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l' Uomo in bianco e nero


Diario


8 giugno 2009

Impegno civico: io non sono un porco/una porca

Lo psiconano, come la maga Circe, tramuta le persone in porci. Non fa una gran fatica. In fondo il porco che è in noi è istinto primordiale.

[ Twitter è una forma di microblogging, per un testo massimo pari a 140 caratteri ]


28 febbraio 2009

Gioacchino Genchi

Ieri il blog ha pubblicato un'intervista a Gioacchino Genchi che accusa servizi segreti e politici di essere coinvolti nella morte di Falcone e Borsellino. Genchi non è uno qualunque. E' l'uomo che secondo lo psiconano ha intercettato 350.000 italiani. La più grande spia della Storia dopo Mata Hari. Sapevo - scrive Beppe Grillo - che le reazioni alle parole di Genchi, le più pesanti che io abbia mai sentito contro quello che ci ostiniamo a chiamare e pensare Stato, potevano essere solo due. Farlo passare per mitomane o il silenzio assoluto, mafioso, di tutti i giornali e i canali televisivi.


L'omertà ha prevalso. Nessuno ha visto e sentito. Non Mieli, non Riotta, non Mauro.


Il video di Genchi è il più visto su YouTube nelle ultime ventiquattro ore, ma nessun media nazionale ne ha riportato il contenuto. Un paradosso dell'informazione. Se chiudono la Rete, su questo Paese caleranno le tenebre. La Cupola dei Giornalisti è più forte, più coesa di Cosa Nostra. Genchi ha detto la verità, la controprova è che Genchi per i media non esiste, che i mandanti degli omicidi di Falcone e Borsellino non possono essere neppure nominati.


Genchi ha detto:
E questa è l'occasione perché ci sia una resa dei conti in Italia. A cominciare dalle stragi di via D'Amelio alla strage di Capaci. Perché queste collusioni fra apparati dello Stato servizi segreti, gente del malaffare e gente della politica, è bene che gli italiani comincino a sapere cosa è stata.

Genchi era presente in via D'Amelio, ha visto il corpo carbonizzato di Borsellino, ha seguito le indagini sul segnale che ha innescato la bomba, non parla per sentito dire. Borsellino era minacciato, ogni domenica si recava da sua madre, ma lo Stato non riuscì neppure a isolare l'area di parcheggio di fronte al palazzo con una transenna.

Genchi non è l'unico a indicare nella strage di via D'Amelio la nascita della Seconda Repubblica. Antonio Ingroia, pm di Palermo:


La verità va cercata a ogni costo, io penso che la cosiddetta Seconda Repubblica ha i suoi pilastri nel sangue versato da tanti uomini dello Stato, magistrati e poliziotti.


Dalla sentenza della corte d'Assise di Caltanisetta del processo Borsellino ter:

Proprio per agevolare la creazione di nuovi contatti politici occorreva eliminare chi, come Borsellino, avrebbe scoraggiato qualsiasi tentativo di approccio con Cosa Nostra e di arretramento nell'attività di contrasto alla mafia, levandosi a denunciare, anche pubblicamente, dall'alto del suo prestigio professionale e dalla nobiltà del suo impegno civico, ogni cedimento dello Stato o di sue componenti politiche
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Se l'informazione non esiste, facciamoci noi informazione. Ci vuole un nuovo CLN. Un Comitato di Liberazione Nazionale dell'informazione. Riportate sul vostro blog il testo dell'intervista di Genchi, traducetelo in tutte le lingue e inviatelo ai blog esteri che conoscete. Linkate il video da Youtube. Create i vostri video con le vostre analisi e conclusioni.


Loro non molleranno mai [ma gli conviene?]. Noi neppure.

Link map: archivio genchi|tube player|la terra desolata|exclusive clubs|ciò che disse il tuono|italiótai


9 gennaio 2009

Lettera ad un partito mai nato

[ click | Questa mail è stata inoltrata ieri, alle 10:33, ad un buon dirigente del Partito Democratico, come ad un partito mai nato | per fare il verso ad una delle migliori opere di Oriana Fallaci, anteriore alla fase claustrofobico-solipsistica dell’odio al musulmano ]

Walter Veltroni e Dario Franceschini alla presentazione del bel simbolo grafico del PD

          Gentile XY,

intanto la ringrazio per la premura con cui ha corrisposto ai miei saluti. Concordando sulla diagnosi: la questione centrale è la qualità del ceto politico e/o della modalità di accertamento, selezione di quella qualità.

