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Ethos
l' Uomo in bianco e nero


Diario


4 giugno 2009

Obama al Cairo vs Osama, al-Qaeda

The State Department has been busy translating the President’s speech, click here to find links to translated transcripts, and later versions of the video with translated captions as they come in. Languages will include Arabic, Chinese, Dari, French, Hebrew, Hindi, Indonesian, Malay, Pashto, Persian, Punjabi, Russian, Turkish, and Urdu.


[ click | Non per l'elogio del Corano, non per l'infanzia di Obama sotto i minareti e neppure per l'affettuosa citazione del papà musulmano o del proprio nome completo, Barack Hussein Obama. Il segnale nitido viene dalle 6000 parole dell'appello: mai è citata «terrorism», la maledizione che dall'11 settembre 2001 strega America e Islam ]
Un discorso atteso da un miliardo di islamici che ha parlato anche all'America profonda e a Israele: il presidente americano Barack Obama, nello storico discorso alla «umma», la comunità islamica, ha parlato di «città senza tempo del Cairo». I saggi presenti, come i milioni di musulmani in ascolto, dai caffè del Nobel Mahfouz, alle periferie di Parigi e Detroit, all'Indonesia dove il presidente è cresciuto, alle caverne di al-Qaida, hanno capito che l'America cambia.
Link map: welcome to obama for america|presidet's speech|nowruz|death cheney '01|obamerica


8 novembre 2008

Mutt, un incrocio di razze

Non attribuisce alcuna importanza, Silvio Berlusconi, al fatto che Obama abbia parlato con alcuni leader europei prima di farlo con lui: «Non ho ancora avuto il tempo di cercarlo, ho avuto molti impegni internazionali, ieri a Mosca, oggi qui, ma tutta questa è una storia ridicola, di solito mi si dà dell'americano con il k*, ora invece mi si imputa una mancata telefonata».

*
Dai nemici mi guardo io, dagli amici mi guardi Iddio.

[ click | Il futuro presidente che sa prendersi in giro - sè stesso, non gli altri -, promette di regalare alle bambine un cagnolino senza pedigree, un mutt, un incrocio di razze, come sono io, sdrammatizzando con una parola sola tutta la retorica debordante del nero alla Casa Bianca. E ricordarci, sorridendo, che tutti, al mondo, siamo mutt, incroci di razze diverse, come lui ]

Per un'intera giornata tiene banco l'attesa della telefonata con Obama. In Italia l'opposizione attribuisce il ritardo all'aggettivo speso e rivendicato dal capo del governo, quell'«Obama abbronzato» che ha fatto il giro del mondo e suscitato tante polemiche. Poi, dieci di sera ora italiana, c'è finalmente il contatto diretto fra il Cavaliere e il nuovo inquilino della Casa Bianca.

Con l’uomo negro alla casa bianca, subito gli straordinari per Forattini.

Il coordinamento dei comitati di redazione della Poligrafici editoriale [Quotidiano Nazionale, il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno] ha espresso in una nota «fermo e totale dissenso nei confronti della vignetta pubblicata dai giornali del Gruppo a firma Giorgio Forattini e dedicata alla elezione di Barack Obama. La satira è un'espressione di democrazia e di libertà quando non infrange i principi di civiltà e il rispetto dei diritti - ha ricordato il Coordinamento -. Ciò, in questa occasione, purtroppo non è stato, travalicando quei limiti che ogni giornale, quale sia la sua posizione politica, dovrebbe rispettare».

Ma perché questa feccia è così spaventata dall’uomo negro?

Link map: arriva l'uomo nero|bar sport berlusconi|bar sport gasparri


5 novembre 2008

Bar Sport Gasparri




«Sulla lotta al terrorismo internazionale - è stato il commento espresso questa mattina al Gr3 dal presidente dei senatori del PDL Maurizio Gasparri - vedremo Obama alla prova, perché questo è il vero banco di prova. Gli Stati Uniti sono la democrazia di riferimento, portatrice di valori minacciati dal terrorismo e dal fondamentalismo islamico. Su Obama gravano molti interrogativi; con Obama alla Casa Bianca forse Al Qaeda è più contenta».

