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l' Uomo in bianco e nero


Diario


23 settembre 2009

Vite meravigliose



Il 23 settembre spiravano un ottantunenne ed un ventiseienne, di morte naturale il primo - 1968 -, di morte violenta il secondo - 1985 -. Francesco e Giancarlo hanno vissuto epoche diverse, in contesti opposti, con vocazioni irriducibili ed una passione profonda per la vita buona. Quando padre Pio moriva nella carne, il piccolo Siani aveva appena compiuto 9 anni. Non erano spettatori di film interpretati da altri e non erano uomini avventati.

La loro giustapposizione sotto l’unica lente del memoriale ci da la misura di cosa sia una
vita meravigliosa, increspata di errori nel binario della vera grandezza. Come conviene ad uomini e donne che non hanno nel proprio orizzonte l’unica missione di salvare sé stessi. Perdendosi: «perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del vangelo, la salverà» [Mc 8: 35 | Lc 9: 24 | Mt 10: 39 | Gv 12: 25].


Link map: kill your idols|giancarlo|francesco|obamerican onu|reuters


9 giugno 2009

Il casalese | Pdl alla Provincia di Napoli


24 novembre 2008

Cantone neapoletano

Raffaele Cantone sommessamente butta un macigno nello stagno dello strabismo ipocrita italiano. 

Dice qualcosa che Loretta Napoleoni [economista ed analista raffinata] indaga da tempo: quanto varrebbe il PIL italiano senza l'apporto delle mafie?

Per dire che la repressione a Casal di Principe è necessaria ed indispensabile. Ma occorre sguarnire l'esercito che dallo stato sociale parallelo camorristico trae l'unica fonte di sostentamento. Non solo presenza militare dello Stato, ma principalmente presenza efficace dello Stato. Nella chiave del riequilibrio delle opportunità a favore degli strati popolari limitrofi alla sottocultura mafiosa: suo malgrado, non necessariamente per scelta. Spesso solo per milieu identitario, ovvero di mera sopravvivenza.




Link map: loretta|j'accuse...!|il testimone


20 ottobre 2008

Appello, senz’appello!



J’Accuse…!
è il titolo dello stranoto editoriale scritto da Émile Zola, giornalista e scrittore francese, in forma di lettera aperta al Presidente della Repubblica transalpina dell'epoca, Félix Faure, e pubblicato dal giornale socialista LAurore il 13 gennaio 1898, con lo scopo di denunciare pubblicamente le irregolarità e le illegalità commesse nel corso del processo contro Alfred Dreyfus, al centro di uno dei più famosi affaire della storia francese.

Il filmato rilasciato su Youtube riproduce un diverso
J’Accuse! Non meno penetrante e civilmente sfrontato rispetto a quello di Émile Zola: è il prologo che apre la riduzione teatrale di Gomorra. L’attore interpreta l’autore, Roberto Saviano, che spiega il reticolo di complicità e codardie che fanno da brodo di coltura ad uno tra i più spietati clan camorristici, assurti a multinazionali del crimine, della corruzione, del riciclaggio, dello sciacallaggio: con sede non a Wall Street, ma a Casal di Principe, nel casertano. Ed investimenti ovunque nel mondo si possa ripulire danaro frutto di sangue, terrore e sottocultura mafiosa.

Apologia della libertà. Apologia della
libertà civile.

Rafforzata dall'appello rilanciato da 6 premi nobel [Dario Fo, Mikhail Gorbaciov, Gunther Grass, Rita Levi Montalcini, Orhan Pamuk, Desmond Tutu], che affermano quanto segue:

Roberto Saviano
è minacciato di morte dalla camorra, per aver denunciato le sue azioni criminali in un libro - Gomorra - tradotto e letto in tutto il mondo.

È minacciata la sua libertà, la sua autonomia di scrittore, la possibilità di incontrare la sua famiglia, di avere una vita sociale, di prendere parte alla vita pubblica, di muoversi nel suo Paese.

Un giovane scrittore, colpevole di aver indagato il crimine organizzato svelando le sue tecniche e la sua struttura, è costretto a una vita clandestina, nascosta, mentre i capi della camorra dal carcere continuano a inviare messaggi di morte, intimandogli di non scrivere sul suo giornale, Repubblica, e di tacere.

Lo Stato deve fare ogni sforzo per proteggerlo e per sconfiggere la camorra. Ma il caso Saviano non è soltanto un problema di polizia. È un problema di democrazia. La libertà nella sicurezza di Saviano riguarda noi tutti, come cittadini.

Con questa firma vogliamo farcene carico, impegnando noi stessi mentre chiamiamo lo Stato alla sua responsabilità, perché è intollerabile che tutto questo possa accadere in Europa e nel 2008.

Apporre una firma, la propria, spontaneo esercizio di una libertà fondamentale: riconoscere, separare, discernere dov’è il diritto e dove crescono violenza, sopruso, abominio, disprezzo della dignità della persona umana.

Io controfirmo.

