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Ethos
l' Uomo in bianco e nero


Diario


7 ottobre 2009

Il Lodo di Lepanto

[ click | Il 7 ottobre 1571, che era di Domenica, Don Giovanni d'Austria fece schierare le proprie navi in formazione serrata, deciso a dar battaglia: non più di 150 metri separavano le galee. A Napoli fu elevata la colonna della vittoria nel posto esatto dove le navi cristiane approdarono, all'epilogo della vittoriosa battaglia. Papa Pio V nel 1572 istituirà la Festa di Santa Maria della Vittoria, successivamente trasformata nella Festa del SS. Rosario, per celebrare l'anniversario della storica vittoria ottenuta per intercessione della augusta Madre del Salvatore, Maria ]

"Non mi interessa quello che ha detto Napolitano, mi sento preso in giro". Così Silvio Berlusconi tornando a Palazzo Grazioli ha risposto ai giornalisti a proposito della nota del Quirinale dopo la sentenza della Consulta sul Lodo Alfano

"La Corte Costituzionale, giudicando sulle questioni di legittimita' costituzionale poste con le ordinanze n. 397/08 e n. 398/08 del Tribunale di Milano e n.9/09 del gip del Tribunale di Roma ha dichiarato l'illegittimita' costituzionale dell'art. 1 della legge 23 luglio 2008, n. 124 per violazione degli articoli 3 e 138 della Costituzione. Ha altresì dichiarato inammissibili le questioni di legittimita' costituzionale della stessa disposizione proposte dal gip del Tribunale di Roma".

Link map: lepanto|slodato


30 settembre 2009

Fama ineguagliabile



«Berlusconi sembra uno di quelli che ti dicono fammi andare a letto con tua moglie. E tu: No! Vai via. Allora si allontana e senti dal tavolo dietro fammi andare a letto con tua moglie. E di nuovo No! Vai via!. E così di tavolo in tavolo...».

Questo uno dei fulminanti sketch dedicati a papi dalla trasmissione satirica Mock the Week della BBC che sta circolando da qualche giorno su Internet, dopo la sua pubblicazione - sottotitolato in italiano - su YouTube. Nello show non c’è traccia di umorismo anglosassone: «I cittadini de L’Aquila, durante la visita di Berlusconi, hanno pensato che ci fosse stata un'altra scosa, ma era solo la testata del suo letto che urtava violentemente contro il muro».
Il set è quello di una tavola rotonda tra comici dove ognuno spara la sua battute.

Ma la realtà supera sempre la fantasia, in tv è perfino perfino la regola: ed è così che il paese da sogno, aperto ed accogliente per tutti gli immigrati della sponda africana, favoleggiato al canale tunisino
Ness Nessma, se possibile, fa impallidire ogni precedente, forse successiva esternazione di Berlusconi, il cavaliere del cialis e senza vergogna: un nuovo miracolo italiano!



Link map: papi-girls|privè|linea della fermezza


26 settembre 2009

Un cavallo! Un cavallo! Il mio regno per un cavallo!

[ click | ”Vittorio Mangano fu assunto nella tenuta di Arcore di Silvio Berlusconi per coltivare interessi diversi da quelli per i quali fu ufficialmente chiamato da Palermo fino in Brianza. Così il Procuratore generale Antonino Gatto entra subito nel vivo della requisitoria del processo di secondo grado in cui il senatore Marcello dell'Utri - Pdl - è imputato di concorso esterno in associazione mafiosa. Il parlamentare è stato condannato in primo grado a nove anni di carcere ]

Marcello Dell'Utri, giovedì scorso all'apertuta del ciclo di conferenze 2009-2010 organizzato da Casapound - il centro sociale neofascista all'Esquilino, a Roma - legge i diari attribuiti a Benito Mussolini. Quei documenti, giudicati falsi da molti storici, sarebbero stati scritti dal duce dal 1935 al '39.

