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l' Uomo in bianco e nero


Diario


26 settembre 2009

Un cavallo! Un cavallo! Il mio regno per un cavallo!

[ click | ”Vittorio Mangano fu assunto nella tenuta di Arcore di Silvio Berlusconi per coltivare interessi diversi da quelli per i quali fu ufficialmente chiamato da Palermo fino in Brianza. Così il Procuratore generale Antonino Gatto entra subito nel vivo della requisitoria del processo di secondo grado in cui il senatore Marcello dell'Utri - Pdl - è imputato di concorso esterno in associazione mafiosa. Il parlamentare è stato condannato in primo grado a nove anni di carcere ]

Marcello Dell'Utri, giovedì scorso all'apertuta del ciclo di conferenze 2009-2010 organizzato da Casapound - il centro sociale neofascista all'Esquilino, a Roma - legge i diari attribuiti a Benito Mussolini. Quei documenti, giudicati falsi da molti storici, sarebbero stati scritti dal duce dal 1935 al '39.

Con Vittorio Mangano - nato a Palermo il 18 agosto 1940 e morto a Palermo il 23 luglio del 2000 - Marcello Dell'Utri è stato trascinato nell'arena siciliana, è stato processato, è stato condannato. Tutto per un cavallo. Un cavallo che - per i poliziotti - non era un vero cavallo: era una partita di droga. Il racconto è di Francesco Di Carlo, un boss della droga: «In un ufficio non molto distante dal centro di Milano ci accolse Dell'Utri. Dopo quindici minuti venne Silvio Berlusconi. A quella riunione eravamo presenti: io, Tanino Cinà [conosciuto da quando Dell'Utri era presidente della squadra di calcio della Bacigalupo, ndr], Mimmo Teresi, Stefano Bontate, Marcello Dell'Utri e Silvio Berlusconi». Il boss ricorda anche come finì la riunione: «Berlusconi disse che era a nostra disposizione per qualsiasi cosa, e allora anche Bontate gli rispose nello stesso modo».

Se i padrini salgono a Milano, Marcello Dell'Utri torna a Palermo. È nel suo ambiente,
conosce. Frequenta Pino Albanese della famiglia di Malaspina. E poi Giovanni Citarda detto Gioia mia. Tutti e due sono legatissimi a Stefano Bontate, il capo dei capi che ha voluto Vittorio Mangano ad Arcore. Spiegherà qualche anno dopo il pentito Salvatore Cancemi: «Il rapporto fra Mangano e Dell'Utri era strettissimo. Mangano in pratica usava Dell'Utri e gli poteva chiedere qualsiasi cosa: per esempio Mangano mi disse che nella tenuta nella disponibilità di Dell'Utri furono nascosti anche latitanti… i fratelli Grado».

Quando lo
stalliere è morto, il senatore l'ha pianto: «E' morto per causa mia. Era ammalato di cancro, è stato ripetutamente invitato a fare dichiarazioni contro di me e Berlusconi. Se lo avesse fatto, l'avrebbero scarcerato con lauti premi e si sarebbe salvato. È un eroe, a modo suo». Sulla sua lapide, i figli dello stalliere hanno fatto scrivere: Hai dato un valore alla storia degli uomini non barattando la dignità per la libertà

Link map: dell'utreide|fattore mangano|nuove cronache
|paolo borsellino|associazione mafiosa|peppino impastato|riccardo III|oltre 700 nomi di vittime di mafia


2 giugno 2009

Festa della Repubblica [4 novembre 2007 | 2 giugno 2009]

Per il bene la stupidità è un nemico piu pericoloso della malvagità. Contro il male è possibile protestare, ci si può compromettere, in caso di necessità è possibile opporsi con la forza; il male porta sempre con sé il germe dell'autodissoluzione, perché dietro di sé nell'uomo lascia almeno un senso di malessere. Ma contro la stupidità non abbiamo difese. Qui non si può ottenere nulla, né con proteste, né con la forza; le motivazioni non servono a niente.