Link map: l'aurore|il testimone|j'accuse...!|bobo|maroni|senz'appello


15 ottobre 2008

La luce che arde col doppio di splendore brucia per metà tempo

[ click ]

Roberto Saviano

Contravvenendo ad una regola che ho seguito negli ultimi anni, ho letto un libro di grande successo quasi in tempo reale, senza aspettare il giudizio del tempo. È stata una lettura appassionante.

Tre cose ne vorrei sottolineare.

L’unico auctor che viene evocato da Saviano è Pasolini, la cui tomba diviene meta di pellegrinaggio. Eppure fra Saviano e Pasolini c’è una differenza abissale: il primo ambisce all’epica, il secondo alla tragedia. L’immaginario di Saviano, soprattutto quello filmico, è tutto, a suo modo, epico. Quando Pasolini si è confrontato con il cinema ha scelto, non a caso, la tragedia come riferimento privilegiato. Epica e tragedia rappresentano modi incompatibili di lettura della realtà.

L’altro aspetto che mi ha colpito è la presenza fitta di riferimenti filmici. Ciò mostra chiaramente come la cultura della nostra generazione [i suoi miti] siano tutti o quasi tutti cinematografici, ma anche come il cinema consenta una lettura profonda della realtà, avendo esso permeato l’immaginario collettivo [i boss che assumono pose filmiche, la villa fatta ad imitazione di Scarface].

Il terzo aspetto, il più importante, quello che eleva il libro dalla cronaca giornalistica, facendone un’opera importante di questi anni, è il basso continuo che Saviano mantiene fino all’ultima pagina per cui parlando del
Sistema, della camorra, in realtà parla anche del capitalismo contemporaneo. La vera ambizione del libro mi sembra quella di suggerire come, in realtà, il camorrista oggi sia un imprenditore di successo, che del capitalismo matura assimila stili e ambizioni
.

Napoli è il mondo intero in piccolo. La camorra non è solo una delle maggiori imprese italiane, ma è la metafora stessa di un sistema che, dimentico di qualunque valore che non sia di tipo economico, è necessariamente criminale, anche se i suoi artefici non hanno più l’aspetto dei briganti sanguinari ma leggono raffinate opere letterarie o collezionano opere d’arte.

Il messaggio di Saviano è che i camorristi, in realtà, non fanno altro che rendere puro il meccanismo che opera nella civiltà contemporanea, dove, abolito il passato e il futuro, non resta che un presente da occupare con violenza, in cui, per citare un film a lui sicuramente caro,
«la candela deve bruciare da entrambi i lati». È, dunque, vana impresa contrastare il sistema operante in Campania senza mettere in discussione il sistema-mondo.

 

Link maproberto|nicola|ppp|super[te]stiti|sistema cosentino|o' sottosegretario|blade runner quote


20 giugno 2008

Super[te]stiti

[ clicca sulle immagini ]
 
Michele Zagaria, latitante

Antonio Iovine, latitante

La Corte d'Assise d'Appello fa il suo ingresso in aula alle 12:25 in punto, sotto gli occhi di undici telecamere. Tra il pubblico, quarta panca a sinistra, c'è anche lo scrittore Roberto Saviano, circondato da 7 carabinieri di scorta. Si conclude il processo "Spartacus" al clan dei Casalesi. I giudici infliggono 16 condanne all'ergastolo. Carcere a vita per tutti i boss del gruppo criminale: i detenuti Francesco Schiavone, soprannominato "Sandokan" e Francesco Bidognetti, i due superlatitanti Antonio Iovine e Michele Zagaria.

Link map: zagaria|storie di famiglia|biùtiful cauntri|secondo grado


21 maggio 2008

Biùtiful cauntri




Bobbio, presidente provinciale di AN, invita a respingere la mano tesa da Totonno II al Berlusconi IV.

Ma dovrebbe sapere che il Berlusconi
II e III, in 5 anni, non ha mosso palpebra né dito per indurre il commissariato di Governo [non della Regione Campania] a sciogliere l’indecente contratto FIBE|Impregilo, sottoscritto dal suo collega di partito e presidente p.t. della Regione Campania Antonio Rastrelli. Si scrive FIBE|Impregilo ma si legge camorra, per intermediazione della premiata ditta Romiti & figli.

Curiosa rimozione con ingiuria. Si può ridipingere la casacca coi colori della libertà, ma la puzza di fascismo non scompare, malgrado il lavaggio con perlana.

Ci ha pensato l’inviso governo Prodi, in 20 mesi di esistenza in vita, per rissosa concessione di una semi-maggioranza opportunamente punita dall’elettorato [nelle sue componenti più improvvisate, a centro ed a sinistra].

La strada del contratto capestro, almeno quella, è sgombra di monnezza.

Link map
: ciclo dis-integrato|regime commissariale
|cdm 2106.08|rifiuti spa|monnezzopoli


19 maggio 2008

L'altro anniversario

[ click ] 

L'arresto "in diretta" di Enzo Tortora

Enzo Tortora, innocente, morto 20 anni fa


7 gennaio 2008

Il rischio della normalità

[ click ] 
 

Calderoli: «Napoli non è Italia»

L'ex ministro leghista: «Quello che sta accadendo lo dimostra, laggiù le leggi dello Stato non valgono»

Per una volta sono [quasi] d’accordo con l’estensore del Porcellum: lo spettacolo tribale di questi giorni dimostra l’assenza di qualsiasi barlume di stato di diritto in Campania.

