alla Columbia nel 2002.

Il nostro caso è stato paradigmatico per quanto riguarda le caratteristiche, ma non è certo un caso isolato. Però non mi chieda altro, altrimenti ci dicono che facciamo sempre polemica. E invece noi adesso vogliamo parlare solo della nostra scoperta [il gene che svolge un ruolo chiave nello sviluppo delle cellule staminali e che è coinvolto anche nel più aggressivo fra i tumori del cervello, ndr], che ci fa essere molto speranzosi per gli sviluppi futuri delle cure».

Da noi la bravura non paga, s'intitolava l'articolo che per la prima volta parlava della vicenda. «Il primario di oncologia, il professor Renato Mastrangelo, ha cominciato a renderci la vita impossibile - raccontava nel 2000 a Elena Dusi Iavarone -. Ci imponeva di inserire il nome del figlio nelle nostre pubblicazioni scientifiche. Ci impediva di scegliere i collaboratori. Non lasciava spazio alla nostra autonomia di ricerca. Per alcuni anni abbiamo piegato la testa. Poi, un giorno, all'inizio del '99, abbiamo denunciato tutto».

Non mi è mai piaciuta la parola
meritocrazia, non perché non abbia valore ma perché, in Italia, apre nuove fratture in cui annidano le normali categorie del nepotismo e del familismo amorale, della raccomandazione non per via politica ma baronale, magari ammantata di fede pubblica, di etica iperconfessionale, e normale disprezzo del minimo canone di rispetto per i successi altrui, l’altrui potenziale umano e professionale: a Milano come a Messina [parlo per cognizione, non per relata refero, nda]. Peggio se a muoverlo, quel disprezzo, sono invidia e senso dell’intoccabilità. Meschino e - come racconta Iavarone - subdolo, fetido, opportunistico, inestricabile, imbattibile.

Conosco personalmente il prof. Iavarone e sono lieto abbia avuto - insieme a sua moglie Anna Lasorella - la forza di denunciare prima e ridicolizzare poi, nella ferialità del suo lavoro di persona al servizio delle persone, attraverso la fede nel proprio lavoro e nel proprio talento, ed una reale carità, esercitata ma non declamata, il paese realeIl cui leader più appropriato non potrebbe che essere Silvio Berlusconi, il sarto confezionatore del sogno a buon mercato e senza fatica, il reality shock più ordinario, l’ipnotizzatore che vellica e copre i tanti Renatini [in questo caso Mastrangelo, ndr], altrettanti epigoni impettiti ed in doppio petto del defunto capoclan della Magliana, con altri mezzi. In giro a piazzare prostitute e cocaina per distorcere il valore comunitario di una competizione dura ma leale. Oppure a promuovere segretarie, amanti e cortigiani ai massimi livelli istituzionali. O infarcire figli imbelli e nuore incapaci in qualunque ganglo vitale di una società ipocrita, liberticida ed autoassolutoria. Oltre che autolesionista: non un sistema in grado di comprendere la differenza tra interesse privatissimo e senso dell’alterità, a servizio del luogo pubblico, della comunità larga dei cittadini.

Al momento. Non è una condanna perpetua.


[ Celum stellatum distingue graficamente i post che recano l'opinione di Ethos ]

 

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: welcome|home|worst|b2b|renatino|l'age d'or|renato|dietrich|com pàssus|celum


5 agosto 2008

Gli amori e i dolori più grandi sono muti


 Rosalinda Celentano per una volta non rapata a zero, e molto più femminile

[ click ]

Cosa sia un’intervista lo rivela questa conversazione con Rosalinda Celentano. Una donna inquieta. Irrisolta. Alla boa dei 40 anni. Figlia di genitori ingombranti. Oltre la retorica della famiglia salvatutto che emerge da semplificazioni ideologiche. Scollate dalla realtà come qualunque facile generalizzazione.

Certo un baricentro non rimpiazzabile per generazioni sballottate tra rancori irriducibili, di ex coniugi, e dispettucci alimentati da condizioni economice meno che floride. O da cattiva coscienza.

La famiglia.
Ma altrettanto bisognosa di una forte identità affettiva, provata al fuoco delle difficoltà e temprata alla distanza dalla quiescenza emotiva. Routine.

