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Ethos
l' Uomo in bianco e nero


Diario


12 maggio 2009

Il maestro e Margherita



Ambientazione: ieri, Sala Rossa delle Lauree
Allegoria: Margherita è la ragazza in primopiano che porge la propria impressione all’autore.

I manoscritti non bruciano.

Link map: yeshua ha-nozri|solo nel verso


10 maggio 2009

Solo nel verso

[ click | Conversazioni e letture dell’autore, Pasquale Misuraca, alias Fulmini, accompagnate da Luisa Piccolo ed Alexandra Zambà ] 

Pasquale Misuraca, alias Fulmini, è autore della raccolta di haiku rimati, riuniti in questo volumentto edito da peQuod, Ancona 2008

Lunedì 11 maggio 2009, dalle ore 18.00
In Sala Rossa delle Lauree

Piazza Guerrazzi
1, Benevento | Università del Sannio

Link map: alias|alfazita|haiku rimati|i zoi tu thanatu|a civitavecchia


27 marzo 2009

Linea retta

click | Fare un viaggio - anche attorno al proprio isolato - significa attraversare un luogo con una storia e un'identità precisa. Raccontarlo e condiverlo con gli altri è il senso del blog lestradedelleparole. Immagini, fotografie, brani di autori amate dai contributori, che hanno illuminato un pezzo di città, un paesaggio nascosto, le nostre esperienze di viaggio e quant'altro ci passerà per la testa di raccontarci. Qualcosa ho raccontato anche io, lo riporto nel testo integrale e lo linko in quello superstite: in fondo il tema non è semplicemente il diario di viaggio, ma di viaggi. Di attraversamenti, di vite presenti e di crisi. Il tema in fondo è unico ]

Finis Terrae, capo Santa Maria di Leuca, nel Salento. Estrema punta del tacco.

Un palo piantato al centro del campo visivo. Sostiene un cavo elettrico. L’immagine è un mio scatto del 2003, ferragosto, a Finis Terrae, capo Santa Maria di Leuca. Estrema punta del tacco. Nel Salento impresso nelle parole, negli odori e nelle immagini di don Tonino Bello, sepolto una dozzina di chilometri affianco, all’interno, nel piccolo e ordinato cimitero di Alessano, suo paese natale. Lui che era un grande nuotatore, da bambino, ragazzo, seminarista, sacerdote. E vescovo. Di una città di mare 240 chilometri a nord. Molfetta. Il duomo affacciato nondimeno sul mare.

Mi è sempre piaciuta questa immagine. Intrisa di Mediterraneo. Accogliente e naturale, senza imbellettamenti posticci, lungomari naxos e rotonde fighette. Come in attesa di una novità, di una novella. Che può giungere solo dall’ignoto. Una novità di dentro? Può essere… Una novità da fuori? Facile…

In fondo è semplice, tre soli elementi: l’orlo, il mare, la linea d’orizzonte che sconfina tra mare e cielo. Ed a separare i quadranti un artefatto umano. E, dietro, il mio sguardo. Lo sguardo può tutto. Può definire una reazione o incastonare una gemma. Come in questa immagine. Può reagire alla fine di un mondo, come in queste settimane e mesi ed anni, o attardarsi sul feretro del defunto:

«A un altro disse: Seguimi. E costui rispose: Signore, concedimi di andare a seppellire prima mio padre. Gesù replicò: Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu và e annunzia il regno di Dio. Un altro disse: Ti seguirò, Signore, ma prima lascia che io mi congedi da quelli di casa. Ma Gesù gli rispose: Nessuno che ha messo mano all'aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio [Luca, 9:59|62]».

Link map: strade narrate|chiarelettere|alessano|chiamatemi don tonino|ospitalità|orizzonti leucani|apocalittica


30 gennaio 2009

Festa vasilopitta del 1' febbraio, dalle ore 13.00 a Roma-Ostia


Giro un invito pervenuto da Alexandra [la moglie di Pasquale].
Le cose in cui si impegnano sono divertenti e saporite.

L'invito si può ulteriormente estendere. In basso le informazioni utili.



