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Ethos
l' Uomo in bianco e nero


Diario


1 giugno 2008

Lo zucchero filato di Tremonti

La nuova vestizione era nell'aria ma la scena madre è avvenuta nel Consiglio dei ministri di due giorni fa. Si dovevano prendere decisioni sull'Alitalia, Tremonti doveva presentare la bozza d'un decreto che il Consiglio avrebbe dovuto discutere ed approvare [e magari emendare]. Ma il decreto non era pronto, lo stavano limando gli uffici. Tremonti lo ha raccontato e il Consiglio ha dovuto approvarlo ad occhi chiusi. “Abbiamo fretta” ha detto Berlusconi “lo vedrete dopo intanto approviamolo”. Eppure quel decreto ancora fantasma è una sorta di editto rivoluzionario.

L'
Alitalia viene di fatto commissariata dal governo. Ad essa non si applicheranno le leggi vigenti che regolano la vita delle società quotate in Borsa. È esentata da ogni tipo di comunicazione alla Consob e al mercato. Il governo ha nominato un advisor nella persona di Banca Intesa e del suo consigliere delegato Corrado Passera il quale avrà accesso alla contabilità di Alitalia per farsi un'idea della situazione.

Normalmente l’advisor lavora per una società interessata ad entrare nell'azienda in vendita, ma in questo caso Banca Intesa lavora per se stessa ed è incaricata di farlo dal governo. La situazione è del tutto nuova e palesemente anomala. Banca Intesa, compiuti gli accertamenti del caso, potrà: ritirarsi dall'operazione, proporsi come azionista in proprio, designare una rosa di possibili acquirenti, presentarsi come mallevadore finanziario di uno di essi o più d'uno.

A quel punto il governo potràpotrà: mettere l'Alitalia in liquidazione, chiedere agli acquirenti indicati dall'advisor un'offerta vincolante, sceglierne insindacabilmente uno, chiudere l'operazione con la vendita della compagnia aerea oppure mandare a monte tutto. Il tutto senza che il mercato, la Consob, l'Antitrust, possano seguire l'operazione in barba agli azionisti di minoranza, ai creditori e al mercato. Sono vecchio amico ed estimatore di Corrado Passera, perciò mi permetto di raccomandargli molta prudenza visto il rischio anche personale che si è assunto.

La bravissima Marcegaglia sembra un po' spaventata da queste prospettive. Parlando a Trento al Festival dell'economia ha detto che l'operazione Alitalia si può fare soltanto se si troverà un imprenditore internazionale. Ha perfettamente ragione la Marcegaglia,
ma chi?

Air France ha chiuso o meglio è stata buttata fuori dai sindacati Alitalia e da Berlusconi in campagna elettorale. Lufthansa non ritiene che Alitalia sia appetibile ed eguale giudizio ne ha dato Aeroflot. Altre compagnie aeree in Europa non ci sono. In Usa, forse. Di seconda e terza fila. Ma il vero obiettivo di Tremonti [e di Air One] è di mettere in piedi un'azienda locale, regionale, con una flotta prevalentemente basata su aerei di media grandezza impegnati nel traffico nazionale e regionale [europeo]. Una ristrutturazione tricolore. Una sorta di Swissair dopo il fallimento o di Klm prima della fusione con Air France. Il tutto naturalmente attraverso una ristrutturazione rispetto alla quale quella proposta da Air France era zucchero filato.

Questo sembra essere il piano di Tremonti. E anche di Bossi. E di Formigoni. È anche il piano di Passera?

Ribadisco la mia proposta:
 
Alitalia vendiamola alla mafia. 

Link map
: niente di personale|alimaffia


3 aprile 2008

Alimaffia

Mafiles

I vantaggi:

un
brand italiano leader nel mondo
eccezionale liquidità
emersione di lavoro nero
recupero di elusione ed evasione fiscale
management collaudato e visione globale
doppia
ff glamour per attrarre clientela femminile

Alitalia vendiamola alla mafia, una case history di successo in grado di rilanciare l'immagine dell'Italia nel mondo.