Con Vittorio Mangano - nato a Palermo il 18 agosto 1940 e morto a Palermo il 23 luglio del 2000 - Marcello Dell'Utri è stato trascinato nell'arena siciliana, è stato processato, è stato condannato. Tutto per un cavallo. Un cavallo che - per i poliziotti - non era un vero cavallo: era una partita di droga. Il racconto è di Francesco Di Carlo, un boss della droga: «In un ufficio non molto distante dal centro di Milano ci accolse Dell'Utri. Dopo quindici minuti venne Silvio Berlusconi. A quella riunione eravamo presenti: io, Tanino Cinà [conosciuto da quando Dell'Utri era presidente della squadra di calcio della Bacigalupo, ndr], Mimmo Teresi, Stefano Bontate, Marcello Dell'Utri e Silvio Berlusconi». Il boss ricorda anche come finì la riunione: «Berlusconi disse che era a nostra disposizione per qualsiasi cosa, e allora anche Bontate gli rispose nello stesso modo».

Se i padrini salgono a Milano, Marcello Dell'Utri torna a Palermo. È nel suo ambiente,
conosce. Frequenta Pino Albanese della famiglia di Malaspina. E poi Giovanni Citarda detto Gioia mia. Tutti e due sono legatissimi a Stefano Bontate, il capo dei capi che ha voluto Vittorio Mangano ad Arcore. Spiegherà qualche anno dopo il pentito Salvatore Cancemi: «Il rapporto fra Mangano e Dell'Utri era strettissimo. Mangano in pratica usava Dell'Utri e gli poteva chiedere qualsiasi cosa: per esempio Mangano mi disse che nella tenuta nella disponibilità di Dell'Utri furono nascosti anche latitanti… i fratelli Grado».

Quando lo
stalliere è morto, il senatore l'ha pianto: «E' morto per causa mia. Era ammalato di cancro, è stato ripetutamente invitato a fare dichiarazioni contro di me e Berlusconi. Se lo avesse fatto, l'avrebbero scarcerato con lauti premi e si sarebbe salvato. È un eroe, a modo suo». Sulla sua lapide, i figli dello stalliere hanno fatto scrivere: Hai dato un valore alla storia degli uomini non barattando la dignità per la libertà

Link map: dell'utreide|fattore mangano|nuove cronache
|paolo borsellino|associazione mafiosa|peppino impastato|riccardo III|oltre 700 nomi di vittime di mafia


25 agosto 2008

Granditalia d’italietta [Italiótai]

E' proprio sul tipo di organizzazione repubblicana che si gioca la leadership politica di oggi e di domani.

La DC fu feroce nel selezionare la propria classe dirigente. Poi divenuta digerente, nel pentapartito e fuori. In relazione alle politiche folli di incremento del deficit statale [in giocattolini tipo Efim, Ferrovie, Alitalia, l'IRI prima della cura Prodi etc etc, ma sempre in spesa corrente ed a danno dell’incremento di capitale infrastrutturale]. Ma un cardine delle politiche democristiane fu sempre l'interclassismo.

Oggi il berlusconismo è feudale, intrinsecamente classista: strano per un self made man, sia pure alimentato da fiumi di danari mafiosi.
Ovvio il sistema elettorale che piazza in parlamento valvassini e valvassori, sottraendoli alla scelta del corpo elettorale.

Allora una risposta può rilevarsi rileggendo quel particolare federalismo dal basso che fu l'
età comunale. Pienamente assunto nel pensiero sturziano. Fulmini dirà in quale misura annotato da Gramsci. Quell'organizzazione statuale non si fondava su convenzioni ridicole e scritte, sul modello difeso da Graziano Cioni a Firenze [nei comunisti senza comunismo sopravvive un lontano anelito totalitario].

