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Ethos
l' Uomo in bianco e nero


Diario


24 aprile 2009

Librarsi

Questo blog non è morto. Sta cambiando pelle. Combatte sul filo della vita, in attesa di librarsi come una farfalla. Nata libera, e stupita.

[ Twitter è una forma di microblogging, per un testo massimo pari a 140 caratteri ]


19 marzo 2008

Preghiera Elle [come laica, come signor Elle]

« Ha voglia di dire qualcosa alle persone che si muovono? »

«
Continuate. Ma fate attenzione a non essere divorati dalla vostra agitazione. Anche l'immobilità è fonte di gioia ».



Dietro le tende di tela tarmata un chiarore latteo annuncia l'avvicinarsi del mattino. Ho male ai calcagni, la testa come un'incudine e una sorta di scafandro racchiude tutto il mio corpo. La mia camera esce dolcemente dalla penombra. Guardo in ogni particolare le foto di coloro che mi sono cari, i disegni dei bambini, i manifesti, il piccolo ciclista di latta che mi ha mandato un amico la vigilia della Parigi-Roubaix e la forca che sovrasta il letto dove sono incrostato come un paguro bernardo nella sua conchiglia.

Non ho bisogno di molto tempo per sapere dove sono e per ricordarmi che la mia vita si è capovolta quel venerdì 8 dicembre dell'anno scorso.

Fino ad allora non avevo mai sentito parlare del tronco cerebrale. Quel giorno invece ho scoperto tutta in una volta questa parte maestra del nostro computer di bordo, passaggio obbligato tra il cervello e le terminazioni nervose, nel momento in cui un incidente vascolare ha messo fuori uso il suddetto tronco. Un tempo si chiamava "congestione cerebrale" e molto più semplicemente se ne moriva. Il progresso delle tecniche di rianimazione ha reso più sofisticata la punizione. Se ne scampa ma accompagnati da quella che la medicina anglosassone ha giustamente battezzato locked-in syndrome: paralizzato dalla testa ai piedi, il paziente è bloccato all'interno di se stesso, con la mente intatta e i battiti della palpebra sinistra come unico mezzo di comunicazione.

Ovviamente, il principale interessato è l'ultimo a essere messo al corrente di queste gratifiche. Da parte mia, ho avuto diritto a 20 giorni di coma e a qualche settimana di nebbia prima di rendermi veramente conto dell'entità dei danni. Ne sono emerso solo alla fine di gennaio nella camera numero 119 dell'ospedale marittimo di Berck, dove penetrano ora le prime luci dell'alba.

È una mattina come tutte le altre. Alle sette la campana della cappella ricomincia a segnare il fuggire del tempo, quarto d'ora dopo quarto d'ora. Dopo la tregua della notte, i miei bronchi intasati si rimettono a brontolare rumorosamente. Contratte sul lenzuolo giallo, le mani mi fanno soffrire senza che io arrivi a capire se sono bollenti o gelate. Per lottare contro l'anchilosi faccio scattare un movimento riflesso di stiramento che fa muovere braccia e gambe di qualche millimetro.

Talvolta basta a dare sollievo a un arto indolenzito.
Lo scafandro si fa meno opprimente, e il pensiero può vagabondare come una farfalla.

C'è tanto da fare. Si può volare nello spazio e nel tempo, partire per la Terra del Fuoco o per la corte di re Mida.


L'8 dicembre 1995, un incidente violento, ha gettato Jean-Dominique Bauby, giornalista e padre di due figli, in coma. Quando ne esce l'unico movimento che gli è consentito è quello di un occhio con il quale comunica e con il quale riesce a scrivere un libro 'Lo scafandro e la farfalla'.

[ click ]

Jean-Dominique Bauby nasce nel 1952. Giornalista e redattore capo di "Elle", era padre di due bambini. Dall'8 dicembre 1995 ha condotto un'esistenza di grande disabile. È morto in seguito a un arresto cardiaco il 9 marzo 1997, all'età di 45 anni, pochi giorni dopo aver visto pubblicato il suo libro in Francia. Prima di morire ha fondato l'A.L.I.S. [Association of the locked-in sindrome].

Link map: lo scafandro e la farfalla|stoned immaculate|film gallery|emmanuelle|a space odyssey|elle|le film|le livre|alis


7 settembre 2007

Two tenors

«Una volta io, Chuang-Chou, sognai di essere una farfalla, una farfalla che svolazzava felice. Io non sapevo che essa era Chuang-Chou. All'improvviso mi svegliai e fui veramente di nuovo Chuang-Chou. Tuttavia io non so se ero io che stavo sognando di essere una farfalla oppure, si, sono una farfalla che sogna di essere Chuang-Chou».

L’eco della morte di Luciano Pavarotti, così potente e corale, mi suggerisce il celebre apologo Tao del sogno della farfalla o, alternativamente, del sogno di Chuang-Chou.

