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Ethos
l' Uomo in bianco e nero


Diario


2 febbraio 2009

Breakthrough | sequel

 Panorami democratici, di Mattia Diletti
«America 2009»,
30 gennaio 2009

Andiamo con ordine: lettera all'Iran, parità uomo-donna nei salari, attacco ai vergognosi bonus dei banchieri di Wall street. Ma dove siamo? E quando finirà?

«Gli americani sanno che c'è bisogno di uscire dal baratro nel quale siamo, ma non se ci sono altri che stanno rendendo il baratro più profondo»: se volete i soldi pubblici tagliatevi gli stipendi. Obama ha invitato i reporters per mandare un messaggio durissimo contro i banchieri. Populismo? Certo, ma anche pressione su Wall street all'inizio del processo di revisione e creazione di regole per la finanza - di questo si comincia a parlare mentre è chiaro che serviranno altri soldi pubblici.

Novità clamorose non se ne avranno prima del G20 di aprile a Londra. Comunque sia, ecco il video delle dichiarazioni su Wall street. Ed ecco l'articolo del New York Times sul Lilly Ledbetter Act, la legge che vieta le discriminazioni salariali di tutti e ciascuno. E per chi non se ne fosse accorto: ecco il Washington post sul Senato che ha approvato l'espansione della copertura sanitaria per i bambini [anche immigrati legali].

Il problema è che l'economia peggiora e che se il pacchetto non avrà almeno un po' di successo, i repubblicani cominceranno a strepitare di brutto. Per adesso prendono calci sui denti da molti commentatori, mentre Rush Limbaugh, il re del talk radio conservatore, viene preso di mira da uno spot radiofonico assieme al Grand Old Party, per la scelta di aver votato tutti No al pacchetto di stimolo economico [sul quale pure c'è un gran dibattito: serve, non serve, non è abbastanza]. La verità è che la crisi è talmente dura che nessuno è in grado di dire come andrà a finire. Così almeno spiega il corrispondente da Davos del Times di Londra.

Sul voto senza repubblicani, il ritorno dello Stato in economia, la fine delle libertà economiche si è aperto un gran dibattito. Preoccupazioni e speranze, anatemi e gioia incontenibile. Ci sarà tempo per parlarne.

Link map: diletti post|huffington post|nyt|wp|the politico|topics|gore|prequel


1 febbraio 2009

Breakthrough | prequel

Panorami democratici, di Gore Vidal
«The Nation»,
8-15 gennaio 2001

Durante questa lentissima farsa c' è stato un momento della verità che ha calamitato l'attenzione e che rimarrà con noi molto dopo che George W. Bush si sarà unito nel dimenticatoio alla sempre più lunga sfilza di presidenti del crepuscolo.

Il
mercoledì prima del giovedì in cui abbiamo ringraziato per essere la nazione che Agnew un tempo salutò come la più grande, la commissione di controllo della Dade County stava di nuovo contando le schede, per ordine della Corte Suprema della Florida, quando una folla organizzata si precipitò nel palazzo della contea intimidendo chi svolgeva il lavoro e rifiutando di fornire il proprio nome. Il «Miami Herald», un giornale rispettabile, dopo aver esaminato vari trend di voto ecc., ha concluso che Gore aveva ottenuto la Florida per ventitremila voti. L'«Herald» vuole esaminare quelle schede che hanno molto viaggiato sotto la legge "allegra" della Florida: penso che le schede e i pezzetti di carta perforati dalle macchine mancheranno all'appello. Il Giorno del Ringraziamento passò, le schede girarono su e giù per le strade della Florida, Gore venne accusato di cercare di rubare un' elezione che aveva vinto.

Cosa porteranno i prossimi quattro anni?
Se abbiamo fortuna, un blocco totale. Le due camere sono divise esattamente a metà. L'avventurismo del presidente sarà al minimo. Se abbiamo sfortuna [e avventure] sarà il cancelliere Cheney a governare. L'ex Segretario alla Difesa ha detto che il Pentagono riceve troppo poco denaro, anche se lo scorso anno ha avuto il 51 per cento del bilancio discrezionale.

C'è da aspettarsi una piccola guerra o due perché i militari possano continuare a ottenere i loro finanziamenti
; ci sarà anche un alleggerimento fiscale per i più ricchi. Ma che il quadro sia buono o cattivo, vedremo molto poco l'affascinante e scimmiesco George W. Bush. Saranno i militari - Cheney, Powell ed altri - a dirigere l'orchestra, e l'intera nazione sarà continuamente in stato di allarme, perche James Baker ci ha già avvertito, il Terrorismo è ovunque in marcia. Non si sta mai troppo in guardia.

Benvenuti ad Asuncion! Peccato non avere le banane.

 
The Fifth Annual Tri Continental Film Festival is now open in New Delhi, India. The acclaimed human rights fest will travel to Mumbai, Delhi, Goa, Bangalore and Kolkata. Find full details on the 28 compelling films from more than 20 countries and find screening times in India on our new site


Panorami democratici
, di Barack Hussein Obama
«Denver speech to Nomination»,
28 agosto 2008

Attraversiamo un momento difficile
, un momento in cui il Paese è in guerra, l’economia è in crisi e il sogno americano è stato ancora una volta minacciato. Oggi molti americani sono disoccupati e moltissimi sono costretti a lavorare di più per un salario inferiore. Molti di voi hanno perso la casa. Questi problemi non possono essere tutti imputati al governo. Ma la mancata risposta è il prodotto di una politica fallimentare e delle pessime scelte di George W. Bush.
 