Antonio Giolitti pare si sia lasciato sfuggire, con un giornalista dell’epoca, che governare gli italiani è inutile. Bisognerebbe fondare un pensiero politico “
laterale” spostando il fuoco delle agende su alcuni assi condivisi, [l’istruzione - con meno briglie - ed il sistema della conoscenza - più esigente -, la memoria, la politica estera e quella energetica, la copertura sanitaria universale, la difesa della bellezza e poche altra cose]. Lasciando all'auto-organizzazione dal basso di produrre socialità, economia, modelli. Il personalismo scritto nella Costituzione Italiana questo elemento lo aveva già assunto. E parliamo di 60 anni fa e più. Ovvero la disintermediazione politica, che però stabilisce standard su cui esercitare un controllo questa volta esigito, non necessariamente né stupidamente punitivo, sanzionatorio.

Forse se si esce dal moralismo illibato di una certa retorica sinistrese
[peraltro e spesso ampiamente contraddetto dai comportamenti di cordata] si riprende il contatto con la realtà. Di base, come insegna il sindacalismo territoriale leghista [l’opportuna definizione è di Aldo Bonomi] che spacca l’euro in quattro, è attento alla qualità della spesa. Di visione, com’è accaduto con il moroteismo, capace di declinare i vizi italiani in cespiti, in asset nazionali. Non credo che Moro apprezzasse il carrierismo ed il gelido cinismo. Ma dovendosi confrontarsi con quelle leve, robustamente piantate nel corpaccione democristiano della terza generazione, ancora quale partito egemone, riusciva a scaricarlo verso politiche virtuose.

Oggi si assumono quei difetti - ancora più socialmente escludenti, volgari, talvolta abietti - sic et simpliciter, come un dato inamovibile ed irreversibile: e dove sarebbe lo spazio della politica e dei politici
?

Ed infine, nella medesima chiave, chi legge, a quale periodo della storia italiana [dagli enotri ai sanniti, o più indietro ancora e fino ad oggi] paragonerebbe la situazione italiana attuale
?


Link map: corruzione pari all'8% sul pil|classista|regolamenti|fumisterie|moroteismo|apologetica


6 luglio 2008

Anatomia del sondaggio scomparso

Berlusconi è, in questi giorni, nell'occhio del ciclone. Ma le polemiche non sembrano avere nuociuto alla popolarità del Cavaliere. I provvedimenti sul funzionamento della giustizia, che hanno suscitato così intense discussioni, hanno sortito infatti effetti diversi nell'elettorato. I votanti per il centrodestra — che costituiscono a tutt'oggi la netta maggioranza della popolazione — approvano nella loro grandissima parte l'operato del premier, anche in questa circostanza. Non solo: una quota consistente di costoro dichiara di simpatizzare ancor più di prima per il capo del governo e, talvolta, si sente immedesimata [in certi casi, solidale] con lui. Viceversa, all' interno dell'elettorato di centrosinistra sono emersi svariati dubbi e perplessità, sia nel merito delle proposte avanzate da Berlusconi, sia perché queste appaiono a molti finalizzate perlopiù a proteggere se stesso.

Renato Mannheimer
vs Ilvo Diamanti 

Tre mesi dopo le elezioni il Paese è tornato alla normalità triste degli ultimi anni. Sprofondato nella sfiduciaBerlusconi non ha fatto miracoli, neanche stavolta. D'altronde, a differenza del passato, in campagna elettorale non li aveva promessi. Né, probabilmente, gli elettori gli avrebbero creduto. Gli italiani non hanno votato per lui, il PdL e la Lega sulla “fiducia”. Ma per “sfiducia” nei suoi avversari. Nell'Unione che aveva governato, faticosamente, per neppure due anni. Tre mesi dopo il voto la nebbia è ripiombata e ha avvolto tutto e tutti. Veltroni e il Pd, che nelle stime elettorali scivola indietro. Ma anche Berlusconi e il governo. Verso il quale esprime fiducia il 44% degli elettori. Quindici punti in meno [ripetiamo: 15] rispetto al gradimento ottenuto dal deprecato governo Prodi esattamente due anni fa. Tre mesi dopo il voto, come oggi.

