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l' Uomo in bianco e nero


Diario


2 marzo 2008

Italia indebitata e sottocapitalizzata

«L'Italiaper Tommaso Padoa Schioppa - registra un debito pubblico pesantissimo e reperire risorse nuove per fare gli investimenti di oggi e recuperare quelli non fatti ieri è estremamente arduo. Ha punti di forza in imprese e settori che tuttora eccellono, ma nel suo complesso perde posizioni».

«La povertà della dotazione del capitale materiale e immateriale è sotto i nostri occhi. Non solo ci siamo caricati di un debito pesantissimo ma quel debito non l'abbiamo usato per investire. Abbiamo mancato di accrescere il capitale umano e fisico e abbiamo lasciato deperire quello che avevamo» ha aggiunto.

Per il ministro gli obiettivi da raggiungere sono «ridurre il debito pubblico e nello stesso tempo investire». 

«Il governo nazionale, dello Stato, ha una funzione fondamentale e in Italia si è indebolita in maniera grave - ha concluso -. Si è indebolita per una serie di ragioni ma curiosamente l'opinione spesso fortemente critica che si ha del governo nazionale omette di osservare questa debolezza e anzi spesso rimprovera un eccesso che invece non constatiamo».

Per il ministro «Ci vuole più politica, occorre riconciliarsi con la politica. Oggi sono nella necessità di ribadire che la politica è una cosa nobile». 

[ click ]

Clicca e vai al video integrale dell'intervento di Tommaso Padoa Schioppa all'Inaugurazione dell'Anno Accademico 2007/2008 dell'Università di Foggia

Link map: finanza pubblica 2006|fabbisogno statale|tps ad unifoggia|tps video integrale|governare come? 


15 gennaio 2008

La lista della spesa

[ click ]



Per anni, invece di fare si è disfatto; ma nel 2006 e 2007 si è fatto. Tra il 2000 ed il 2005 la spesa corrente primaria (cioè al netto degli interessi sul debito e degli investimenti pubblici) è passata dal 37,3 per cento del Prodotto interno lordo (Pil) al 40 per cento. Un massimo che non avevamo mai raggiunto, neppure quando l’Italia toccò il fondo all’inizio degli anni ’90.

Nel biennio 2006-2007, l’inversione di tendenza. Nel 2006 la spesa corrente primaria smette di salire rispetto al Pil per la prima volta dopo cinque anni; e per il 2007 i dati finora noti (i primi dieci mesi) segnalano una riduzione non solo rispetto al prodotto ma perfino in termini assoluti. Ciò è certo dipeso anche dalla ripresa economica. Ma le più recenti informazioni diffuse dall’Istat segnalano che la spesa corrente primaria nei primi tre trimestri del 2007 ha addirittura dimezzato la sua velocità rispetto all’analogo periodo del 2006. Nel complesso, si può stimare che la crescita annua della spesa corrente primaria nel biennio 2006-2007 sia stata intorno al 3,5 per cento, mentre nel 2001-2005 era stata superiore al 5.

L’anno passato ci sono stati interventi di aumento della spesa per finalità sociali e di investimento pubblico in giugno e in settembre (aumento pensioni basse, bonus per incapienti, investimenti in infrastrutture, ecc.); ciò nonostante la spesa corrente primaria dovrebbe risultare sostanzialmente in linea con quella prevista nel marzo 2007. Come a dire che le nuove spese sono state compensate da altre minori spese. La stessa riduzione del deficit al di sotto di quanto fissato a fine settembre nasce in gran parte dal rallentamento della spesa, non solo da maggiori entrate.

Il progetto di Air France-Klm, dice ancora Padoa-Schioppa, ''evidenzia significative sinergie e rilevanti economie di scala, attraverso l'ingresso nel sistema multi-hub della principale compagnia del mondo''. Il ministro ricorda che le due compagnie gia' collaborano all'interno del'alleanza Skyteam, e che anche le condizioni finanziarie dell'offerta ''rispetto alla proposta di Air One sono migliori per gli azionisti e per gli obbligazionisti''.

Link map: tps al messaggero|finanza pubblica 2006|malpensa|alitaliairfrance


4 maggio 2007

La fuffa e la sostanza

L’agenzia di rating Moodys, nel suo rapporto annuale sull’Italia, scrive che la coalizione di governo uscita vincitrice dalle elezioni politiche del 2006 «è stata in grado di far approvare la legge Finanziaria per il 2007 e ha iniziato a ridare slancio alla competitività sui mercati produttivi malgrado le ridotte aspettative, dovute all’assenza di una forte maggioranza di governo e alle incertezze politiche dei primi mesi di quest’anno».
 