Ai fatti che sono in contraddizione con i pregiudizi personali semplicemente non si deve credere - in questi casi lo stupido addirittura scettico - e quando sia impossibile sfuggire ad essi, possono essere messi semplicemente da parte come casi irrilevanti. Nel far questo lo stupido, a differenza del malvagio, si sente completamente soddisfatto di sé: anzi, diventa addirittura pericoloso, perché con facilità passa rabbiosamente all'attacco. Perciò è necessario essere più guardinghi nei confronti dello stupido che del malvagio. Non tenteremo mai più di persuadere con argomentazioni lo stupido: è una cosa senza senso e pericolosa. Se vogliamo trovare il modo di spuntarla con la stupidità, dobbiamo cercare di conoscerne l'essenza. Una cosa certa è certa, che si tratta essenzialmente di un difetto che interessa non l'intelletto ma l'umanità di una persona.

[ click Dietrich Bonhoeffer, pastore e teologo luterano impiccato nel campo di concentramento di Flossenbürg il 9 aprile 1945, all'epilogo del regime nazista in rotta, avvertiva sull’insidiosa natura, pregiudiziale e pregiudizievole, della stupidità. Abbozzando il metodo per fronteggiarla: indagandone lessenza si cita dal suo: Della stupidità ]

Il fatto che lo stupido sia spesso testardo non deve ingannare sulla sua mancanza di indipendenza. Parlandogli ci si accorge addirittura che non si ha a che fare direttamente con lui, con lui personalmente ma con slogan, motti ecc. da cui egli è dominato. È ammaliato, accecato, vittima di un abuso e di un trattamento pervertito che coinvolge la sua stessa persona. Trasformatosi in uno strumento senza volontà, lo stupido sarà capace di qualsiasi malvagità, essendo contemporaneamente incapace di riconoscerla come tale.

Chi di voi vuole un esempio di quello che sta succedendo in
Lombardia con la mafia in grande spolvero può leggere una intervista a un giovane regista e attore del lodigiano pubblicata questa settimana da L’Espresso. È un ragazzo che praticamente vive sotto scorta da qualche mese perché ha osato mettere in scena uno spettacolo sui pizzini di Provenzano, uno spettacolo satirico e evidentemente mettere in scena uno spettacolo satirico sui pizzini di Provenzano a Lodi, è altrettanto pericoloso come farlo a Corleone. Tant’è che questo ragazzo ha avuto le gomme della macchina tagliate, ha avuto delle bare disegnate sulla porta di casa e adesso vive sotto scorta: a Lodi, non a Corleone!

Ma non bisogna parlarne perché altrimenti poi oltre a infangare il buon nome di Milano si infanga anche il buon nome di Lodi e non sia mai: lodi a Lodi bisognerebbe dire così!

Un’altra notizia scomparsa, questa veramente non l’ha data nessuno, riguarda una indagine aperta dalla Procura di Palermo e che ha portato addirittura l’altro giorno a una raffica di arresti [una ventina] di persone, diciamo manovalanza, capetti e capoccia della mafia che si dedicavano naturalmente alle loro attività preferite: da un lato il pizzo, dall’altro il sostegno ai detenuti mafiosi perché non parlino e dall’altro ancora alla compravendita di voti con politici. Uno si chiama
Antonino Caruso, è stato arrestato perché è accusato di essere un membro del clan mafioso dellArenella a Palermo, di essere in affari illeciti con il clan del quartiere di Resottana, impegnatissimo nel pizzo e cioè nelle estorsioni, nel sostegno ai detenuti mafiosi e nel voto di scambio.

Questo signore dentro la sua macchina non sapendo che c’è una cimice nascosta sotto il sedile, il
4 novembre 2007 - stiamo parlando di un anno e mezzo fa, roba freschissima - parla, ripeto dentro la sua autovettura, con un certo Letterio Ruvolo che è il suo braccio destra e anche lui membro, così dice l’accusa, del clan della Arenella molto esperto nella riscossione del pizzo. I due parlano di tante cose e parlano anche di politica, è il 4 novembre 2007, cosa succede il 4 novembre 2007 ?

Siamo ancora sotto il governo Prodi che sta per cadere nel gennaio poi del 2008,
il Caruso - scrive il giudice nell’ordinanza di custodia - iniziava l’esposizione del problema - è un problema che riguardava la famiglia mafiosa - a un certo punto il Ruvolo - cioè il suo braccio destro - lo interrompeva per impartire un ordine perentorio, ovvero di non pronunciare mai il nominativo di Dell'Utri, bisogna proteggere Dell'Utri, non bisogna mai nominarlo nelle conversazioni perché cè il rischio di essere intercettati e questi non sapevano che erano intercettati nel momento in cui progettavano di non nominarlo per non essere intercettati e quindi ce l’hanno ficcato dentro anche senza volerlo e questo naturalmente è molto interessante, perché è una intercettazione assolutamente spontanea.

