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l' Uomo in bianco e nero


Diario


3 settembre 2009

Mistero Boffo

Praevalebunt Se tu non riesci a definire te stesso in positivo, saranno i tuoi nemici a definirti in negativo [Dick Morris].

Link mapdimissioni|non praevalebunt|dick|dismissioni 


31 agosto 2009

L'estate sta finendo


P
rima di dare a Feltri ciò che è di Feltri, bisognerà pur dire qualcosa anche su Dino Boffo, direttore dell’Avvenire, il quotidiano della Conferenza episcopale italiana. Cioè del quotidiano che non ha mai detto una parola contro le leggi vergogna, le corruzioni, i rapporti con la mafia, gli attacchi alla magistratura e alla Costituzione, i conflitti d’interessi del presidente del Consiglio, e s’è svegliato appena appena dal letargo soltanto quando s’è scoperto che il premier aveva una vita sessuale piuttosto intensa e poco compatibili con un partecipante al Family Day, sedicente difensore della famiglia tradizionale di Santa Romana Chiesa. Come se andare a puttane fosse più grave che trescare con stallieri e mazzette. Siccome abbiamo battezzato il nostro nuovo giornale Il Fatto Quotidiano, non possiamo certo ignorare il Fatto emerso dal cosiddetto scontro fra Feltri e il Vaticano.

 

E cioè che il direttore di Avvenire, che s’è fieramente opposto ai diritti per le coppie omosessuali, ha patteggiato a Terni una pena pecuniaria di 516 euro per aver molestato la compagna di un tizio che, secondo quel che risulta dagli atti giudiziari, aveva con lui una relazione omosessuale; e, per ottenere il ritiro della querela, ha pure risarcito con una forte somma la vittima delle molestie.

 

Che cosa c’è di vergognoso, allora, nello scoop del Giornale? Che cosa c’è che non funziona nella posizione di Feltri, il quale sostiene di aver scritto semplicemente la verità? Tre aspetti.

 

1. La notizia della condanna di Boffo è vecchia di cinque anni e circolava nelle redazioni da tempo, tanto che era già stata addirittura pubblicata su giornali e siti internet [il blog di Adinolfi anni fa e il settimanale Panorama a giugno]. Quando uno riceve una notizia, controlla se è autentica e se ha un interesse pubblico, poi la mette in pagina con il giusto rilievo. Ovviamente la notizia era vera e di interesse pubblico, ma non meritava il titolo principale della prima pagina. Perché pubblicarla [anzi, riciclarla] con quel rilievo e proprio ora?

 

2. Feltri, con la spudoratezza che gli è propria, l’ha spiegato nell’editoriale di accompagnamento. La Repubblica da tempo si dedica alla speleologia e scava nel privato del premier [come se la notizia che la moglie del premier lo definisce un malato e lo accusa di andare con le minorenni e quella che il premier è stato cliente di una prostituta poi candidata nelle liste del Pdl alle comunali di bari fossero notizie private, ndr] e l’Avvenire ha messo mano al piccone per recuperare materiale adatto a creare una piattaforma su cui costruire una campagna moralistica contro Silvio Berlusconi… Se il livello della polemica è basso, prima o poi anche chi era abituato a volare alto [Feltri!, ndr], o almeno si sforzava di non perdere quota, è destinato a planare per rispondere agli avversari.

 

3. L’articolo del Giornale riporta, oltre alla sentenza di patteggiamento, una cosiddetta nota informativa che accompagna e spiega il rinvio a giudizio del grande moralizzatore disposto dal Gip del Tribunale di Terni il 9 agosto del 2004… «Il Boffo - si legge - è stato a suo tempo querelato da una signora di terni destinataria di telefonate sconce e offensive e di pedinamenti volti a intimidirla, onde lasciasse libero il marito con il quale il Boffo, noto omosessuale già attenzionato dalla Polizia di Stato per questo genere di frequentazioni, aveva una relazione». L’altro giorno D’Avanzo aveva giustamente messo in dubbio l’esistenza di questa informativa: sia perché è impensabile che la Polizia di uno Stato democratico attenzioni, cioè schedi le persone per i loro orientamenti sessuali; sia perché è assurdo immaginare che un giudice alleghi all’ordinanza di rinvio a giudizio [a carico di un tizio ancora da giudicare in tribunale] una nota informativa che racconta il patteggiamento [avvenuto ben dopo il rinvio a giudizio]. Un anonimo, che nessuno sa da chi sia stato scritto, nè perché, nè in base a quali informazioni, che il Giornale ha consacrato falsamente con i crismi dell’ufficialità per sputtanare ulteriormente Boffo. Come se non lo fosse già di suo. Ma anche per intimidire tutti gli altri avversari del premier, cioè del Giornale.

