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Ethos
l' Uomo in bianco e nero


Diario


15 agosto 2009

Una creazione trasfigurata

[ click | La storia dipinta nell'icona è la seguente: un certo uomo che conduceva una vita peccaminosa era non di meno devoto alla Madre di Dio e ogni giorno venerava l'icona che aveva in casa, ripetendo le parole dell'Arcangelo Gabriele Ave Maria piena di Grazia. Un giorno mentre si accingeva ad andarsene, l'icona iniziò a sanguinare. Il peccatore cadde a terra piangendo ed esclamando: Signora chi ha fatto questo?. Dall'immagine della Madre di Dio uscì una voce che rispose: Tu ed altri peccatori che crocifiggono ancora mio figlio con i peccati commessi. L'uomo si pentì e venne perdonato, così ebbe l'esperienza di una grande gioia inattesa.

L'iscrizione in cirillico sul pannello sottostante l'immagine della Madre di Dio riporta il racconto di questo avvenimento. Di solito nelle icone di questo soggetto l'uomo viene raffigurato inginocchiato davanti alla Madre di Dio. In questa variante con l'uomo
in piedi si vuole riportare il momento in cui l'icona inizia a sanguinare ]

Antica Icona Russa Madre di Dio della Gioia Inattesa - Scuola di San Pietroburgo - Periodo fine 18° Secolo 1780/1800 circa - Questa icona raffigura un ambiente interno dove un uomo è in piedi davanti ad una grande icona della Madre di Dio che sorregge il bambino Gesù nella sua mano sinistra - Il bambino porta le ferite della crocefissione -

Ferragosto, giro di boa dell’estate, di un tempo di vacanza in bilico costante tra riposo e sovraesposizione del corpo, distensione e stordimento dello spirito, apertura e confusione della mente. E al cuore di questo tempo per l’uomo nella sua interezza, la festa forse più popolare tra quelle in onore della Vergine Maria: l’Assunzione [o dormizione, ndr]. Paradosso incomprensibile?


Fin dai primissimi secoli del cristianesimo la Chiesa ha percepito che in
Maryâm - colei che aveva generato il Risorto e, a nome della creazione intera, aveva accolto il Dio fattosi uomo - era prefigurato non solo il cammino ma anche la meta che attende ogni vivente: l’assunzione dell’umano, di tutto l’umano, nel divino.

Sì, Maria è icona e personalità corporativa del popolo dei credenti perché è la Figlia di Sion, l’Israele santo da cui è nato il Messia, ed è anche la Chiesa, la comunità cristiana che genera figli al Signore sotto la croce. Per questo il Veggente dell’Apocalisse l’ha contemplata come donna vestita di sole, coronata dalle dodici stelle delle tribù di Israele, partoriente il Messia [cf. Ap 12,1-2], ma anche come madre della discendenza di Gesù, la Chiesa [cf. Ap 12,17]. Così, la prima creatura a entrare anima e corpo - cioè con tutta stessa - nello spazio e nel tempo del Creatore non poteva essere che colei che aveva acconsentito a che il divino irrompesse nell’umano: spazio vitale donato dalla terra al cielo, la Vergine-Madre diviene germe e primizia di una creazione trasfigurata.


Maria
è creduta dalla Chiesa essere ormai al di là della morte e del giudizio, in quella dimensione altra dell’esistenza che non riusciamo a chiamare se non cielo.

Link map: assunzione BVM|dormitio|divinoumanità|vyseslavcev|trasfigurazione


17 gennaio 2009

Vita Antonii

 Sant'Antonio Abate, detto il Grande, fondatore del monachesimo cristiano

[ click | La vita di Antonio abate è nota soprattutto attraverso la Vita Antonii pubblicata nel 357, opera agiografica attribuita ad Atanasio, vescovo di Alessandria, che conobbe Antonio e fu da lui coadiuvato nella lotta contro l'Arianesimo ]

«Vidi tutte le reti del Maligno distese sulla terra e dissi gemendo: Chi mai potrà scamparne? E udii una voce che mi disse: l ' umiltà».

