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l' Uomo in bianco e nero


Diario


23 novembre 2007

C'era una volta

 


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3 ottobre 2007

Se ne devono andare! Ovvio: stanno facendo bene.

Il deficit dal 2,8


all'1,9%
 

«Una manovra molto diversa da quella passata - spiega il ministro dell'Economia - Per la prima volta da molto tempo abbiamo una riduzione del disavanzo senza dover effettuare una manovra correttiva e disponiamo anche di risorse aggiuntive per iniziare a ridurre le imposte, partendo come giusto da quelle gravanti sulle categorie più deboli; per garantire gli investimenti in infrastrutture per lo sviluppo nei prossimi anni; per attuare in toto il protocollo di intesa su welfare; per onorare gli impegni internazionali di aiuto allo sviluppo».

Padoa-Schioppa attacca le scelte della passata legislatura: «Si aprì con promesse mirabolanti, ma si concluse con la scomparsa dell'avanzo primario, la risalita del debito, l'incoraggiamento aperto all'evasione fiscale, il sacrificio degli investimenti in infrastrutture a favore della spesa corrente, l'ingresso in una rischiosa procedura d'infrazione delle regole europee».

Padoa-Schioppa ci tiene a precisare poi che «la pressione fiscale è alta in Italia, anche se non più alta di quella di Paesi a noi vicini. Ma sono del tutto fuorvianti le campagne di propaganda e disinformazione che tendono a presentare il recupero dell'evasione come un aumento delle imposte. No: semplicemente, paga il dovuto chi prima non pagava», dice il ministro. 

Tommaso Padoa-Schioppa è il nuovo presidente del Comitato finanziario e monetario del Fmi di Washington.


21 giugno 2007

Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno

«È una situazione molto preoccupante perché il governo vive una diffusa e profonda crisi di legittimità», ha detto Berlusconi, che in conferenza stampa era affiancato da Gianfranco Fini, Umberto Bossi e Gianfranco Rotondi.

«Al presidente Napolitano abbiamo rappresentato questa crisi - ha aggiunto Berlusconi - la situazione di un governo che è in mora sull’attuazione del programma, che ha rinunciato in una parte del Paese a usare la forza e che non mette in condizione l’opposizione di fare il suo lavoro perché ha impiegato 18 voti di fiducia».

E Berlusconi ha portato a testimone della crisi anche i sondaggi «arrivati questa mattina che danno il Governo ad un record di sfiducia del 24,1% e 76 persone su 100 che non hanno più fiducia nell’esecutivo». Il presidente del Consiglio «è passato al 26% dei consensi mentre il leader dell’opposizione è al 60%».

Secondo l’ex premier, Napolitano è apparso preoccupato «sulla mancata capacità del Parlamento di produrre leggi». Nel colloquio, ha rivelato Berlusconi, «abbiamo riscontrato grande attenzione e sensibilità da parte del capo dello Stato».

Ma chi è Bertoldo*? E chi Bertoldino?

[
*il contadino scarpe grosse e cervello fino]


15 giugno 2007

Genova per noi

Solo chi volle essere cieco decise di non vedere. Ad un mese dall’insediamento la destra che aveva stravinto in seggi, ma non in voti, le elezioni del 2001 volle presentarsi. Denti digrignanti e mascella serrata. Scelse, scelse, la prova di forza. Al suo esordio internazionale, ministro degli esteri Renato Ruggiero, già ambasciatore designato da Gianni Agnelli, pochi mesi prima della sua destituzione ad opera del premier, che ne assumerà l’interim partecipando attivamente alla preparazione della guerra irachena. Come passacarte dell’amico George. W.

Ma a cosa serviva una prova di forza dopo una schiacciante vittoria parlamentare?

Il peggiore fu
Gianfranco Fini, vicepresidente del consiglio senza portafoglio. La destra più ingenua ci mise la faccia e fomentò la reazione della peggiore feccia fascista che bazzicava la polizia di stato. Incapace di agire e forse complice dei black block che, segnalati dall’Interpol, non vennero fermati alle frontiere. Pur avendo il ministro dell’interno dell’epoca, il ligure Claudio Scajola, sospeso l’efficacia del trattato di Schengen [che autorizza la libera circolazione delle persone, senza controlli frontalieri, ai cittadini degli stati europei contraenti].

Ricordo una conversazione che precedeva di una settimana circa il G8
di Genova, con un amico che qualcuno tra i frequentatori di questo luogo ha avuto modo di conoscere di persona. Gli dissi, testualmente: “Stanno artificialmente caricando di tensione l’avvenimento. Succederà che un ragazzo del servizio d’ordine, inesperto, alle prime armi, sotto la pressione della piazza farà qualche cazzata, e c’è il rischio che ci scappi pure il morto. Ma forse lo stanno cercando il morto”. I veleni, manco a dirlo, erano massicciamente inoculati dalla rete unica RAISET.

