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Diario


24 marzo 2009

Il ya longtemps que je t'aime | I zoi tu thanatu

Raccontare il tabù. I tabù. La morte, comare secca sullo sfondo delle nostre inquietudini. L’eutanasia alle soglie dell’amore più intimo e disperato. La più terribile delle prigioni è sopravvivere alla morte del proprio figlio, procurata: una prigione interiore negli occhi e nell’interpretazione [superba] di Kristin Scott Thomas.



I zoi tu thanatu, una vita della morte come quella che potremmo intuire in un’opera teatrale al debutto, il 31 marzo a Roma. Lamentazioni che sono elaborazioni del lutto, non estinzione, nell’anonimato. Silente perché non ha nulla da balbettare. Distratto dal logorio della vita abitata dall’horror vacui.

Link map: sconfini|pietas|lo scafandro|l'invenzione di morel


15 ottobre 2008

La luce che arde col doppio di splendore brucia per metà tempo

[ click ]

Roberto Saviano

Contravvenendo ad una regola che ho seguito negli ultimi anni, ho letto un libro di grande successo quasi in tempo reale, senza aspettare il giudizio del tempo. È stata una lettura appassionante.

Tre cose ne vorrei sottolineare.

L’unico auctor che viene evocato da Saviano è Pasolini, la cui tomba diviene meta di pellegrinaggio. Eppure fra Saviano e Pasolini c’è una differenza abissale: il primo ambisce all’epica, il secondo alla tragedia. L’immaginario di Saviano, soprattutto quello filmico, è tutto, a suo modo, epico. Quando Pasolini si è confrontato con il cinema ha scelto, non a caso, la tragedia come riferimento privilegiato. Epica e tragedia rappresentano modi incompatibili di lettura della realtà.

L’altro aspetto che mi ha colpito è la presenza fitta di riferimenti filmici. Ciò mostra chiaramente come la cultura della nostra generazione [i suoi miti] siano tutti o quasi tutti cinematografici, ma anche come il cinema consenta una lettura profonda della realtà, avendo esso permeato l’immaginario collettivo [i boss che assumono pose filmiche, la villa fatta ad imitazione di Scarface].

Il terzo aspetto, il più importante, quello che eleva il libro dalla cronaca giornalistica, facendone un’opera importante di questi anni, è il basso continuo che Saviano mantiene fino all’ultima pagina per cui parlando del
Sistema, della camorra, in realtà parla anche del capitalismo contemporaneo. La vera ambizione del libro mi sembra quella di suggerire come, in realtà, il camorrista oggi sia un imprenditore di successo, che del capitalismo matura assimila stili e ambizioni
.

Napoli è il mondo intero in piccolo. La camorra non è solo una delle maggiori imprese italiane, ma è la metafora stessa di un sistema che, dimentico di qualunque valore che non sia di tipo economico, è necessariamente criminale, anche se i suoi artefici non hanno più l’aspetto dei briganti sanguinari ma leggono raffinate opere letterarie o collezionano opere d’arte.

Il messaggio di Saviano è che i camorristi, in realtà, non fanno altro che rendere puro il meccanismo che opera nella civiltà contemporanea, dove, abolito il passato e il futuro, non resta che un presente da occupare con violenza, in cui, per citare un film a lui sicuramente caro,
«la candela deve bruciare da entrambi i lati». È, dunque, vana impresa contrastare il sistema operante in Campania senza mettere in discussione il sistema-mondo.

 

Link maproberto|nicola|ppp|super[te]stiti|sistema cosentino|o' sottosegretario|blade runner quote


8 maggio 2008

Dov’è tuo fratello?

 

È la domanda posta da Dio a Caino, il cui nome significa la lancia, uno strumento di offesa e di sopravvivenza. Non c’è rilevanza dello strumento, la lancia, nel racconto biblico [Genesi 4,1-16], spiegato con acume ed ironia da don Tonino Bello. Ma condanna dell’atto di aggressione perpetrato da Caino, il primogenito di Eva, il primo nato da donna. Abele, il cui nome significa il soffio, il respiro, il vuoto, il secondogenito di Eva era stato appena ucciso per mano di lancia, Caino [Genesi 4,8].

Noi sappiamo che l’omicidio di Aldo Moro ha cambiato il corso della storia d’Italia. Presumo che l’Italia che conosciamo sarebbe stata oggi profondamente diversa, Moro vivo. Nonostante Pasolini o proprio in virtù della denuncia del mutamento antropologico profondo degli italiani descritto, in quegli stessi anni, da PPP
.

Non si può avere nostalgia di ciò che non è stato. Si può avere disgusto per quel che è. Senza disperazione. È tuttavia assai improbabile che, Moro vivo, avremmo conosciuto il balbettio della seconda repubblica nata dalla desertificazione della politica che, eliminato Moro, prese il potere. Soggiogata all’avvertimento piduista che aveva decapitato la DC. O la direzione strategica dell’Italia repubblicana, per usare il linguaggio degli esecutori materiali, i brigatisti rossi guidati dall’opaco, opacissimo Mario Moretti.