In tutto questo, è importante cogliere il duplice ruolo dell'immaginazione. Da una parte la vita monastica richiede uno sforzo d'immaginazione in chi l'abbraccia diventando monaco; dall'altra, richiede uno sforzo immaginativo in chi non si fa monaco, nella società cristiana in genere. L'uomo o donna che rinuncia ai beni legittimi della vita, ritirandosi per cercare Dio nel silenzio e nella preghiera, ha bisogno di una notevole capacità di immaginazione sociale e morale per perseverare nel credere in quelle cose che occhio non vide mai, né orecchio udì, ma che Dio ha preparato per coloro che l'amano (1 Corinzi 2, 9): questo passo è infatti citato nella regola di san Benedetto (4, 77). Soprattutto nel rapporto a volte problematico con i confratelli, oltre alla fede è anche l'immaginazione a permettere al monaco di sentire che ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me (Matteo, 25, 40; cfr. Regula 36, 3).

Per un analogo atto d'immaginazione, coloro che non entrano in monastero hanno scelto, attraverso i secoli, di considerare i monaci
sapienti e profeti piuttosto che pericolosi dissidenti al margine alla società. Dalle migliaia di persone che andarono dall'abate Antonio nel deserto egiziaco, chiedendo una sua parola, alle centinaia di migliaia che oggi leggono Thomas Merton o Enzo Bianchi, i cristiani hanno creduto che la solitudine dei monaci non implichi disprezzo per gli altri, e che dal loro silenzio possa scaturire una sapienza al servizio dell'uomo.

Commovente nella sua semplicità, questa fiducia suggerisce la più importante funzione del monachesimo nella vita immaginativa dei cristiani, quella di
simbolo che investe di santità ciò che gli viene avvicinato. I visitatori a un monastero, come i monaci stessi, hanno l'impressione che, nel raccoglimento contemplativo del chiostro, i luoghi e gli oggetti assumono qualcosa della intenzionalità e dedizione degli abitanti di quei luoghi. Gli oggetti, anche umili, a un tratto vengono percepiti come segni che dischiudono la solidarietà tra l'uomo e il sacro, gradini in una scala che sale dalla terra al cielo. Proprio in questo spirito, san Benedetto dice che perfino gli attrezzi comuni del monastero vanno trattati come se fossero vasi sacri per la liturgia (Regula 31, 10).

Si tratta di un modo di vedere sacramentale, in cui la superficie delle cose si fa trasparente per rivelare una prospettiva infinita, investendo le immagini di efficacia. Una raffigurazione dell'
Ultima Cena in un refettorio monastico, come quella di Leonardo da Vinci a Santa Maria delle Grazie, a Milano, non è solo decorazione, ma un oggetto funzionale che comunica e nutre la fede da cui nasce. Le scelte operative nella genesi formale dell'opera, che normalmente rientrano nell'ambito della storia dell'arte, qui s'intrecciano con altre scelte, non estetiche, ma esistenziali.

Link map: vita antonii|anacoreta|deserto|monachesimo|silenzio|simbolismo


25 ottobre 2008

Sotto-fondo

click | Il conservatore moderno è impegnato in uno dei più antichi, umanissimi esercizi di filosofia morale, cioè la ricerca di una superiore giustificazione morale per l'egoismo, ha sentenziato icasticamente l’economista John Kenneth Galbraith, in uno dei suoi più noti apologhi ]
 
The modern conservative is engaged in one of man's oldest exercises in moral philosophy; that is, the search for a superior moral justification for selfishness [John Kenneth Galbraith]

Per tutti rimane il danno rovinoso innescato dalla finanza detta creativa, dai suoi artifici tecnici e dai suoi più spericolati clienti, che ora grava sull'economia internazionale. Sull'argomento viene ricordata proprio in questi giorni una celebre massima di John Galbraith: «È bene che ogni tanto i soldi vengano separati dagli imbecilli». Ma pagano i tanti che imbecilli non sono.

La sua risposta? Del critico e saggista francese George Steiner, ndr:
«Dostoevskij* ha dimostrato che il sottofondo oscuro dell'uomo è più forte della ragione».

* Inquietudine dunque, tumulto e infelicità: ecco l’odierna sorte degli uomini, dopo che Tu tanto patisti per la loro libertà!.

Link map: affondare|jkg|esilio|steiner|il poema del grande inquisitore


12 ottobre 2008

È la fine del mondo?

[ click | le borse in picchiata: non ci sono compratori. Il sistema è in default, Il banco è saltato ]

Apocalisse è svelamento di quanto agli occhi umani resta nascosto e impenetrabile, non tanto perché si riferisce a un futuro inaccessibile, quanto piuttosto perché appartiene alla profondità, al mistero stesso della creazione voluta da Dio e della storia guidata da Dio.

No. È un’apocalisse, cioè – etimologicamente – una rivelazione: la fine di un mondo.