Quel ragazzo ha un nome ed un volto, si chiama
Mario Placanica. La vittima, anche di un proprio eccesso di resistenza, si chiamava Carlo Giuliani. L’uno è vivo e sacrificato alla vigliaccheria di stato. L’altro è morto, vittima anche della propria incapacità di lettura della situazione sul campo. E della rozza ferocia di un governo cha aveva subito deciso di mostrare di che pasta fosse fatto, pieno di piduisti, inquisiti e nostalgici fuori tempo massimo.

Il resto è noto da anni. «
Genova nome per nome», di Carlo Gubitosa, editrice Berti, ISBN 88-88424-67-9, luglio 2003, dettaglia la macelleria messicana alla Diaz. Testimonianze dirette raccolte da ciascuno abbia voluto chiedere a chi era ritornato da Genova, più o meno incolume, col carico di paura, foto e filmati raccolti sul posto. Che hanno inchiodato gli esecutori materiali di ordini dal basso [alto sarebbe un affronto alla logica], dalla fogna di un governo da parodia cilena dellAmbra Jovinelli.

Di
Vincenzo Canterini si parla alle pagine 40, 177, 295, 310, 325, 335, 357, 362, 378, 395, 420. Di Michelangelo Fournier a pagina 344.



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6 febbraio 2007

Dovremmo forse convenire con la loro linea di politica estera?

"Non capisco per quale motivo - spiega Fini parlando con i giornalisti in Transatlantico - il ministro D'Alema abbia definito irrituale la lettera degli ambasciatori di sei paesi alleati che sono impegnati come noi nella missione in Afghanistan e si sono rivolti a nome del loro popolo e dei loro governi al popolo e al Parlamento italiano invitandoci a tenere fede ai nostri impegni".

"Irrituale semmai - osserva l'ex ministro degli Esteri - è la risposta imbarazzata politicamente e un po' stizzita di D'Alema".

Gli giriamo l’opinione di Robert Gates, neo-segretario di Stato USA, molto critico delle scelte ancora oggi sostenute dalla fu maggioranza.


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La société du spectacle par Guy E. Debord


Secondo la definizione di Leonardo Boff, in Ethos mondiale

EGA 2000 ISBN 88-7670-394-2, €11,36:

Per ethos intendiamo l’insieme delle aspirazioni, dei valori e dei principi, che orienteranno le relazioni umane nei confronti della natura, della società, delle alterità, di se stessi e del senso trascendente dell’esistenza, Dio.



Si vis pacem para pacem

 

Questo blog è gemellato con Devarim [in ebraico Devarim sono le parole, o le cose].
La lettera ebraica che abbiamo insieme scelto per illustrare questo spazio in comune è bet
,la stessa che dà inizio al libro di Bereshit,in principio, il primo dei cinque che compongono la Torah [corrispondente al nostro libro della Genesi].



Ascolta radiofulmini

E fa zapping con Tv [spenta] med vridbar skärm, Luma, 1959 digitaladoptive


I blogleanno:

15 marzo 2005 | 15 marzo 2006


Il BIP®™ countdown è scaduto

Al 10 aprile 2006, ore 15:00, mancavano:
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minuti
secondi

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- 14 y Del fisco me ne infischio [i numeri veri]

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- 12 y Verso il Partito Democratico [di m. cacciari]

-  11 y La sconfitta [nella palude mediorientale]

- 10 y Impoverimento [la tassa occulta]

- 9 y Quote rosa [non è un pesce d’aprile]

- 8 y Mai, mai, mai! [Totus tuus ego sum Maria]

- 7 y Punta Perotti [lo spartiacque]

6 y sso ccontento…! [il ri-epilogo]

- 5 y Favole greche e leggende metropolitane [ici]

4 y Anche i ricchi piangono [o dei rovesci]

3 y Un giudice  [Fabrizio De Andrè, amico fragile]

- 2 y Per interesse  [contro il declino]

-  1 y La nomination [BIP® brother] 

0 y  L'identità mediale degli italiani [BIP® exit]


Questo blog aderiva alla campagna
"Salviamo la Costituzione. Aggiornarla non demolirla".

Contro la sottrazione di democrazia tentata dal governo dei pre-potenti.



Infopoint

La posta in gioco

Si sceglieva tra 2 modelli*:

il sistema che accoglie l'individuo,
non privo di limiti;

l'individualismo che rigetta la relazione
tra gli individui, la nega ideologicamente,
privilegiando la soluzione asociale.

Io scelgo e voto per una società che
sa trarre forza dagli individui
per costruire il sistema e lo scudo,
anche per i più deboli
, gli ultimi,
i meno muniti e più sprovveduti,
che non possono rimanere ostaggi,
in balia dei rapporti di forza
economici o politici;
e non delega la salvezza all'uomo, della provvidenza



banditore [ in un film già visto ].

*ma l'Unione non lo aveva capito.






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FENICOTTERO SNODATO Un'esemplare di fenicottero rosa si accarezza compiaciuto il collo allo zoo di Francoforte in Germania (Frank May /Epa)

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