E che questa volta
Berlusconi non c'entri!


[ clicca sulle immagini ]


Link mapniente di personale
|exclusive clubs|grasso|una storia italiana|mal y pense|consanguinei


26 marzo 2008

"Mai i miei figli nella cordata"

Non attendevamo certo una smentita per comprendere che i figli "di" mai avrebbero accettato di buttare soldi in Alitalia, un'impresa [si fa per dire] in limine mortis.

E’ vero che in cassa fino al 31 marzo ci sono solo 100 milioni? Formigoni e il ministro Bianchi contestano il dato.
«Il calcolo parte dal piano Prato di fine gennaio. I dati sono anche sul sito Internet di Alitalia. Nel frattempo, il prezzo del carburante è aumentato, e Alitalia rischia di perdere l’open sky, la liberalizzazione dei voli con gli Usa. Al 31 marzo bisogna portare i libri in tribunale a meno di un prestito ponte che Bruxelles autorizzerà solo a fronte di una vendita certa. E Formigoni sa benissimo che solo il 38% dei passeggeri del Nord utilizza Malpensa; da Torino, per esempio, si va a Francoforte e di lì si prende il volo per il mondo. Per questo Malpensa è in passivo. Berlusconi farebbe bene a chiedersi quanti voti gli può portare la difesa leghista di Malpensa».

Eugenio Scalfari stima in 14 miliardi la cifra necessaria per rilevare e rilanciare Alitalia. Concorda?
«Se non si ha il background di una grande compagnia come Air France-Klm, e si tiene conto degli investimenti necessari in 5 anni per portare Alitalia in attivo, la stima è verosimile. Quale cordata italiana ha la solidità finanziaria per imbarcarsi in un’operazione di questa portata?».

*****

BERLUSCONI, per come racconta la cronaca e come lo ricordo io che fui anche testimone diretto, è stato l'inventore delle cordate fasulle.

La più celebre fu quella della Sme, passata anche sui tavoli della giustizia civile e penale. Per bloccare il contratto già firmato tra De Benedetti e l'Iri, s'inventò un'inesistente cordata guidata da un suo prestanome, certo Scalera, che rimise in gioco l'accordo per il tempo necessario a riaprire il gioco. Poi Scalera scomparve, scomparve fisicamente, e la cordata Fininvest-Ferrero-Barilla ne prese il posto, ma era fasulla anche quella. Alla fine lui si ritirò e Ferrero-Barilla si divisero le spoglie della Sme.

In quel caso la Fininvest non aveva altro interesse che fare un favore politico a Craxi. Il compenso fu il famoso decreto soprannominato "decreto Berlusconi" con il quale il governo bloccò la sentenza della Corte Costituzionale autorizzando le televisioni Fininvest a trasmettere in barba alla sentenza della Corte e dei tribunali che le avevano emesse.

Non fu il solo caso.

Link map: conferma|diretta|exclusive club|emma|mal y pense|il cavaliere bianco|bossi 1|bettino|bossi 2


15 gennaio 2008

La lista della spesa

[ click ]



Per anni, invece di fare si è disfatto; ma nel 2006 e 2007 si è fatto. Tra il 2000 ed il 2005 la spesa corrente primaria (cioè al netto degli interessi sul debito e degli investimenti pubblici) è passata dal 37,3 per cento del Prodotto interno lordo (Pil) al 40 per cento. Un massimo che non avevamo mai raggiunto, neppure quando l’Italia toccò il fondo all’inizio degli anni ’90.

