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Ethos
l' Uomo in bianco e nero


Diario


3 aprile 2010

Bisogna fare il sacrificio di essere felici


3 ottobre 2009

Shabbat shalom

Ditaubi, Associazione per il servizio di formazione all'impegno civile e politico ispirata all'opera di don Tonino Bello, aderisce alla manifestazione per la libertà d’informazione promossa dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana che si svolgerà a Roma oggi 3 ottobre, in Piazza del Popolo, con inizio alle 15:30.

L'atteggiamento del premier Silvio Berlusconi, la sua arrogante e spregiudicata insofferenza nell'uso dei media - di cui dispone direttamente in quanto proprietario ed indirettamente in quanto capo del Governo, con pervasiva influenza sulla gestione della disinformazione ufficiale -, la concezione di un'informazione servile e che distorce a suo esclusivo beneficio la realtà narrata dalla televisione pubblica e privata, rende necessario un incondizionato appoggio a quella parte della stampa che non intenda genuflettersi al guinzaglio di un potere assoluto, ormai privo di alcun freno inibitorio ed allergico a qualunque forma di controllo: istituzionale o dalla libera informazione.
 
L'attacco sistematico alle pochissime trasmissioni giornalistiche che non recano l'impronta della propaganda senile del settantatreenne presidente del consiglio pro tempore, è oltremodo intollerabile. Non è richiesto condividerne ogni tesi ma, in democrazia, è proibito all'Esecutivo sottoporne i contenuti a pesantissime interferenze ed intimidazioni, all'unico scopo di addomesticarle, ponendole nella condizione di non disturbare il manovratore e non turbare le illusorie certezze dell'informazione prostituita, escort dell'unica propaganda politica tollerata. Pena la cancellazione dalla programmazione ed ogni altra forma di ostacolo alla libera azione nell'accertamento giornalistico di fonti e fatti.
 
Lo stesso uso improprio della parola gossip intende trasformare - annacquandole - vicende ed atteggiamenti ordinari del premier, accadute in casa propria e confermate da registrazioni non smentibili. Occultando notizie inoppugnabili per confondere l'opinione pubblica italiana, e distoglierla dal degrado personale in cui versa la vita del più opaco, visibile e potente uomo pubblico italiano. Difensore tra i più esposti del fondamento valoriale cattolico associato alla parola famiglia.
 
Mai tuttavia beneficiata di interventi od attenzioni paragonabili a quelli usualmente disposti a favore delle proprie aziende ed a difesa della propria posizione processuale, in relazione a vicende criminali mai chiarite e sempre ostacolate nel distorto uso delle leggi e dei provvedimenti, approvati nel corso dell'attività realmente e continuativamente promossa dai governi da lui presieduti.

Link map: shabbat|gossip|feltrusconismo|ditaubi


15 agosto 2009

Una creazione trasfigurata

[ click | La storia dipinta nell'icona è la seguente: un certo uomo che conduceva una vita peccaminosa era non di meno devoto alla Madre di Dio e ogni giorno venerava l'icona che aveva in casa, ripetendo le parole dell'Arcangelo Gabriele Ave Maria piena di Grazia. Un giorno mentre si accingeva ad andarsene, l'icona iniziò a sanguinare. Il peccatore cadde a terra piangendo ed esclamando: Signora chi ha fatto questo?. Dall'immagine della Madre di Dio uscì una voce che rispose: Tu ed altri peccatori che crocifiggono ancora mio figlio con i peccati commessi. L'uomo si pentì e venne perdonato, così ebbe l'esperienza di una grande gioia inattesa.

L'iscrizione in cirillico sul pannello sottostante l'immagine della Madre di Dio riporta il racconto di questo avvenimento. Di solito nelle icone di questo soggetto l'uomo viene raffigurato inginocchiato davanti alla Madre di Dio. In questa variante con l'uomo
in piedi si vuole riportare il momento in cui l'icona inizia a sanguinare ]

Antica Icona Russa Madre di Dio della Gioia Inattesa - Scuola di San Pietroburgo - Periodo fine 18° Secolo 1780/1800 circa - Questa icona raffigura un ambiente interno dove un uomo è in piedi davanti ad una grande icona della Madre di Dio che sorregge il bambino Gesù nella sua mano sinistra - Il bambino porta le ferite della crocefissione -

Ferragosto, giro di boa dell’estate, di un tempo di vacanza in bilico costante tra riposo e sovraesposizione del corpo, distensione e stordimento dello spirito, apertura e confusione della mente. E al cuore di questo tempo per l’uomo nella sua interezza, la festa forse più popolare tra quelle in onore della Vergine Maria: l’Assunzione [o dormizione, ndr]. Paradosso incomprensibile?