Sotto il profilo geografico l'isola di Cipro si situa in Asia. La torta "vasilopitta" è a forma di stella e si prepara sia a Natale sia a Capodanno. All'interno si nasconde una moneta che torterà fortuna a chi riesce a trovarla.

[ click | Insieme faremo pranzo al ristorante, sentiremo musica dal vivo del mediterraneo - in particolare greca e cipriota -, discorreremo e taglieremo tra altri dolci, una grande torta vasilopitta, con il soldo che propizia l’anno. Inoltre, scegliendo il biglietto giusto, avremo la possibilità di vincere ricchi premi, tra gli altri, due biglietti aerei ]

Come arrivare

Per arrivare al ristorante Country Club, che si trova nella pineta di Castel Fusano, in Piazza di Castel Fusano n. 1,

prendere da Roma via Cristoforo Colombo e percorrerla fino all’ultimo semaforo [si vede già il Lido di Ostia] girate a destra e percorrete il viale della villa di Plinio: Il viale finisce sulla piazza di Castel Fusano.

Siete ARRIVATI. Entrate al n. 1
Il ristorante, nella tenuta dei principi Chigi, è segnalato da una grande tabella sulla piazza.

La festa è organizzata dall’Associazione dei ciprioti in Italia NIMA.

Il pranzo, preparato dal ristorante sarà tipicamente italiano - ampliato da piatti, dolci e vini ciprioti - con antipasto, primi piatti, secondo, contorni, dolci, vino dei castelli, caffè e costerà 20 euro a persona da pagare sul posto [per i ragazzi 13 euro].

Prenotazioni
: Associazione dei ciprioti in Italia | NIMA | lexandra@libero.it

Link map: zita|cyprus|country club castel fusano|torta vasilopitta


18 gennaio 2009

La stanza del vescovo

[ click | La parola vescovo, dal greco, significa “supervisore”, “sorvegliante”.
Il post compare alla rubrica Apologetica del sito rivista fulminiesaette.it 
]


Le mani di don Tonino 

Non può essere apologetico un ritratto di don Tonino. Bello, . La categoria dell'apologia non contiene la mitezza del suo cuore. Di questo strano pastore pugliese, della punta del tacco. Alessano, quattro passi da Finis Terrae di Santa Maria di Leuca. Gran nuotatore. Fisico integro fino all'irruzione del tumore. Accolto senza mai perdere il sorriso, nemmeno alle soglie del transito, il 20 aprile 1993. Probabilmente psicosomatizzato in virtù della compassione per la comunità.

Ironico, estremamente ironico, già nella lettura delle sacre scritture, desacralizzate senza perdere in misticismo. Attento alla ferialità delle persone più umili, popolane. Da chiamarle per nome nelle omelie e negli scritti. Spesso giovanissime donne o madri schiacciate dall'irredimibilità di un sud sconfitto dai suoi stessi rituali, perversi. Che censurava duramente negli auguri di fine anno a sindaci e consiglieri, e deputati e senatori e ministri e sottobosco. Tanto da rimanere isolato, etichettato, dal contesto delle elite che ivi [la Puglia a cavallo dei primi anni '90] gestiva il buon affare della politica.

Tagliente fino alla crudezza. Senza mai deprimere l'orizzonte della speranza. Niki Vendola può considerarsi un suo figlioccio [storcerà il naso qualche cattolico benpensante, ma così è]. Muoveva i primi passi nell'agone della politica dei Signorile [craxiano social-ferroviario] e dei Fitto [padre]. E lui, don Tonino, a riempire chiese, strapiene, scosse da quelle parole dolci come favo di miele ed acuminate come spada a doppio taglio. Con una voce piena, pastosa, autorevole, profetica. Mai troppo amata dalla chiesa di Camillo Ruini. Troppo popolare e spregiudicatamente libera. Non intruppata e velleitariamente gerarchica.

Di don Tonino vive quella parola. Che venica coltivata dalle opere, silenziose, mai rivendicate. Dalla ricchezza dei suoi piani pastorali, mai ecclesiocentrici né clericali. Sempre spine nel fianco delle società locali, nelle piaghe putride dell'arraffazzonismo, una via di mezzo tra l'assalto alla spesa pubblica e il dilettantismo fine a sé stesso delle amministrazioni prive di respiro, di passione. Con due soli indumenti.

