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Ethos
l' Uomo in bianco e nero


Diario


8 settembre 2009

Bongiorno, Mike

Certo qualcosa di latamente autobiografico c’è, se il personaggio in questione nasceva il tuo stesso giorno. Come se quella scansione temporale ti rendesse più vicino. E Mike, anche di più l’ultimo - quello che si divertiva a fare la spalla di Fiorello essendo un gigante dell’immaginario televisivo nostrano -, ormai leggero degli anni che lo incalzavano, suggeriva l’empatia propria di un familiare ricordo sullo sfondo d’una vita.


È morto Mike Bongiorno. Il presentatore, nato a New York il 26 maggio 1924, è stato colto da infarto intorno a mezzogiorno mentre si trovava a Montecarlo. Nulla faceva presagire la morte del popolare conduttore televisvo che, proprio ieri mattina, era partito da Milano per trascorrere un breve periodo di vacanza, prima di tuffarsi nella nuova avventura televisiva: un quiz su Sky - Riskytutto - che avrebbe parodiato la fortunata serie del Rischiatutto.

Il re del tele-quiz, il conduttore che ha tenuto a battesimo la tv italiana, prima quella pubblica poi quella commerciale, è stato premiato oltre venti volte con il Telegatto, ha presentato undici festival di Sanremo, a partire dal '63 e fino al '97 quando formò la strana coppia con Piero Chiambretti. E, nonostante la lunga carriera Fininvest, è sempre rimasto inevitabilmente legato alla Rai, ove è stato protagonista incontrastato del giovedì sera per 25 anni.




Link map
: 26 maggio|portrait


2 settembre 2009

The Usual Suspects

Io non ho ancora letto le parole di Berlusconi - dichiara Giuseppe Tornatore - ma ridurre Baarìa a questo episodio è sbagliato, è una bugia.

[
 Twitter è una forma di microblogging, per un testo massimo pari a 140 caratteri ]


18 maggio 2009

Caro D[i]ario

[ Il post è pubblicato per la rubrica Apologetica del sito-rivista fulminiesaette.it ]

Come si nota dall'immagine, non è mai stato molto preso dalla passione per i buoni capi di abbigliamento, Dario Franceschini

In serata ospite all’Infedele, di Gad Lerner, Dario Franceschini è sempre stato il migliore: della sua generazione di giovani dc della sinistra del partito. Quella che nel 1984 lo cooptava nella direzione nazionale, in congressi pagati dal segretario amministrativo in amene località ed alberghi a più stelle. Lanciano, quell’anno. Nella sua scia c’erano Enrico Letta, Lapo Pistelli, più giovani di lui. E Renzo Lusetti, scelto da un Mastella dominus per procura demitiana a sbrigare le faccende dei giovani che non riuscivano a trovare un delegato nazionale, epigono minore del segretario nazionale. Ovviamente Dario era una spanna sopra Renzo. Ed i congressi erano feroci. Angelo Belmonte - oggi vicedirettore del tg3, seguì proprio quello, da inviato rai.

Certo i ricordi possono caricarsi di impressioni sopraggiunte, ma essendoci a quel congresso ed a svariati successivi, ricevevo la netta sensazione di un ragazzo appassionato e colto. Cresciuto nell’Emilia che più rossa non si poteva. Quindi all’opposizione, in un partito che si confondeva con lo Stato, oltre che con lo status quo.

Mi sorprende che sia emerso alla visibilità pubblica nazionale solo di recente, considerando che un suo coetaneo di circa 3 anni più giovane è il Presidente degli Stati Uniti d’America. Peraltro primo inquilino di colore ad essere introdotto nella più complicata plancia di comando al mondo, durante la più pesante crisi sistemica dal 1929 in avanti: cinquantenne abbondante lui, meno che quarantottenne Obama.

Pertanto che provi disperatamente a rimettere in asse la navigazione priva di bussola del pd veltroniano non mi sorprende. È efficace nel trovare sempre la malta a presa rapida per attaccare alle proprie inadeguatezze il premier più amato dagli italiani [a suo dire, ma si sa che Silvio Berlusconi è inguaribilmente bugiardo]. E risalendo il fiume controcorrente, nella stessa condizione conosciuta da giovane politico in erba: in territorio ostile, presidiato da supermaggioranze assembleari avverse e meccanismi decisionali ipergerarchici, per non dire direttoriali. E senza nemmeno la parvenza dell’assemblearismo da comitato centrale di matrice comunista: qualcosa che, in termini di processo, poteva somigliare ad una forma di democrazia dal basso o partecipativa.

Un uomo potentissimo, in termini di rapporti di forza e mezzi, almeno quanto inadeguato al ruolo. Che infatti non è capace di assumere fino in fondo. Cioè con responsabilità pubblica. Democristiano atipico ma assolutamente dotato di fauci acuminate, Dario Franceschini realizza ed eserciterà una pressione costante sul premier, utilizzando una tecnica di comunicazione nuova di zecca: non disponendo di fuoco sufficiente, ne preleva dall’avversario rifrangendolo sul suo corpo stanco. L’artefatto si chiama specchio ustorio e la sua tecnologia si deve ad un geniale stratega non militare vissuto durante il iii secolo a.c., Archimede di Siracusa detto pitagorico. Storia antica.

