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Ethos
l' Uomo in bianco e nero


Diario


8 maggio 2008

Dov’è tuo fratello?

 

È la domanda posta da Dio a Caino, il cui nome significa la lancia, uno strumento di offesa e di sopravvivenza. Non c’è rilevanza dello strumento, la lancia, nel racconto biblico [Genesi 4,1-16], spiegato con acume ed ironia da don Tonino Bello. Ma condanna dell’atto di aggressione perpetrato da Caino, il primogenito di Eva, il primo nato da donna. Abele, il cui nome significa il soffio, il respiro, il vuoto, il secondogenito di Eva era stato appena ucciso per mano di lancia, Caino [Genesi 4,8].

Noi sappiamo che l’omicidio di Aldo Moro ha cambiato il corso della storia d’Italia. Presumo che l’Italia che conosciamo sarebbe stata oggi profondamente diversa, Moro vivo. Nonostante Pasolini o proprio in virtù della denuncia del mutamento antropologico profondo degli italiani descritto, in quegli stessi anni, da PPP
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Non si può avere nostalgia di ciò che non è stato. Si può avere disgusto per quel che è. Senza disperazione. È tuttavia assai improbabile che, Moro vivo, avremmo conosciuto il balbettio della seconda repubblica nata dalla desertificazione della politica che, eliminato Moro, prese il potere. Soggiogata all’avvertimento piduista che aveva decapitato la DC. O la direzione strategica dell’Italia repubblicana, per usare il linguaggio degli esecutori materiali, i brigatisti rossi guidati dall’opaco, opacissimo Mario Moretti.

Forgiandosi nella falsa modernità craxiana e, peggio, nel suo inevitabile crepuscolo berlusconiano: seconda carica dello Stato neoeltetta un siciliano già socio di mafiosi e paramafiosi. Presidente del consiglio in pectore un lombardo di cui è sconosciuta l’origine delle fortune, il cui cassiere è stato condannato
in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa ed in secondo per tentata estorsione.

Si chiama Marcello DellUtri e vuole riscrivere la storia d’Italia. Pareggiare il fascismo alla democrazia, le leggi razziali alla libertà d’espressione, le camicie nere ai padri della repubblica, alla commissione per la Costituzione o dei 75 ed al comitato di redazione o dei 18. Di cui il trentenne Aldo Moro, professore di filosofia del diritto all’università Benito Mussolini di Bari [a 25 anni era stato il più giovane docente universitario italiano], fu parte sostanziale. Sviluppando da correlatore nella Commissione dei 75 [di 566 costituenti eletti] i contenuti successivamente ordinati al Titolo II, dei rapporti etico-sociali.

Oso immaginare che, salvo Moro, la DC avrebbe accelerato la propria crisi senza ricadere nel Pentapartito a guida laico-socialista. Senza il rapimento di Moro, avrebbe anticipato la maturazione della sinistra alla prova della diretta responsabilità di Governo. E lo svezzamento del Partito Comunista non si sarebbe realizzato al ribasso, per transizione dal consociativismo, ed avvicendamento, per meccanica bipolare.

Non si può avere nostalgia di ciò che non è stato. Si può avere disgusto per quel che è. Senza perdere la mitezza, né cessare la ferialità del bene, del piccolo bene che ciascuno può regalare a se stesso anche in presenza del male che lo imprigiona e lo dissipa e lo confonde. Come nella preghiera di madre Teresa, youtubizzata.

Il 9 maggio 1978 il corso della storia d’Italia è stato deliberatamente deviato.

Link map: la lancia e il soffio|caino e abele|don tonino|ppp|schifani|dell'utri|mutazione|uniba|la via smarrita


18 aprile 2008

Pidocchieria laureata

Aldo Moro è stato lo studente e il docente più illustre dell'Università di Bari.

Ma nel trentesimo anniversario della morte la sua facoltà ha voluto prendere le
distanze dallo statista democristiano rapito e ucciso dalle Brigate rosse. Il consiglio di Giurisprudenza ha bocciato la proposta di intitolare l'ateneo barese ad Aldo Moro, votando contro l'iniziativa portata avanti dal rettore Corrado Petrocelli.

Un fulmine a ciel sereno, che ha scosso il mondo accademico pugliese e non solo. Una decisione inaspettata che, a pochi giorni dallo scandalo degli esami venduti, ha riportato alla ribalta l'ateneo di Bari che ancora oggi ha l'antica intestazione: Università Benito Mussolini.

[ click ]

Per tutta la sua vita, il suo linguaggio esprimeva una tale elevatezza di pensiero e di cultura, peraltro sempre aggiornati, da suscitare l’ammirazione sconfinata di alcuni e nel contempo la perplessità di altri che trovavano oscuro e contorto il suo linguaggio, che, invece, capace come era di esprimere la profondità delle questioni e la complessità delle situazioni trattate, non poteva che essere profondo e complesso.

L’Uomo Moro è stato uno straordinario esempio di serietà personale, di rispetto dei doveri di padre e di capofamiglia: le lettere ai familiari inviate dalla prigione delle B.R. basterebbero da sole a testimoniare la eccezionale profondità e delicatezza dei suoi sentimenti verso la moglie, i figli, i nipoti.

L’intellettuale Moro fu poi una sorta di recordman assoluto: laureatosi poco più che ventenne, in pochi anni diventava professore universitario sia di diritto penale che di filosofia del diritto.

Link map: razzismo etico|sottocultura|terza fase|un ricordo semplice 

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Secondo la definizione di Leonardo Boff, in Ethos mondiale

EGA 2000 ISBN 88-7670-394-2, €11,36:

Per ethos intendiamo l’insieme delle aspirazioni, dei valori e dei principi, che orienteranno le relazioni umane nei confronti della natura, della società, delle alterità, di se stessi e del senso trascendente dell’esistenza, Dio.



Si vis pacem para pacem

 

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La lettera ebraica che abbiamo insieme scelto per illustrare questo spazio in comune è bet
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La posta in gioco

Si sceglieva tra 2 modelli*:

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non privo di limiti;

l'individualismo che rigetta la relazione
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Io scelgo e voto per una società che
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per costruire il sistema e lo scudo,
anche per i più deboli
, gli ultimi,
i meno muniti e più sprovveduti,
che non possono rimanere ostaggi,
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banditore [ in un film già visto ].

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