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Ethos
l' Uomo in bianco e nero


Diario


31 dicembre 2008

We [noi]

[ click | TIME’s Person of the Year '08 ] 

Barack Obama is Person of the Year not just for what he's done but also for what he's moving quickly to do next

Fin troppo banale indicare in Obama il personaggio dell’anno 2008. Una svista del più noto tra i settimanali americani, Time, che nel 2006 aveva visto lungo, incoronando me, e te, e loro, i naviganti del web, singolarmente presi, quali icone dell’anno: You.

Sarebbe bastato declinare You [tu, voi] in
We [noi] per interpretare come un’impronta digitale il senso stesso dell’elezione di Barack Hussein Obama alla Casa Bianca. Primo presidente veramente designato da un collegio elettorale globale, per procura ai cittadini iscritti nelle liste dei 50 stati USA chiamati alle urne.

We
[noi], non singolarmente presi, ma come individui che formano una comunità più larga. Più di un social network, ben più di una rete. Di cui ci si accorge. Da cui non è semplice distogliere lo sguardo.



Link map
: it's time|obama's nation of hope|you|bho|watershed|accorgendosi


5 dicembre 2008

november 5th, 2008 | watershed

[ Il primo post dedicato al futuro presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Hussein Obama, data l’8 gennaio 2008 | clicca sulle immagini ]

Barack Obama, Sasha, Malia [le figlie] e Michelle [la moglie], ringraziano la sterminata folla di supporter riunita a Grant Park, il 5 novembre scorso

Chi frequenta questo blog sa della netta preferenza espressa, fin dalla vittoria alle primarie Dem in Iowa, per Barack Hussein Obama. Sa soprattutto che non considero la sua elezione un evento tra gli altri, ma proprio il momento che gli storici individueranno per tracciare la cesura tra il novecento ed il XXI secolo.
Un primo approccio ai cambiamenti tecnosociali che vedrà chi vivrà, nemmeno tanto a lungo termine, il III millennio.

In qualche occasione mi sono spinto ad ipotizzare un salto evoluzionistico della specie umana. Determinato dalla crescita di quanto il gesuita
Pierre Teilhard de Chardin avrebbe forse attribuito al concetto di noosfera. Ovvero la progressiva connessione tra sistemi di pensiero:

I
. accelerata dalla miniaturizzazione degli apparati tecnologici [sempre più simili a sinapsi cerebrali]

II. indotta dalle profonde trasformazioni che interverranno grazie alle biotecnologie ed alla lotta alla malattia condotta a livello di biotessuti [conseguente alla progressiva decodificazione della doppia elica del DNA, ed alle applicazioni che ne seguiranno, che vieppiù richiederanno un surplus di responsabilità in capo ai sistemi di interessi che ne possiederanno i brevetti ed il know how]

III. spinta dall’influenza che gli ambienti di social networking eserciteranno sulla struttura del pensiero umano, sulla sua sedimentazione in sequenze di apprendimento ed in relazione alla propria espansione nelle prassi organizzative [parliamo di oggi e di un domani già in fieri o, secondo il neologismo che propongo, di weltansharing].

Il paleontologo gesuita Pierre Teilhard de Chardin

Questo spartiacque [watershed] coinciderà simbolicamente con la data del
5 novembre 2008, prequel della presidenza Obama. Non per i poteri taumaturgici attribuiti ai re medievali, ma per effetto di transizione, del primo switch-off tra dinamiche sociali analogiche e movimenti evolutivi incorporati dallecologia delle reti.

Né senza contraddizioni e spinte contrastanti. Non appianando magicamente le
fossé temporel, come immaginate da Joël de Rosnay [il gap creato dall'accelerazione delle economie avanzate].

Link map: social media lab|grassroot watershed|homo noeticus|re taumaturghi|fossé temporel


1 dicembre 2008

Dream team




Non la squadra presentata ieri da BHO. No. Se non per la rilevante discontinuità di un nero ministro della Giustizia. Si può immaginare cosa significhi, se si pensa che le fasce di popolazione più a disagio sono quelle maggiormente perseguite, spesso per carenza di difesa legale a fronte della pubblica accusa, non solo per statistica.