È sconcertante che, pur in
regime commissariale [puntualmente prorogato nei 5 anni di Governo Berlusconi, Calderoli ministro padano], le istituzioni locali si tirino fuori dalla bancarotta politica e collusiva che la Campania esibisce al mondo intero. E conferma come la libanizzazione dei microcosmi sociali, la poltiglia denunziata da De Rita, non possa che alimentare l’alleanza trasversale che impedisce qualsiasi speranza di cambiamento virtuoso. Nello specifico, quello che in ogni paese mediamente civile accade ordinariamente da lustri: si producono rifiuti e si legifera per generarne di meno, poi si smaltiscono, con tecnologie sempre più raffinate e meno inquinanti.

In Campania
2 miliardi di euro spartiti tra camorre e consorterie professionali, politiche e clientelari, non sono stati sufficienti nemmeno a costruire un inceneritore di vecchia generazione che, come accadrà ad Acerra, non sarà in grado di bruciare la montagne di ecoballe confezionate a peso d’oro. Per l’ingrasso di platee sterminate di camorristi e colletti blu. Non ci sono zone franche, né verginità da ricostruire. 

Il paradosso dei paradossi, nella sentina di tutti i mali rimestati da 14 anni di regime emergenziale, è che gli stessi strenui oppositori di una soluzione ponte, in vista di un auspicabile giro di vite su questo teatro dell’assurdo, non muovono un dito per opporsi al seppellimento di tonnellate di rifiuti altamente tossici, tragicamente pericolosi per la salute pubblica, in gran parte di provenienza padana, col trucco della riclassificazione ecocompatibile delle sole bolle di trasporto dei vettori al servizio del ciclo dei rifiuti: chiuso, dalle ecomafie.

Si preferisce ridicolmente tapparsi occhi ed orecchi. E naso: inevitabilmente per le comunità che vivono ai margini dei siti di stoccaggio. I cui suoli sono fittati a fior di milioni, in euro, alla
trasversalissima zona grigia politico-professionale che si spartisce il bottino. Ai limiti [o partecipe] della connivenza mafiosa. Ma cosa sia camorra e cosa no è assai difficile da distinguere.

Sullo sfondo la vera minaccia al primo enorme scandalo napoletano [non campano] successivo alla ricostruzione post-sisma dell’80 in Irpinia. Anche allora un intreccio inestricabile di cointeressenze, anche allora uno sversatoio di danaro pubblico sostanzialmente napoletano.

Il rischio della normalità.

Chiuso il capitolo dell’
emergenza funzionale termina, terminerebbe il mercato delle vacche costato quattromilamiliardi in lire
, sistematicamente sottratti ad impieghi a minor tasso criminogeno ed incomparabile utilità pubblica.

Link map: calderoli|porcellum|iervolino|inquirenti|conseguenze sanitarie|ecomafie|poltiglia|gomorra|irpinia


17 agosto 2007

Duisburg | San Luca

[clicca anche sulle immagini]



50 a 0





Intanto sono circa 50 le segnalazioni seguite alla pubblicazione ieri sera dell'identikit del presunto autista dell'automobile della fuga.

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Questo blog è gemellato con Devarim [in ebraico Devarim sono le parole, o le cose].
La lettera ebraica che abbiamo insieme scelto per illustrare questo spazio in comune è bet
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E fa zapping con Tv [spenta] med vridbar skärm, Luma, 1959 digitaladoptive


I blogleanno:

15 marzo 2005 | 15 marzo 2006


Il BIP®™ countdown è scaduto

Al 10 aprile 2006, ore 15:00, mancavano:
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6 y sso ccontento…! [il ri-epilogo]

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4 y Anche i ricchi piangono [o dei rovesci]

3 y Un giudice  [Fabrizio De Andrè, amico fragile]

- 2 y Per interesse  [contro il declino]

-  1 y La nomination [BIP® brother] 

0 y  L'identità mediale degli italiani [BIP® exit]


Questo blog aderiva alla campagna
"Salviamo la Costituzione. Aggiornarla non demolirla".

Contro la sottrazione di democrazia tentata dal governo dei pre-potenti.



Infopoint

La posta in gioco

Si sceglieva tra 2 modelli*:

il sistema che accoglie l'individuo,
non privo di limiti;

l'individualismo che rigetta la relazione
tra gli individui, la nega ideologicamente,
privilegiando la soluzione asociale.

Io scelgo e voto per una società che
sa trarre forza dagli individui
per costruire il sistema e lo scudo,
anche per i più deboli
, gli ultimi,
i meno muniti e più sprovveduti,
che non possono rimanere ostaggi,
in balia dei rapporti di forza
economici o politici;
e non delega la salvezza all'uomo, della provvidenza



banditore [ in un film già visto ].

*ma l'Unione non lo aveva capito.






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FENICOTTERO SNODATO Un'esemplare di fenicottero rosa si accarezza compiaciuto il collo allo zoo di Francoforte in Germania (Frank May /Epa)

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