Fin dai primissimi secoli del cristianesimo la Chiesa ha percepito che in
Maryâm - colei che aveva generato il Risorto e, a nome della creazione intera, aveva accolto il Dio fattosi uomo - era prefigurato non solo il cammino ma anche la meta che attende ogni vivente: l’assunzione dell’umano, di tutto l’umano, nel divino.

Sì, Maria è icona e personalità corporativa del popolo dei credenti perché è la Figlia di Sion, l’Israele santo da cui è nato il Messia, ed è anche la Chiesa, la comunità cristiana che genera figli al Signore sotto la croce. Per questo il Veggente dell’Apocalisse l’ha contemplata come donna vestita di sole, coronata dalle dodici stelle delle tribù di Israele, partoriente il Messia [cf. Ap 12,1-2], ma anche come madre della discendenza di Gesù, la Chiesa [cf. Ap 12,17]. Così, la prima creatura a entrare anima e corpo - cioè con tutta stessa - nello spazio e nel tempo del Creatore non poteva essere che colei che aveva acconsentito a che il divino irrompesse nell’umano: spazio vitale donato dalla terra al cielo, la Vergine-Madre diviene germe e primizia di una creazione trasfigurata.


Maria
è creduta dalla Chiesa essere ormai al di là della morte e del giudizio, in quella dimensione altra dell’esistenza che non riusciamo a chiamare se non cielo.

Link map: assunzione BVM|dormitio|divinoumanità|vyseslavcev|trasfigurazione


11 luglio 2009

Mezzomilione

[ click | Il surplace è una tecnica usata nelle gare di velocità del ciclismo su pista con cui si rimane in posizione di equilibrio, fermi, sulla bicicletta per attendere il momento migliore per attaccare e sorprendere l'avversario ]


L'Africa non ha bisogno di uomini forti, ha bisogno di istituzioni forti. Questo continente è ricco di risorse naturali. L'Africa emette meno gas serra di qualsiasi altra parte del mondo, ma è il continente più minacciato dai cambiamenti climatici. Un pianeta più caldo diffonderà le malattie, assottiglierà le risorse idriche ed esaurirà i raccolti, creando le condizioni per ancora più carestie e conflitti. Tutti abbiamo la responsabilità di frenare queste tendenze e trasformare questa crisi in opportunità. Barack Hussein Obama


> 500.000




Toccati i 500.000 contatti, nel giorno che Obama dedica al primo viaggio da presidente degli Stati Uniti d'America, in terra madre. Evocativa sovrapposizione di suggestioni, accaduta in una fase di prolungato surplace del blog. Fortunata coincidenza di un diario altrettanto fortunato. Grazie a chi si prende la briga di dargli una sbirciatina. Furtiva ed affettuosa. Come l'eloquio del suo patrono particolare, don Tonino Bello.

Link mappudori|accra bho speech|africa lab|chance|change, we can believe in


6 giugno 2009

Guardando a Sinistra, in Libertà

«Barack Hussein Obama ha risvegliato la ragione facendo leva su una travolgente emotività carismatica». Scrive Eugenio Scalfari, oggi. Per un'analoga ragione credo sia necessario, oggi, mobilitare una quota d'elettorato in grado di ricucire lo strappo dei riformisti dal sogno: forzando gli schemi tecnocratici, senza divorziare dalla realtà. Questo il mio voto per Sinistra e Libertà. Pur nei suoi limiti.

Nella distanza che separa il panorama civile italiano odierno dall’America incoraggiata da Obama: uno statista è infatti colui che forgia la Nazione conducendola ad equilibri a cui non avrebbe accesso, ove seguisse gli istinti brutali e la pancia. In particolare in condizioni di crisi epocali, come quella che viviamo. In fondo non è nuova l’idea di Governo che la migliore classe dirigente cattolica di questo Paese, da De Gasperi a Moro, ha saputo coltivare in presenza ed in opposizione al ventre molle che l’ha sempre contrastata fino ad ucciderla. Di stillicidio o per parricidio.