Repubblica.it ha rimosso analisi e mappa


Link map: lodo barabba|mannheimer|maginot|election day|diamanti|cleavage


28 giugno 2008

Morire di speranza

Appello promosso da:

Associazione Centro Astalli, Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Fondazione Migrantes, Caritas Italiana, ACLI.

[ click ]

Per 24 ore aggrappati alle gabbie dei tonni
 

Come in passato era accaduto a molti dei nostri migranti, anche oggi uomini e donne oltrepassano pericolosamente i confini dell’Europa, sperando di trovarvi rifugio e un avvenire per sé e per i propri cari.

 

Molti di loro provengono da paesi dell’Asia e dell’Africa e fuggono da gravi situazioni di diffusa insicurezza della vita. Li si chiama “clandestini” in maniera semplicistica e spesso non vediamo e non conosciamo il loro vissuto di dolore e di sofferenza, neghiamo loro la dignità, il rispetto e l’accoglienza che meritano. Molti entrano irregolarmente perché fuggono dalla guerra, dalla persecuzione, dalla corruzione, dalla fame, dalla sete, dalle catastrofi e gli è impossibile ottenere un visto regolare di ingresso.


La difficoltà crescente che trovano ad arrivare in Europa fa scegliere loro viaggi sempre più pericolosi, intrapresi per fuggire dalla terribile insicurezza dei loro paesi. Per questo tanti, sempre di più, muoiono, nei lunghi e pericolosi viaggi nel deserto, sulle montagne e nel mare. Solo nel Mediterraneo, dal 1 gennaio 1990 al 16 giugno 2008, si ha notizia che sono morti oltre 10.000 migranti.

 

Secondo stime accreditate altrettanti potrebbero essere periti durante il lungo viaggio prima dell’imbarco. Ancora due giorni fa, le cronache ci hanno raccontato di 40 morti e 100 dispersi nelle acque libiche di fronte alla Sicilia.


Come cristiani ci sentiamo interiormente lacerati di fronte a tanti morti, per lo più giovani, in cerca solo di una vita migliore. Ci sentiamo profondamente interpellati come cittadini italiani ed europei dalle drammatiche immagini di profughi attaccati, con tutte le loro forze, alle reti per la pesca dei tonni, nel tratto di mare che separa l’Africa dall’Italia.


Avvertiamo come una domanda ineludibile i volti di uomini, donne e bambini, stremati e segnati da vicende e viaggi terribili.

 

Chiediamo a tutti coloro che hanno responsabilità istituzionali e a tutti le persone di buona volontà di rendere possibile politiche di solidarietà, di accoglienza e di rispetto verso i richiedenti asilo e i migranti.

Chiediamo che venga attuata una politica lungimirante di cooperazione allo sviluppo, particolarmente verso l’Africa, che aiuti concretamente tanti giovani a rimanere nei loro paesi per contribuire al loro sviluppo.

 

Ci impegniamo a mantenere vivo nella nostra società uno spazio di umanità dove si possa riconoscere e accogliere questi uomini e queste donne come fratelli e sorelle.

 

Roma, 19 giugno 2008


Il Papa continua a tacere. E s'intrattiene amabilmente col Sindaco di Roma. Che plaude alle leggi razziali a protezione dei bambini soggetti a schedatura etnica.

Link map: selasonocercata|bXVI|tonnati|altritalia|polizia etnica|bIV|gmr08|appello|linea della fermezza


27 giugno 2008

Pollice verso

Il ministro dell’Interno Roberto Maroni tira dritto sull’idea di raccogliere le impronte digitali anche dei minorenni ‘nomadi’. Un’iniziativa gradita al sindaco di Milano, ma non all’Unicef, al Garante della Privacy ed alla Costituzione italiana. “Io voglio affermare i diritti dell'infanzia di vivere in condizioni di vita normale. Per fare questo... occorre identificare tutti i minori, anche prendendo le impronte digitali”.