«Il riequilibrio dei conti pubblici previsto dalla Finanziaria 2007 è principalmente basato sulle entrate con la conseguenza di un lieve aumento della pressione fiscale» spiega la vice presidente Sara Bertin autrice del rapporto . «Ciononostante - prosegue l'analista - l'aumento dell'imposizione fiscale è stato concepito in modo da ridurne al minimo l'incidenza sulla crescita del Pil (calcolata pari allo 0,3%, all'interno del range del governo che stima fra lo 0,2 e lo 0,4%). Secondo le previsioni di Moody's si dovrebbe assistere a un ulteriore riequilibrio dei conti pubblici nel medio periodo».

Il rating Aa2 assegnato alla Repubblica Italiana «rispecchia sia il calo, lento ma costante, del rapporto tra debito pubblico e Pil sia l'importanza dell'appartenenza all'area euro». È quanto scrive l'agenzia internazionale Moody's nel suo annuale rapporto sull'Italia. Il rating Aa2 che ha un outlook stabile è stato assegnato da Moody's all' Italia nel maggio 2002. Sara Bertin ha ricordato come «il rapporto fra debito pubblico e Pil è sceso dal valore massimo del 123,8% del 1996 al 106,8% del 2006» aggiungendo come «a causa degli elevati indicatori di indebitamento, rivestono particolare importanza le questioni legate alla produzione potenziale e alla crescita del prodotto». «Un tasso di crescita superiore al 2% della produzione potenziale - rileva l'analista - consentirebbe all'Italia di generare un solido avanzo primario e ridurre il rapporto debito/Pil».

Link a Moody's Italia


24 aprile 2007

A proposito di eredità

Eurotower, dopo le indicazioni generali, si sofferma proprio sui Paesi fanalini di coda, vale a dire l’Italia e il Portogallo, dove «il disavanzo continua a superare ampiamente la soglia del 3% del Pil».

Con un distinguo, però. «Nel caso dell’Italia, secondo le stime più recenti, il disavanzo della pubblica amministrazione si è collocato al 4,4% del Pil, molto al di sotto del valore riportato nell’aggiornamento del Programma di stabilità. E se si escludono gli effetti che hanno temporaneamente innalzato il disavanzo, quest’ultimo è pari al 2,4% del Pil».

La Bce, dunque, conferma come a portare il nostro deficit al 4,4% lo scorso anno siano state alcune uscite straordinarie, vedi la sentenza della Corte Ue sui rimborsi Iva sulle auto aziendali e la cancellazione dei crediti delle Ferrovie per il finanziamento dell’alta velocità. Di qui, la quasi certezza che nel 2007 l’Italia centrerà gli impegni presi: «Tale risultato - scrive la Bce ed ha sostenuto questo blog - si dovrà in ampia misura al pacchetto di risanamento varato con la legge Finanziaria per il 2007, basato soprattutto su provvedimenti che aumentano le entrate e al venir meno di fattori temporanei avversi».

Ma se veramente il nostro Paese e gli altri che si trovano nelle medesime condizioni puntano a una imminente fine della procedura Ue, «è essenziale che le passività eccessive siano corrette in modo sostenibile tramite misure di risanamento permanenti e credibili». Insiste, su questo concetto, il presidente della Banca centrale europea, Jean-Claude Trichet. «Nell’attuale fase di congiuntura favorevole resta essenziale sostenere l’impulso al miglioramento delle finanze pubbliche e accelerare il ritmo di risanamento affinchè tutti i paesi dell’area dell’euro conseguano l’obiettivo a medio termine di raggiungere quanto prima una solida posizione di bilancio. A tal fine - ecco la ricetta - è indispensabile definire ulteriori misure di risanamento dei conti che siano concrete e credibili e assicurarne la rapida attuazione».


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3 aprile 2007

La penisola del tesoretto: immaginario

Istat Conti pubblici: nel 2006 deficit/Pil al 4,4%

Il dato valido per Maastricht
, che non tiene conto dell'effetto correzione degli swap è però del 4,5%
 

ROMA - Il rapporto deficit/Pil si è attestato nel 2006 al 4,4% e al 4,5% senza l' effetto di correzione degli swap [operazioni combinate di acquisto e vendita differite nel tempo]. Lo comunica l'Istat spiegando che nel quarto trimestre il deficit è stato del 5,9%, contro il 3,9% dello stesso trimestre del 2005.