La
speranza, affermava Agostino da Ippona, è una virtù che sempre genera due figli: rabbia e coraggio*.

*
a quanti opteranno per il voto al pd nella IV circoscrizione [sud] l’invito a scegliere Rosaria Capacchione, collega di Roberto Saviano e della stessa pasta: sono certo, una splendida parlamentare europea a contrasto delle mafie.



Un'attenta lettura degli scritti politici - di Alcide De Gasperi, ndr - permette di fare luce anche su alcuni giudizi politici che si sono sedimentati nel corso degli anni fino a diventare dei luoghi comuni. Nel discorso di replica che, in qualità di segretario, De Gasperi tenne al consiglio nazionale della Democrazia cristiana il 1° agosto 1945, per esempio, emergeva quell'immagine della Dc come un partito di centro che si muove verso sinistra che avrebbe poi avuto una fortuna duratura e, soprattutto, avrebbe dato luogo a equivoci e a usi politici di lungo corso. Noi ci siamo definiti - afferma De Gasperi - partito di centro che muove verso sinistra e sappiamo che in tale posizione possiamo trovarci vicini a molte altre forze politiche, dalle quali ci differenzia una cura connaturata degli interessi spirituali e cristiani. E poi aggiungeva: La Democrazia cristiana è al lavoro in un'unità di vedute, protesa verso quelle mete che, socialmente, si definiscono di sinistra, ma nell'ansia tormentata di salvare al Paese la sua libertà; libertà civile, legale, morale.


26 maggio 2009

Liberi

 26 maggio
martedì


Giovanni, nel suo vangelo, imprime una radicale interpretazione al tema della felicità [8,32]:

«La verità vi farà liberi».

Ma spesso non abbiamo la forza di liberarci attraverso la verità. Ne siamo terrorizzati. Maschi o femmine, indipendentemente dalle inclinazioni di genere. Che poi la felicità sia un concetto totalmente sfuggente appartiene ad altro ordine di considerazioni. Ad esempio quelle di Luisa Colli, in La morte e gli addii [Moretti e Vitali, 1999, p. 39]:

Al di fuori della patologia dobbiamo pensare al lutto come a un lavoro psichico che inizia, si sviluppa e si conclude. L'attaccamento al passato si attenua poco a poco, e la vita riprende, colmando i vuoti con nuovi compiti e con nuove presenze. Mentre prima sembrava che il domani non sarebbe mai venuto, poi quando finalmente viene, sembra impossibile aver sofferto e resistito così tanto.

Ulisse si confronta con la paura e con la nostalgia sul differente piano del percorso, difficile, talvolta confuso o persino deviante. Ulisse abbandona il noto senza esserne pienamente consapevole travolto dalla
esigenza del viaggio, e nel percorso perde, ovvero abbandona, vecchie parti di sé [i suoi compagni], si spoglia di strutture e sovrastrutture, fino a potersi confrontare con gli addii. Questa è una scelta consapevole, la scelta di scendere nell'Ade appunto, scelta che comporta l'abbandonare qualcosa per divenire. Abbandonare le certezze dell'Io ancorato alla nostalgia per il progredire dell'essere. Acquisire la coscienza che lasciare andare non è sinonimo di perdere.

Ancora Giovanni avrebbe commentato [Gv 12,24]:

«Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto».

Link map: materia futura|la porta|ulisse|ditaubi


27 marzo 2009

Linea retta

click | Fare un viaggio - anche attorno al proprio isolato - significa attraversare un luogo con una storia e un'identità precisa. Raccontarlo e condiverlo con gli altri è il senso del blog lestradedelleparole. Immagini, fotografie, brani di autori amate dai contributori, che hanno illuminato un pezzo di città, un paesaggio nascosto, le nostre esperienze di viaggio e quant'altro ci passerà per la testa di raccontarci. Qualcosa ho raccontato anche io, lo riporto nel testo integrale e lo linko in quello superstite: in fondo il tema non è semplicemente il diario di viaggio, ma di viaggi. Di attraversamenti, di vite presenti e di crisi. Il tema in fondo è unico ]

Finis Terrae, capo Santa Maria di Leuca, nel Salento. Estrema punta del tacco.

