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Ethos
l' Uomo in bianco e nero


Diario


26 febbraio 2008

Monolitismo perdente

Si tratta di un monolitismo vistoso. Al punto che la campagna elettorale ha l’aria di un’occasione scelta dal Vaticano per tracciare inflessibili spartiacque; e insieme per fissare alcune coordinate al proprio interno.

Ho un’opinione diversa da Massimo Franco, che paventa un rischio di smottamento elettorale del PD sul fronte cattolico. Potrei invertire l’assioma e dire che è la chiesa cattolica romana a confermare lo scisma sommerso che la separa [divide sarebbe un accomodamento semantico] dalla propria base cultuale. Il solito errore di lettura di Camillo Ruini che è rimosso tanto dalla scelta laica di Silvio Berlusconi che da quella dialogante di Walter Veltroni.

Mi pare una concordanza assolutamente positiva.

Berlusconi
respinge la suggestione
teocon di Giuliano Ferrara. Veltroni sceglie il terreno della distinzione tra sfera pubblica e valori statuali per disegnare il profilo riformatore del PD. Non antagonista né anticlericale. Semplicemente autonomo dalle pressioni intollerabili del fanatismo vaticano in salsa ruiniana. Che il 15 aprile uscirà di scena, sconfitto su tutta la linea.

Alla base della disfatta un’errata interpretazione del ruolo della religiosità popolare, che non è credulità popolare. Né delega politica a legiferare secondo i parametri confessionali anche sui nodi eticamente sensibili [quanti
errori la chiesa ha commesso, da legislatore, nella sua non irreprensibile storia…].

Alla base della sconfitta l’equivoco mortale del ruinismo, anche quello che echeggia dalle corde claudicanti di Joseph Ratzinger: una radicale sfiducia nell’uomo. Che non si nutre di forza spirituale per alimentare le radici valoriali che, antropologicamente, si intenderebbe irrigare. C’è una tale
sfiducia nell’uomo contemporaneo che si punta a riempire con parole svuotate di significato la domanda di senso che, al contrario, ovunque si coglie. Forse ancor di più ove sembra essere calato il buio dell'ordinaria follia.

Questa scelta somiglia molto al timore di perdere la
robba in cambio del primato. È largamente preferibile il primato dell’umiltà all’insolenza della robba. Di più ove si trattasse di tesori custoditi a comprimere la forza eversiva del messaggio gesuale. Che non bada a censo o casta e parla agli umili accolti come pari. Pari peccatori e pari pubblicani. Mai ponendosi sdegnosamente al di sopra della povertà umana. Sempre invece irridente della superbia intellettuale del sinedrio e dei cattivi maestri.

Al fondo l'irruzione della biopolitica nel discorso pubblico. Ma di questo è opportuno trattare in maniera specifica.


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16 febbraio 2007

Ancora su Cirillo e Metodio, Fratelli d'Europa

[clicca per accedere al post di S&B, cui questo approfondimento è dedicato]

Cirillo e Metodio, Fratelli d'Europa

Io credo che una Babele basti [Gn 11,9] e non ha molto senso cercare sintesi, in particolare su aspetti così specialistici che sorvolano ampiamente le pratiche dei semplici. Ma più della dottrina, magari imposta con editti frusti ed inconsistenti, è l'abbandono a realizzare in un credente la crescita nella fede, che si nutre di contemplazione e di azione. In genere le sovrastrutture pseudo-intellettuali [qualcuno direbbe tomiste] lacerano relazioni di prossimità, senza provocare alcun effetto che non sia ordinatorio e gerarchico.

Da questo punto di vista le teologie orientali, abbondantemente contraddette anche lì dai comportamenti ordinari, suggeriscono alla chiesa di Roma che esiste un terreno ontologico che anticipa gli insegnamenti e le stesse abitudini, al quale dovrebbe rivolgersi la pastorale, uscendo dal vicolo cieco della irregimentazione del relativismo etico: impossibile nella realtà e velleitaria nei presupposti. Che affonda il proprio seme malato in un’errata considerazione del primato di Pietro, lontanissimo da quello vissuto da Cristo: crocifisso, non innalzato su troni tutti umani e troppo secolari: Il mio regno non è di questo mondo” [Gv 18,36].

Molto di quello che chiamiamo vita, o via, si consuma nella profondità di conflitti irrisolti, che la solitudine odierna fa esplodere a volte in tragedia, quando non solo in vite tragiche. Più della denuncia del relativismo può l'agape, quando non somigli troppo ad un altro concetto usurato dalla ripetizione e svuotato dall'esperienza. Questo è l'insegnamento che abbiamo ricevuto da Gesù [Gv 13,34]: “Come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri”. In quel “Come io vi ho amato” c'è tutta l'incomprensione di un messaggio semplice per tutti, e non intellettualizzato per i sapienti e gli intelligenti.