Apocalisse quindi non significa predizione di eventi futuri sconosciuti all’uomo
, bensì ri-velazione [ come disvelare, togliere il velo ]: Edizioni Qiqajon Comunità di Bose ISBN 978-88-8227-072-8, Apocalisse di Giovanni. Il movimento è duplice: rivelare tenendo nascosto [ndr].

È un male? O un parto? Un nuovo inizio?

Link map
: l'orso|distruzione|buon sangue|crack|etimo|apocalittica|loghismoi


6 ottobre 2008

Lamed

[ click ]



Di ogni cosa perfetta ho visto il limite,

ma la tua legge non ha confini.

Salmo 118,96
| Canto di Lamed

Link map: dossologia|loghismoi


28 settembre 2008

Loghismoi, o patologie dei rapporti | 2

[ Enzo Bianchi 2, continua ]

La libido amandi consiste innanzitutto in quell’impulso che ci spinge a sfuggire la fatica, a vivere seguendo unicamente ciò che provoca in noi sensazioni di piacere. A livello collettivo, poi, come dimenticare la tendenza, sempre più diffusa, a risolvere ogni problema mediante la soppressione della fatica fisica – cioè facendo lavorare altri al posto nostro – e a sostituire il sudore della fronte con la tecnica?

Questa prima libido trova evidentemente una manifestazione privilegiata nella sfera erotica, dove la perversione del desiderio sessuale può giungere a fare del partner un mero oggetto. Lungi dall’essere ridotto a bisogno da soddisfarsi immediatamente, l’eros dovrebbe invece essere traversato dalla dinamica del desiderio: ciò significa accettare la sfida della differenza e della distanza, restare aperti al rischio dell’incontro con l’altro. La lotta esige qui la capacità di disciplinare la pulsione sessuale per non pervenire a un’assolutizzazione che ne imponga l’immediata soddisfazione; tale cammino può essere agevolato dal recupero della dimensione simbolica dell’eros stesso, oggi soffocata dietro la sua riduzione a immagine spettacolarizzata. Per il cristiano, poi, il dinamismo dell’eros deve ritrovare il suo mistero: mistero di comunione che narra l’amore fedele di Dio; mistero di comunione in cui l’uomo e la donna vivono ed esprimono il loro amore fino a celebrarlo in quella che Giovanni Paolo II osava chiamare la
liturgia dei corpi.

La libido possidendi è la seduzione esercitata sull’uomo da quella brama del possesso che fa leva sul fascino perverso dell’avere tutto e subito; oggi, in particolare, essa assume il volto di una sfrenata idolatria del denaro. A livello socio-politico, si pensi alla brama che porta a sfruttare le risorse del creato a beneficio esclusivo di un’esigua minoranza di persone, incuranti delle enormi sofferenze che ne derivano per tutte le altre. Questa forma di idolatria si manifesta nel considerare il possesso dei beni un fine in sé e nel giustificare ogni mezzo che consenta di accumularne la maggior quantità possibile, contraddicendo la loro destinazione universale. Qui la lotta spirituale esige la capacità di porre una distanza tra sé e le ricchezze, per non cadere nel terribile abbaglio di chi si lascia definire da ciò che possiede; occorre cioè uscire dalla logica angusta e angosciata del mio e del tuo per entrare nella libertà della condivisione e della comunione dei beni.

La
libido dominandi consiste nella ricerca della propria gloria e dell’affermazione di sé a spese degli altri; è quell’inebriante miraggio del potere che induce il singolo a trasformare la propria persona in assoluto. In chi è preda di tale brama svanisce ogni coscienza interpersonale, perché gli altri si trasformano in meri oggetti da dominare e ridurre in proprio potere; e l’esito politico di questa vera e propria malattia sono le forme totalitarie di cui abbiamo fatto tragica esperienza nel XX secolo… La pseudo-cultura che nutre tale brama è quella della concorrenzialità, dell’individualismo esasperato che vede nell’altro solo un ostacolo e un rivale, invece di considerarlo come un dono, una ricchezza, una possibilità di salvezza: salvezza dall’isolamento mortifero e dalla tentazione di farsi come Dio, salvezza come pienezza di vita nella fraternità e nella comunione.

È significativo che nella Bibbia non troviamo tanta insistenza sugli atei, i senza-Dio, quanta ne troviamo sulla tentazione dell’idolatria che colpisce tutti, il credente come chi credente non può o non vuole definirsi. L’uomo abbandonato a sé, l’uomo che ignora o disprezza l’immagine di Dio che abita in se stesso e nel proprio simile, è idolatra, è schiavo di quelle dominanti che penetrano nel cuore umano e ne risvegliano gli elementi deteriori.