Il
4 novembre è anche la giornata delle forze armate: quali ?

Gaetano Paci, Presidente di una fondazione che ricorda le stragi, ha interrotto l’idillio dei presenti in studio e ha detto “vorrei dire una cosa, un anno fa si sentì dire che Vittorio Mangano era un eroe” sapete chi lo ha detto, lo ha detto l’editore di Canale 5 su cui andava in onda il Matrix di Alessio Vinci per la strage di Capaci. Dice Gaetano Paci “volevo fare presente che Vittorio Mangano non era un eroe, gli eroi sono Falcone e Borsellino e Vittorio Mangano era un mafioso sanguinario condannato per traffico di droga, per mafia e poi in primo grado per tre omicidi, all’ergastolo, ergastolo che poi non divenne definitivo anche perché Mangano morì prima che si arrivasse alla fase di appello”.

[ click | Un’immagine simbolica del 2 giugno 2009, Festa della Repubblica: le frecce tricolori - la patria, celebrata anche il 4 novembre, giornata delle forze armate - sorvolano i Fori Imperiali a Roma , al cospetto delle immagini di Dio - allusiva personificazione della triade dio, patria, famiglia - confusa quest’ultima col bordello, in francese bodoir, secondo la più nota e colta e filosofica rappresentazione pervenuta dal marchese De Sade o, ancor meno nobilmente, col potere mafioso ]

Link map: bonhoeffer|lodi, milano, lombardia|dell'utreide|fattore mangano|oltre 700 nomi di vittime di mafia


17 gennaio 2009

Vita Antonii

 Sant'Antonio Abate, detto il Grande, fondatore del monachesimo cristiano

[ click | La vita di Antonio abate è nota soprattutto attraverso la Vita Antonii pubblicata nel 357, opera agiografica attribuita ad Atanasio, vescovo di Alessandria, che conobbe Antonio e fu da lui coadiuvato nella lotta contro l'Arianesimo ]

«Vidi tutte le reti del Maligno distese sulla terra e dissi gemendo: Chi mai potrà scamparne? E udii una voce che mi disse: l ' umiltà».

In tutto questo, è importante cogliere il duplice ruolo dell'immaginazione. Da una parte la vita monastica richiede uno sforzo d'immaginazione in chi l'abbraccia diventando monaco; dall'altra, richiede uno sforzo immaginativo in chi non si fa monaco, nella società cristiana in genere. L'uomo o donna che rinuncia ai beni legittimi della vita, ritirandosi per cercare Dio nel silenzio e nella preghiera, ha bisogno di una notevole capacità di immaginazione sociale e morale per perseverare nel credere in quelle cose che occhio non vide mai, né orecchio udì, ma che Dio ha preparato per coloro che l'amano (1 Corinzi 2, 9): questo passo è infatti citato nella regola di san Benedetto (4, 77). Soprattutto nel rapporto a volte problematico con i confratelli, oltre alla fede è anche l'immaginazione a permettere al monaco di sentire che ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me (Matteo, 25, 40; cfr. Regula 36, 3).

Per un analogo atto d'immaginazione, coloro che non entrano in monastero hanno scelto, attraverso i secoli, di considerare i monaci
sapienti e profeti piuttosto che pericolosi dissidenti al margine alla società. Dalle migliaia di persone che andarono dall'abate Antonio nel deserto egiziaco, chiedendo una sua parola, alle centinaia di migliaia che oggi leggono Thomas Merton o Enzo Bianchi, i cristiani hanno creduto che la solitudine dei monaci non implichi disprezzo per gli altri, e che dal loro silenzio possa scaturire una sapienza al servizio dell'uomo.

Commovente nella sua semplicità, questa fiducia suggerisce la più importante funzione del monachesimo nella vita immaginativa dei cristiani, quella di
simbolo che investe di santità ciò che gli viene avvicinato. I visitatori a un monastero, come i monaci stessi, hanno l'impressione che, nel raccoglimento contemplativo del chiostro, i luoghi e gli oggetti assumono qualcosa della intenzionalità e dedizione degli abitanti di quei luoghi. Gli oggetti, anche umili, a un tratto vengono percepiti come segni che dischiudono la solidarietà tra l'uomo e il sacro, gradini in una scala che sale dalla terra al cielo. Proprio in questo spirito, san Benedetto dice che perfino gli attrezzi comuni del monastero vanno trattati come se fossero vasi sacri per la liturgia (Regula 31, 10).