O forse sarebbe meglio circoscriverla, la noia, dentro il mutamento che investe corpo, mente, cose e case. Cui corrispondere attenzione ed applicazione. Rinunciando ad una sufficiente quota di autocommiserazione.

Don Tonino Bello avrebbe usato l’espressione ferialità per descrivere quel mutamento. E convivialità delle differenze, per imprimere il segno 
del flusso.

Link map: rosa linda|discernimento|orizzonte feriale|famiglia|convivialità


26 luglio 2008

Il fanciullino

[ clicca anche sull'immagine ]
 
Azione pregevole sulla sinistra di Pià che centra, ponte perfetto di Denis per lo slovacco che schiaccia in rete di sinistro. Il boato dei 60mila fa tremare il San Paolo e la città, felice per il ritorno in Europa.


Marek Hamsik, 21 anni domani

Link map: andata|il fanciullino|4 anni dopo|il fallimento


20 luglio 2008

Cerco l'estate tutto l'anno e all'improvviso eccola qua


Panionios - Napoli 0 ad 1

goal di Mariano Bogliacino



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La société du spectacle par Guy E. Debord


Secondo la definizione di Leonardo Boff, in Ethos mondiale

EGA 2000 ISBN 88-7670-394-2, €11,36:

Per ethos intendiamo l’insieme delle aspirazioni, dei valori e dei principi, che orienteranno le relazioni umane nei confronti della natura, della società, delle alterità, di se stessi e del senso trascendente dell’esistenza, Dio.



Si vis pacem para pacem

 

Questo blog è gemellato con Devarim [in ebraico Devarim sono le parole, o le cose].
La lettera ebraica che abbiamo insieme scelto per illustrare questo spazio in comune è bet
,la stessa che dà inizio al libro di Bereshit,in principio, il primo dei cinque che compongono la Torah [corrispondente al nostro libro della Genesi].



Ascolta radiofulmini

E fa zapping con Tv [spenta] med vridbar skärm, Luma, 1959 digitaladoptive


I blogleanno:

15 marzo 2005 | 15 marzo 2006


Il BIP®™ countdown è scaduto

Al 10 aprile 2006, ore 15:00, mancavano:
giorni
ore
minuti
secondi

Countdown memories   

- 14 y Del fisco me ne infischio [i numeri veri]

- 13 y Rottamazione [in]costituzionale [christians]

- 12 y Verso il Partito Democratico [di m. cacciari]

-  11 y La sconfitta [nella palude mediorientale]

- 10 y Impoverimento [la tassa occulta]

- 9 y Quote rosa [non è un pesce d’aprile]

- 8 y Mai, mai, mai! [Totus tuus ego sum Maria]

- 7 y Punta Perotti [lo spartiacque]

6 y sso ccontento…! [il ri-epilogo]

- 5 y Favole greche e leggende metropolitane [ici]

4 y Anche i ricchi piangono [o dei rovesci]

3 y Un giudice  [Fabrizio De Andrè, amico fragile]

- 2 y Per interesse  [contro il declino]

-  1 y La nomination [BIP® brother] 

0 y  L'identità mediale degli italiani [BIP® exit]


Questo blog aderiva alla campagna
"Salviamo la Costituzione. Aggiornarla non demolirla".

Contro la sottrazione di democrazia tentata dal governo dei pre-potenti.



Infopoint

La posta in gioco

Si sceglieva tra 2 modelli*:

il sistema che accoglie l'individuo,
non privo di limiti;

l'individualismo che rigetta la relazione
tra gli individui, la nega ideologicamente,
privilegiando la soluzione asociale.

Io scelgo e voto per una società che
sa trarre forza dagli individui
per costruire il sistema e lo scudo,
anche per i più deboli
, gli ultimi,
i meno muniti e più sprovveduti,
che non possono rimanere ostaggi,
in balia dei rapporti di forza
economici o politici;
e non delega la salvezza all'uomo, della provvidenza



banditore [ in un film già visto ].

*ma l'Unione non lo aveva capito.






[ charis community ]

FENICOTTERO SNODATO Un'esemplare di fenicottero rosa si accarezza compiaciuto il collo allo zoo di Francoforte in Germania (Frank May /Epa)

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