Un palo piantato al centro del campo visivo. Sostiene un cavo elettrico. L’immagine è un mio scatto del 2003, ferragosto, a Finis Terrae, capo Santa Maria di Leuca. Estrema punta del tacco. Nel Salento impresso nelle parole, negli odori e nelle immagini di don Tonino Bello, sepolto una dozzina di chilometri affianco, all’interno, nel piccolo e ordinato cimitero di Alessano, suo paese natale. Lui che era un grande nuotatore, da bambino, ragazzo, seminarista, sacerdote. E vescovo. Di una città di mare 240 chilometri a nord. Molfetta. Il duomo affacciato nondimeno sul mare.

Mi è sempre piaciuta questa immagine. Intrisa di Mediterraneo. Accogliente e naturale, senza imbellettamenti posticci, lungomari naxos e rotonde fighette. Come in attesa di una novità, di una novella. Che può giungere solo dall’ignoto. Una novità di dentro? Può essere… Una novità da fuori? Facile…

In fondo è semplice, tre soli elementi: l’orlo, il mare, la linea d’orizzonte che sconfina tra mare e cielo. Ed a separare i quadranti un artefatto umano. E, dietro, il mio sguardo. Lo sguardo può tutto. Può definire una reazione o incastonare una gemma. Come in questa immagine. Può reagire alla fine di un mondo, come in queste settimane e mesi ed anni, o attardarsi sul feretro del defunto:

«A un altro disse: Seguimi. E costui rispose: Signore, concedimi di andare a seppellire prima mio padre. Gesù replicò: Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu và e annunzia il regno di Dio. Un altro disse: Ti seguirò, Signore, ma prima lascia che io mi congedi da quelli di casa. Ma Gesù gli rispose: Nessuno che ha messo mano all'aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio [Luca, 9:59|62]».

Link map: strade narrate|chiarelettere|alessano|chiamatemi don tonino|ospitalità|orizzonti leucani|apocalittica


18 gennaio 2009

La stanza del vescovo

[ click | La parola vescovo, dal greco, significa “supervisore”, “sorvegliante”.
Il post compare alla rubrica Apologetica del sito rivista fulminiesaette.it 
]


Le mani di don Tonino 

Non può essere apologetico un ritratto di don Tonino. Bello, . La categoria dell'apologia non contiene la mitezza del suo cuore. Di questo strano pastore pugliese, della punta del tacco. Alessano, quattro passi da Finis Terrae di Santa Maria di Leuca. Gran nuotatore. Fisico integro fino all'irruzione del tumore. Accolto senza mai perdere il sorriso, nemmeno alle soglie del transito, il 20 aprile 1993. Probabilmente psicosomatizzato in virtù della compassione per la comunità.

Ironico, estremamente ironico, già nella lettura delle sacre scritture, desacralizzate senza perdere in misticismo. Attento alla ferialità delle persone più umili, popolane. Da chiamarle per nome nelle omelie e negli scritti. Spesso giovanissime donne o madri schiacciate dall'irredimibilità di un sud sconfitto dai suoi stessi rituali, perversi. Che censurava duramente negli auguri di fine anno a sindaci e consiglieri, e deputati e senatori e ministri e sottobosco. Tanto da rimanere isolato, etichettato, dal contesto delle elite che ivi [la Puglia a cavallo dei primi anni '90] gestiva il buon affare della politica.

Tagliente fino alla crudezza. Senza mai deprimere l'orizzonte della speranza. Niki Vendola può considerarsi un suo figlioccio [storcerà il naso qualche cattolico benpensante, ma così è]. Muoveva i primi passi nell'agone della politica dei Signorile [craxiano social-ferroviario] e dei Fitto [padre]. E lui, don Tonino, a riempire chiese, strapiene, scosse da quelle parole dolci come favo di miele ed acuminate come spada a doppio taglio. Con una voce piena, pastosa, autorevole, profetica. Mai troppo amata dalla chiesa di Camillo Ruini. Troppo popolare e spregiudicatamente libera. Non intruppata e velleitariamente gerarchica.