Ma nessuna tentazione potrà mai distruggere la nostra libertà e la nostra responsabilità, anzi, la lotta contro questo imbarbarimento non potrà che temprarle e arricchirle.

Enzo Bianchi, priore della comunità monastica di Bose [Magnano]
La Stampa, 18 novembre 2007

Link maploghismoi, 1|dismorfofobia|don tonino|cleavage|tre libido


27 settembre 2008

Loghismoi, o patologie dei rapporti | 1

A più riprese, anche su queste pagine, ho cercato di richiamare l’attenzione su una serie di comportamenti quotidiani che ritengo di poter definire piccoli passi verso la barbarie: atteggiamenti personali e collettivi che mi paiono minare in profondità la qualità della vita personale e della convivenza civile. Vorrei ora avviare un itinerario di riflessione su questo imbarbarimento strisciante utilizzando come chiave di lettura quelli che la letteratura cristiana antica – ma anche la coeva sapienza ellenistica – chiamava i vizi capitali e che invitava a combattere attraverso la lotta spirituale. E vorrei farlo attingendo a quei dati della rivelazione cristiana che maggiormente si riallacciano a fenomeni antropologici universali.

Il punto di partenza lo collocherei nell’unica fondamentale paura che domina e aliena ogni essere umano: la paura della morte. Essa è alla radice di tutte le altre paure, nonostante nel contesto culturale attuale, specie in occidente, si faccia di tutto per rimuovere la realtà della morte, con il risultato che è proprio lei ad abitare le nostre vite come un’angoscia di cui non sappiamo decifrare il volto. La morte non è solo l’ultimo istante della vita biologica, ma è una forza costantemente all’opera nella nostra vita quotidiana: si manifesta come sofferenza, malattia, separazione, rottura, fine di tutto ciò che per noi è vitale, al punto da causare vere e proprie situazioni di non-vita in chi biologicamente è ancora vivo.

Mosso dalla paura della morte, l’uomo vuole preservare con qualsiasi mezzo la propria vita, vuole possedere per sé i beni della terra, vuole dominare sugli altri. Egli pensa di assicurarsi in tal modo una vita abbondante, ritiene di poter combattere la morte con l’auto-affermazione, e giunge a considerare ragionevole e giusto ogni comportamento finalizzato a questo scopo, anche a costo di nuocere agli altri e persino a se stesso. E così finisce inevitabilmente per percorrere sentieri di morte

Ora, le scienze umane ci insegnano che ogni uomo si costruisce, cresce e matura mediante le relazioni con se stesso, con le cose e con gli altri; d’altra parte, questi stessi rapporti sono costantemente esposti al rischio di tre pulsioni che, se non arginate, possono giungere a possederci e a devastarci. Facendo appello alle potenzialità di volontà e desiderio insite nell’uomo, infatti, la tentazione ne mette in rilievo il lato oscuro, e si manifesta come una forza che mira a distorcere in senso egocentrico tutte le sfere relazionali. Siamo posti di fronte a un’esperienza umana universale, quella di tre dominanti che agiscono sulle sfere umane dell’amare, dell’avere e del volere: la dominante dell’eros [libido amandi], la dominante del possesso [libido possidenti], la dominante del potere e dell’affermazione di sé [libido dominandi].

[ Enzo Bianchi 1, continua ]

Link mappetits pas|dignità della morte|sogni & saette|loghismoi, 2 


24 settembre 2008

A prova di spia

[ click ]



A margine di un bel post di Fabio, recensione di “Burn after reading” dei fratelli Coen, si è intrecciata una interessante divaricazione tematica.

Premesso che sono un fan di Joel ed Ethan Coen, e che il nichilismo non è la loro cifra, ma la rappresentazione neorealistica degli angoli più incongrui della società americana
[forse non più solo a stelle e strisce], ho l'impressione che non sia così semplice, oggi, dirimere il buono dal cattivo, il giusto dall'ingiusto, l'angusto dal vitale. Se leggiamo Qoelet, i salmi, buona parte dell’AT, ci accorgiamo di come i vizi descritti tremila anni fa siano fondamentalmente analoghi a quelli che rileviamo oggi. Nulla di nuovo sotto il sole, viene spesso ripetuto nel Pentateuco. Nulla di nuovo sotto il sole potremmo confermare anche noi oggi.

