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Ethos
l' Uomo in bianco e nero


Diario


12 ottobre 2009

Attenti ai siluri del “New York Times”: sono lapidi


Particolare dela facciata del NYT, la cui redazione centrale occupa una ventina di piani nell'edifiicio progettato da Renzo Piano

I giornalisti americani che lavorano nel grattacielo del
New York Times costruito da Renzo Piano sulla 52esima strada, ieri pomeriggio si sono rotti la testa a decifrare le parole usate da Silvio Berlusconi a Benevento.

Il direttore
Bill Keller e i suoi redattori non riuscivano a capire il senso della frase: la stampa estera sputtana il Paese, perché il verbo sputtanare è difficile da tradurre in inglese. Dopo molte discussioni si è capito nel giornale dell'area liberal che il Premier italiano accusava la testata di compromettere la reputation del Cavaliere dopo l'attacco di venerdì in cui il quotidiano americano ha dedicato un pesante editoriale sulla sentenza della Corte Costituzionale, che suonava come un preciso avvertimento.

E forse non è sbagliato pensare che nella valanga di critiche che la stampa estera sta rivolgendo da settimane al suo comportamento negli affari pubblici e privati,
papi-Silvio abbia considerato quella del New York Times la freccia più avvelenata. D'altra parte il giornale che l'anno scorso ha tirato la volata ad Obama contro McCain, quando scende in campo pesa nell'establishment internazionale ben più dei tabloid inglesi della domenica che fanno titoloni sui pettegolezzi.

Per dirla con il titolo dell'ultimo libro di Antonio Tabucchi,
Il tempo invecchia in fretta, ma bisogna fermarsi un attimo per ricordare ciò che avvenne il 3 gennaio 1993 sempre per mano del New York Times. Quel giorno il quotidiano sparò un attacco frontale al declino di Giulio Andreotti sostenendo che la sua reputazione era stata intaccata da quattro pentiti di mafia.

Chi ha vissuto quegli anni accanto al Divino Giulio potrebbe raccontare che cosa avvenne nell'ufficio di piazza in Lucina dove il presidente lavorava con la fedele signora Enea e il capo ufficio stampa Stefano Andreani. Dopo la lettura dell'articolo Andreotti diventò più terreo del solito e confidò agli amici [tra questi Paolo Cirino Pomicino] che il pezzo uscito sul
New York Times era da considerare una lapide sulla sua carriera politica. Dieci giorni dopo partecipò al programma Mixer di Gianni Minoli e disse testualmente: «finché ci gestiamo in casa le nostre cattiverie posso tacere, ma quando vengono riportate su un giornale autorevole devo reagire».

Ed è quanto ha fatto ieri Berlusconi consapevole della forza del messaggio che anche questa volta parte dal
New York Times e sembra riflettere il punto di vista dell'Amministrazione Obama a Washington. Non è un mistero che i rapporti di papi-Silvio con il governo del neo-premio Nobel siano improntati a una grande diffidenza.

E qui non è solo in ballo Michelle, la muscolosa moglie del presidente Usa, che al G20 di Pittsburg ha rifiutato l'abbraccio seducente del premier italiano, perché l'origine del
disincanto di Barack Obama risale al 15 giugno scorso quando ricevette Berlusconi a Washington per un caffè e una chiacchierata dopo la quale venne annullata la conferenza stampa. Nemmeno la passeggiata tra le macerie dell'Aquila durante il G8 sembra aver rimesso qualcosa di più di una cordialità formale nel circuito dei rapporti diplomatici tra Washington e Roma.

La materia dell'attrito non è epidermica e a svelarne la natura è stato il nuovo ambasciatore americano in Italia David Thorne quando a metà settembre ha dichiarato la grande preoccupazione della politica americana per la dipendenza energetica dell'Italia e di tutta l'Europa, poi ha aggiunto che gli Stati Uniti sono contenti che Tripoli e
Gheddafi abbandonino la strada del terrorismo.

Sono questi i temi caldi che si stanno esaminando al Dipartimento di Stato. In ballo c'è l'asse che Berlusconi ha creato con l'amico Putin per il gasdotto
South Stream e la presenza sempre più massiccia dei capitali libici dentro le aziende italiane [l'ultima è Finmeccanica che pochi giorni fa ha portato a casa una commessa da 400 milioni di dollari preludio di una partecipazione azionaria che nemmeno l’A.D. Pierfrancesco Guarguaglini si è sentito di smentire].