 

Prima parola chiave: avversari. Feltri confonde gli avversari di Berlusconi con quelli di uno che, fino a prova contraria, dovrebbe essere un giornalista. Dunque smette di essere un giornalista e rivendica il diritto di randellare gli avversari del suo padrone.

Link map: feltrusconismo|vian-t-ico|antefatto


12 febbraio 2009

Eluana ancòra

[ click | ”Se non si avverte una cocciuta e divampante resistenza come parte della tragedia, se i cristiani sono costretti dalla parte dello spettatore o consegnati a un florilegio di retoriche o a una presenza orante ma non potente, sono guai.


Questa frase - non vi dico di chi è, per ora -, al netto di successive considerazioni che l'autore fa sulla forza della
invisibilità cristiana, e intendendo qui con potente non tanto il potere della gerarchia e dell'istituzione, quanto quello della promozione culturale, della persuasione anche pubblica, dello sforzo educativo e della capacità di condizionamento che ne proviene, mi ha fatto riflettere e subito pensare a voi ]


A Paluzza, un momento dei funerali di Eluana Englaro, celebrati con rito cattolico

In una notte
ingentilita dal suono di campane
che non parlavano di morte
ti ho vista… nascere.

Goccia fra gocce
libero fiume… che sgorga
partorito… ancòra …dal ventre puro, della terra.

I tuoi salti
cascate… che …lasciavano in alto
olezzi di ipocrisie che sbarravano la via;
la tua gioia cercava e trovava
prati infiniti
illuminati da un sole che stringeva a due mani
e l’amore di tuo padre, di nuovo -
                    ancòra
ti donava la vita!

Due sollecitazioni alla riflessione, nel giorno della tumulazione del corpo simbolico di Eluana. Entrambe da cattolici né svogliati, né adulti [l’insulto che coglie i non allineati ad un certo clericalismo deteriore e stucchevole].

Il secondo, quello dei versi, cui si deve il titolo del post, è un parkinsoniano tra i più combattivi.

Link mapil simulacro|il feretro|ero mors tua, o mors|cattolici|magister


15 febbraio 2008

Il piastrellista è preoccupato

E lastrica di buone intenzioni le vie dell’inferno.

Il suo. 
 

14 feb 21:16  Politica

ROMA - "Al momento nessuno spiraglio". Lo dicono stasera fonti dell'Udc sui tentativi di riconciliazione con Berlusconi. Una medizione tra i due - riferiscono le stesse fonti - sarebbe stata tentata dal cardinale Ruini in persona. Spunta anche l'ipotesi - avanzata dal leader Mpa Lombardo, di una sorta di Lega meridionale con l'Udeur federata al centrodestra, ma non trova finora conferme. Berlusconi avrebbe rifiutato l'ultima offerta Udc, quella di una lista federata dei centristi con il riferimento alla sua candidatura a premier [flashnews24].

Ed il loro.


14 feb 
19:23
Udeur polemizza con Tremonti

''Non sarà certo Tremonti a stabilire con chi dovrà stare l'Udeur alle prossime elezioni politiche. Decideremo noi con chi stare perche', come sempre, staremo con la nostra gente, specialmente quella del Sud che nel recente passato e anche, da quello che si annuncia, per il futuro rischia di essere penalizzata da alcune politiche economiche creative''. Così la segreteria dell'Udeur risponde a Giulio Tremonti.

14 feb 11:48
L'Udeur stoppa la riforma dei regolamenti parlamentari

La riforma dei regolamenti parlamentari, in questa legislatura, non si farà. Oggi in conferenza dei capigruppo di Montecitorio è tornata la richiesta bipartisan di metter mano, prima del voto, alle regole dei lavori della camera, ma è arrivato lo stop dell'Udeur che vanifica un'ipotesi di lavoro che necessitava dell'unanimità.