Di don Tonino vive quella parola. Che venica coltivata dalle opere, silenziose, mai rivendicate. Dalla ricchezza dei suoi piani pastorali, mai ecclesiocentrici né clericali. Sempre spine nel fianco delle società locali, nelle piaghe putride dell'arraffazzonismo, una via di mezzo tra l'assalto alla spesa pubblica e il dilettantismo fine a sé stesso delle amministrazioni prive di respiro, di passione. Con due soli indumenti.

La stola e il grembiule.
 
«Si, perché di solito la stola richiama l'armadio della sacrestia, dove con tutti gli altri paramenti sacri, profumata d'incenso, fa bella mostra di sé, con la sua seta ed i suoi colori, con i suoi simboli ed i suoi ricami. Non c'è novello sacerdote che non abbia in dono dalle buone suore del suo paese, per la prima messa solenne, una stola preziosa.

Il
grembiule, invece, ben che vada, se non proprio gli accessori di un lavatoio, richiama la credenza della cucina, dove, intriso di intingoli e chiazzato di macchie, è sempre a portata di mano della buona massaia. Ordinariamente non è articolo da regalo: tanto meno da parte delle suore, per un giovane prete. Eppure è l'unico paramento sacerdotale registrato dal vangelo. Il quale vangelo, per la messa solenne celebrata da Gesù nella notte del Giovedì Santo, non parla né di casule, né di amitti, né di stole, né di piviali».

La stanza del vescovo, si può dire di lui, cominciava dall’eucarestia e si estendeva nel recinto del gregge, nei giorni feriali delle sue genti e della sua chiesa. Quella dell’episcopio era sempre aperta. Giorno e notte. Anche ai più poveri e maledetti, che in più di un’occasione lo avrebbero minacciato, picchiato e malinteso. Nella luce mariana dei suoi gesti e dei suoi silenzi. Delle sue faccende domestiche e del suo impegno per la pace trinitaria, che declinava come convivialità delle differenze.

Link map: fulminiesaette|oggebbio|dtb channel|wikitaubi|com pàssus|ditaubi|flickrgallery|chiamatemi don tonino|grembiule|maryâm|ospitalità|convivialità


24 dicembre 2008

Dantesque

[ click | Il tema evangelico della Natività è riletto in modo assai originale dal Caravaggio che, trasgredendo gli schemi iconografici tradizionali, assegna ai personaggi le fattezze della gente semplice e ritrae la Madonna nelle sembianze di un'umile popolana, conferendole, proprio in virtù di questo, una singolare intensità espressiva e rendendo come nessun altro il senso della quotidianità del sacro ]

"I ricchi considerano i poveri volgari. È questa una considerazione volgare. Cristo ha dato un nome ai poveri: il suo" [Roberto Benigni]

«Dante si è occupato di quella cosa di cui non si occupa più nessuno: la vita, il mistero, il perché siamo qua. I fatti del mondo non sono la fine della questione. Oggi è tutto desacralizzato, ma appena entro nell'aldilà si sente una nostalgia, una rimembranza profonda, di un paradiso terrestre.

Noi viviamo la notte di Giacobbe, perenne. Lottiamo con Dio, e come Giacobbe ne usciamo feriti, toccati. Non si può sfuggire alla
Commedia come non si può sfuggire alla propria coscienza. È come chinarsi sull'abisso. E quando guardi l'abisso, l'abisso guarda te».

Link map: antonello da messina|natività|auguri scomodi|don alfonso|fabula


8 dicembre 2008

Concezione immacolata

[ click: particolare della Vergine Annunciata, secondo Antonello da Messina | 1476 ca, tempera e olio su tavola, 45 x 34,5 cm, Palermo, Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis ] 

La tavola fu eseguita secondo alcuni studiosi verso il 1474, in considerazione delle analogie con l’Annunciazione di Palazzolo Acreide, dipinta in quell’anno. Altri suggeriscono la data del 1476-1477 per la perfetta sintesi prospettica e formale ai limiti dell’astrazione e gli esperimenti spaziali riconducibili alla produzione posteriore al secondo soggiorno veneziano del pittore, documentato al 1475

«Santa Maria, donna dei nostri giorni, vieni ad abitare in mezzo a noi.

Santa Maria, donna dei nostri giorni, liberaci dal pericolo di pensare che le esperienze spirituali vissute da te duemila anni fa siano improponibili oggi per noi, figli di una civiltà che, dopo essersi proclamata postmoderna, postindustriale e postnonsoché, si qualifica anche come postcristiana.