A Palazzo Chigi nessuno tra i collaboratori del premier è in grado di tenere a bada la stampa estera, ma tutti hanno visto il missile del
New York Times e l'ha visto anche il Cavaliere che non a caso ha usato l'intraducibile verbo sputtanare.

[ Fonte Dagospia, 12 10 2009 ]


10 settembre 2009

Diritti, senza rovesci


«Ours is not the first generation to understand the dire need for health reform. And I am not the first president to take up this cause, but I am determined to be the last».

«
La nostra non è la prima generazione a comprendere la necessità della riforma sanitaria. E io non sono il primo presidente ad assumere questo impegno, e tuttavia sono determinato ad essere l'ultimo».

President Barack Obama


Link map: plan|target|speech

P.s.: si suggerisce di seguire il discorso leggendo il testo integrale linkato


11 luglio 2009

Mezzomilione

[ click | Il surplace è una tecnica usata nelle gare di velocità del ciclismo su pista con cui si rimane in posizione di equilibrio, fermi, sulla bicicletta per attendere il momento migliore per attaccare e sorprendere l'avversario ]


L'Africa non ha bisogno di uomini forti, ha bisogno di istituzioni forti. Questo continente è ricco di risorse naturali. L'Africa emette meno gas serra di qualsiasi altra parte del mondo, ma è il continente più minacciato dai cambiamenti climatici. Un pianeta più caldo diffonderà le malattie, assottiglierà le risorse idriche ed esaurirà i raccolti, creando le condizioni per ancora più carestie e conflitti. Tutti abbiamo la responsabilità di frenare queste tendenze e trasformare questa crisi in opportunità. Barack Hussein Obama


> 500.000




Toccati i 500.000 contatti, nel giorno che Obama dedica al primo viaggio da presidente degli Stati Uniti d'America, in terra madre. Evocativa sovrapposizione di suggestioni, accaduta in una fase di prolungato surplace del blog. Fortunata coincidenza di un diario altrettanto fortunato. Grazie a chi si prende la briga di dargli una sbirciatina. Furtiva ed affettuosa. Come l'eloquio del suo patrono particolare, don Tonino Bello.

Link mappudori|accra bho speech|africa lab|chance|change, we can believe in


6 giugno 2009

Guardando a Sinistra, in Libertà

«Barack Hussein Obama ha risvegliato la ragione facendo leva su una travolgente emotività carismatica». Scrive Eugenio Scalfari, oggi. Per un'analoga ragione credo sia necessario, oggi, mobilitare una quota d'elettorato in grado di ricucire lo strappo dei riformisti dal sogno: forzando gli schemi tecnocratici, senza divorziare dalla realtà. Questo il mio voto per Sinistra e Libertà. Pur nei suoi limiti.

Nella distanza che separa il panorama civile italiano odierno dall’America incoraggiata da Obama: uno statista è infatti colui che forgia la Nazione conducendola ad equilibri a cui non avrebbe accesso, ove seguisse gli istinti brutali e la pancia. In particolare in condizioni di crisi epocali, come quella che viviamo. In fondo non è nuova l’idea di Governo che la migliore classe dirigente cattolica di questo Paese, da De Gasperi a Moro, ha saputo coltivare in presenza ed in opposizione al ventre molle che l’ha sempre contrastata fino ad ucciderla. Di stillicidio o per parricidio.

La
speranza, affermava Agostino da Ippona, è una virtù che sempre genera due figli: rabbia e coraggio*.

*
a quanti opteranno per il voto al pd nella IV circoscrizione [sud] l’invito a scegliere Rosaria Capacchione, collega di Roberto Saviano e della stessa pasta: sono certo, una splendida parlamentare europea a contrasto delle mafie.



Un'attenta lettura degli scritti politici - di Alcide De Gasperi, ndr - permette di fare luce anche su alcuni giudizi politici che si sono sedimentati nel corso degli anni fino a diventare dei luoghi comuni. Nel discorso di replica che, in qualità di segretario, De Gasperi tenne al consiglio nazionale della Democrazia cristiana il 1° agosto 1945, per esempio, emergeva quell'immagine della Dc come un partito di centro che si muove verso sinistra che avrebbe poi avuto una fortuna duratura e, soprattutto, avrebbe dato luogo a equivoci e a usi politici di lungo corso. Noi ci siamo definiti - afferma De Gasperi - partito di centro che muove verso sinistra e sappiamo che in tale posizione possiamo trovarci vicini a molte altre forze politiche, dalle quali ci differenzia una cura connaturata degli interessi spirituali e cristiani. E poi aggiungeva: La Democrazia cristiana è al lavoro in un'unità di vedute, protesa verso quelle mete che, socialmente, si definiscono di sinistra, ma nell'ansia tormentata di salvare al Paese la sua libertà; libertà civile, legale, morale.