Che scalfisca l’intoccabilità carismatica berlusconiana, è probabile. Che sia anche efficace, da dimostrare. Che sia nelle corde di Dario, nel suo stile apparentemente impulsivo, è certo.


18 marzo 2009

Imposizione indiretta

No, a me non piace quello che faccio - replica il Cavaliere -. Lo faccio solo per senso di responsabilità. Mi fa schifo quello che faccio. Sono disperato....



Nel pieno della crisi peggiore degli ultimi settant'anni, Silvio Berlusconi predica ottimismo: Nessun dramma. Effettivamente il Cavaliere ha le sue ragioni per vedere rosa. Il gruppo del presidente del Consiglio può vantarsi di essere riuscito ad aumentare [di poco] la raccolta pubblicitaria [pari a 3 miliardi e 35 milioni di euro] nel 2008. Lo dicono le stime di Nielsen Media che L'espresso pubblica in esclusiva. Secondo questi dati, anche nell'anno in corso la corazzata Mediaset reggerà l'onda della recessione meglio dei competitori. Nonostante l'Auditel in ribasso e la crescita del concorrente Sky, la concessionaria Publitalia, guidata da Giuliano Adreani, riesce ancora a condire di spot i programmi delle reti guidate da Piersilvio Berlusconi e Fedele Confalonieri.

I grandi clienti, come Wind,
Infostrada, Barilla, Telecom Italia e Fiat non resistono all'appeal delle reti Fininvest. Nel primo anno del governo Berlusconi i primi 15 inserzionisti del nostro mercato hanno aumentato i loro investimenti su Mediaset di 30 milioni di euro mentre la Rai è rimasta al palo. Eppure le reti Mediaset hanno perso telespettatori sia nel prime time che nell'intera giornata.

Proprio quando Mediaset perde colpi, più della Rai, il gruppo del presidente del Consiglio aumenta le quote di pubblicità rispetto a viale Mazzini e agli altri media. La stessa situazione si pose nel 2002 e allora l'opposizione, sulla base di stime parziali, gridò al conflitto di interessi. L'espresso ha provato a ricostruire l'andamento della raccolta pubblicitaria per capire se davvero le aziende del presidente del Consiglio hanno beneficiato di una particolare attenzione delle imprese.

Nessun dramma. Nessun dorma, nda.


31 ottobre 2008

Parodia d'un rottame


Finto quasi quanto l’originale.


Link map
: imposizione indiretta|cambia canale|exclusive clubs|tv[b] spazzatura


2 maggio 2008

Il triangolo no, non l'avevo considerato

Cari amici,

come vi accennavo Petruccioli mi ha scritto indignato per il mio intervento da Santoro su Biagi. E' il primo segnale che arriva dalla rai dal 2003 quando soppressero Raiot. In attesa di essere autorizzata a pubblicare la sua sul blog (noi siamo personcine corrette) vi faccio leggere la mia risposta. Un grande abbraccio a tutti sempre. Sta mattina vado a vedere la conf stampa della presentazione dei giovani del PD.

Sabina Guzzanti


"Per la mia funzione e personalmente faccio ammenda e prendo impegno, nell'ambito delle mie responsabilità, a fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi''. Queste le prime parole del presidente della Rai. ''Ieri sera - prosegue - Michele Santoro ha di nuovo messo il servizio pubblico radiotelevisivo a disposizione di Beppe Grillo; il quale ha rivolto insulti inconcepibili al Presidente della Repubblica, oltreché a una personalità universalmente stimata come il professor Umberto Veronesi''.

Conseguenza: ''Il danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono al servizio pubblico da questi episodi sono incalcolabili", visto "l'appalto, di fatto, della tv pubblica a terzi [che si riferisca a Mediaset? nda] che ne fanno un uso arbitrario e indecente. Chi è responsabile di un programma non lo è solo per quanto dice personalmente, ma per tutto quel che avviene, non ci sono zone franche''.


Link map
: guzzanti|annozero|raiset in morte di karol wojtyla|zero in condotta


10 aprile 2008

Fade | dissolvenza

Come per un effetto di dissolvenza, quando è in difficoltà Berlusconi inventa una lite, la prende per le lunghe e riorganizza le truppe.

Così nei procedimenti penali a suo carico [fino a legificare la propria uscita dai processi]. Così quando le banche chiedevano i rientri all'epilogo tragicomico della stagione craxiana. Così oggi che gli anni cominciano a sentirsi, il messaggio è ripetuto
ossessivamente [complice il dominio televisivo], la coalizione che lo sostiene è di fatto ostaggio della Lega [niente di nuovo] e tutto sa di deja vu.