14 feb  Esigenze di cautela assolutamente «urgenti», illeciti di carattere «sistemico», anzi un «sistema di potere che persegue istituzionalmente interessi privati». Sono i motivi che spingono il Tribunale del Riesame di Napoli a disporre l’obbligo di dimora a carico di Sandra Lonardo, superando per severità anche la Procura di Napoli, che per la moglie dell’ex ministro della Giustizia aveva chiesto la revoca dei domiciliari per «sopravvenuta carenza di esigenze cautelari». Il provvedimento è quello dello scorso 29 gennaio - giudici Maria Rosaria Cosentini, Annalisa De Tollis e Michele Mazzeo - che ha perso efficacia pochi giorni dopo, quando il caso è finito per competenza territoriale dinanzi al gip di Napoli.

13 feb  Rocco Buttiglione: «La lista Ferrara anti-abortista è fatta per colpirci: ruba voti a noi e non certo al Pdl. E Giuliano l’ha fatta in combutta con il Cavaliere». Berlusconi dice di non condividere Ferrara, ma Casini è pronto a scommettere il contrario.

Link mapa sassuolo|fonti|cosìfantutti|clemente|decomposizione|riforma|regolamenti parlamentari|retata udeur|devozioni|ruinews|stalinismo compassionevole


7 marzo 2007

Sandro Magister Vitae

Nel suo discorso, riportato più sotto, Ruini riassume accuratamente le posizioni di Habermas e le sue critiche alla lezione di Ratisbona, prima di analizzarle e contestarle.

Qui basti aggiungere che Habermas definisce così la molla che lo ha spinto a studiare un nuovo rapporto tra ragione e fede: "il desiderio di mobilitare la ragione moderna contro il disfattismo che le cova dentro".

Questo "disfattismo della ragione", Habermas lo vede all'opera sia nello "scientismo positivistico", sia in quelle "tendenze di una modernizzazione deragliata che sembrano ostacolare più che favorire gli imperativi della sua morale di giustizia". Una lezione laica che ha molto da insegnare ai cattolici ammaliati dalla moderna razionalità.

Ecco dunque, leggermente abbreviato e con titoli redazionali, il discorso del 2 marzo 2007 in cui il cardinale Ruini critica le critiche di Habermas a Benedetto XVI

Camillo Ruini sorride...

[
clicca
sulle immagini]

Il limite di Sandro Magister è nella sua storia personale di cattolico conciliare entrato in stretto contatto con la monocultura ruiniana, sciaguratamente impressa a parte del clero italiano. Il tema non è la fascinazione per la modernità, che non è prevalente nelle controparti che Magister interpreta male, né rappresenta un idolo per alcuno, quanto nel dialogo che occorre mantenere con quanti non sono toccati dall’antropologia cristiana, semplicemente perché non la conoscono o la rifiutano.

Ruini ha scommesso su un cattolicesimo non forte di comportamenti concreti, e pertanto riconoscibile nella pratica quotidiana, quanto su un cattolicesimo di stato, per non dire di status. Che è esattamente l’atteggiamento che ha franato nell’incontro tra Chiesa e modernità, come dimostra la vicenda iberica almeno quanto quella italiana: se fosse sufficiente lo status non si capisce come, nel volgere di un trentennio, la fede popolare sia evaporata. O non esisteva prima e quindi era già esile, o se esisteva agiva nel limite del conformismo più anticristiano che si possa immaginare.

D’altra parte è stato per primo il Gesù cristiano a diffidare di quanti si nascondono dietro una comoda sottana per eludere nella sostanza il messaggio, rimuovendolo dai comportamenti, sulla base di un rapporto di potere e non di ascolto profondo. Tantomeno di insegnamento, ovvero di accompagnamento, di compassione per la fragilità delle basi dell’agire umano.

Quelle fragilità, cha attraversano i cristiani quanto gli agnostici pratici e gli atei che non abbiano la profondità di pensiero di un Habermas, sono esattamente il deserto, la croce o la vigna da coltivare, secondo il linguaggio cui ci si sente più vicini. E non si nutrono di vuote rappresentazioni embedded, che mostrino la corazza di un pensiero compatto e privo di crepe speculative per nascondere [nascondersi] il rischio dell’incontro. Un altro logo non attrae nessuno: la comunicazione è piena di casi di successo che realizzano brand di mercato.