4 giugno 2009

Obama al Cairo vs Osama, al-Qaeda

The State Department has been busy translating the President’s speech, click here to find links to translated transcripts, and later versions of the video with translated captions as they come in. Languages will include Arabic, Chinese, Dari, French, Hebrew, Hindi, Indonesian, Malay, Pashto, Persian, Punjabi, Russian, Turkish, and Urdu.


[ click | Non per l'elogio del Corano, non per l'infanzia di Obama sotto i minareti e neppure per l'affettuosa citazione del papà musulmano o del proprio nome completo, Barack Hussein Obama. Il segnale nitido viene dalle 6000 parole dell'appello: mai è citata «terrorism», la maledizione che dall'11 settembre 2001 strega America e Islam ]
Un discorso atteso da un miliardo di islamici che ha parlato anche all'America profonda e a Israele: il presidente americano Barack Obama, nello storico discorso alla «umma», la comunità islamica, ha parlato di «città senza tempo del Cairo». I saggi presenti, come i milioni di musulmani in ascolto, dai caffè del Nobel Mahfouz, alle periferie di Parigi e Detroit, all'Indonesia dove il presidente è cresciuto, alle caverne di al-Qaida, hanno capito che l'America cambia.
Link map: welcome to obama for america|presidet's speech|nowruz|death cheney '01|obamerica


1 maggio 2009

Sergio, il degerarchizzatore

[ click | L’accordo Fiat-Chrysler riporta l’industria italiana a una presenza di alto profilo che negli ultimi due decenni era stata messa in forse. Grazie ad una strategia: degerarchizzare le strutture aziendali e valorizzare il patrimonio umano sul lavoro ]

Sergio Marchione, icona del 1' maggio 2009

Sergio Marchionne, commentando i risultati conseguiti da Fiat sotto la sua direzione di AD, rileva:

«Un altro buon principio di gestione ha a che fare con l’eccesso di burocrazia al quale troppo spesso siamo abituati. La burocrazia uccide lo spirito di impresa e costa cara. Burocrazia in azienda significa rinviare le decisioni, disperdere le responsabilità, restare sempre un passo indietro rispetto al ritmo del mercato. Significa perdere competitività. Per questo abbiamo agito in tempi molto rapidi e abbiamo smantellato le tradizionali strutture gerarchiche che appesantivano l’organizzazione.

Si è passati a una struttura piatta e snella, dove le persone hanno responsabilità dirette e un’ampia libertà operativa. La nuova struttura ha portato molti benefici, a livello di efficienza, gestione delle risorse e riduzione dei costi.

Ma questi principi di gestione, da soli, vanno bene per i libri di scuola. Nella realtà, servono a poco se non sono fondati su pochi ma forti
valori. Il richiamo ai valori e ai principi culturali mi trova pienamente concorde. La cultura è il vero collante delle organizzazioni, è il tessuto che tiene insieme e motiva le persone».

Link map: l'everesore|il degerarchizzatore|underdog|fiat 500|first 100 days 


30 aprile 2009

Obama's first 100 days: Change is happening

«We're off to e good start» [Politico.com] 



[ click «Siamo appena ad un buon inizio» ]



Link map: obama's first 100 days|impossible is possible


22 marzo 2009

Kill your idols



Dopo Facebook non è pensabile fare il blog esattamente come prima. E questo è il motivo per cui posto poco, col contagocce, pur avendo un’idea abbastanza precisa di cosa scrivere o pubblicare, giorno per giorno.



Il cambiamento c’è e ci sarà. Magari impercettibile. In nuce ed in fieri. Cercando di farne emergere il profilo per relata refero, per citazioni, rimbalzi, filtri e sedimento. Sotterraneo come sotterranea è stata l’ascesa di Barack Hussein Obama, prima di affiorare incontenibile all’epilogo del ciclo iperliberista [di cui non è saggio sacrificare tutto, con lieve riflesso liberatorio, autoconsolatorio ed autoassolutorio].