No. Il dream team di Obama è dislocato nel giacimento di 300.000 curriculum pervenuti dal sistema di social networking già all’opera, anche a supporto del transition team.

Sono pronto ad una scommessa: il nuovo think thank presidenziale emergerà dalla connessione di queste energie grassroot. 8.000 entreranno direttamente nell’Amministrazione. Gli altri saranno allertati per valutare, integrare, sondare politiche e soluzioni. Con le logiche proprie del knowledge management applicate all’economia della conoscenza, per spinta dall’ecosistema delle reti
.

Link map: welcome to obama for america|holder|security cabinet|social media lab|grassroots cv|wired


9 novembre 2008

Social Media Lab

[ click | Il primo post dedicato al futuro presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Hussein Obama, data l’8 gennaio 2008, esattamente 11 mesi fa. Lo ripropongo ]


Questo logo è stato realizzato con un semplice logobama creator, reso disponibile dalla campagna di Obama a scopo di autofinanziamento su www.logobama.com [ogni utente può personalizzarlo inserendovi un'immagine di proprio gradimento]


[ Barack Hussein Obama vince nei caucus dell'Iowa ]


Barack Hussein
:

come trasformare un nome ingombrante in

un messaggio elettorale dotato di appeal.

A lezione di comunicazione politica, nell’uso dei social media. 

Forniva una delle chiavi per comprendere - allora - l’alba del fenomeno Obama: che rovesciava sistematicamente tutti i temi della paura inoculata dall’assonanza Osama|Obama ed Hussein|islamismo, secondo le strategie consolidate della destra repubblicana; in elementi neutri, armi spuntate o addirittura in punti di forza. Lui, un mutt, un incrocio di razze, come sono io - afferma oggi, sdrammatizzando con una parola sola tutta la retorica debordante del nero alla Casa Bianca -.

Nei prossimi giorni proverò a spiegare perché, dal mio punto di vista, non fallirà. C’entra molto la cultura grassroots. La formazione del consenso dal basso, possibile grazie al social networking, e ad una visione del mondo diversa - weltansharing, l’ho definita - basata sull’intelligenza rizomatica. Che ha consentito al 44° presidente eletto degli USA di svincolarsi dall’abbraccio mortale delle lobby delle armi e della guerra, o delle assicurazioni e della finanza rapace. Raccogliendo a suon di microfinanzamenti - taglio medio 100 $ canalizzato dalla rete - poco meno di 700.000.000 di $: il più alto importo di sempre nelle campagne elettorali presidenziali, per il più alto numero di volontari - 3.000.000 - che sul territorio hanno bussato molte volte molte porte. Decidendo l’esito finale delle campagne elettorali, contro l’establishment democratico clintoniano prima e quello repubblicano, poi
 ]


Link map: welcome to obama for america|iowa|wikipedia|social media lab|myspace|grassroots|weltansharing|speaking to u.s.


6 marzo 2008

Master mind

Oltre 370 delegati in palio: 183 assegnati ad Obama, 187 conquistati da Hillary. Dov’è la vittoria? Le porga la chioma.

[ click ]
 
Obama Campaign Director David Plouffe 

Friend --

Our projections show the most likely outcome of yesterday's elections will be that Hillary Clinton gained 187 delegates, and we gained 183.

That's a net gain of 4 delegates out of more than 370 delegates available from all the states that voted.

For comparison, that's less than half our net gain of 9 delegates from the District of Columbia alone. It's also less than our net gain of 8 from Nebraska, or 12 from Washington State. And it's considerably less than our net gain of 33 delegates from Georgia.

The task for the Clinton campaign yesterday was clear. In order to have a plausible path to the nomination, they needed to score huge delegate victories and cut into our lead.

They failed.

We need a Democratic candidate who will present the starkest contrast to those failed policies of the past.

And that candidate is Barack Obama.

Thank you,

David

David Plouffe
Campaign Manager
Obama for America

Link map
: hilare|david plouffe on flickr|mastermind|barack media lab


5 marzo 2008

Hilare

In Texas con Hillary si sono schierate le donne e gli ispanici, con Obama i giovani e gli abitanti di Dallas, Houston e San Antonio. In Ohio, dove la prima preoccupazione degli elettori sono l'economia e il lavoro, la Clinton ha avuto l'appoggio degli iscritti ai sindacati, dei cattolici e delle donne. 

