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Ethos
l' Uomo in bianco e nero


Diario


22 marzo 2009

Kill your idols



Dopo Facebook non è pensabile fare il blog esattamente come prima. E questo è il motivo per cui posto poco, col contagocce, pur avendo un’idea abbastanza precisa di cosa scrivere o pubblicare, giorno per giorno.



Il cambiamento c’è e ci sarà. Magari impercettibile. In nuce ed in fieri. Cercando di farne emergere il profilo per relata refero, per citazioni, rimbalzi, filtri e sedimento. Sotterraneo come sotterranea è stata l’ascesa di Barack Hussein Obama, prima di affiorare incontenibile all’epilogo del ciclo iperliberista [di cui non è saggio sacrificare tutto, con lieve riflesso liberatorio, autoconsolatorio ed autoassolutorio].



Con un omaggio a Giancarlo Siani, cronista della verità di gomorre già inferocite. Al rifluire della rapsodica elettrica esondazione punk. Contraltare al servilismo passivo, traccia durevole e remota del berlusconismo decadente di queste settimane e mesi. Un cadavere in avanzata fase di putrescenza.

Link map: libera|punk|branchi bestiali|roberto saviano


25 marzo 2008

Nomi da non dimenticare [niente di personale]



[ click ]

Un’intervista fatta di domande. Breve come suggeriva il tempo a disposizione del Procuratore Nazionale Antimafia, Piero Grasso.

« Perché l’umanità possa avanzare, e non rimanere sospesa sull’orlo del baratro, dobbiamo camminare mano nella mano, i cosiddetti sani con i cosiddetti pazzi.

Ehi! “Sani”! Che cosa significa la vostra salute?! ... Dovete rassegnarvi, finalmente, a dire a voi stessi: “Dobbiamo vivere con loro, mangiare con loro, bere con loro, dormire con loro”. A cosa vi serve la libertà se non avete nemmeno il coraggio di guardare negli occhi la verità: con la vostra cosiddetta “salute” avete portato il mondo sulla soglia della catastrofe.

… L’umanità è giunta a un punto vergognoso! Non siamo liberi da noi stessi! Io parlo chiaramente, senza ascoltare nessuno, perché tutti capiate che la vita è semplice e che per salvarvi, salvare voi stessi e salvare i vostri figli, la vostra discendenza, il vostro futuro, dovete tornare al punto dove vi siete persi, dove avete imboccato la via sbagliata!

… Che cosa vale questo mondo, che cosa vale la sua giustizia, quando un povero malato di mente, come ci chiamate, vi dice: vergognatevi! Fino a che siete in tempo: vergognatevi!...
».

[in Andrej Tarkovskij, Racconti cinematografici, Milano 1994, pp. 265-266]

Link map: in un paese normale|andrej tarkovskij|micaela lelli|mi disse don ciotti|oltre 700 nomi


12 settembre 2007

Violenza su una tredicenne: in manette un poliziotto

[ click ]

 

PALERMO - Avrebbe abusato di una ragazzina di 13 anni, che è rimasta incinta. Con l'accusa di violenza sessuale i carabinieri della Compagnia di Alcamo hanno arrestato un assistente capo della Polizia di Stato. L'uomo di 54 anni, in servizio al Commissariato di Castellammare del Golfo [Trapani] sarebbe stato incastrato dal test del Dna.

I fatti risalirebbero all'inizio dell'estate.


24 luglio 2007

In un altro paese

Un’intervista fatta di domande. Breve come suggeriva il tempo a disposizione del Procuratore Nazionale Antimafia, Piero Grasso.



Occhi privi di paura e di un’umanità ferita. Forse anche dalla considerazione che il nemico, la mafia, è obliquo, quasi mai si presenta con il proprio volto. Forse ferito anche dalla mia insistenza sulla zona grigia che avvolge e protegge il controstato mafioso: l’enclave politico-affaristica più potente d’Italia. E non solo.

Aveva invocato non politiche repressive, nel presentare il colloquio con
Francesco La Licata: "Pizzini, Veleni e Cicoria. La Mafia prima e dopo Provenzano". Aveva invocato la libertà di scegliere una vita onesta nei mandamenti dominati dalle cosche, e fatto una cifra: basterebbero 800 € al mese. A favore dei giovani lasciati a marcire nella loro esclusione sociale, dal sistema delle cointeressenze mafiose. Precocemente arricchiti ed altrettanto fulmineamente espropriati del diritto ad una vita normale. Fatta di lunario ed occupazioni e gioie ordinarie. Nell’impotenza dello stato, scritto con la lettera minuscola.