Lo ribadisce in giornata il ministro dell’Interno Roberto Maroni durante l’assemblea programmatica dei sindaci italiani. Un’iniziativa condivisa da i due primi cittadini di Roma e Milano, i quali si dicono favorevoli ad una misura finalizzata alla “tutela dei bambini”. Ma la dichiarazione odierna del ministro, omette un piccolo particolare che in realtà fa la differenza: l’identificazione ditutti i minorisi riferisce solo a quelli di etnia Rom.

[ clicca sulle immagini ]
 

“L’esigenza di futuro non è mai clandestina”. Queste parole del card. Renato Martino, presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, hanno risuonato ieri nella basilica di Santa Maria in Trastevere, gremita per la veglia di preghiera in ricordo di quanti hanno perso la vita nei pericolosi percorsi dell’immigrazione.

Fratelli e sorelle,

questa sera, insieme ed in comunione con i cristiani di ogni confessione, vogliamo raccoglierci in preghiera e chiedere al Signore di donarci la sua stessa
compassione.

Facciamo infatti memoria di tutte le donne, gli uomini, i bambini, che fuggendo dalla guerra, dal terrorismo, dalla fame e dalla malattia, hanno abbandonato la loro terra, e sono
morti mentre cercavano un approdo di salvezza in Europa.

Che la loro memoria, illuminata dalla forza del Vangelo, ci aiuti a vincere in Cristo ogni durezza, e sostenuti dallo Spirito, possiamo domandare al Padre l’
intelligenza dellamore. Da ora e nel tempo che viene.

Amen
.

Obama andò oltre, per dimostrare l’infondatezza dell’interpretazione letterale della Bibbia che distingue proprio i fondamentalisti cristiani.  


Link map
 polizia etnica|dazebao|morire di speranza|geremia|io chiedo scusa|indici di democrazia


15 giugno 2008

Il peso dei "nordisti"

[ click ] 

Quando si mette troppo a fuoco l’emigrazione rumena…

I "nordisti", coloro che si riconoscono, anzitutto nel Nord, hanno un profilo sociale e orientamenti politici e di valore piuttosto netti e definiti. Pesano di più fra i piccoli imprenditori, i lavoratori autonomi, i dipendenti del privato. Risiedono, in prevalenza, nei comuni medi e piccoli.

Sono più spaventati rispetto al resto della popolazione [il 63% di essi ritiene cresciuta la criminalità, in ambito locale, mentre la media generale è del 53%]. Non si fidano della giustizia e dei magistrati. Per cui sono favorevoli a pratiche di controllo dell'ordine pubblico fai-da-te, come le ronde [approvato dal 63% di essi]. Vedono il futuro incerto, diffidano degli altri.

Sono pervasi da una diffusa sfiducia nelle istituzioni dello Stato, ma anche - ancor più - nella Ue. Mentre confidano maggiormente nei governi locali: Comuni e Regioni. Percepiscono e riproducono un elevato grado di ostilità nei confronti del Mezzogiorno [dove, anche per reazione, è molto cresciuto il peso dell'identità meridionale].

Politicamente, sono prevalentemente di centrodestra. Il peso elettorale del Pdl è superiore alla media. Quello della Lega: triplo. Quello del Pd: la metà. Per contro, hanno attese economiche positive. In altri termini: economicamente solidi, socialmente insicuri. E diffidenti: delle istituzioni, ma anche degli altri.

Tuttavia, il nordismo non appare una sindrome anti-italiana. Il 22% di coloro che scelgono il Nord come primo riferimento territoriale indicano per secondo l'Italia. Ancora: il 64% di essi ha molta fiducia nel Presidente della Repubblica, Napolitano. Un dato minore rispetto alla popolazione totale [dove ha raggiunto livelli "ciampiani", superando il 70%]. Ma, comunque, molto elevato.