Stante questa condizione di equilibrio bene
|male [né più né meno dei bei tempi andati] forse è opportuno discendere al male dentro di me, per ascendere al bene altrui. Ma senza affondare nei sensi di colpa. Riprendendo la sana e difficile consuetudine dell'esame di coscienza: sana perché ci smaschera, difficile perché ci costa molto essere smascherati nelle nostre più profonde inquietudini. Peccare non è altro che questo, non il rendiconto di un decalogo: vivere con il male per effetto dei condizionamenti intimi che ci sovrastano e ci imprigionano.

Io e Tu
[Ich und Du]: Martin Buber dixit.

A partire da questo fine settimana pubblicherò gli interventi del priore di Bose, Enzo Bianchi, che descrive le dinamiche dei vizi capitali. Uno specchio ai nostri limiti, di cui non temere il riconoscimento. Piuttosto, il mascheramento.


Link map: burn|sogni & saette|torah|qoelet|marko ivan rupnik|buber|accidia


6 agosto 2008

Le jeûne, le Transfiguration

[ click: “La trasfigurazione”, secondo Marko Ivan Rupnik |Santuario di Nostra Signora di Lourdes – 65108 Lourdes Cedex, Francia ]

Cristo è il vero sole, ed è per questo che tutto intorno è nell’oscurità. Secondo i Padri, gli occhi dei discepoli si aprono e vedono la luce senza tramonto sul volto di Colui, che poi vedranno schernito e ferito a morte. La presenza di Mosè e di Elia, cioè della legge e dei profeti, testimonia che la Pasqua di Cristo ha finalmente rivelato il senso della loro missione, ma anche il senso di ogni profezia e di ogni legge, di ogni tempo.

«Invito, pertanto, tutti i cattolici a dedicare con particolare intensità la giornata del prossimo 5 marzo, Mercoledì delle Ceneri, alla preghiera e al digiuno per la causa della pace, specialmente nel Medio Oriente | invocava Giovanni Paolo II durante l’Angelus di domenica 23 febbraio 2003.

In ogni santuario mariano si eleverà verso il Cielo un'ardente preghiera per la pace con la recita del Santo Rosario. Confido che anche nelle parrocchie e nelle famiglie venga recitata la Corona per questa grande causa da cui dipende il bene di tutti.

A tale corale invocazione si accompagnerà il digiuno, espressione di penitenza per l'odio e la violenza che inquinano i rapporti umani. I cristiani condividono l'antica pratica del digiuno con tanti fratelli e sorelle di altre religioni che, con essa, intendono spogliarsi di ogni superbia e disporsi a ricevere da Dio i doni più grandi e necessari, fra i quali in particolare quello della pace».


«È utile e necessario continuare a pensare ai propri amori e affetti come fossero piccoli, vederli bambini | sostiene Rosalinda Celentano. Io mi ripropongo di farlo sia con i miei fratelli sia col mondo intero, per veder crescere una terra migliore di questa, che è fatta solo di adulti con troppo cibo dentro».


Quale significato attribuiva alla morte Michelangelo Antonioni?

«Ha desiderato molto morire per liberarsi non tanto del dolore in sé, ma di quel corpo che era all’origine della sua sofferenza. Al pari delle sue opere cinematografiche, anche la sua scomparsa è stata un capolavoro. Se ne è andato nella quiete più assoluta e abbracciando lassoluto, come se fosse un mistico | a rivelarlo in questa intervista è la vedova, Enrica Fico».

Che cosa intende dire
?

«
Dico che ha voluto quasi smaterializzarsi. Con una volontà incredibile ha smesso di mangiare fin dall’anno prima, esattamente dal giorno del suo compleanno, nel settembre 2006. Certo, veniva ancora a tavola con me, per farmi compagnia, ma ciò che si concedeva era solo qualche cucchiaino a colazione. D’altra parte, è risaputo che si può stare mesi e mesi senza mangiare, intanto il tuo corpo vive lo stesso. E con il digiuno, come per i mistici, ha recuperato una straordinaria lucidità mentale: è in questo senso che è morto da asceta».

Link map: trasfigurazione|mir|imago|digiuno|rosa linda|enrica fico|zabriskie


22 luglio 2008

Dismorfofobia

Per Danielle Nulty, 26 anni, di Stafford, l’incubo invece non passa mai.

Bionda, pelle di velluto e fisico mozzafiato, Danielle non ha nulla che non va. Eppure, guardandosi allo specchio, vede riflesso un mostro. Rughe profonde e zampe di galline le segnano il volto facendola somigliare
«alla strega di Biancaneve», almeno è questo il paragone che lei usa sulle pagine del «Daily Mail». Solo dopo undici anni di sofferenze e pensieri suicidi, le è stato diagnosticato il disturbo di dismorfismo corporeo o dismorfofobia.