Matteo 7,22-23: "Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demòni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome? Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità."

Ma il
cristianesimo non è un posizionamento nel mercato, tra le offerte à la carte di modelli di vita. Perché non ha normato, come l’ebraismo, condotte preferibili alle altre. È la mensa che crea relazioni di prossimità, non determinando divisioni in base a doveri esterni ed astratti. È invece la ricerca che spinge ad abbandonare le comode certezze di un’esistenza rassicurante anche quando tormentata, per comprendere il dono della unicità di ciascuna vita. Come per la Gelsomina della Strada di Fellini: una donna che pensava di valere niente e scopre di essere, a partire dalla relazione che costruisce con l’indifferenza più ottusa di Zampanò.

Anthony Quinn e Giulietta Masina


Ma questa traiettoria non si codifica dall’alto, si realizza nell’incontro fecondo con l’
alterità, qualunque matrice abbia. Senza la pretesa di vincere, costi quel che costi.

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basta capovolgere il senso delle parole
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War is peace
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La libertà è schiavitù

Ignorance is strenght
L'ignoranza è forza



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La société du spectacle par Guy E. Debord


Secondo la definizione di Leonardo Boff, in Ethos mondiale

EGA 2000 ISBN 88-7670-394-2, €11,36:

Per ethos intendiamo l’insieme delle aspirazioni, dei valori e dei principi, che orienteranno le relazioni umane nei confronti della natura, della società, delle alterità, di se stessi e del senso trascendente dell’esistenza, Dio.



Si vis pacem para pacem

 

Questo blog è gemellato con Devarim [in ebraico Devarim sono le parole, o le cose].
La lettera ebraica che abbiamo insieme scelto per illustrare questo spazio in comune è bet
,la stessa che dà inizio al libro di Bereshit,in principio, il primo dei cinque che compongono la Torah [corrispondente al nostro libro della Genesi].



Ascolta radiofulmini

E fa zapping con Tv [spenta] med vridbar skärm, Luma, 1959 digitaladoptive


I blogleanno:

15 marzo 2005 | 15 marzo 2006


Il BIP®™ countdown è scaduto

Al 10 aprile 2006, ore 15:00, mancavano:
giorni
ore
minuti
secondi

Countdown memories   

- 14 y Del fisco me ne infischio [i numeri veri]

- 13 y Rottamazione [in]costituzionale [christians]

- 12 y Verso il Partito Democratico [di m. cacciari]

-  11 y La sconfitta [nella palude mediorientale]

- 10 y Impoverimento [la tassa occulta]

- 9 y Quote rosa [non è un pesce d’aprile]

- 8 y Mai, mai, mai! [Totus tuus ego sum Maria]

- 7 y Punta Perotti [lo spartiacque]

6 y sso ccontento…! [il ri-epilogo]

- 5 y Favole greche e leggende metropolitane [ici]

4 y Anche i ricchi piangono [o dei rovesci]

3 y Un giudice  [Fabrizio De Andrè, amico fragile]

- 2 y Per interesse  [contro il declino]

-  1 y La nomination [BIP® brother] 

0 y  L'identità mediale degli italiani [BIP® exit]


Questo blog aderiva alla campagna
"Salviamo la Costituzione. Aggiornarla non demolirla".

Contro la sottrazione di democrazia tentata dal governo dei pre-potenti.



Infopoint

La posta in gioco

Si sceglieva tra 2 modelli*:

il sistema che accoglie l'individuo,
non privo di limiti;

l'individualismo che rigetta la relazione
tra gli individui, la nega ideologicamente,
privilegiando la soluzione asociale.

Io scelgo e voto per una società che
sa trarre forza dagli individui
per costruire il sistema e lo scudo,
anche per i più deboli
, gli ultimi,
i meno muniti e più sprovveduti,
che non possono rimanere ostaggi,
in balia dei rapporti di forza
economici o politici;
e non delega la salvezza all'uomo, della provvidenza



banditore [ in un film già visto ].

*ma l'Unione non lo aveva capito.






[ charis community ]

FENICOTTERO SNODATO Un'esemplare di fenicottero rosa si accarezza compiaciuto il collo allo zoo di Francoforte in Germania (Frank May /Epa)

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