[ click ]

Non un guizzo, non una speranza. Solo teatralità scadente da ballerina di fila. 

Link map
: fade|fattore mangano
|scheletri nell'armadio|brutale coerenza|mediaset|gianfalco|deja vu|pecunia non olet|napolitano


25 gennaio 2008

Ossimori | La libertà

L’assaggino [e per Sortino gesto carino]

[ click ]

Tideland. Il mondo capovolto.

NAPOLI – Cinque anni di prigione per chi le ordina, cinque per chi le esegue e due milioni di multa per chi le usa. E' questa la ricetta di Silvio Berlusconi per le intercettazioni concepite al di fuori della triade terrorismo, mafia e camorra. Non emetteremo mai una legge o un provvedimento - ha detto Berlusconi da Napoli, ospite della convention Italiani nel mondo del senatore Sergio De Gregorio - che possa ridurre anche di un briciolo la libertà dei cittadini e quella sulle intercettazioni sarà la prima legge che approveremo.

Il caso Mastella non ha soltanto effetti politici
. Oltre alla crisi di governo provoca anche la rottura tra Alessandro Sortino, uno degli storici inviati delle Iene, e Mediaset. L'azienda impedisce la messa in onda questa sera del mio servizio sul viaggio a Ceppaloni con il mio scambio con il figlio del ministro Mastella, Elio”, denuncia Sortino che polemicamente annuncia: Lascio le Iene. Il capoautore del programma di Italia1, Davide Parenti, aveva annunciato la messa in onda integrale del filmato, già al centro di polemiche nei giorni scorsi e in parte disponibile su internet.

Sono stato diffamato dal figlio di un ministro e da un ministro - insiste Sortino - e la mia azienda non mi permette di dirlo. Non ci sono più le condizioni per fare le Iene, cioè la libertà e la leggerezza.

Link mapossimoro|tideland|u'purclluzz|censura|gaber

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La libertà è schiavitù

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La société du spectacle par Guy E. Debord


Secondo la definizione di Leonardo Boff, in Ethos mondiale

EGA 2000 ISBN 88-7670-394-2, €11,36:

Per ethos intendiamo l’insieme delle aspirazioni, dei valori e dei principi, che orienteranno le relazioni umane nei confronti della natura, della società, delle alterità, di se stessi e del senso trascendente dell’esistenza, Dio.



Si vis pacem para pacem

 

Questo blog è gemellato con Devarim [in ebraico Devarim sono le parole, o le cose].
La lettera ebraica che abbiamo insieme scelto per illustrare questo spazio in comune è bet
,la stessa che dà inizio al libro di Bereshit,in principio, il primo dei cinque che compongono la Torah [corrispondente al nostro libro della Genesi].



Ascolta radiofulmini

E fa zapping con Tv [spenta] med vridbar skärm, Luma, 1959 digitaladoptive


I blogleanno:

15 marzo 2005 | 15 marzo 2006


Il BIP®™ countdown è scaduto

Al 10 aprile 2006, ore 15:00, mancavano:
giorni
ore
minuti
secondi

Countdown memories   

- 14 y Del fisco me ne infischio [i numeri veri]

- 13 y Rottamazione [in]costituzionale [christians]

- 12 y Verso il Partito Democratico [di m. cacciari]

-  11 y La sconfitta [nella palude mediorientale]

- 10 y Impoverimento [la tassa occulta]

- 9 y Quote rosa [non è un pesce d’aprile]

- 8 y Mai, mai, mai! [Totus tuus ego sum Maria]

- 7 y Punta Perotti [lo spartiacque]

6 y sso ccontento…! [il ri-epilogo]

- 5 y Favole greche e leggende metropolitane [ici]

4 y Anche i ricchi piangono [o dei rovesci]

3 y Un giudice  [Fabrizio De Andrè, amico fragile]

- 2 y Per interesse  [contro il declino]

-  1 y La nomination [BIP® brother] 

0 y  L'identità mediale degli italiani [BIP® exit]


Questo blog aderiva alla campagna
"Salviamo la Costituzione. Aggiornarla non demolirla".

Contro la sottrazione di democrazia tentata dal governo dei pre-potenti.



Infopoint

La posta in gioco

Si sceglieva tra 2 modelli*:

il sistema che accoglie l'individuo,
non privo di limiti;

l'individualismo che rigetta la relazione
tra gli individui, la nega ideologicamente,
privilegiando la soluzione asociale.

Io scelgo e voto per una società che
sa trarre forza dagli individui
per costruire il sistema e lo scudo,
anche per i più deboli
, gli ultimi,
i meno muniti e più sprovveduti,
che non possono rimanere ostaggi,
in balia dei rapporti di forza
economici o politici;
e non delega la salvezza all'uomo, della provvidenza



banditore [ in un film già visto ].

*ma l'Unione non lo aveva capito.






[ charis community ]

FENICOTTERO SNODATO Un'esemplare di fenicottero rosa si accarezza compiaciuto il collo allo zoo di Francoforte in Germania (Frank May /Epa)

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