Ma in un meccanismo bloccato sulla cooptazione siamo all'estrazione a sorte: sei compagno da lungo tempo, amante del selezionatore, marito, moglie, cugino, collaterale, ex portaborse, scaccino, ti premio. Altrimenti non ti conosco, non ho mai avuto la possibilità di conoscerti.

Ricordo che a Roma, il 2 giugno del 2007, consegnai a Veltroni alcuni foglietti - che allego, per andare sulla pars costruens del discorso - in cui era ipotizzato un partito che decide di cambiare marcia e non appellarsi anima e corpo ai capibastone locali. Tipo Mario Pepe ed Umberto del Basso de Caro, per intenderci, eletti [?] da metodi congressuali che più decrepiti non si potrebbe: uomini buoni per tutte le stagioni, che peraltro non sono nemmeno i più impresentabili [ma certamente sono fuori della grazia di dio, con la lettera minuscola, di un dio minore].

La sceltà è caduta sul partito di plastica, metà capataz, metà vernice. Ora si può discutere che quella proposta fosse la più adatta ai tempi ed al luogo [l'Italia sfarinata], ma non si sono affacciate altre ipotesi in cui, ad esempio, le primarie funzionassero da reale stimolo alla competizione interna. E dove si è fatto, poi si è vinto [inespugnabile Puglia compresa]. Dove non si è fatto [Roma, per citare un esempio eclatante], hanno, avete perso.

Se Obama avesse seguito l'esempio di Veltroni e del PD, McCain sarebbe stato trionfalmente eletto Presidente. Ma Obama ha capito una cosa che nelle crasse membrane cerebrali del ceto politico PDmenoelle [come genialmente lo declina Beppe Grillo] non entra nemmeno con le cannonate: per convincere devi essere credibile [ovviamente non sovrapponendo mondi, sistemi politici e leader così lontani, fortunatamente per le sorti della politica contemporanea].

Una cosa è certa: non puoi fottere ed andare in carrozza, non puoi avere la botte piena e la moglie ubriaca, non puoi giocare ai quattro cantoni usando le brillanti menti che hanno per l'ennesima volta brigato a costruirsi la scialuppa di salvataggio, e poi pretendere che ci sia un popolo bue che ti aiuta a piazzarti in plancia di comando. Quell'epoca è irrimediabilmente tramontata.

Ma per essere credibili bisogna essere disposti a farsi da parte: ce li vede lei D'Alema, Veltroni, Rutelli dire: abbiamo sbagliato, dell'Italia non capiamo niente, non siamo nemmeno in grado di rappresentare la quota maggioritaria del Paese che non si riconosce nelle battute che non fanno ridere di un premier ridicolo.

O, se questo fosse chiedere l'impossibile, mettere mano seriamente ad un partito del XXI secolo, che non giochi con sistemi interni di rappresentanza che rappresentano solo loro, gli amici, gli amici degli amici e gli amici degli amici degli amici degli amici [ma sempre con pistola e registratore sotto il tavolo].

Se lei ci riesce, ha il mio appoggio. Incondizionato.

Cordialmente

Link map: zero|democrazia|2 giugno '07|patto generazionale|obama|alicai


8 luglio 2008

Encyclopedia of World Biography

[ click ]

Gaffe Usa: «Berlusconi? Politico dilettante in un Paese corrotto». Poi Bush si scusa.

Si legge nel profilo
|biografia del presidente del consiglio, pubblicato nel press kit che la Casa Bianca ha distribuito ai giornalisti al seguito del presidente americano George W. Bush, al G8 in corso in Giappone:

«
Il premier italiano è stato uno dei più controversi leader nella storia di un paese conosciuto per corruzione governativa e vizio. Principalmente un uomo d'affari con massicce proprietà e grande influenza nei media internazionali. Berlusconi era considerato da molti un dilettante in politica che ha conquistato la sua importante carica solo grazie alla sua notevole influenza sui media nazionali - afferma la biografia - finché non ha perso il posto nel 2006».

La biografia allegata al press kit non si ferma qui:
«Odiato da molti ma rispettato da tutti almeno per la sua bella figura [in italiano nel testo, ndr] e la pura forza della sua volontà, Berlusconi ha trasformato il suo senso degli affari e la sua influenza in un impero personale che ha prodotto il governo italiano di più lunga durata assoluta e la sua posizione di persona più ricca del paese».