Link mapparodie in libertà|l'uomo nero|un peana democratico


23 agosto 2008

Patriot act

[ click | Barack Obama ha scelto Joe Biden come compagno di corsa alla Casa Bianca in qualità di vicepresidente. Sessantacinque anni, senatore del Delaware per sei mandati consecutivi e presidente della Commissione Esteri, Biden ha accumulato una grande esperienza in politica estera, terreno su cui il candidato democratico e' debole ]

Clicca per leggere le priorità di Joe Biden

Link map: soft power|act|obooom|biden trends


21 luglio 2008

Cambio di fronte

 


Barack Obama affonda la strategia neocon nello scacchiere arabo. Già i più duri assertori dell’esportazione della democrazia avevano denunciato il fallimento della dottrina Bush Cheney Rumsfield per l’area Iraq Afghanistan. Non Giuliano Ferrara, ormai tutto preso dalla nuova missione di convertire il papa e difenderlo dagli attacchi, sconsiderati, degli infedeli mimetizzati tra i cattolici post-conciliari.

Barack Obama, qualora eletto presidente degli Stati Uniti d’America, utilizzerà il
soft power per consolidare la qualità possibile della convivenza nelle aree che hanno conosciuto i peggiori riflessi della dissennata politica estera condotta dall’amministrazione Bush, George W.

L’assioma è semplice: garantire
dignità di vita alle popolazioni che hanno sofferto l’occupazione militare in Iraq ed Afghanistan, con copiosi investimenti civili. Spostare il fuoco dell’impegno militare lì dove il terrorismo wahabita attenta l’evoluzione sociale e politica delle entità statuali emerse dai conflitti armati. Attaccarlo ed isolarlo nelle enclavi a cavallo di Afghanistan e Pakistan.

Una opzione che recupera la feroce critica all’amministrazione Bush
jr. sollevata dalle diplomazie più indipendenti e dal pacifismo internazionale, rimettendo sui binari della politica un’escalation bellica priva di sbocchi.


Link map: giuliano|golpe|obama|death cheney|gollum


14 marzo 2008

Difendersi da Martino

Da Antonio Martino:

«
Se torno alla Difesa via dal Libano e di nuovo in Iraq»

Non da Renato Martino:

«Io non posso che ripetere ancora una volta: se si fosse ascoltato Giovanni Paolo II che scongiurava tutti di non fare quella guerra!

La Santa Sede disponeva di informazioni sicure sul fatto che Saddam era pronto ad accettare le condizioni dell’ONU. Le ispezioni stavano funzionando e sarebbe stato sufficiente attendere un mese, ma non si volle questa attesa
». 

Link mapantonio martino|better place|18III2003|renato martino


13 marzo 2008

Rahhove

Una grande Croce per la nostra Chiesa prima della Pasqua” ha detto mons. Rabban al Qas, vescovo di Arbil, commentando la notizia ad AsiaNews.

[ click ]
 
Il vescovo caldeo di Mosul, Faraj Rahho, rinvenuto cadavere a seguito del rapimento subito il 29 febbraio scorso. Sulle violenze contro le chiese irachene polizia e esercito nazionale non hanno mai condotto indagini adeguate o trovato i responsabili, denuncia la popolazione.

Karl Rove: «L'Iraq sarà un posto migliore»

In un’intervista rilasciata nel novembre scorso ad "Asianews" monsignor Rahho aveva parlato di un rigurgito di violenza a Mosul [250 chilometri a nordovest di Baghdad] e denunciato «persecuzioni religiose sempre piu frequenti». In Iraq i cristiani sono poco meno di un milione, circa il 4 per cento della popolazione. I cattolici caldei sono la parte preponderante della comunità cristiana che comprende anche assiri, siriani, armeni e latini.

"Si deve ricordare che il sequestro del prelato avvenne alla fine di una vasta operazione di ‘pulizia’ della città compiuta dall’esercito americano. Ciò dimostra chiaramente che questo genere di metodi non costituisce una soluzione per pacificare il paese. Sottolineo il silenzio assordante degli americani dopo l’annuncio del rapimento”

Link map
asianews|karl rowe|faraj rahho|mosul|persecuzioni|misna


29 febbraio 2008

Our One Millionth Donor

[ clicca sulle immagini ]

Misna: aveva ricevuto telefonate minatorie e gli erano stati chiesti 50.000 dollari

Iraq,

rapito il vescovo caldeo di Mosul

Uccise tre persone durante il raid. Il vescovo di Arbil: «E' in mano a terroristi, non sappiamo in che condizioni di salute».