LAmerica è migliore della nazione che abbiamo visto negli ultimi otto anni. Il nostro Paese è più generoso di quello in cui un uomo in Indiana deve imballare i macchinari con i quali lavora da venti anni e vedere che vengono spediti in Cina e poi con le lacrime agli occhi deve tornare a casa e spiegare alla famiglia cosa è successo. Abbiamo più cuore di un governo che abbandona i reduci per le strade, condanna le famiglie alla povertà e assiste inerme alla devastazione di una grande città americana a causa di un nubifragio. Stasera agli americani, ai democratici, ai repubblicani, agli indipendenti di ogni parte del Paese dico una cosa sola: basta!

Abbiamo l’occasione di rilanciare nel ventunesimo secolo il sogno americano. Siamo qui stasera perché amiamo il nostro Paese e non vogliamo che i prossimi quattro anni siano come gli otto che abbiamo alle spalle.

Il governo deve lavorare per noi, non contro di noi. Deve garantire le opportunità non solo ai più ricchi e influenti, ma a tutti gli americani che hanno voglia di lavorare. Sono queste le promesse che dobbiamo mantenere. È questo il cambiamento di cui abbiamo bisogno.

E per l’economia, per la sicurezza e per il futuro del pianeta prendo un impegno preciso:
entro dieci anni sarà finita la nostra dipendenza dal petrolio del Medio Oriente. Da presidente sfrutterò le nostre riserve di gas naturale, investirò nel carbone pulito e nel nucleare sicuro. Inoltre investirò 150 miliardi di dollari in dieci anni sulle fonti energetiche rinnovabili: energia eolica, energia solare, biocombustibili.

L’America deve pensare in grande. È giunto il momento di tenere fede all’obbligo morale di garantire una istruzione adeguata a tutti i bambini.

I
valori dell’America, tuttavia, vanno realizzati non solo in patria, ma anche allestero. John McCain dubita delle mie capacità di fare il comandante in capo. Mi ha sfidato a sostenere un dibattito televisivo su questo tema. Non mi tirerò indietro. Dopo l11 settembre mi sono opposto alla guerra in Iraq perché ritenevo che ci avrebbe distratto dalle vere minacce.

L’Iraq ha un avanzo di bilancio di 79 miliardi di dollari mentre noi sprofondiamo nel deficit. Abbiamo bisogno di un presidente capace di affrontare le minacce del futuro e non aggrappato alle idee del passato. Non si smantella una rete terroristica che opera in
80 Paesi occupando lIraq. Non si protegge Israele e non si dissuade l’Iran facendo i duri a parole a Washington. Non si può fingere di stare dalla parte della Georgia dopo aver logorato i rapporti con i nostri alleati storici.

Metterò fine alla guerra in Iraq in maniera responsabile e combatterò contro Al Qaeda e i talebani in Afghanistan. Rimetterò in piedi l’esercito. Ma farò nuovamente ricorso alla diplomazia per impedire all’Iran di dotarsi di armi nucleari e per contenere l’aggressività russa. Creerò nuove alleanze per vincere le sfide del ventunesimo secolo: terrorismo e proliferazione nucleare; povertà e genocidio; cambiamento climatico e malattie.
E ripristinerò la nostra reputazione morale perché l’America torni ad essere per tutti il faro della speranza, della libertà, della pace e di un futuro migliore.

È questo il mio programma.

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Secondo la definizione di Leonardo Boff, in Ethos mondiale

EGA 2000 ISBN 88-7670-394-2, €11,36:

Per ethos intendiamo l’insieme delle aspirazioni, dei valori e dei principi, che orienteranno le relazioni umane nei confronti della natura, della società, delle alterità, di se stessi e del senso trascendente dell’esistenza, Dio.



Si vis pacem para pacem

 

Questo blog è gemellato con Devarim [in ebraico Devarim sono le parole, o le cose].
La lettera ebraica che abbiamo insieme scelto per illustrare questo spazio in comune è bet
,la stessa che dà inizio al libro di Bereshit,in principio, il primo dei cinque che compongono la Torah [corrispondente al nostro libro della Genesi].



Ascolta radiofulmini

E fa zapping con Tv [spenta] med vridbar skärm, Luma, 1959 digitaladoptive


I blogleanno:

15 marzo 2005 | 15 marzo 2006


Il BIP®™ countdown è scaduto

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- 8 y Mai, mai, mai! [Totus tuus ego sum Maria]

- 7 y Punta Perotti [lo spartiacque]

6 y sso ccontento…! [il ri-epilogo]

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4 y Anche i ricchi piangono [o dei rovesci]

3 y Un giudice  [Fabrizio De Andrè, amico fragile]

- 2 y Per interesse  [contro il declino]

-  1 y La nomination [BIP® brother] 

0 y  L'identità mediale degli italiani [BIP® exit]


Questo blog aderiva alla campagna
"Salviamo la Costituzione. Aggiornarla non demolirla".

Contro la sottrazione di democrazia tentata dal governo dei pre-potenti.



Infopoint

La posta in gioco

Si sceglieva tra 2 modelli*:

il sistema che accoglie l'individuo,
non privo di limiti;

l'individualismo che rigetta la relazione
tra gli individui, la nega ideologicamente,
privilegiando la soluzione asociale.

Io scelgo e voto per una società che
sa trarre forza dagli individui
per costruire il sistema e lo scudo,
anche per i più deboli
, gli ultimi,
i meno muniti e più sprovveduti,
che non possono rimanere ostaggi,
in balia dei rapporti di forza
economici o politici;
e non delega la salvezza all'uomo, della provvidenza



banditore [ in un film già visto ].

*ma l'Unione non lo aveva capito.






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FENICOTTERO SNODATO Un'esemplare di fenicottero rosa si accarezza compiaciuto il collo allo zoo di Francoforte in Germania (Frank May /Epa)

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