Si tratta di un modo di vedere sacramentale, in cui la superficie delle cose si fa trasparente per rivelare una prospettiva infinita, investendo le immagini di efficacia. Una raffigurazione dell'
Ultima Cena in un refettorio monastico, come quella di Leonardo da Vinci a Santa Maria delle Grazie, a Milano, non è solo decorazione, ma un oggetto funzionale che comunica e nutre la fede da cui nasce. Le scelte operative nella genesi formale dell'opera, che normalmente rientrano nell'ambito della storia dell'arte, qui s'intrecciano con altre scelte, non estetiche, ma esistenziali.

Link map: vita antonii|anacoreta|deserto|monachesimo|silenzio|simbolismo


6 settembre 2008

Mila

[ click ]

Mila Schön, 92 anni, stilista

Link map
:
autumn/winter 2008/2009|schön|la signora dell'eleganza


2 maggio 2008

2 maggio, waterboarding



E' il 2 febbraio: la donna, peruviana, 44 anni, due figli di cui uno piccolo, un contratto part-time di 30 ore settimanali per poco più di 1000 euro netti al mese, soffre di problemi renali. Le capita di stare male, ma non le è consentito di andare alla toilette. Finito il lavoro "umiliata e piangente" va in ospedale dove, dice, le viene diagnosticata una cistite emorragica: 15 giorni di malattia la prognosi.

Non era iscritta al sindacato ma decide di farlo con la Uiltucs-Uil: "Le colleghe che hanno aderito all'organizzazione sono le uniche che hanno il coraggio di raccontare come mi hanno fatto fare pipì addosso".

Giovedì scorso il fatto più grave: dopo le 16.30 la cassiera scende le scale per cambiarsi e uno sconosciuto le copre gli occhi con una banda, le blocca le mani, le infila in bocca un panno e le sbatte la testa contro i muri del bagno. Poi urlandole "piscia" e altre minacce preme il tasto dello sciacquone. Lei sviene e viene aiutata dal direttore ["all'inizio ho avuto la sensazione che credesse mi fossi fatta male da sola"] che la accompagna in ospedale: per ora le sono stati dati 10 giorni [tecnicamente per infortunio visto che l'episodio si è verificato sul lavoro].

La lavoratrice ha sporto denuncia alla polizia: "Voglio sapere chi è stato a picchiarmi e perché". E soprattutto riferendosi alla sua denuncia di mobbing dice "di voler lottare ora perché nessuno sia sottoposto alle stesse umiliazioni che ho subito io". 

Link mapwal-mart|waterboarding|caprotti essepiatorio|wal-martize me


30 dicembre 2007

Mal y pense

    [ click ] 


L'hub Malpensa dunque non regge, e forse sarebbe più corretto dire che non è mai esistito.

Il buco prodotto in un anno dall'hub Mancato è stato quantificato da Alitalia in 200 milioni di € [circa i due terzi della perdite annue del vettore di ban-zai-diera, ndr].  E l'accusa che Air France voglia depauperarlo a favore del proprio hub, Charles De Gaulle, suona quantomeno singolare visto che già ora Malpensa serve quell'aeroporto.


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permalink | inviato da Ethos il 30/12/2007 alle 14:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


22 dicembre 2007

Imperfetta Letizia


[ click ]



CIRCOLARE N. 20 del 17 dicembre 2007, pagina 4
ISCRIZIONI ALLE SCUOLE DELL’INFANZIA
Anno Educativo 2008/2009:

"Le famiglie prive di regolare permesso di soggiorno avranno la possibilità di iscriversi, purchè ottengano il permesso di soggiorno entro la data del 29 febbraio 2008. La mancata presentazione del permesso di soggiorno entro tale data non consentirà la formalizzazione della domanda di iscrizione".

Scuole dell’infanzia: come iscriversi

Durando questo modo di parlare bene di due miglia, frate Lione con grande ammirazione il domandò e disse:
Padre, io ti priego dalla parte di Dio che tu mi dica dove è perfetta letizia.