Vive. La nuova giovinezza della democrazia USA: "I looked at the counter, and it was very close to a million," says Zach, a student at University of Hawaii who works at a grocery store to help pay the bills. "I don't have much money, but I decided I wanted to be a part of this."
[ nella campagna di Obama, Zach Ellison, studente, è stato il milionesimo donatore ]

Dichiarando durante il dibattito di martedì sera a Cleveland che come presidente si sarebbe impegnato ad intervenire solo nel caso in cui “Al Qaeda stabilisca una base in Iraq”, Obama ha dimenticato la realtà dei fatti, ha ironizzato il senatore dell’Arizona John McCain: “Ho una notizia: Al Qaeda è già in Iraq”.

Dalla Ohio State University, dove era a sua volta impegnato in campagna elettorale, Barack Obama non ha fatto attendere la sua risposta, cogliendo la palla al balzo per mostrarsi all’altezza di affrontare temi importanti di politica estera: “So che Al Qaeda è in Iraq, è per questo che ho detto di voler continuare a colpire il gruppo”, ha replicato il senatore dell’Illinois, “Ma ho una notizia per John McCain: in Iraq non c’era Al Qaeda, nè nulla che gli somigliasse, finchè George Bush e John McCain non hanno invaso il paese”.

E al senatore dell'Arizona che ama esaltare le folle promettendo di inseguire Osama bin Ladenfino all’inferno”, Obama ha risposto che “Tutto quel che [McCain] ha fatto è stato seguire Bush in una guerra in Iraq mal condotta” e, soprattutto, combattuta nel paese sbagliato. Gli occhi dell’America, ha sottolineato infatti Obama, avrebbero dovuto invece essere puntati altrove: ritirare le truppe dall’Iraq sarebbe quindi una mossa necessaria per concentrarsi sull’Afghanistan e sulle zone del Pakistan dove i terroristi avrebbero trovato rifugio.

Link mapfaraj rahho|misna|zachary ellison|navarro valls|mosul


29 dicembre 2007

Danze pakistane

ISLAMABAD - Una tv pachistana ha trasmesso tre immagini, che dice di avere ricevuto da un fotografo dilettante, nelle quali appaiono due killer che hanno partecipato all'attentato di giovedi' in cui e' stata uccisa Benazir Bhutto. Nelle immagini di Dawn News Tv uno dei 2 uomini punta la pistola mentre si trova a non piu' di tre metri dalla Bhutto.

[ clicca sulle immagini ]

Loss, from Blast! ]



Battery battle, from Blast! ]



Se l’amministrazione americana avesse finalmente iniziato a comprendere qualcosa del Pakistan già nel 2001, avrebbe dovuto immediatamente imporre a Musharraf l’alleanza con la Bhutto. Invece, Bush ha firmato un assegno in bianco al dittatore di Islamabad che ha più e più volte rinnovato, sino a quando, pochi mesi fa, si è reso conto che la vera ragione delle secche in cui è finita Enduring Freedom in Afghanistan, avevano e hanno la loro radice politica proprio nel caos fondamentalista pakistano.

Da qui il tentativo di favorire una svolta “riformista”.
Probabilmente troppo tardi.
Molti analisti scommettono infatti su una implosione violenta del Pakistan,
di qui a non molto.

Carlo Panella, 19 ottobre 2007


27 dicembre 2007

Benazir, o della misoginia qaedista

[ click ] 



L’eliminazione di Benazir Bhutto è l’ennesima deflagrazione della guerra intra-islamica che ha, quale posta massima, il controllo delle risorse petrolifere: attraverso lo spossessamento ed il rovesciamento delle elite arabe al potere nei paesi chiave della mappa arabo musulmana, a cavallo di Asia ed Africa. In più gioca ancora sul piano simbolico, elevando al massimo livello di visibilità|negazione il contrasto alla crescita del ruolo della donna nel mondo islamizzato.