Nel biennio 2006-2007, l’inversione di tendenza. Nel 2006 la spesa corrente primaria smette di salire rispetto al Pil per la prima volta dopo cinque anni; e per il 2007 i dati finora noti (i primi dieci mesi) segnalano una riduzione non solo rispetto al prodotto ma perfino in termini assoluti. Ciò è certo dipeso anche dalla ripresa economica. Ma le più recenti informazioni diffuse dall’Istat segnalano che la spesa corrente primaria nei primi tre trimestri del 2007 ha addirittura dimezzato la sua velocità rispetto all’analogo periodo del 2006. Nel complesso, si può stimare che la crescita annua della spesa corrente primaria nel biennio 2006-2007 sia stata intorno al 3,5 per cento, mentre nel 2001-2005 era stata superiore al 5.

L’anno passato ci sono stati interventi di aumento della spesa per finalità sociali e di investimento pubblico in giugno e in settembre (aumento pensioni basse, bonus per incapienti, investimenti in infrastrutture, ecc.); ciò nonostante la spesa corrente primaria dovrebbe risultare sostanzialmente in linea con quella prevista nel marzo 2007. Come a dire che le nuove spese sono state compensate da altre minori spese. La stessa riduzione del deficit al di sotto di quanto fissato a fine settembre nasce in gran parte dal rallentamento della spesa, non solo da maggiori entrate.

Il progetto di Air France-Klm, dice ancora Padoa-Schioppa, ''evidenzia significative sinergie e rilevanti economie di scala, attraverso l'ingresso nel sistema multi-hub della principale compagnia del mondo''. Il ministro ricorda che le due compagnie gia' collaborano all'interno del'alleanza Skyteam, e che anche le condizioni finanziarie dell'offerta ''rispetto alla proposta di Air One sono migliori per gli azionisti e per gli obbligazionisti''.

Link map: tps al messaggero|finanza pubblica 2006|malpensa|alitaliairfrance


30 dicembre 2007

Mal y pense

    [ click ] 


L'hub Malpensa dunque non regge, e forse sarebbe più corretto dire che non è mai esistito.

Il buco prodotto in un anno dall'hub Mancato è stato quantificato da Alitalia in 200 milioni di € [circa i due terzi della perdite annue del vettore di ban-zai-diera, ndr].  E l'accusa che Air France voglia depauperarlo a favore del proprio hub, Charles De Gaulle, suona quantomeno singolare visto che già ora Malpensa serve quell'aeroporto.


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permalink | inviato da Ethos il 30/12/2007 alle 14:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


28 dicembre 2007

Mal pensa


Honi soit qui mal y pense *



[ click ]


Chi ricorda più i nomi dei presidenti e degli amministratori delegati che si sono succeduti negli ultimi anni in Alitalia?

Anche se qualcuno di loro è francamente indimenticabile, come Giuseppe Bonomi, ex deputato leghista sponsorizzato dall'ex ministro Bobo Maroni [nel tentativo di neutralizzare Fiumicino a vantaggio dell’abortito hub continentale di Malpensa, altra scelta folle di diarchia provinciale a carico della spesa pubblica, di cui però stavolta la Lega Nord Padania non rivendica il danno fiscale a carico dei ceti medi oppressi dallo Stato sprecone e malfidatonda].

Questo Bonomi, nella sua breve permanenza nel palazzo della Magliana, uno degli emblemi di "Roma ladrona", si segnalò per la sponsorizzazione del mondiale di equitazione indoor salto a ostacoli ad Assago, Milano, con la sua personale partecipazione in sella a un baio, e per la sponsorizzazione dei festeggiamenti di Silvio Berlusconi, nominato "statista dell'anno" dall'Anti Defamation Legue Usa. Accanto a lui, nel tavolo di gala newyorchese pagato fior di dollari, sedevano il presidente dell'Enac Vito Riggio e quello dell'Enav Bruno Nieddu. Fu un bel vedere, il tripudio del clientelismo e delle corporazioni. Da una parte Gianfranco Fini e An, il partito dei piloti, di Fiumicino e degli aiuti di Stato, dall'altra il filone leghista di Bobo Maroni e di Malpensa, Padania. A latere gli enti "controllori" e i loro boss.

ora quel simpaticone del leghista Roberto Calderoli ha il coraggio di dire che non si può resuscitare un morto [dopo aver già resuscitato la decotta e nordista compagnia low cost alla polenta Volare Web, anche qui senza fiatare sul trasferimento allo Stato, e quindi a carico dei contribuenti tartassatidell'inettitudine gestionale del management locale, nda].