La biografia di Berlusconi, che cita anche il fatto che da ragazzo «guadagnava i soldi organizzando spettacoli di marionette per cui faceva pagare il biglietto di ingresso», ricorda che il futuro premier italiano mentre studiava legge a Milano «si era messo a vendere aspirapolvere, a lavorare come cantante sulle navi da crociera, a fare ritratti fotografici e i compiti degli altri studenti in cambio di soldi».

La Casa Bianca avrebbe prelevato la biografia di Berlusconi dalla Encyclopedia of World Biography che risulta aggiornata al mese scorso.

L’amico americano, nella sostanza, la pensa grosso modo come Beppe Grillo e Marco Travaglio.

Link map
:
 ewb press kit|sinossi|david mills|bis luscus|travaglio


2 maggio 2008

Il triangolo no, non l'avevo considerato

Cari amici,

come vi accennavo Petruccioli mi ha scritto indignato per il mio intervento da Santoro su Biagi. E' il primo segnale che arriva dalla rai dal 2003 quando soppressero Raiot. In attesa di essere autorizzata a pubblicare la sua sul blog (noi siamo personcine corrette) vi faccio leggere la mia risposta. Un grande abbraccio a tutti sempre. Sta mattina vado a vedere la conf stampa della presentazione dei giovani del PD.

Sabina Guzzanti


"Per la mia funzione e personalmente faccio ammenda e prendo impegno, nell'ambito delle mie responsabilità, a fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi''. Queste le prime parole del presidente della Rai. ''Ieri sera - prosegue - Michele Santoro ha di nuovo messo il servizio pubblico radiotelevisivo a disposizione di Beppe Grillo; il quale ha rivolto insulti inconcepibili al Presidente della Repubblica, oltreché a una personalità universalmente stimata come il professor Umberto Veronesi''.

Conseguenza: ''Il danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono al servizio pubblico da questi episodi sono incalcolabili", visto "l'appalto, di fatto, della tv pubblica a terzi [che si riferisca a Mediaset? nda] che ne fanno un uso arbitrario e indecente. Chi è responsabile di un programma non lo è solo per quanto dice personalmente, ma per tutto quel che avviene, non ci sono zone franche''.


Link map
: guzzanti|annozero|raiset in morte di karol wojtyla|zero in condotta


20 settembre 2007

Maria Antonietta di Asburgo-Lorena

Ieri sera [l'altro,ndr] a "Porta a Porta", il presidente del Consiglio, definito ormai dagli stessi giornalisti “Valium-Prodi” parlava seduto dietro a una gigantografia con la mia faccia. Belin, è come se la BBC trasmettesse un discorso alla nazione di Gordon Brown che si rivolge a Mr. Bean.

Prodi mi ha colpito, ha detto una cosa qualunquista: “I cittadini non sono migliori dei politici”. Credo che intendesse tutti i cittadini e tutti i politici. Insomma, siamo un Paese senza speranza. Valium ha poi continuato dicendo di me: "Ora cambia perchè dalla critica deve arrivare alla proposta”.

Qui mi sono molto preoccupato.

Le proposte infatti ci sono: quelle dei cittadini che per mesi hanno scritto commenti e mail al blog. Non sono mie, sono dei datori di lavoro di Prodi. Le ho consegnate personalmente a Alzheimer-Prodi a Palazzo Chigi l'8 giugno del 2006. Gli lasciai una lettera di licenziamento nel caso non le avesse tenute in considerazione. Mi rassicurò che le avrebbe trasmesse ai ministri competenti.

Ho il filmato integrale. Il programma lo hanno scritto i cittadini, non Grillo. L’Italia cambierà grazie ai suoi cittadini, non grazie a Grillo.

Si parla di vuoto da riempire, ma chi l’ha creato se non l’assenza della politica? Se non la partitocrazia? Attaccano me, ma in realtà attaccano il loro (ex) elettorato.
Sono dei pugili suonati.

La prosa è quella solita. Estrapolando liberamente epiteti e leggendoli fuori contesto si moltiplica la violenza implicita alla polemica condotta da Beppe Grillo, un ricco signore che irride i potenti facendo di necessità virtù [e grassi fatturati]. Lo sa fare. Chapeau.

Intanto chi non ha capito una mazza è Mauro Mazza che, a difesa dei propri editori di riferimento, scambia lucciole per lanterne. Non è il solo: la sollevazione di una parte della società italiana contro la casta è vigorosa. In tempi di vacche magre, lunari da sbarcare, fine mese che si allontanano, vite a rate, sub-prime o precarizzate, i crassi sprechi di risorse pubbliche visibili ad occhio nudo [e spesso a beneficio di corti più o meno personali] diventano vieppiù insostenibili.