E santo Francesco gli rispose:
Quando noi saremo a santa Maria degli Agnoli, così bagnati per la piova e agghiacciati per lo freddo e infangati di loto ed afflitti di fame, e picchieremo la porta dello luogo, e ‘l portinaio verrà adirato e dirà: Chi siete voi? E noi diremo: Noi siamo due de’ vostri frati, e colui dirà: Voi non dite il vero, anzi siete due ribaldi ch’andate ingannando il mondo e rubando le limosine de’ poveri; andate via e non ci aprirà, e faracci stare di fuori alla neve e all’acqua, col freddo e colla fame infino alla notte; allora se noi tanta ingiuria e tanta crudeltà e tanti commiati sosterremo pazientemente sanza turbarcene e sanza mormorare di lui, e penseremo umilmente che quello portinaio veramente ci conosca, che Iddio il fa parlare contra a noi; o frate Lione, iscrivi che qui è perfetta letizia.

Lettera enciclica Spe Salvi, n. 14:

« De Lubac, sulla base della teologia dei Padri in tutta la sua vastità, ha potuto mostrare che la salvezza è stata sempre considerata come una realtà comunitaria. La stessa Lettera agli Ebrei parla di una « città » [cfr 11,10.16; 12,22; 13,14] e quindi di una salvezza comunitaria. Coerentemente, il peccato viene compreso dai Padri come distruzione dell'unità del genere umano, come frazionamento e divisione. Babele, il luogo della confusione delle lingue e della separazione, si rivela come espressione di ciò che in radice è il peccato. E così la « redenzione » appare proprio come il ristabilimento dell'unità, in cui ci ritroviamo di nuovo insieme in un'unione che si delinea nella comunità mondiale dei credenti.

Non è necessario che ci occupiamo qui di tutti i testi, in cui appare il carattere comunitario della speranza.

Rimaniamo con la Lettera a Proba in cui Agostino tenta di illustrare un po' questa sconosciuta conosciuta realtà di cui siamo alla ricerca. Lo spunto da cui parte è semplicemente l'espressione « vita beata [felice] ». Poi cita il Salmo 144 [143],15: « Beato il popolo il cui Dio è il Signore ». E continua: « Per poter appartenere a questo popolo e giungere [...] alla vita perenne con Dio, “il fine del precetto è l'amore che viene da un cuore puro, da una coscienza buona e da una fede sincera” [1 Tim 1,5] ». Questa vita vera, verso la quale sempre cerchiamo di protenderci, è legata all'essere nell'unione esistenziale con un « popolo » e può realizzarsi per ogni singolo solo all'interno di questo « noi ». Essa presuppone, appunto, l'esodo dalla prigionia del proprio « io », perché solo nell'apertura di questo soggetto universale si apre anche lo sguardo sulla fonte della gioia, sull'amore stesso – su Dio ».


20 agosto 2007

Tartassati a Milano

Sapessi com'è strano
sentirsi tartassati a Milano
a Milano.

In un grande magazzino
in piazza o in galleria
che pazzia
che pazzia,
eppure in questo posto impossibile
tu mi hai detto "
ti amo"
io ti ho detto "
ti amo".

E’ cominciato il dopo - Bossi

Umberto Bossi rilancia lo sciopero fiscale.
destra si regolano i conti.
Si studia il riposizionamento del brand.
Tasse e libertà c’entrano come i cavoli a merenda.

È
Milano, tra tutti i Comuni capoluogo d’Italia, ad avere la pressione tributaria locale più elevata. In pratica ogni abitante del comune meneghino ha versato nel 2005 ai propri enti locali tasse, tributi e addizionali varie per 2.082,23 euro contro una media nazionale di 1.434,13 euro [+ 648 € pro-capite].

È quanto risulta da un’analisi condotta dall’
Ufficio studi della Cgia di Mestre che ha analizzato il «peso», sul portafoglio dei cittadini italiani, della pressione tributaria locale intesa come rapporto tra la sommatoria delle entrate tributarie versate al Comune, alla Provincia e alla Regione e la popolazione residente.

E’cominciato il dopo
- Bossi.

Link al concept di Brand management


8 agosto 2007

Banchieri e centrali


Mario Draghi: nacque così il Nuovo Banco Ambrosiano, la cui presidenza fu affidata fin dal 6 agosto 1982 a Giovanni Bazoli. Il Nuovo Banco acquisì le attività e le passività del vecchio in liquidazione, pagando a quest'ultimo l'elevata somma di 350 miliardi di lire [oltre mezzo miliardo di euro di oggi] per l'avviamento. Il 9 agosto riaprirono gli sportelli con le nuove insegne. 

Storia proibita del

Novecento Italiano.