La stola e il grembiule.
 
«Si, perché di solito la stola richiama l'armadio della sacrestia, dove con tutti gli altri paramenti sacri, profumata d'incenso, fa bella mostra di sé, con la sua seta ed i suoi colori, con i suoi simboli ed i suoi ricami. Non c'è novello sacerdote che non abbia in dono dalle buone suore del suo paese, per la prima messa solenne, una stola preziosa.

Il
grembiule, invece, ben che vada, se non proprio gli accessori di un lavatoio, richiama la credenza della cucina, dove, intriso di intingoli e chiazzato di macchie, è sempre a portata di mano della buona massaia. Ordinariamente non è articolo da regalo: tanto meno da parte delle suore, per un giovane prete. Eppure è l'unico paramento sacerdotale registrato dal vangelo. Il quale vangelo, per la messa solenne celebrata da Gesù nella notte del Giovedì Santo, non parla né di casule, né di amitti, né di stole, né di piviali».

La stanza del vescovo, si può dire di lui, cominciava dall’eucarestia e si estendeva nel recinto del gregge, nei giorni feriali delle sue genti e della sua chiesa. Quella dell’episcopio era sempre aperta. Giorno e notte. Anche ai più poveri e maledetti, che in più di un’occasione lo avrebbero minacciato, picchiato e malinteso. Nella luce mariana dei suoi gesti e dei suoi silenzi. Delle sue faccende domestiche e del suo impegno per la pace trinitaria, che declinava come convivialità delle differenze.

Link map: fulminiesaette|oggebbio|dtb channel|wikitaubi|com pàssus|ditaubi|flickrgallery|chiamatemi don tonino|grembiule|maryâm|ospitalità|convivialità


26 dicembre 2008

Nolite timere | Luca 2,1-19

[ click | Per i primi cristiani imbattersi nel monogramma di Costantino accostato a due barche a forma di pesce simboleggiava la Chiesa - la barca - che promana da Cristo: il pesce invece era un acrostico le cui lettere iniziali in greco - ictius - formano la frase Gesù Cristo figlio di Dio Salvatore ]

Uno scorcio della Catacomba di San Giovanni a Siracusa: fu iniziata nel IV secolo, dopo l’Editto di Costantino del 313 che sancì la libertà di professare il Cristianesimo; dunque questo luogo nacque per una comunità di credenti che non doveva più nascondere la propria fede

Factum est autem, in diebus illis exiit edictum a Caesare Augusto, ut describeretur universus orbis. Haec descriptio prima facta est praeside Syriae Quirino. Et ibant omnes, ut profiterentur, singuli in suam civitatem.

Ascendit autem et Ioseph a Galilaea de civitate Nazareth in Iudaeam in civitatem David, quae vocatur Bethlehem, eo quod esset de domo et familia David, ut profiteretur cum Maria desponsata sibi, uxore praegnante.

Factum est autem, cum essent ibi, impleti sunt dies, ut pareret, et peperit filium suum primogenitum; et pannis eum involvit et reclinavit eum in praesepio, quia non erat eis locus in deversorio.

Et pastores erant in regione eadem vigilantes et custodientes vigilias noctis supra gregem suum.

Et angelus Domini stetit iuxta illos, et claritas Domini circumfulsit illos, et timuerunt timore magno. Et dixit illis angelus:

Nolite timere; ecce enim evangelizo vobis gaudium magnum, quod erit omni populo, quia natus est vobis hodie Salvator, qui est Christus Dominus, in civitate David. Et hoc vobis signum: invenietis infantem pannis involutum et positum in praesepio.

Et subito facta est cum angelo multitudo militiae caelestis laudantium Deum et dicentium:

Gloria in altissimis Deo, et super terram pax in hominibus bonae voluntatis.

Et factum est, ut discesserunt ab eis angeli in caelum, pastores loquebantur ad invicem:

Transeamus usque Bethlehem et videamus hoc verbum, quod factum est, quod Dominus ostendit nobis.