In effetti la chiave politica della strage è proprio questa: impedire il ritorno al potere di una donna in uno dei massimi e più popolosi stati confessionali asiatici, al crocevia tra la penisola araba, l’Iran e le potenze di Cindia. E con la soppressione di una personalità così emotivamente implicata nella storia pakistana, agire sulla leva delle leve che invertirà il paradigma ideal-misogino che pervade il revanchismo ultra-tradizionalista qaedista. Sarà esattamente l’affermarsi del ruolo femminile nelle società islamizzate, infatti, a decretare la sconfitta definitiva e senza appello del terrorismo fondamentalista che, ogni anno, semina la quasi totalità delle vittime di attentati e stragi tra i fratelli musulmani.

Una scia di sangue che solca due faglie in movimento nello scenario geopolitico mondiale:

1
. la diversa velocità di evoluzione delle società permeate dalla comunicazione istantanea, nell’era della globalizzazione
2. il rinascimento islamico, soffocato dal ripiegamento primitivo delle strutture giuridico-religiose delle costituzioni musulmane, a partire dal XIII secolo, indotto dal sovrapporsi asfissiante delle morali teocratiche agli usi e costumi delle società locali, private dei riflessi civili della filosofia arabo-islamica.

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basta capovolgere il senso delle parole
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per comprendere i suoi obiettivi privati


War is peace
La guerra è pace

Freedom is slavery
La libertà è schiavitù

Ignorance is strenght
L'ignoranza è forza



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La société du spectacle par Guy E. Debord


Secondo la definizione di Leonardo Boff, in Ethos mondiale

EGA 2000 ISBN 88-7670-394-2, €11,36:

Per ethos intendiamo l’insieme delle aspirazioni, dei valori e dei principi, che orienteranno le relazioni umane nei confronti della natura, della società, delle alterità, di se stessi e del senso trascendente dell’esistenza, Dio.



Si vis pacem para pacem

 

Questo blog è gemellato con Devarim [in ebraico Devarim sono le parole, o le cose].
La lettera ebraica che abbiamo insieme scelto per illustrare questo spazio in comune è bet
,la stessa che dà inizio al libro di Bereshit,in principio, il primo dei cinque che compongono la Torah [corrispondente al nostro libro della Genesi].



Ascolta radiofulmini

E fa zapping con Tv [spenta] med vridbar skärm, Luma, 1959 digitaladoptive


I blogleanno:

15 marzo 2005 | 15 marzo 2006


Il BIP®™ countdown è scaduto

Al 10 aprile 2006, ore 15:00, mancavano:
giorni
ore
minuti
secondi

Countdown memories   

- 14 y Del fisco me ne infischio [i numeri veri]

- 13 y Rottamazione [in]costituzionale [christians]

- 12 y Verso il Partito Democratico [di m. cacciari]

-  11 y La sconfitta [nella palude mediorientale]

- 10 y Impoverimento [la tassa occulta]

- 9 y Quote rosa [non è un pesce d’aprile]

- 8 y Mai, mai, mai! [Totus tuus ego sum Maria]

- 7 y Punta Perotti [lo spartiacque]

6 y sso ccontento…! [il ri-epilogo]

- 5 y Favole greche e leggende metropolitane [ici]

4 y Anche i ricchi piangono [o dei rovesci]

3 y Un giudice  [Fabrizio De Andrè, amico fragile]

- 2 y Per interesse  [contro il declino]

-  1 y La nomination [BIP® brother] 

0 y  L'identità mediale degli italiani [BIP® exit]


Questo blog aderiva alla campagna
"Salviamo la Costituzione. Aggiornarla non demolirla".

Contro la sottrazione di democrazia tentata dal governo dei pre-potenti.



Infopoint

La posta in gioco

Si sceglieva tra 2 modelli*:

il sistema che accoglie l'individuo,
non privo di limiti;

l'individualismo che rigetta la relazione
tra gli individui, la nega ideologicamente,
privilegiando la soluzione asociale.

Io scelgo e voto per una società che
sa trarre forza dagli individui
per costruire il sistema e lo scudo,
anche per i più deboli
, gli ultimi,
i meno muniti e più sprovveduti,
che non possono rimanere ostaggi,
in balia dei rapporti di forza
economici o politici;
e non delega la salvezza all'uomo, della provvidenza



banditore [ in un film già visto ].

*ma l'Unione non lo aveva capito.






[ charis community ]

FENICOTTERO SNODATO Un'esemplare di fenicottero rosa si accarezza compiaciuto il collo allo zoo di Francoforte in Germania (Frank May /Epa)

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