Con un omaggio a Giancarlo Siani, cronista della verità di gomorre già inferocite. Al rifluire della rapsodica elettrica esondazione punk. Contraltare al servilismo passivo, traccia durevole e remota del berlusconismo decadente di queste settimane e mesi. Un cadavere in avanzata fase di putrescenza.

Link map: libera|punk|branchi bestiali|roberto saviano


21 marzo 2009

Prima-vera

«Obama è molto positivo per gli Stati Uniti, che hanno pagato un prezzo terribile agli anni di Bush e sono arrivati alla fine del suo secondo mandato con il morale e il tasso di popolarità nel mondo più bassi che mai. Obama ha l’enorme merito di portare con sé una carica di entusiasmo e idealismo. La vera novità non è il fatto che sia nero; è il fatto che sia un intellettuale. Genere mai amato negli States».

Mario Vargas Llosa

Le anime dell'Iran di fronte ai piani d'attacco Usa [Amir Madani, marzo 2007]

[ click | Questo è il testo del messaggio che il presidente Americano Barack Obama ha inviato al popolo iraniano per celebrare il Nowruz, la festa del Nuovo Anno secondo l'antico calendario persiano influenzato dai riti zoroastriani. Nowruz, che coincide con l'equinozio di primavera, non è una festa islamica, ed è sempre stato mal tollerato dalla dirigenza della Repubblica islamica dell'Iran ]

«Oggi voglio fare avere i miei migliori auguri a tutti coloro i quali celebrano il Nowruz in tutto il mondo. Questa festa è insieme un antico rituale e un momento di rinnovamento, ed io spero che voi possiate godere di questo momento particolare dell'anno con i vostri amici e familiari.

In
particolare vorrei parlare direttamente al popolo e ai leader della Repubblica islamica dell'
Iran. Nowruz è solo una parte della vostra grande e celebrate cultura. Durante molti secoli la vostra arte, la musica, la letteratura e l'innovazione hanno creato un mondo migliore e più bello. Qui negli Stati Uniti la nostra comunità è stata favorita dal contributo degli Iraniano-Americani: sappiamo che voi siete una grande civiltà, e i vostri risultati hanno guadagnato il rispetto degli Stati Uniti e del mondo.

Per quasi tre decenni le relazioni fra i nostri due paesi sono state tese, ma durante questa festa ci viene ricordato del comune destino che ci tiene legati insieme. Voi celebrerete il vostro
Nuovo Anno nello stesso modo in cui noi americani ricordiamo le nostre feste, radunandosi in famiglia e con gli amici, scambiandosi doni e racconti, guardando al futuro con un rinnovato senso di speranza.

Queste celebrazioni custodiscono la promessa di un nuovo giorno, di nuove opportunità per i nostri figli, di sicurezza per le nostre famiglie, progresso per le nostre comunità e pace tra le nazioni. Sono speranze condivise, sono sogni comuni. Per questo in questa stagioni di nuovi inizi vorrei parlare chiaramente ai leader iraniani. Tra di noi esistono serie divergenze che si sono accresciute col tempo. La mia amministrazione si è impegnata a una diplomazia che risponda a tutte le questioni aperte tra di noi, per costruire legami costruttivi fra gli Stati Uniti, l'Iran e la comunità internazionale. Questo processo non andrà avanti fra minacce. Noi vogliamo invece un impegno che sia onesto e fondato sul rispetto reciproco.

Voi avete una scelta. Gli Stati Uniti vogliono che la Repubblica islamica dell'Iran assuma il suo giusto posto nella comunità delle nazioni. Voi avete quel diritto - ma questo comporta anche delle responsabilità, quel posto non può essere conquistato attraverso l'uso delle armi o del terrorismo: ma piuttosto con azioni pacifiche che dimostrino la vera grandezza del popolo e della civiltà iraniana. La misura di questa grandezza non è quella di distruggere, è la vostra consolidata capacità di costruire e di creare.

Per questo in occasione del Nuovo Anno, voglio che voi, il popolo e i leader dell'Iran, possiate guardare al futuro che noi vogliamo. E' un futuro di scambi rinnovati fra i nostri popoli, con maggiori opportunità di partnership e commercio. E' un futuro in cui le vecchie divisioni sono superate, in cui voi, I vostri vicini e in generale il mondo possiate vivere con maggiore sicurezza, in pace.