Et venerunt festinantes et invenerunt Mariam et Ioseph et infantem positum in praesepio. Videntes autem notum fecerunt verbum, quod dictum erat illis de puero hoc. Et omnes, qui audierunt, mirati sunt de his, quae dicta erant a pastoribus ad ipsos.

Maria autem conservabat omnia verba haec conferens in corde suo.

Link map: siracusa|bethlehem|natività|dialoghi sul cristianesimo|testo lucano


13 dicembre 2008

Zita

[click | Pasquale Misuraca, di spalle, ed Alexandra Zambà, illuminante nel suo sguardo, quarant’anni fa a Civitavecchia. Oggi festeggiano il loro anniversario di matrimonio, felice, felici, complici ] 

Khùtspe [Giuliano Cabrini], ritrae AlfaZita e Fulmini, ieri, a Civitavecchia, l'inverno 1968-69

AlfaZita

Mi chiamo
Alexandra Zambà e solitamente penso in oriente [da cipriota di cultura greca, ndr] e agisco in occidente - forse perché sono nata in una terra antica e controversa, che prima che sia tardi, devo andare a conoscere -. Devo dire che più volte ho cercato di radicarmi, ma è stato inutile perché in fondo sono un apolide. Questo mi porta sì tristezza, ma anche una grande libertà e leggerezza.

La lingua rubata; poesie greche in lingua italiana.
[Vi ho rubato segno dopo virgola la vostra lingua e da allora ho perso la mia].

Fulmini

Fulmini vuol dire
Pasquale Misuraca. Sono nato nel 1948 a Siderno Marina [sulle coste della Calabria ionica | magnogreca, ndr] e vivo spesso e volentieri a Roma. Ho una complice - Alexandra, due figlie -Nefeli e Sofia, un figlio che c'è e non c'è - Eftimios, una trentina di amici. Mi sono occupato di scienza [politica e sociale] e arte [cinema e televisione | la RAI Educational ante Minoli, EMSF Enciclopedia multimediale di scienze filosofiche, tra le altre collaborazioni autoriali, insieme ad Alexandra, ndr], ora tengo una rubrica su Alias e seminari nelle università italiane e cilene e cipriote. Come Adam Belinski, preferisco dare conigli alle rape piuttosto che rape ai conigli.

Io penso che la storia d’amore tra quest’uomo benedetto e questa donna di radice orientale [sono da sempre giovanneo, nella mia fede claudicante] siano un vero, tangibile dono di Dio.

Link map: civita vecchia|nefeli|alias|emsf|reclinandosi


12 dicembre 2008

Haiku fir[i]mati

[click | questo pomeriggio, ore 17:00 a Roma, Libreria Vivalibri, via di Tor Millina 10, adiacenze piazza Navona, Fulminesaette Alias Pasquale Misuraca presenta i suoi haiku rimati: Solo nel verso/scorro sempre uguale/sempre diverso | edizioni peQuod, isbn 978-88-6068-071-6 ]



Le immagini

resistono, più dure

delle figure.



Link map
: alias|eftimios|solo nel verso|considerate la vostra semenza


24 novembre 2008

Cantone neapoletano

Raffaele Cantone sommessamente butta un macigno nello stagno dello strabismo ipocrita italiano. 

Dice qualcosa che Loretta Napoleoni [economista ed analista raffinata] indaga da tempo: quanto varrebbe il PIL italiano senza l'apporto delle mafie?

Per dire che la repressione a Casal di Principe è necessaria ed indispensabile. Ma occorre sguarnire l'esercito che dallo stato sociale parallelo camorristico trae l'unica fonte di sostentamento. Non solo presenza militare dello Stato, ma principalmente presenza efficace dello Stato. Nella chiave del riequilibrio delle opportunità a favore degli strati popolari limitrofi alla sottocultura mafiosa: suo malgrado, non necessariamente per scelta. Spesso solo per milieu identitario, ovvero di mera sopravvivenza.




Link map: loretta|j'accuse...!|il testimone


20 ottobre 2008

Appello, senz’appello!