Link map: emigrazione a fuoco|peso|babele|under pressure


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permalink | inviato da Ethos il 15/6/2008 alle 9:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


8 giugno 2008

II. Le scrivo, cara signora, per chiederLe scusa

[ clicca sulle immagini ]
 
La logica del capro espiatorio – alimentata anche da un uso irresponsabile di parole e immagini, da un'informazione a volte pronta a fomentare odi e paure – funziona così.

2 di 2 Io chiedo scusa | continua

Cara signora*,

la storia ci ha insegnato che dalla legittima persecuzione del reato si può facilmente passare, se viene meno la giustizia e la razionalità, alla criminalizzazione del popolo, della condizione esistenziale, dell'idea: ebrei, omosessuali, nomadi, dissidenti politici l'hanno provato sulla loro pelle.
Lo ripeto, non si tratta di “giustificare” il crimine, ma di avere il coraggio di riconoscere che chi vive ai margini, senza opportunità, è più incline a commettere reati rispetto a chi invece è integrato.
E di non dimenticare quelle forme molto diffuse d'illegalità che non suscitano uguale allarme sociale perché "depenalizzate" nelle coscienze di chi le pratica, frutto di un individualismo insofferente ormai a regole e limiti di sorta.

Infine di fare attenzione a tutti gli interessi in gioco: la lotta al crimine, quando scivola nella demagogia e nella semplificazione, in certi territori può trovare sostenitori perfino in esponenti della criminalità organizzata, che distolgono così l'attenzione delle forze dell'ordine e continuano più indisturbati nei loro affari.

Vorrei però anche darLe un segno di speranza.

Mi creda, sono tante le persone che ogni giorno, nel “sociale”, nella politica, nella amministrazione delle città, si sporcano le mani. Tanti i gruppi e le associazioni che con fatica e determinazione cercano di dimostrare che un'altra sicurezza è possibile.
Che dove si costruisce accoglienza, dove le persone si sentono riconosciute, per ciò stesso vogliono assumersi doveri e responsabilità, vogliono partecipare da cittadini alla vita comune.

La legalità, che è necessaria, deve fondarsi sulla prossimità e sulla giustizia sociale.
Chiedere agli altri di rispettare una legge senza averli messi prima in condizione di diventare cittadini, è prendere in giro gli altri e noi stessi.
E il ventilato proposito di istituire un “reato d'immigrazione clandestina” nasce proprio da questo mix di cinismo e ipocrisia: invece di limitare la clandestinità la aumenterà, aumentando di conseguenza sofferenza, tendenza a delinquere, paure.

Gianfalco [Diarioacido] Ormai lo dicono anche gli zingari: ci vuole più sicurezza…

Un'ultima cosa vorrei dirLe, cara signora.

Mi auguro che questa foto che La ritrae insieme ai Suoi cari possa scuotere almeno un po' le nostre coscienze.
Servire a guardarci dentro e chiederci se davvero questa è la direzione in cui vogliamo andare. Stimolare quei sentimenti di attenzione, sollecitudine, immedesimazione, che molti italiani, mi creda – anche per essere stati figli e nipoti di migranti – continuano a nutrire.

La abbraccio, dovunque Lei sia in questo momento, con Suo marito e le Sue bambine.
E mi permetto di dirLe che lo faccio anche a nome dei tanti che credono e s'impegnano per un mondo più giusto e più umano.

Luigi Ciotti*
Presidente del Gruppo Abele e di
Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie
 

Link map: episcopato sbiadito|don ciotti|paure|ponticelli|tube|oltre  700 nomi|io chiedo scusa


7 giugno 2008

I. Le scrivo, cara signora, per chiederLe scusa

[ clicca sulle immagini ]

E' cambiato il clima, dunque. Anche fuori dal Palazzo. Nella società. Solo che, qui, è peggiorato. Si è deteriorato, drammatizzato. Incarognito. Lo "spirito animale" che in passato aveva pervaso e attraversato il mercato, le imprese, l'economia, generando innovazione e sviluppo - per quanto disordinato - oggi si è trasferito nei comportamenti sociali. Sul territorio. Dove sentimenti a lungo repressi esplodono, senza freni inibitori.