* [ sia vituperato chi ne pensa male ]

Formigoni: 
[ ghe pensi mi ]
se Alitalia finirà ad Air France ci difenderemo

Un nuovo no alla vendita di Alitalia. E una promessa-minaccia: in caso andasse in porto la trattativa con Air France, «farò nascere una compagnia del Nord». Parola del presidente della Regione, Roberto Formigoni. La nuova compagnia non è utopia: «Il vicepresidente di Confindustria assicura che ci sono imprenditori interessati a questo obiettivo».

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War is peace
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La libertà è schiavitù

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La société du spectacle par Guy E. Debord


Secondo la definizione di Leonardo Boff, in Ethos mondiale

EGA 2000 ISBN 88-7670-394-2, €11,36:

Per ethos intendiamo l’insieme delle aspirazioni, dei valori e dei principi, che orienteranno le relazioni umane nei confronti della natura, della società, delle alterità, di se stessi e del senso trascendente dell’esistenza, Dio.



Si vis pacem para pacem

 

Questo blog è gemellato con Devarim [in ebraico Devarim sono le parole, o le cose].
La lettera ebraica che abbiamo insieme scelto per illustrare questo spazio in comune è bet
,la stessa che dà inizio al libro di Bereshit,in principio, il primo dei cinque che compongono la Torah [corrispondente al nostro libro della Genesi].



Ascolta radiofulmini

E fa zapping con Tv [spenta] med vridbar skärm, Luma, 1959 digitaladoptive


I blogleanno:

15 marzo 2005 | 15 marzo 2006


Il BIP®™ countdown è scaduto

Al 10 aprile 2006, ore 15:00, mancavano:
giorni
ore
minuti
secondi

Countdown memories   

- 14 y Del fisco me ne infischio [i numeri veri]

- 13 y Rottamazione [in]costituzionale [christians]

- 12 y Verso il Partito Democratico [di m. cacciari]

-  11 y La sconfitta [nella palude mediorientale]

- 10 y Impoverimento [la tassa occulta]

- 9 y Quote rosa [non è un pesce d’aprile]

- 8 y Mai, mai, mai! [Totus tuus ego sum Maria]

- 7 y Punta Perotti [lo spartiacque]

6 y sso ccontento…! [il ri-epilogo]

- 5 y Favole greche e leggende metropolitane [ici]

4 y Anche i ricchi piangono [o dei rovesci]

3 y Un giudice  [Fabrizio De Andrè, amico fragile]

- 2 y Per interesse  [contro il declino]

-  1 y La nomination [BIP® brother] 

0 y  L'identità mediale degli italiani [BIP® exit]


Questo blog aderiva alla campagna
"Salviamo la Costituzione. Aggiornarla non demolirla".

Contro la sottrazione di democrazia tentata dal governo dei pre-potenti.



Infopoint

La posta in gioco

Si sceglieva tra 2 modelli*:

il sistema che accoglie l'individuo,
non privo di limiti;

l'individualismo che rigetta la relazione
tra gli individui, la nega ideologicamente,
privilegiando la soluzione asociale.

Io scelgo e voto per una società che
sa trarre forza dagli individui
per costruire il sistema e lo scudo,
anche per i più deboli
, gli ultimi,
i meno muniti e più sprovveduti,
che non possono rimanere ostaggi,
in balia dei rapporti di forza
economici o politici;
e non delega la salvezza all'uomo, della provvidenza



banditore [ in un film già visto ].

*ma l'Unione non lo aveva capito.






[ charis community ]

FENICOTTERO SNODATO Un'esemplare di fenicottero rosa si accarezza compiaciuto il collo allo zoo di Francoforte in Germania (Frank May /Epa)

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