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Ethos
l' Uomo in bianco e nero


Diario


12 dicembre 2009

Ex-voto


Roma
, 12 dic. (Apcom) –

« Nel caso Silvio Berlusconi scegliesse di andare al voto anticipato, potrebbe trovarsi a sfidare un grande schieramento repubblicano in difesa della democrazia ».

Questa e' la proposta lanciata da Pier Ferdinando Casini a Pd e Idv.




Link mapapcom|ex-voto|cade la maschera del clown


10 dicembre 2009

L' ultima intervista a Paolo Borsellino





19 maggio 1992, quattro giorni prima dell'eliminazione di Giovanni Falcone.

Per strage, a Capaci.

Due mesi dopo (1l 19 luglio) lo stesso Borsellino fu ucciso nell’attentato di via D’Amelio a Palermo. 


21 agosto 2008

Serial drama

Sostiene Berlusconi:
«Quanto alla giustizia, si tratta di mettere in pratica molte delle idee di Giovanni Falcone: separazione dell'ordine degli avvocati dell'accusa dall'ordine dei magistrati, indirizzo dell'azione penale superando l'attuale ipocrisia della finta obbligatorietà, criteri meritocratici nella valutazione del lavoro dei magistrati. Vogliamo valorizzare i tanti magistrati seri, che svolgono il loro lavoro in modo coscienzioso, con spirito di sacrificio e spesso rischi personali. Purtroppo il loro lavoro è offuscato da pochi altri che, per pregiudizio ideologico unito a smania di protagonismo, proiettano con comportamenti deviati un'immagine distorta della magistratura italiana. Noi siamo dalla parte dei magistrati, non delle frange ideologizzate e giustizialiste».


8
 IV ore 13:26  Berlusconi: "Il pubblico accusatore deve essere sottoposto periodicamente ad esami che ne attestino la sanità mentale"
 

9 IV ore 13:26 Berlusconi: "Dell'Utri ha ragione, Mangano è stato un eroe"

"Marcello Dell'Utri ha ragione, Mangano è stato un eroe". Silvio Berlusconi, su radio 2, commenta così le parole del senatore di Fi su Vittorio Mangano, lo "stalliere di Arcore" condannato nel 2000 all'ergastolo.

Ma chi minchia è sta mmafia? Cu fu?!
Ma chi minchia è sta r
rescistenza? Cu fu?!


Link map
: falcon crest|dell'utreide|psicojustitia|public enemy uncensored|fattore mangano|associazione mafiosa|oltre 700 nomi di vittime di mafia


24 luglio 2007

In un altro paese

Un’intervista fatta di domande. Breve come suggeriva il tempo a disposizione del Procuratore Nazionale Antimafia, Piero Grasso.



Occhi privi di paura e di un’umanità ferita. Forse anche dalla considerazione che il nemico, la mafia, è obliquo, quasi mai si presenta con il proprio volto. Forse ferito anche dalla mia insistenza sulla zona grigia che avvolge e protegge il controstato mafioso: l’enclave politico-affaristica più potente d’Italia. E non solo.

Aveva invocato non politiche repressive, nel presentare il colloquio con
Francesco La Licata: "Pizzini, Veleni e Cicoria. La Mafia prima e dopo Provenzano". Aveva invocato la libertà di scegliere una vita onesta nei mandamenti dominati dalle cosche, e fatto una cifra: basterebbero 800 € al mese. A favore dei giovani lasciati a marcire nella loro esclusione sociale, dal sistema delle cointeressenze mafiose. Precocemente arricchiti ed altrettanto fulmineamente espropriati del diritto ad una vita normale. Fatta di lunario ed occupazioni e gioie ordinarie. Nell’impotenza dello stato, scritto con la lettera minuscola.

Gli chiedevo: come si combatte la mafia in un contesto in cui tutto è scivoloso ed indistinto. Non una separazione visibile ad occhio nudo tra bene e male. Lui il bene, da siciliano. Gli altri il male, da siciliani.