Cara signora
*,

ho visto questa mattina, sulle prime pagine di molti quotidiani, una foto che La ritrae. Accovacciata su un furgoncino aperto, scassato, uno scialle attorno alla testa. Dietro di Lei si intravedono due bambine, una più grande, con gli occhi sbarrati, spaventati, e l'altra, piccola, che ha invece gli occhi chiusi: immagino le sue due figlie. Accanto a Lei la figura di un uomo, di spalle: suo marito, presumo. Nel suo volto, signora, si legge un'espressione di imbarazzo misto a rassegnazione. Vi stanno portando via da Ponticelli, zona orientale di Napoli, dove il campo in cui abitavate è stato incendiato. Sul retro di quel furgoncino male in arnese – reti da materasso a fare da sponda – una scritta: "ferrovecchi".

Le scrivo, cara signora, per chiederLe scusa.

Conosco il suo popolo, le sue storie.
Proprio di recente, nei dintorni di Torino, ho incontrato una vostra comunità: quanta sofferenza, ma anche quanta umanità e dignità in quei volti.

Nel nostro paese si parla tanto, da anni ormai, di sicurezza.
E' un'esigenza sacrosanta, la sicurezza.
Il bisogno di sicurezza ce lo abbiamo tutti, è trasversale, appartiene a ogni essere umano, a ogni comunità, a ogni popolo. E' il bisogno di sentirci rispettati, protetti, amati. Il bisogno di vivere in pace, di incontrare disponibilità e collaborazione nel nostro prossimo.

Per tutelare questo bisogno ogni comunità, anche la vostra, ha deciso di dotarsi di una serie di regole. Ha stabilito dei patti di convivenza, deciso quello che era lecito fare e quello che non era lecito, perché danneggiava questo bene comune nel quale ognuno poteva riconoscersi.
Chi trasgrediva la regola veniva punito, a volte con la perdita della libertà. Ma anche quella punizione, la peggiore per un uomo – essendo la libertà il bene più prezioso, e voi da popolo nomade lo sapete bene – doveva servire per reintegrare nella comunità, per riaccogliere.

Il segno della civiltà è anche quello di una giustizia che punisce il trasgressore non per vendicarsi ma per accompagnarlo, attraverso la pena, a un cambiamento, a una crescita, a una presa di coscienza.

Da molto tempo questa concezione della sicurezza sta franando.
Sta franando di fronte alle paure della gente.
Paure provocate dall'insicurezza economica che riguarda un numero sempre maggiore di persone – e dalla presenza nelle nostre città di volti e storie che l'insicurezza economica la vivono già tragicamente come povertà e sradicamento, e che hanno dovuto lasciare i loro paesi proprio nella speranza di una vita migliore.

Così si scatenano aggressioni a campi nomadi. Bruciati anche dopo essere stati evacuati. Così comitati cittadini - o sedicenti tali - si mobilitano contro la costruzione di villaggi destinati alla residenza di nomadi. Mentre monta l'ostilità nei confronti degli immigrati - soprattutto se irregolari oppure clandestini. Un sentimento magari comprensibile, ma nuovo per intensità.

Cercherò, cara signora, di spiegarmi con un'immagine.

E' come se ci sentissimo tutti su una nave in balia delle onde, e sapendo che il numero delle scialuppe è limitato, il rischio di affondare ci fa percepire il nostro prossimo come un concorrente, uno che potrebbe salvarsi al nostro posto.
La reazione è allora di scacciare dalla nave quelli considerati “di troppo”, e pazienza se sono quasi sempre i più vulnerabili.
La logica del capro espiatorio – alimentata anche da un uso irresponsabile di parole e immagini, da un'informazione a volte pronta a fomentare odi e paure – funziona così.