È certamente l’effetto ciclotronico di moltiplicazione dell’evento, generato dai flussi di comunicazione in tempo reale che innervano, ovunque nel mondo, le reti cross-mediali d’informazione. Ben noto agli studiosi di ipermedia. L’emozione crea partecipazione, l’emotività è carburante di ogni messaggio, subliminale od anche diretto, privo di anfratti.

A volte l’evento scava nella morbosità. Altre nel cordoglio, nel rito collettivo. È quanto accade oggi per questo dolce modenese che
è il massimo interprete riconosciuto del bel canto: nell’era della riproducibilità tecnica pressoché perfetta non si muore [se non per il lavorio del tempo, che tutto consuma]. E qui si entra nel fenomeno proprio dell’uomo Pavarotti, impossibile da schivare, da contenere, da ridurre. Il suo essere pop-artist pur rimanendo fieramente tenore [cioè interprete della più colta tra le tradizioni musicali], financo nella inflessione colloquiale della sua voce.

José Saramago conosce il potere delle parole e la violenza del silenzio: «Cadono sul silenzio le parole - egli dice. Tutte le parole. Quelle buone e quelle cattive. Il grano e il loglio. Ma solo il grano dà pane».

Separando il grano dal loglio [Vangelo di Matteo, 13:24
|30], non sapremo mai se lo tzunami di commozione che ha investito e sommerso di retorica la morte di Big Luciano sia realmente segno di un ammainabandiera che ci colpisce nel profondo della dimensione affettiva e relazionale condivisa. O l’ulteriore occasione di sfogo di un esibizionismo spettacolare che corrode, come la tignola, l’autenticità dei nostri sguardi ed il pudore dei nostri sentimenti [Vangelo di Matteo, 6:19 e ss].

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La libertà è schiavitù

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La société du spectacle par Guy E. Debord


Secondo la definizione di Leonardo Boff, in Ethos mondiale

EGA 2000 ISBN 88-7670-394-2, €11,36:

Per ethos intendiamo l’insieme delle aspirazioni, dei valori e dei principi, che orienteranno le relazioni umane nei confronti della natura, della società, delle alterità, di se stessi e del senso trascendente dell’esistenza, Dio.



Si vis pacem para pacem

 

Questo blog è gemellato con Devarim [in ebraico Devarim sono le parole, o le cose].
La lettera ebraica che abbiamo insieme scelto per illustrare questo spazio in comune è bet
,la stessa che dà inizio al libro di Bereshit,in principio, il primo dei cinque che compongono la Torah [corrispondente al nostro libro della Genesi].



Ascolta radiofulmini

E fa zapping con Tv [spenta] med vridbar skärm, Luma, 1959 digitaladoptive


I blogleanno:

15 marzo 2005 | 15 marzo 2006


Il BIP®™ countdown è scaduto

Al 10 aprile 2006, ore 15:00, mancavano:
giorni
ore
minuti
secondi

Countdown memories   

- 14 y Del fisco me ne infischio [i numeri veri]

- 13 y Rottamazione [in]costituzionale [christians]

- 12 y Verso il Partito Democratico [di m. cacciari]

-  11 y La sconfitta [nella palude mediorientale]

- 10 y Impoverimento [la tassa occulta]

- 9 y Quote rosa [non è un pesce d’aprile]

- 8 y Mai, mai, mai! [Totus tuus ego sum Maria]

- 7 y Punta Perotti [lo spartiacque]

6 y sso ccontento…! [il ri-epilogo]

- 5 y Favole greche e leggende metropolitane [ici]

4 y Anche i ricchi piangono [o dei rovesci]

3 y Un giudice  [Fabrizio De Andrè, amico fragile]

- 2 y Per interesse  [contro il declino]

-  1 y La nomination [BIP® brother] 

0 y  L'identità mediale degli italiani [BIP® exit]


Questo blog aderiva alla campagna
"Salviamo la Costituzione. Aggiornarla non demolirla".

Contro la sottrazione di democrazia tentata dal governo dei pre-potenti.



Infopoint

La posta in gioco

Si sceglieva tra 2 modelli*:

il sistema che accoglie l'individuo,
non privo di limiti;

l'individualismo che rigetta la relazione
tra gli individui, la nega ideologicamente,
privilegiando la soluzione asociale.

Io scelgo e voto per una società che
sa trarre forza dagli individui
per costruire il sistema e lo scudo,
anche per i più deboli
, gli ultimi,
i meno muniti e più sprovveduti,
che non possono rimanere ostaggi,
in balia dei rapporti di forza
economici o politici;
e non delega la salvezza all'uomo, della provvidenza



banditore [ in un film già visto ].

*ma l'Unione non lo aveva capito.






[ charis community ]

FENICOTTERO SNODATO Un'esemplare di fenicottero rosa si accarezza compiaciuto il collo allo zoo di Francoforte in Germania (Frank May /Epa)

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