Ora è in cura con antidepressivi, non è guarita ma riesce ad avere una vita normale:
«Finalmente - dice - ho imparato ad accettarmi per quella che sono».

Nercisse ambigramme: il segno grafico tracciato da un ambigrammista forma una scritta [logotipo] che può essere letta in più di un modo. Sono ambigrammi, ad esempio, parole che possono essere lette anche se riflesse in uno specchio [cioè leggendole da sinistra a destra e viceversa], sia assumendo il medesimo significato per entrambi i versi di lettura [come per i palindromi] sia assumendo differente significato.

[ clicca anche sulle immagini ]

L’acedia fa crollare l’edificio della propria persona e, in particolare, provoca un’enorme insofferenza verso lo spazio in cui si vive, a partire da quello del proprio corpo: non si sa più dove mettersi, si vorrebbe cambiare pelle.

I sette peccati capitali, secondo Hieronymus Bosch.

Link mapdanielle nulty|i care|accidia|paralisi dell’anima|akedía|i vizi di bosch

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basta capovolgere il senso delle parole
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War is peace
La guerra è pace

Freedom is slavery
La libertà è schiavitù

Ignorance is strenght
L'ignoranza è forza



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La société du spectacle par Guy E. Debord


Secondo la definizione di Leonardo Boff, in Ethos mondiale

EGA 2000 ISBN 88-7670-394-2, €11,36:

Per ethos intendiamo l’insieme delle aspirazioni, dei valori e dei principi, che orienteranno le relazioni umane nei confronti della natura, della società, delle alterità, di se stessi e del senso trascendente dell’esistenza, Dio.



Si vis pacem para pacem

 

Questo blog è gemellato con Devarim [in ebraico Devarim sono le parole, o le cose].
La lettera ebraica che abbiamo insieme scelto per illustrare questo spazio in comune è bet
,la stessa che dà inizio al libro di Bereshit,in principio, il primo dei cinque che compongono la Torah [corrispondente al nostro libro della Genesi].



Ascolta radiofulmini

E fa zapping con Tv [spenta] med vridbar skärm, Luma, 1959 digitaladoptive


I blogleanno:

15 marzo 2005 | 15 marzo 2006


Il BIP®™ countdown è scaduto

Al 10 aprile 2006, ore 15:00, mancavano:
giorni
ore
minuti
secondi

Countdown memories   

- 14 y Del fisco me ne infischio [i numeri veri]

- 13 y Rottamazione [in]costituzionale [christians]

- 12 y Verso il Partito Democratico [di m. cacciari]

-  11 y La sconfitta [nella palude mediorientale]

- 10 y Impoverimento [la tassa occulta]

- 9 y Quote rosa [non è un pesce d’aprile]

- 8 y Mai, mai, mai! [Totus tuus ego sum Maria]

- 7 y Punta Perotti [lo spartiacque]

6 y sso ccontento…! [il ri-epilogo]

- 5 y Favole greche e leggende metropolitane [ici]

4 y Anche i ricchi piangono [o dei rovesci]

3 y Un giudice  [Fabrizio De Andrè, amico fragile]

- 2 y Per interesse  [contro il declino]

-  1 y La nomination [BIP® brother] 

0 y  L'identità mediale degli italiani [BIP® exit]


Questo blog aderiva alla campagna
"Salviamo la Costituzione. Aggiornarla non demolirla".

Contro la sottrazione di democrazia tentata dal governo dei pre-potenti.



Infopoint

La posta in gioco

Si sceglieva tra 2 modelli*:

il sistema che accoglie l'individuo,
non privo di limiti;

l'individualismo che rigetta la relazione
tra gli individui, la nega ideologicamente,
privilegiando la soluzione asociale.

Io scelgo e voto per una società che
sa trarre forza dagli individui
per costruire il sistema e lo scudo,
anche per i più deboli
, gli ultimi,
i meno muniti e più sprovveduti,
che non possono rimanere ostaggi,
in balia dei rapporti di forza
economici o politici;
e non delega la salvezza all'uomo, della provvidenza



banditore [ in un film già visto ].

*ma l'Unione non lo aveva capito.






[ charis community ]

FENICOTTERO SNODATO Un'esemplare di fenicottero rosa si accarezza compiaciuto il collo allo zoo di Francoforte in Germania (Frank May /Epa)

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