Ci si accanisce su chi sta sotto di noi, su chi è più indifeso, senza capire che questa è una logica suicida che potrebbe trasformare noi stessi un giorno in vittime.

Vivo con grande preoccupazione questo stato di cose.

Luigi Ciotti*
Presidente del Gruppo Abele e di Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie


1 di 2 Io chiedo scusa | continua

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per comprendere i suoi obiettivi privati


War is peace
La guerra è pace

Freedom is slavery
La libertà è schiavitù

Ignorance is strenght
L'ignoranza è forza



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La société du spectacle par Guy E. Debord


Secondo la definizione di Leonardo Boff, in Ethos mondiale

EGA 2000 ISBN 88-7670-394-2, €11,36:

Per ethos intendiamo l’insieme delle aspirazioni, dei valori e dei principi, che orienteranno le relazioni umane nei confronti della natura, della società, delle alterità, di se stessi e del senso trascendente dell’esistenza, Dio.



Si vis pacem para pacem

 

Questo blog è gemellato con Devarim [in ebraico Devarim sono le parole, o le cose].
La lettera ebraica che abbiamo insieme scelto per illustrare questo spazio in comune è bet
,la stessa che dà inizio al libro di Bereshit,in principio, il primo dei cinque che compongono la Torah [corrispondente al nostro libro della Genesi].



Ascolta radiofulmini

E fa zapping con Tv [spenta] med vridbar skärm, Luma, 1959 digitaladoptive


I blogleanno:

15 marzo 2005 | 15 marzo 2006


Il BIP®™ countdown è scaduto

Al 10 aprile 2006, ore 15:00, mancavano:
giorni
ore
minuti
secondi

Countdown memories   

- 14 y Del fisco me ne infischio [i numeri veri]

- 13 y Rottamazione [in]costituzionale [christians]

- 12 y Verso il Partito Democratico [di m. cacciari]

-  11 y La sconfitta [nella palude mediorientale]

- 10 y Impoverimento [la tassa occulta]

- 9 y Quote rosa [non è un pesce d’aprile]

- 8 y Mai, mai, mai! [Totus tuus ego sum Maria]

- 7 y Punta Perotti [lo spartiacque]

6 y sso ccontento…! [il ri-epilogo]

- 5 y Favole greche e leggende metropolitane [ici]

4 y Anche i ricchi piangono [o dei rovesci]

3 y Un giudice  [Fabrizio De Andrè, amico fragile]

- 2 y Per interesse  [contro il declino]

-  1 y La nomination [BIP® brother] 

0 y  L'identità mediale degli italiani [BIP® exit]


Questo blog aderiva alla campagna
"Salviamo la Costituzione. Aggiornarla non demolirla".

Contro la sottrazione di democrazia tentata dal governo dei pre-potenti.



Infopoint

La posta in gioco

Si sceglieva tra 2 modelli*:

il sistema che accoglie l'individuo,
non privo di limiti;

l'individualismo che rigetta la relazione
tra gli individui, la nega ideologicamente,
privilegiando la soluzione asociale.

Io scelgo e voto per una società che
sa trarre forza dagli individui
per costruire il sistema e lo scudo,
anche per i più deboli
, gli ultimi,
i meno muniti e più sprovveduti,
che non possono rimanere ostaggi,
in balia dei rapporti di forza
economici o politici;
e non delega la salvezza all'uomo, della provvidenza



banditore [ in un film già visto ].

*ma l'Unione non lo aveva capito.






[ charis community ]

FENICOTTERO SNODATO Un'esemplare di fenicottero rosa si accarezza compiaciuto il collo allo zoo di Francoforte in Germania (Frank May /Epa)

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