Praticare di più la virtù dell’
umiltà potrebbe limitare i danni di un clericalismo senza respiro e senza prospettiva.


15 febbraio 2007

Denunciamo con dolore, ma con fermezza


[
clicca per aderire all'appello ]

LA VIGNETTA DI GIANNELLI Dal Corriere della Sera di mercoledì 14 febbraio 2007

Firma o diffondi l’appello alla CEI promosso da Giuseppe Alberigo

La chiesa italiana, malgrado sia ricca di tante energie e fermenti, sta subendo un'immeritata involuzione.

L'annunciato intervento della Presidenza della Conferenza Episcopale, che imporrebbe ai parlamentari cattolici di rifiutare il progetto di legge sui "diritti delle convivenze" é di inaudita gravità.

Con un atto di questa natura l'Italia ricadrebbe nella deprecata condizione di conflitto tra la condizione di credente e quella di cittadino. Condizione insorta dopo l'unificazione del Paese e il "non expedit " della Santa Sede e superata definitivamente solo con gli accordi concordatari.

Denunciamo con dolore, ma con fermezza, questo rischio e supplichiamo i Pastori di prenderne coscienza e di evitare tanta sciagura, che porterebbe la nostra Chiesa e il nostro Paese fuori dalla storia.

Si può pensare che il progetto di legge in discussione non sia ottimale, ma è anche indispensabile distinguere tra ciò che per i credenti é obbligo, non solo di coscienza ma anche canonico, e quanto deve essere regolato dallo stato laico per tutti i cittadini.

Invitiamo la Conferenza Episcopale a equilibrare le sue prese di posizione e i parlamentari cattolici a restare fedeli al loro obbligo costituzionale di legislatori per tutti.

Giuseppe Alberigo, Bologna

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La libertà è schiavitù

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La société du spectacle par Guy E. Debord


Secondo la definizione di Leonardo Boff, in Ethos mondiale

EGA 2000 ISBN 88-7670-394-2, €11,36:

Per ethos intendiamo l’insieme delle aspirazioni, dei valori e dei principi, che orienteranno le relazioni umane nei confronti della natura, della società, delle alterità, di se stessi e del senso trascendente dell’esistenza, Dio.



Si vis pacem para pacem

 

Questo blog è gemellato con Devarim [in ebraico Devarim sono le parole, o le cose].
La lettera ebraica che abbiamo insieme scelto per illustrare questo spazio in comune è bet
,la stessa che dà inizio al libro di Bereshit,in principio, il primo dei cinque che compongono la Torah [corrispondente al nostro libro della Genesi].



Ascolta radiofulmini

E fa zapping con Tv [spenta] med vridbar skärm, Luma, 1959 digitaladoptive


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15 marzo 2005 | 15 marzo 2006


Il BIP®™ countdown è scaduto

Al 10 aprile 2006, ore 15:00, mancavano:
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- 14 y Del fisco me ne infischio [i numeri veri]

- 13 y Rottamazione [in]costituzionale [christians]

- 12 y Verso il Partito Democratico [di m. cacciari]

-  11 y La sconfitta [nella palude mediorientale]

- 10 y Impoverimento [la tassa occulta]

- 9 y Quote rosa [non è un pesce d’aprile]

- 8 y Mai, mai, mai! [Totus tuus ego sum Maria]

- 7 y Punta Perotti [lo spartiacque]

6 y sso ccontento…! [il ri-epilogo]

- 5 y Favole greche e leggende metropolitane [ici]

4 y Anche i ricchi piangono [o dei rovesci]

3 y Un giudice  [Fabrizio De Andrè, amico fragile]

- 2 y Per interesse  [contro il declino]

-  1 y La nomination [BIP® brother] 

0 y  L'identità mediale degli italiani [BIP® exit]


Questo blog aderiva alla campagna
"Salviamo la Costituzione. Aggiornarla non demolirla".

Contro la sottrazione di democrazia tentata dal governo dei pre-potenti.



Infopoint

La posta in gioco

Si sceglieva tra 2 modelli*:

il sistema che accoglie l'individuo,
non privo di limiti;

l'individualismo che rigetta la relazione
tra gli individui, la nega ideologicamente,
privilegiando la soluzione asociale.

Io scelgo e voto per una società che
sa trarre forza dagli individui
per costruire il sistema e lo scudo,
anche per i più deboli
, gli ultimi,
i meno muniti e più sprovveduti,
che non possono rimanere ostaggi,
in balia dei rapporti di forza
economici o politici;
e non delega la salvezza all'uomo, della provvidenza



banditore [ in un film già visto ].

*ma l'Unione non lo aveva capito.






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FENICOTTERO SNODATO Un'esemplare di fenicottero rosa si accarezza compiaciuto il collo allo zoo di Francoforte in Germania (Frank May /Epa)

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