David Plouffe meglio di Karl Rove?

Bisogna ammetterlo, il manager della campagna di Obama è riuscito a fare di più, creando un network ancora più ampio di volontari, attivisti e finanziatori, capillare sul territorio grazie allo sfruttamento della tecnologia e del microfinanziamento. La squadra del candidato afro-americano è stata molto più creativa ed efficace nel creare un flusso costante di contatti tra i propri sostenitori in continua comunicazione tra loro grazie a posta elettronica, Blackberry, siti di socializzazione e forum virtuali».

[ click ]

 Mcain pronto ad essere investito candidato repubblicano da Bush. La notte magica di Hillary ferma Obama. Ora le primarie democratiche continueranno almeno fino al 22 aprile quando si voterà in Pennsylvania.

Link mapilare|david plouffe|fear|cleavage|esperienza|barack media lab|il mio pd|march 4th


13 febbraio 2008

Prima e dopo il guado del Potomac

[ clicca sulle immagini ]

23 su 34 gli stati vinti da Barack Obama, per 1.032 delegati contro 944 acquisiti da Hillary Rodham nel corso delle primarie

Prima del guado Obama sommava 1032 delegati contro 944, vincendo in 23 stati su 34

«I cinici adesso non possono più dire che la nostra speranza è falsa», ha detto Obama, parlando a Madison, in Wisconsin. La tripletta di Obama era attesa [nella seconda cartina l'area blu a destra, affiancata alla parte alta della paletta verticale, nda], ma è stata la sua portata a stupire gli osservatori. In Virginia il senatore ha vinto 63-36% con il 93% dei voti scrutinati [dati confermati dallo spoglio finale]. I dati parziali del Maryland indicano una vittoria analoga, mentre nella città di Washington, dove i Clinton sono di casa da anni, è stata una valanga per Obama: 76 a 24% [con l'89% dei voti scrutinati].


26 su 37 i distretti vinti da Barack Obama, per 1139 delegati contro 1003 acquisiti da Hillary Rodham nel corso delle primarie

Dopo il Potomac Obama somma 1139 delegati contro 1003, prevalendo in 26 stati su 37


A favore di Obama non ha giocato solo la demografia - a Washington quasi il 60 per cento della popolazione è afroamericano - visto che questa volta ha conquistato oltre al 90 per cento dell'elettorato nero, anche la metà di quello bianco e la maggioranza delle donne, dei giovani e questa volta perfino degli anziani, dimostrando di essere capace di prevalere in tutti i segmenti della società. E, dato allarmante per Hillary, ha cominciato a fare breccia anche tra gli ispanici che non lo avevano mai votato.

Link mapil sorpasso|madison speech|washington dc|potomac storm|obama state by state results|leadership


6 febbraio 2008

Il sorpasso

[ click ]

Il duello psicologico Cortona-Mariani, giocato costantemente sul filo dei 200 km orari, è uno schema nuovo, non consueto nei film di commedia

WASHINGTON - Barack Obama ha conquistato nel "Super Tuesday" piu' candidati di Hillary Clinton. Le proiezioni stilate dalla NBC danno al senatore dell'Illinois una forbice da 840 a 849 candidati, mentre quella di Hillary Clinton va da 829 a 838. La senatrice di New York, affermano dal quartier generale della campagna di Obama, perderebbe 13 delegati. Su una delle pareti del quartier generale di Obama e' attaccato un foglio excel che da' le stime del numero dei delegati Stato per Stato: 845 ne avrebbe Obama, 836 la Clinton.

Link mapmybarackobama|il sorpasso


31 gennaio 2008

Victory Speech

Yes, we can change. Yes we can, yes we can, yes, we can change. Yes, we can.

Mi colpisce la voce di Barack, dal nome ingombrante. Un leader comincia ad esserlo dalla sua voce. Barack è leader fin dalla voce: calda, piena, distesa, limpida, chiara, avvolgente. Perentoria. Ma non prevaricatoria. Ascoltiamolo. Con attenzione.



Berlusconi è un incantatore di serpenti, ma non un leader. Prodi un civil servant, nell’accezione migliore, ma non un leader.