La contraddizione altrettanto insostenibile è nell'impopolarità del miglior ministro del Prodi IITommaso Padoa Schioppa, che alla finanza pubblica a cuor leggero prova a mettere le briglie. In tempi di pseudorivoluzioni l'urlo può più del discernimento, la rabbia finisce per travolgere tutto e nulla, nessuno si salva. 

Maria Antonietta di Asburgo-Lorena, moglie di Luigi XVI, mai pronunciò la lieve espressione che le viene attribuita dalla vulgata [se non hanno pane, mangino brioches], ma non capì i tempi in cui visse e morì. Ghigliottinata. 



[ click ]


8 settembre 2007

Morte di una voce

[ click ]


Quindi, per riassumere:

• quello che avete tra le mani è l’ultimo numero di Diario della settimana. Insieme alla carta arriva il nostro ringraziamento a tutti i lettori, i collaboratori, i sostenitori che ne hanno fatto, ne siamo sicuri, una buona esperienza nel panorama del giornalismo e dell’editoria italiana.
• Oggi è martedì 4 settembre e domani non ci sarà la nostra settimanale riunione di redazione. Naturalmente siamo tutti tristi. Le e-mail comunque funzionano.

Certo che se domani una spontanea ribellione di siciliani attacca i poteri della mafia, ci sarà da mordersi le mani a non avere un giornale. Chiediamo ai siciliani di attendere: aspettateci, non siamo ancora pronti. E così a tutti gli altri. In fondo Diario è sempre stato un giornale ottimista.

Tenere un diario in pubblico, settimana dopo settimana, è un’attività che in questi undici anni è cambiata molto. Il numero di siti web, di blog e in generale lo scambio di notizie è fortunatamente cresciuto a dismisura. La «buona lettura» è stata adottata da molti giornali. La possibilità di sedersi di fronte al proprio lap top e di consultare «in tempo reale» tutte le fonti di informazione del mondo è sempre più alla portata di tutti.

Il mercato pubblicitario [l’unico a tenere in vita i giornali] è a noi praticamente precluso, per quella mancanza di do ut des che ci caratterizza e che dal mercato evidentemente è stato ben colto.


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permalink | inviato da Ethos il 8/9/2007 alle 10:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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Secondo la definizione di Leonardo Boff, in Ethos mondiale

EGA 2000 ISBN 88-7670-394-2, €11,36:

Per ethos intendiamo l’insieme delle aspirazioni, dei valori e dei principi, che orienteranno le relazioni umane nei confronti della natura, della società, delle alterità, di se stessi e del senso trascendente dell’esistenza, Dio.



Si vis pacem para pacem

 

Questo blog è gemellato con Devarim [in ebraico Devarim sono le parole, o le cose].
La lettera ebraica che abbiamo insieme scelto per illustrare questo spazio in comune è bet
,la stessa che dà inizio al libro di Bereshit,in principio, il primo dei cinque che compongono la Torah [corrispondente al nostro libro della Genesi].



Ascolta radiofulmini

E fa zapping con Tv [spenta] med vridbar skärm, Luma, 1959 digitaladoptive


I blogleanno:

15 marzo 2005 | 15 marzo 2006


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- 5 y Favole greche e leggende metropolitane [ici]

4 y Anche i ricchi piangono [o dei rovesci]

3 y Un giudice  [Fabrizio De Andrè, amico fragile]

- 2 y Per interesse  [contro il declino]

-  1 y La nomination [BIP® brother] 

0 y  L'identità mediale degli italiani [BIP® exit]


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Contro la sottrazione di democrazia tentata dal governo dei pre-potenti.



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La posta in gioco

Si sceglieva tra 2 modelli*:

il sistema che accoglie l'individuo,
non privo di limiti;

l'individualismo che rigetta la relazione
tra gli individui, la nega ideologicamente,
privilegiando la soluzione asociale.

Io scelgo e voto per una società che
sa trarre forza dagli individui
per costruire il sistema e lo scudo,
anche per i più deboli
, gli ultimi,
i meno muniti e più sprovveduti,
che non possono rimanere ostaggi,
in balia dei rapporti di forza
economici o politici;
e non delega la salvezza all'uomo, della provvidenza



banditore [ in un film già visto ].

*ma l'Unione non lo aveva capito.






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