Forgiandosi nella falsa modernità craxiana e, peggio, nel suo inevitabile crepuscolo berlusconiano: seconda carica dello Stato neoeltetta un siciliano già socio di mafiosi e paramafiosi. Presidente del consiglio in pectore un lombardo di cui è sconosciuta l’origine delle fortune, il cui cassiere è stato condannato
in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa ed in secondo per tentata estorsione.

Si chiama Marcello DellUtri e vuole riscrivere la storia d’Italia. Pareggiare il fascismo alla democrazia, le leggi razziali alla libertà d’espressione, le camicie nere ai padri della repubblica, alla commissione per la Costituzione o dei 75 ed al comitato di redazione o dei 18. Di cui il trentenne Aldo Moro, professore di filosofia del diritto all’università Benito Mussolini di Bari [a 25 anni era stato il più giovane docente universitario italiano], fu parte sostanziale. Sviluppando da correlatore nella Commissione dei 75 [di 566 costituenti eletti] i contenuti successivamente ordinati al Titolo II, dei rapporti etico-sociali.

Oso immaginare che, salvo Moro, la DC avrebbe accelerato la propria crisi senza ricadere nel Pentapartito a guida laico-socialista. Senza il rapimento di Moro, avrebbe anticipato la maturazione della sinistra alla prova della diretta responsabilità di Governo. E lo svezzamento del Partito Comunista non si sarebbe realizzato al ribasso, per transizione dal consociativismo, ed avvicendamento, per meccanica bipolare.

Non si può avere nostalgia di ciò che non è stato. Si può avere disgusto per quel che è. Senza perdere la mitezza, né cessare la ferialità del bene, del piccolo bene che ciascuno può regalare a se stesso anche in presenza del male che lo imprigiona e lo dissipa e lo confonde. Come nella preghiera di madre Teresa, youtubizzata.

Il 9 maggio 1978 il corso della storia d’Italia è stato deliberatamente deviato.

Link map: la lancia e il soffio|caino e abele|don tonino|ppp|schifani|dell'utri|mutazione|uniba|la via smarrita

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La société du spectacle par Guy E. Debord


Secondo la definizione di Leonardo Boff, in Ethos mondiale

EGA 2000 ISBN 88-7670-394-2, €11,36:

Per ethos intendiamo l’insieme delle aspirazioni, dei valori e dei principi, che orienteranno le relazioni umane nei confronti della natura, della società, delle alterità, di se stessi e del senso trascendente dell’esistenza, Dio.



Si vis pacem para pacem

 

Questo blog è gemellato con Devarim [in ebraico Devarim sono le parole, o le cose].
La lettera ebraica che abbiamo insieme scelto per illustrare questo spazio in comune è bet
,la stessa che dà inizio al libro di Bereshit,in principio, il primo dei cinque che compongono la Torah [corrispondente al nostro libro della Genesi].



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E fa zapping con Tv [spenta] med vridbar skärm, Luma, 1959 digitaladoptive


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15 marzo 2005 | 15 marzo 2006


Il BIP®™ countdown è scaduto

Al 10 aprile 2006, ore 15:00, mancavano:
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Countdown memories   

- 14 y Del fisco me ne infischio [i numeri veri]

- 13 y Rottamazione [in]costituzionale [christians]

- 12 y Verso il Partito Democratico [di m. cacciari]

-  11 y La sconfitta [nella palude mediorientale]

- 10 y Impoverimento [la tassa occulta]

- 9 y Quote rosa [non è un pesce d’aprile]

- 8 y Mai, mai, mai! [Totus tuus ego sum Maria]

- 7 y Punta Perotti [lo spartiacque]

6 y sso ccontento…! [il ri-epilogo]

- 5 y Favole greche e leggende metropolitane [ici]

4 y Anche i ricchi piangono [o dei rovesci]

3 y Un giudice  [Fabrizio De Andrè, amico fragile]

- 2 y Per interesse  [contro il declino]

-  1 y La nomination [BIP® brother] 

0 y  L'identità mediale degli italiani [BIP® exit]


Questo blog aderiva alla campagna
"Salviamo la Costituzione. Aggiornarla non demolirla".

Contro la sottrazione di democrazia tentata dal governo dei pre-potenti.



Infopoint

La posta in gioco

Si sceglieva tra 2 modelli*:

il sistema che accoglie l'individuo,
non privo di limiti;

l'individualismo che rigetta la relazione
tra gli individui, la nega ideologicamente,
privilegiando la soluzione asociale.

Io scelgo e voto per una società che
sa trarre forza dagli individui
per costruire il sistema e lo scudo,
anche per i più deboli
, gli ultimi,
i meno muniti e più sprovveduti,
che non possono rimanere ostaggi,
in balia dei rapporti di forza
economici o politici;
e non delega la salvezza all'uomo, della provvidenza



banditore [ in un film già visto ].

*ma l'Unione non lo aveva capito.






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FENICOTTERO SNODATO Un'esemplare di fenicottero rosa si accarezza compiaciuto il collo allo zoo di Francoforte in Germania (Frank May /Epa)

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