Nanni Bazoli: alla vigilia di quell'incredibile weekend tra il 7 e l'8 agosto dell'82 si riunirono a Roma le banche che avevano dichiarato al ministro del Tesoro, Nino Andreatta, e al governatore della Banca d'Italia, Carlo Azeglio Ciampi, la loro disponibilità a subentrare nel Banco Ambrosiano. Il mio nome per la presidenza fu proposto da quelle banche, come poco dopo fu scelto dalle stesse come direttore generale Pierdomenico Gallo.

[clicca sulle immagini]


12 marzo 2007

Hard discount

Noi non siamo cristiani, - essi dicono, - Cristo si e’ fermato ad Eboli - . Cristiano vuol dire nel loro linguaggio, uomo: e la frase proverbiale che ho sentito tante volte ripetere, nelle loro bocche non è forse nulla più che l’espressione di uno sconsolato complesso di inferiorità. Noi non siamo cristiani, noi non siamo uomini, non siamo considerati come uomini, ma bestie, bestie da soma, e ancora meno che le bestie…

Arrivate dalla Cina per lavorare nelle sartorie. Ora non servono più e si svendono in strada.

[
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War is peace
La guerra è pace

Freedom is slavery
La libertà è schiavitù

Ignorance is strenght
L'ignoranza è forza



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La société du spectacle par Guy E. Debord


Secondo la definizione di Leonardo Boff, in Ethos mondiale

EGA 2000 ISBN 88-7670-394-2, €11,36:

Per ethos intendiamo l’insieme delle aspirazioni, dei valori e dei principi, che orienteranno le relazioni umane nei confronti della natura, della società, delle alterità, di se stessi e del senso trascendente dell’esistenza, Dio.



Si vis pacem para pacem

 

Questo blog è gemellato con Devarim [in ebraico Devarim sono le parole, o le cose].
La lettera ebraica che abbiamo insieme scelto per illustrare questo spazio in comune è bet
,la stessa che dà inizio al libro di Bereshit,in principio, il primo dei cinque che compongono la Torah [corrispondente al nostro libro della Genesi].



Ascolta radiofulmini

E fa zapping con Tv [spenta] med vridbar skärm, Luma, 1959 digitaladoptive


I blogleanno:

15 marzo 2005 | 15 marzo 2006


Il BIP®™ countdown è scaduto

Al 10 aprile 2006, ore 15:00, mancavano:
giorni
ore
minuti
secondi

Countdown memories   

- 14 y Del fisco me ne infischio [i numeri veri]

- 13 y Rottamazione [in]costituzionale [christians]

- 12 y Verso il Partito Democratico [di m. cacciari]

-  11 y La sconfitta [nella palude mediorientale]

- 10 y Impoverimento [la tassa occulta]

- 9 y Quote rosa [non è un pesce d’aprile]

- 8 y Mai, mai, mai! [Totus tuus ego sum Maria]

- 7 y Punta Perotti [lo spartiacque]

6 y sso ccontento…! [il ri-epilogo]

- 5 y Favole greche e leggende metropolitane [ici]

4 y Anche i ricchi piangono [o dei rovesci]

3 y Un giudice  [Fabrizio De Andrè, amico fragile]

- 2 y Per interesse  [contro il declino]

-  1 y La nomination [BIP® brother] 

0 y  L'identità mediale degli italiani [BIP® exit]


Questo blog aderiva alla campagna
"Salviamo la Costituzione. Aggiornarla non demolirla".

Contro la sottrazione di democrazia tentata dal governo dei pre-potenti.



Infopoint

La posta in gioco

Si sceglieva tra 2 modelli*:

il sistema che accoglie l'individuo,
non privo di limiti;

l'individualismo che rigetta la relazione
tra gli individui, la nega ideologicamente,
privilegiando la soluzione asociale.

Io scelgo e voto per una società che
sa trarre forza dagli individui
per costruire il sistema e lo scudo,
anche per i più deboli
, gli ultimi,
i meno muniti e più sprovveduti,
che non possono rimanere ostaggi,
in balia dei rapporti di forza
economici o politici;
e non delega la salvezza all'uomo, della provvidenza



banditore [ in un film già visto ].

*ma l'Unione non lo aveva capito.






[ charis community ]

FENICOTTERO SNODATO Un'esemplare di fenicottero rosa si accarezza compiaciuto il collo allo zoo di Francoforte in Germania (Frank May /Epa)

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