Mettiti, allora, accanto a noi, e ascoltaci mentre ti confidiamo le ansie quotidiane che assillano la nostra vita moderna: lo stipendio che non basta, la stanchezza da stress, l’incertezza del futuro, la paura di non farcela, la solitudine interiore, l’usura dei rapporti, l’instabilità degli affetti, l’educazione difficile dei figli, l’incomunicabilità perfino con le persone più care, la frammentazione assurda del tempo, il capogiro delle tentazioni, la tristezza delle cadute, la noia del peccato...

Facci sentire la tua rassicurante presenza, o coetanea dolcissima di tutti.

E non ci sia mai un appello in cui risuoni il nostro nome, nel quale, sotto la stessa lettera alfabetica, non risuoni anche il tuo, e non ti si oda rispondere:
Presente!.

Come un’antica compagna di scuola
».

Don Tonino Bello

Link map: antonello da messina|annunciata|auguri scomodi|don tonino|concezione|donna feriale

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War is peace
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La libertà è schiavitù

Ignorance is strenght
L'ignoranza è forza



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La société du spectacle par Guy E. Debord


Secondo la definizione di Leonardo Boff, in Ethos mondiale

EGA 2000 ISBN 88-7670-394-2, €11,36:

Per ethos intendiamo l’insieme delle aspirazioni, dei valori e dei principi, che orienteranno le relazioni umane nei confronti della natura, della società, delle alterità, di se stessi e del senso trascendente dell’esistenza, Dio.



Si vis pacem para pacem

 

Questo blog è gemellato con Devarim [in ebraico Devarim sono le parole, o le cose].
La lettera ebraica che abbiamo insieme scelto per illustrare questo spazio in comune è bet
,la stessa che dà inizio al libro di Bereshit,in principio, il primo dei cinque che compongono la Torah [corrispondente al nostro libro della Genesi].



Ascolta radiofulmini

E fa zapping con Tv [spenta] med vridbar skärm, Luma, 1959 digitaladoptive


I blogleanno:

15 marzo 2005 | 15 marzo 2006


Il BIP®™ countdown è scaduto

Al 10 aprile 2006, ore 15:00, mancavano:
giorni
ore
minuti
secondi

Countdown memories   

- 14 y Del fisco me ne infischio [i numeri veri]

- 13 y Rottamazione [in]costituzionale [christians]

- 12 y Verso il Partito Democratico [di m. cacciari]

-  11 y La sconfitta [nella palude mediorientale]

- 10 y Impoverimento [la tassa occulta]

- 9 y Quote rosa [non è un pesce d’aprile]

- 8 y Mai, mai, mai! [Totus tuus ego sum Maria]

- 7 y Punta Perotti [lo spartiacque]

6 y sso ccontento…! [il ri-epilogo]

- 5 y Favole greche e leggende metropolitane [ici]

4 y Anche i ricchi piangono [o dei rovesci]

3 y Un giudice  [Fabrizio De Andrè, amico fragile]

- 2 y Per interesse  [contro il declino]

-  1 y La nomination [BIP® brother] 

0 y  L'identità mediale degli italiani [BIP® exit]


Questo blog aderiva alla campagna
"Salviamo la Costituzione. Aggiornarla non demolirla".

Contro la sottrazione di democrazia tentata dal governo dei pre-potenti.



Infopoint

La posta in gioco

Si sceglieva tra 2 modelli*:

il sistema che accoglie l'individuo,
non privo di limiti;

l'individualismo che rigetta la relazione
tra gli individui, la nega ideologicamente,
privilegiando la soluzione asociale.

Io scelgo e voto per una società che
sa trarre forza dagli individui
per costruire il sistema e lo scudo,
anche per i più deboli
, gli ultimi,
i meno muniti e più sprovveduti,
che non possono rimanere ostaggi,
in balia dei rapporti di forza
economici o politici;
e non delega la salvezza all'uomo, della provvidenza



banditore [ in un film già visto ].

*ma l'Unione non lo aveva capito.






[ charis community ]

FENICOTTERO SNODATO Un'esemplare di fenicottero rosa si accarezza compiaciuto il collo allo zoo di Francoforte in Germania (Frank May /Epa)

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