Gli chiedevo: come si combatte la mafia in un contesto in cui tutto è scivoloso ed indistinto. Non una separazione visibile ad occhio nudo tra bene e male. Lui il bene, da siciliano. Gli altri il male, da siciliani.

Una scelta di campo netta
, rispondeva. Ed un lento lavorio di ricostruzione delle basi sane della convivenza. Su un piano etico e feriale. Ed io incalzavo. Ma come si agisce nella palude se è vero che il presidente della Regione Sicilia, replicando a Pierluigi Diaco, ammetteva di aver chiesto voti ad Angelo Siino, il ministro dei lavori pubblici della mafia, in occasione della sua prima candidatura all’Assemblea Regionale Siciliana. Difficile pensare che non conoscesse la levatura dell'interlocutore e lo identificasse come un normale imprenditore. Precisavo: non voglio metterle in bocca opinioni mie, non metterla in una situazione di imbarazzo. Ma combattere la mafia con la determinazione della più nitida tradizione antimafia della magistratura siciliana e trovarsi di fronte Totò Cuffaro, presidente della Regione Sicilia [e Diego Cammarata, sindaco di Palermo], indurrebbe chiunque ad un senso di frustrazione e di disillusione. In almeno un elemento chiave: la riconquista ed il controllo del territorio.

Replica accolta malissimo, ma che ne mostrava la lacerazione personale.
Un siciliano contro altri siciliani. Un uomo che ama visceralmente la Sicilia, come tanti di noi che ne hanno calpestato il suolo da visitatori. Ma col marchio dell’infamia, che lo Stato non riesce a debellare, non essendo in grado di controllare il territorio per via delle complicità che lo incrostano. Da simbolo vivente dello Stato che non si arrende.

Ancora una volta una risposta netta ed accorata: qualunque sia la posta in palio, questo il senso, si deve credere in una risposta d’amore. L’amore mette in palio tutto, non si vanta né si abbatte. Quasi un altro inno alla carità. Da un magistrato che non vuol essere supereroe. Occhi piccoli come fessure, pregni di forza, che interrogano il futuro.
Ovvero ciascuno. Perché ciascuno è artefice di futuro e ne porta impresse le stimmate.

Vedrete solo le sequenze. Inspiegabilmente l’audio non si è fissato. Credo sia stata una delle più belle interviste, e tese, che io ricordi di aver raccolto. Non una resa ma una sfida alla ragnatela mortale della
mentalità mafiosa. La mentalità. In un altro paese. Come direbbe Alexander Stille. Perché Piero Grasso è invitato da vivo, e vero, nel giardino dei giusti. Secondo un’antica metafora ebraica.

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Secondo la definizione di Leonardo Boff, in Ethos mondiale

EGA 2000 ISBN 88-7670-394-2, €11,36:

Per ethos intendiamo l’insieme delle aspirazioni, dei valori e dei principi, che orienteranno le relazioni umane nei confronti della natura, della società, delle alterità, di se stessi e del senso trascendente dell’esistenza, Dio.



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Questo blog è gemellato con Devarim [in ebraico Devarim sono le parole, o le cose].
La lettera ebraica che abbiamo insieme scelto per illustrare questo spazio in comune è bet
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Contro la sottrazione di democrazia tentata dal governo dei pre-potenti.



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La posta in gioco

Si sceglieva tra 2 modelli*:

il sistema che accoglie l'individuo,
non privo di limiti;

l'individualismo che rigetta la relazione
tra gli individui, la nega ideologicamente,
privilegiando la soluzione asociale.

Io scelgo e voto per una società che
sa trarre forza dagli individui
per costruire il sistema e lo scudo,
anche per i più deboli
, gli ultimi,
i meno muniti e più sprovveduti,
che non possono rimanere ostaggi,
in balia dei rapporti di forza
economici o politici;
e non delega la salvezza all'uomo, della provvidenza



banditore [ in un film già visto ].

*ma l'Unione non lo aveva capito.






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FENICOTTERO SNODATO Un'esemplare di fenicottero rosa si accarezza compiaciuto il collo allo zoo di Francoforte in Germania (Frank May /Epa)

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