Il saldo primario è stato negativo per 4,443 miliardi [+2,554 nel 2005], con un'incidenza negativa dell'1,1% sul pil [+0,7% nel 2005]. Anche il deficit/pil 2005 è stato rivisto leggermente al rialzo: 4,2% dal 4,1% iniziale, e così pure il dato del 2004 [3,5% dal 3,4%].

Ma correttamente
il Governo, in attuazione di quanto previsto dalla Finanziaria 2007, aveva realizzato un’operazione verità sui conti pubblici italiani. Scaricando per competenza sul bilancio 2006 i 16 miliardi di € per oneri derivanti dalla sentenza dello scorso settembre, con cui la Corte di Giustizia europea bocciava il regime di parziale detrazione dell'Iva sulle auto aziendali [ultimo pacco dono della banda del buco B&T, Berlusconi & Tremonti, pari a circa 31.000 miliardi di lire, una volta e mezza la manovrina di luglio].

B&T come scommessa: i conti sono sempre stati una variabile indipendente per gli eroici difensori del popolino delle partite IVA, con trucco ed inganno. Al più titoli nobiliari immaginari.

Infatti: il deficit 2006 conforme ai criteri di Maastricht, reso noto il primo marzo, e pari al 4,4%, scende al 2,4% se non si tiene conto degli oneri una tantum legati alla sentenza europea sull'Iva per le auto aziendali e al debito Ispa per la Tav.


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La libertà è schiavitù

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La société du spectacle par Guy E. Debord


Secondo la definizione di Leonardo Boff, in Ethos mondiale

EGA 2000 ISBN 88-7670-394-2, €11,36:

Per ethos intendiamo l’insieme delle aspirazioni, dei valori e dei principi, che orienteranno le relazioni umane nei confronti della natura, della società, delle alterità, di se stessi e del senso trascendente dell’esistenza, Dio.



Si vis pacem para pacem

 

Questo blog è gemellato con Devarim [in ebraico Devarim sono le parole, o le cose].
La lettera ebraica che abbiamo insieme scelto per illustrare questo spazio in comune è bet
,la stessa che dà inizio al libro di Bereshit,in principio, il primo dei cinque che compongono la Torah [corrispondente al nostro libro della Genesi].



Ascolta radiofulmini

E fa zapping con Tv [spenta] med vridbar skärm, Luma, 1959 digitaladoptive


I blogleanno:

15 marzo 2005 | 15 marzo 2006


Il BIP®™ countdown è scaduto

Al 10 aprile 2006, ore 15:00, mancavano:
giorni
ore
minuti
secondi

Countdown memories   

- 14 y Del fisco me ne infischio [i numeri veri]

- 13 y Rottamazione [in]costituzionale [christians]

- 12 y Verso il Partito Democratico [di m. cacciari]

-  11 y La sconfitta [nella palude mediorientale]

- 10 y Impoverimento [la tassa occulta]

- 9 y Quote rosa [non è un pesce d’aprile]

- 8 y Mai, mai, mai! [Totus tuus ego sum Maria]

- 7 y Punta Perotti [lo spartiacque]

6 y sso ccontento…! [il ri-epilogo]

- 5 y Favole greche e leggende metropolitane [ici]

4 y Anche i ricchi piangono [o dei rovesci]

3 y Un giudice  [Fabrizio De Andrè, amico fragile]

- 2 y Per interesse  [contro il declino]

-  1 y La nomination [BIP® brother] 

0 y  L'identità mediale degli italiani [BIP® exit]


Questo blog aderiva alla campagna
"Salviamo la Costituzione. Aggiornarla non demolirla".

Contro la sottrazione di democrazia tentata dal governo dei pre-potenti.



Infopoint

La posta in gioco

Si sceglieva tra 2 modelli*:

il sistema che accoglie l'individuo,
non privo di limiti;

l'individualismo che rigetta la relazione
tra gli individui, la nega ideologicamente,
privilegiando la soluzione asociale.

Io scelgo e voto per una società che
sa trarre forza dagli individui
per costruire il sistema e lo scudo,
anche per i più deboli
, gli ultimi,
i meno muniti e più sprovveduti,
che non possono rimanere ostaggi,
in balia dei rapporti di forza
economici o politici;
e non delega la salvezza all'uomo, della provvidenza



banditore [ in un film già visto ].

*ma l'Unione non lo aveva capito.






[ charis community ]

FENICOTTERO SNODATO Un'esemplare di fenicottero rosa si accarezza compiaciuto il collo allo zoo di Francoforte in Germania (Frank May /Epa)

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