Una scelta di campo netta
, rispondeva. Ed un lento lavorio di ricostruzione delle basi sane della convivenza. Su un piano etico e feriale. Ed io incalzavo. Ma come si agisce nella palude se è vero che il presidente della Regione Sicilia, replicando a Pierluigi Diaco, ammetteva di aver chiesto voti ad Angelo Siino, il ministro dei lavori pubblici della mafia, in occasione della sua prima candidatura all’Assemblea Regionale Siciliana. Difficile pensare che non conoscesse la levatura dell'interlocutore e lo identificasse come un normale imprenditore. Precisavo: non voglio metterle in bocca opinioni mie, non metterla in una situazione di imbarazzo. Ma combattere la mafia con la determinazione della più nitida tradizione antimafia della magistratura siciliana e trovarsi di fronte Totò Cuffaro, presidente della Regione Sicilia [e Diego Cammarata, sindaco di Palermo], indurrebbe chiunque ad un senso di frustrazione e di disillusione. In almeno un elemento chiave: la riconquista ed il controllo del territorio.

Replica accolta malissimo, ma che ne mostrava la lacerazione personale.
Un siciliano contro altri siciliani. Un uomo che ama visceralmente la Sicilia, come tanti di noi che ne hanno calpestato il suolo da visitatori. Ma col marchio dell’infamia, che lo Stato non riesce a debellare, non essendo in grado di controllare il territorio per via delle complicità che lo incrostano. Da simbolo vivente dello Stato che non si arrende.

Ancora una volta una risposta netta ed accorata: qualunque sia la posta in palio, questo il senso, si deve credere in una risposta d’amore. L’amore mette in palio tutto, non si vanta né si abbatte. Quasi un altro inno alla carità. Da un magistrato che non vuol essere supereroe. Occhi piccoli come fessure, pregni di forza, che interrogano il futuro.
Ovvero ciascuno. Perché ciascuno è artefice di futuro e ne porta impresse le stimmate.

Vedrete solo le sequenze. Inspiegabilmente l’audio non si è fissato. Credo sia stata una delle più belle interviste, e tese, che io ricordi di aver raccolto. Non una resa ma una sfida alla ragnatela mortale della
mentalità mafiosa. La mentalità. In un altro paese. Come direbbe Alexander Stille. Perché Piero Grasso è invitato da vivo, e vero, nel giardino dei giusti. Secondo un’antica metafora ebraica.

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Secondo la definizione di Leonardo Boff, in Ethos mondiale

EGA 2000 ISBN 88-7670-394-2, €11,36:

Per ethos intendiamo l’insieme delle aspirazioni, dei valori e dei principi, che orienteranno le relazioni umane nei confronti della natura, della società, delle alterità, di se stessi e del senso trascendente dell’esistenza, Dio.



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Questo blog è gemellato con Devarim [in ebraico Devarim sono le parole, o le cose].
La lettera ebraica che abbiamo insieme scelto per illustrare questo spazio in comune è bet
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15 marzo 2005 | 15 marzo 2006


Il BIP®™ countdown è scaduto

Al 10 aprile 2006, ore 15:00, mancavano:
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- 14 y Del fisco me ne infischio [i numeri veri]

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- 12 y Verso il Partito Democratico [di m. cacciari]

-  11 y La sconfitta [nella palude mediorientale]

- 10 y Impoverimento [la tassa occulta]

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- 8 y Mai, mai, mai! [Totus tuus ego sum Maria]

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6 y sso ccontento…! [il ri-epilogo]

- 5 y Favole greche e leggende metropolitane [ici]

4 y Anche i ricchi piangono [o dei rovesci]

3 y Un giudice  [Fabrizio De Andrè, amico fragile]

- 2 y Per interesse  [contro il declino]

-  1 y La nomination [BIP® brother] 

0 y  L'identità mediale degli italiani [BIP® exit]


Questo blog aderiva alla campagna
"Salviamo la Costituzione. Aggiornarla non demolirla".

Contro la sottrazione di democrazia tentata dal governo dei pre-potenti.



Infopoint

La posta in gioco

Si sceglieva tra 2 modelli*:

il sistema che accoglie l'individuo,
non privo di limiti;

l'individualismo che rigetta la relazione
tra gli individui, la nega ideologicamente,
privilegiando la soluzione asociale.

Io scelgo e voto per una società che
sa trarre forza dagli individui
per costruire il sistema e lo scudo,
anche per i più deboli
, gli ultimi,
i meno muniti e più sprovveduti,
che non possono rimanere ostaggi,
in balia dei rapporti di forza
economici o politici;
e non delega la salvezza all'uomo, della provvidenza



banditore [ in un film già visto ].

*ma l'Unione non lo aveva capito.






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FENICOTTERO SNODATO Un'esemplare di fenicottero rosa si accarezza compiaciuto il collo allo zoo di Francoforte in Germania (Frank May /Epa)

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