Io so che tutto questo non sarà raggiunto facilmente, ci sono coloro i quali insistono che le nostre relazioni continuino ad essere segnate dalle nostre differenze. Ma ricordiamoci delle parole che il poeta
Saadi pronunciò tanti anni fa: I figli di Adamo sono membri uno dell'altro, essendo stati creati in un'unica essenza.

Con l'arrivo di una nuova stagione ci viene ricordata la preziosa umanità che noi tutti condividiamo. E noi ancora una volta invochiamo questo spirito mentre facciamo la promessa di un nuovo inizio.

Grazie.
Eid-eh Shoma Mobarak [auguri per la vostra festa]».

Barack Hussein Obama

Link map
: welcome to obama for america|death cheney '07|security cabinet|fareed zakaria|obamerica


8 marzo 2009

First Lady

[ Se la festa della donna ha ancora un senso, e lo ha, questa foto ne ha uno tutto particolare, ad un secolo dallistituzione della prima giornata internazionale della donna. Che fu celebrata il 28 febbraio 1909 negli Stati Uniti in seguito alla sua dichiarazione da parte del Partito Socialista Americano ]

Michelle Obama, in posa "ufficiale" alla Casa Bianca

Link map: michelle|un ramo di mimosa

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Freedom is slavery
La libertà è schiavitù

Ignorance is strenght
L'ignoranza è forza



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La société du spectacle par Guy E. Debord


Secondo la definizione di Leonardo Boff, in Ethos mondiale

EGA 2000 ISBN 88-7670-394-2, €11,36:

Per ethos intendiamo l’insieme delle aspirazioni, dei valori e dei principi, che orienteranno le relazioni umane nei confronti della natura, della società, delle alterità, di se stessi e del senso trascendente dell’esistenza, Dio.



Si vis pacem para pacem

 

Questo blog è gemellato con Devarim [in ebraico Devarim sono le parole, o le cose].
La lettera ebraica che abbiamo insieme scelto per illustrare questo spazio in comune è bet
,la stessa che dà inizio al libro di Bereshit,in principio, il primo dei cinque che compongono la Torah [corrispondente al nostro libro della Genesi].



Ascolta radiofulmini

E fa zapping con Tv [spenta] med vridbar skärm, Luma, 1959 digitaladoptive


I blogleanno:

15 marzo 2005 | 15 marzo 2006


Il BIP®™ countdown è scaduto

Al 10 aprile 2006, ore 15:00, mancavano:
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secondi

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- 14 y Del fisco me ne infischio [i numeri veri]

- 13 y Rottamazione [in]costituzionale [christians]

- 12 y Verso il Partito Democratico [di m. cacciari]

-  11 y La sconfitta [nella palude mediorientale]

- 10 y Impoverimento [la tassa occulta]

- 9 y Quote rosa [non è un pesce d’aprile]

- 8 y Mai, mai, mai! [Totus tuus ego sum Maria]

- 7 y Punta Perotti [lo spartiacque]

6 y sso ccontento…! [il ri-epilogo]

- 5 y Favole greche e leggende metropolitane [ici]

4 y Anche i ricchi piangono [o dei rovesci]

3 y Un giudice  [Fabrizio De Andrè, amico fragile]

- 2 y Per interesse  [contro il declino]

-  1 y La nomination [BIP® brother] 

0 y  L'identità mediale degli italiani [BIP® exit]


Questo blog aderiva alla campagna
"Salviamo la Costituzione. Aggiornarla non demolirla".

Contro la sottrazione di democrazia tentata dal governo dei pre-potenti.



Infopoint

La posta in gioco

Si sceglieva tra 2 modelli*:

il sistema che accoglie l'individuo,
non privo di limiti;

l'individualismo che rigetta la relazione
tra gli individui, la nega ideologicamente,
privilegiando la soluzione asociale.

Io scelgo e voto per una società che
sa trarre forza dagli individui
per costruire il sistema e lo scudo,
anche per i più deboli
, gli ultimi,
i meno muniti e più sprovveduti,
che non possono rimanere ostaggi,
in balia dei rapporti di forza
economici o politici;
e non delega la salvezza all'uomo, della provvidenza



banditore [ in un film già visto ].

*ma l'Unione non lo aveva capito.






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FENICOTTERO SNODATO Un'esemplare di fenicottero rosa si accarezza compiaciuto il collo allo zoo di Francoforte in Germania (Frank May /Epa)

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