J’Accuse…!
è il titolo dello stranoto editoriale scritto da Émile Zola, giornalista e scrittore francese, in forma di lettera aperta al Presidente della Repubblica transalpina dell'epoca, Félix Faure, e pubblicato dal giornale socialista LAurore il 13 gennaio 1898, con lo scopo di denunciare pubblicamente le irregolarità e le illegalità commesse nel corso del processo contro Alfred Dreyfus, al centro di uno dei più famosi affaire della storia francese.

Il filmato rilasciato su Youtube riproduce un diverso
J’Accuse! Non meno penetrante e civilmente sfrontato rispetto a quello di Émile Zola: è il prologo che apre la riduzione teatrale di Gomorra. L’attore interpreta l’autore, Roberto Saviano, che spiega il reticolo di complicità e codardie che fanno da brodo di coltura ad uno tra i più spietati clan camorristici, assurti a multinazionali del crimine, della corruzione, del riciclaggio, dello sciacallaggio: con sede non a Wall Street, ma a Casal di Principe, nel casertano. Ed investimenti ovunque nel mondo si possa ripulire danaro frutto di sangue, terrore e sottocultura mafiosa.

Apologia della libertà. Apologia della
libertà civile.

Rafforzata dall'appello rilanciato da 6 premi nobel [Dario Fo, Mikhail Gorbaciov, Gunther Grass, Rita Levi Montalcini, Orhan Pamuk, Desmond Tutu], che affermano quanto segue:

Roberto Saviano
è minacciato di morte dalla camorra, per aver denunciato le sue azioni criminali in un libro - Gomorra - tradotto e letto in tutto il mondo.

È minacciata la sua libertà, la sua autonomia di scrittore, la possibilità di incontrare la sua famiglia, di avere una vita sociale, di prendere parte alla vita pubblica, di muoversi nel suo Paese.

Un giovane scrittore, colpevole di aver indagato il crimine organizzato svelando le sue tecniche e la sua struttura, è costretto a una vita clandestina, nascosta, mentre i capi della camorra dal carcere continuano a inviare messaggi di morte, intimandogli di non scrivere sul suo giornale, Repubblica, e di tacere.

Lo Stato deve fare ogni sforzo per proteggerlo e per sconfiggere la camorra. Ma il caso Saviano non è soltanto un problema di polizia. È un problema di democrazia. La libertà nella sicurezza di Saviano riguarda noi tutti, come cittadini.

Con questa firma vogliamo farcene carico, impegnando noi stessi mentre chiamiamo lo Stato alla sua responsabilità, perché è intollerabile che tutto questo possa accadere in Europa e nel 2008.

Apporre una firma, la propria, spontaneo esercizio di una libertà fondamentale: riconoscere, separare, discernere dov’è il diritto e dove crescono violenza, sopruso, abominio, disprezzo della dignità della persona umana.

Io controfirmo.

Link map: l'aurore|il testimone|j'accuse...!|bobo|maroni|senz'appello

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La libertà è schiavitù

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Secondo la definizione di Leonardo Boff, in Ethos mondiale

EGA 2000 ISBN 88-7670-394-2, €11,36:

Per ethos intendiamo l’insieme delle aspirazioni, dei valori e dei principi, che orienteranno le relazioni umane nei confronti della natura, della società, delle alterità, di se stessi e del senso trascendente dell’esistenza, Dio.



Si vis pacem para pacem

 

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3 y Un giudice  [Fabrizio De Andrè, amico fragile]

- 2 y Per interesse  [contro il declino]

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0 y  L'identità mediale degli italiani [BIP® exit]


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Contro la sottrazione di democrazia tentata dal governo dei pre-potenti.



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La posta in gioco

Si sceglieva tra 2 modelli*:

il sistema che accoglie l'individuo,
non privo di limiti;

l'individualismo che rigetta la relazione
tra gli individui, la nega ideologicamente,
privilegiando la soluzione asociale.

Io scelgo e voto per una società che
sa trarre forza dagli individui
per costruire il sistema e lo scudo,
anche per i più deboli
, gli ultimi,
i meno muniti e più sprovveduti,
che non possono rimanere ostaggi,
in balia dei rapporti di forza
economici o politici;
e non delega la salvezza all'uomo, della provvidenza



banditore [ in un film già visto ].

*ma l'Unione non lo aveva capito.






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