Preferisco una democrazia
 che non debba affidarsi taumaturgicamente ad un leader. Ma nemmeno la democrazia vive senza leader, catalizzatori di attese e speranze. Di viscere ed orizzonte. Non dissipatori di parole vuote, e non svuotate di ogni carica di significato. Fino a diventare inservibili.

Pur nel comprensibile scoramento che ci colpisce, nell'assistere all'eutanasia della politica svenduta. In assenza di Obama. Ma in sovrabbondanza di nani e ballerine, da saloon. È Nostro compito concorrere [we can] a reinventare [yes] la democrazia in Italia [change].

Link map: obama for america|democratici|regole|nyt|cetto laqualunque|sortino


20 gennaio 2008

In Nevada vince Obama

L'ex First Lady Hillary Clinton ha vinto i caucus grazie al voto massiccio di donne e ispanici ma si è vista beffare dal rivale Barack Obama la maggioranza dei delegati per la convention di Denver, in base a regolamenti elettorali oggetto di aspre polemiche.

Link map: caucus nevada

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Freedom is slavery
La libertà è schiavitù

Ignorance is strenght
L'ignoranza è forza



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La société du spectacle par Guy E. Debord


Secondo la definizione di Leonardo Boff, in Ethos mondiale

EGA 2000 ISBN 88-7670-394-2, €11,36:

Per ethos intendiamo l’insieme delle aspirazioni, dei valori e dei principi, che orienteranno le relazioni umane nei confronti della natura, della società, delle alterità, di se stessi e del senso trascendente dell’esistenza, Dio.



Si vis pacem para pacem

 

Questo blog è gemellato con Devarim [in ebraico Devarim sono le parole, o le cose].
La lettera ebraica che abbiamo insieme scelto per illustrare questo spazio in comune è bet
,la stessa che dà inizio al libro di Bereshit,in principio, il primo dei cinque che compongono la Torah [corrispondente al nostro libro della Genesi].



Ascolta radiofulmini

E fa zapping con Tv [spenta] med vridbar skärm, Luma, 1959 digitaladoptive


I blogleanno:

15 marzo 2005 | 15 marzo 2006


Il BIP®™ countdown è scaduto

Al 10 aprile 2006, ore 15:00, mancavano:
giorni
ore
minuti
secondi

Countdown memories   

- 14 y Del fisco me ne infischio [i numeri veri]

- 13 y Rottamazione [in]costituzionale [christians]

- 12 y Verso il Partito Democratico [di m. cacciari]

-  11 y La sconfitta [nella palude mediorientale]

- 10 y Impoverimento [la tassa occulta]

- 9 y Quote rosa [non è un pesce d’aprile]

- 8 y Mai, mai, mai! [Totus tuus ego sum Maria]

- 7 y Punta Perotti [lo spartiacque]

6 y sso ccontento…! [il ri-epilogo]

- 5 y Favole greche e leggende metropolitane [ici]

4 y Anche i ricchi piangono [o dei rovesci]

3 y Un giudice  [Fabrizio De Andrè, amico fragile]

- 2 y Per interesse  [contro il declino]

-  1 y La nomination [BIP® brother] 

0 y  L'identità mediale degli italiani [BIP® exit]


Questo blog aderiva alla campagna
"Salviamo la Costituzione. Aggiornarla non demolirla".

Contro la sottrazione di democrazia tentata dal governo dei pre-potenti.



Infopoint

La posta in gioco

Si sceglieva tra 2 modelli*:

il sistema che accoglie l'individuo,
non privo di limiti;

l'individualismo che rigetta la relazione
tra gli individui, la nega ideologicamente,
privilegiando la soluzione asociale.

Io scelgo e voto per una società che
sa trarre forza dagli individui
per costruire il sistema e lo scudo,
anche per i più deboli
, gli ultimi,
i meno muniti e più sprovveduti,
che non possono rimanere ostaggi,
in balia dei rapporti di forza
economici o politici;
e non delega la salvezza all'uomo, della provvidenza



banditore [ in un film già visto ].

*ma l'Unione non lo aveva capito.






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FENICOTTERO SNODATO Un'esemplare di fenicottero rosa si accarezza compiaciuto il collo allo zoo di Francoforte in Germania (Frank May /Epa)

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