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Ethos
l' Uomo in bianco e nero


Diario


8 settembre 2009

Bongiorno, Mike

Certo qualcosa di latamente autobiografico c’è, se il personaggio in questione nasceva il tuo stesso giorno. Come se quella scansione temporale ti rendesse più vicino. E Mike, anche di più l’ultimo - quello che si divertiva a fare la spalla di Fiorello essendo un gigante dell’immaginario televisivo nostrano -, ormai leggero degli anni che lo incalzavano, suggeriva l’empatia propria di un familiare ricordo sullo sfondo d’una vita.


È morto Mike Bongiorno. Il presentatore, nato a New York il 26 maggio 1924, è stato colto da infarto intorno a mezzogiorno mentre si trovava a Montecarlo. Nulla faceva presagire la morte del popolare conduttore televisvo che, proprio ieri mattina, era partito da Milano per trascorrere un breve periodo di vacanza, prima di tuffarsi nella nuova avventura televisiva: un quiz su Sky - Riskytutto - che avrebbe parodiato la fortunata serie del Rischiatutto.

Il re del tele-quiz, il conduttore che ha tenuto a battesimo la tv italiana, prima quella pubblica poi quella commerciale, è stato premiato oltre venti volte con il Telegatto, ha presentato undici festival di Sanremo, a partire dal '63 e fino al '97 quando formò la strana coppia con Piero Chiambretti. E, nonostante la lunga carriera Fininvest, è sempre rimasto inevitabilmente legato alla Rai, ove è stato protagonista incontrastato del giovedì sera per 25 anni.




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: 26 maggio|portrait


21 luglio 2009

Lunar Excursion Module

click | E' domenica 20 luglio 1969, sono circa le 19.30. Nello Studio 3 della Rai di via Teulada Andrea Barbato guida un team di giornalisti tra cui Tito Stagno e Ruggero Orlando, collegato da Houston. Sul programma Nazionale Rai inizia una diretta di oltre 25 ore che tiene incollati ai teleschermi più di 20 milioni d'italiani per seguire l'impresa della missione spaziale Apollo 11.

Alle ore 4:57 - ora italiana - del 21 luglio l'astronauta americano Neil Armstrong scende dal modulo lunare e mette piede sulla Luna. E' la prima volta per l'uomo, lui è quel fortunato che in diretta televisiva mondiale esclama: ''E' un piccolo passo per me, ma un grande balzo per l'umanità''. Un passo che sposta in avanti le lancette della scienza e della storia e segna il trionfo del Programma Apollo, voluto dal Presidente John F. Kennedy per portare l'uomo sulla Luna e consegnare agli Stati Uniti d'America il primato nello spazio ]


Link map: sconfini|apollo 11|lem


31 ottobre 2008

Parodia d'un rottame


Finto quasi quanto l’originale.


Link map
: imposizione indiretta|cambia canale|exclusive clubs|tv[b] spazzatura


2 maggio 2008

Il triangolo no, non l'avevo considerato

Cari amici,

come vi accennavo Petruccioli mi ha scritto indignato per il mio intervento da Santoro su Biagi. E' il primo segnale che arriva dalla rai dal 2003 quando soppressero Raiot. In attesa di essere autorizzata a pubblicare la sua sul blog (noi siamo personcine corrette) vi faccio leggere la mia risposta. Un grande abbraccio a tutti sempre. Sta mattina vado a vedere la conf stampa della presentazione dei giovani del PD.

Sabina Guzzanti


"Per la mia funzione e personalmente faccio ammenda e prendo impegno, nell'ambito delle mie responsabilità, a fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi''. Queste le prime parole del presidente della Rai. ''Ieri sera - prosegue - Michele Santoro ha di nuovo messo il servizio pubblico radiotelevisivo a disposizione di Beppe Grillo; il quale ha rivolto insulti inconcepibili al Presidente della Repubblica, oltreché a una personalità universalmente stimata come il professor Umberto Veronesi''.

Conseguenza: ''Il danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono al servizio pubblico da questi episodi sono incalcolabili", visto "l'appalto, di fatto, della tv pubblica a terzi [che si riferisca a Mediaset? nda] che ne fanno un uso arbitrario e indecente. Chi è responsabile di un programma non lo è solo per quanto dice personalmente, ma per tutto quel che avviene, non ci sono zone franche''.


Link map
: guzzanti|annozero|raiset in morte di karol wojtyla|zero in condotta


10 settembre 2007

Petroni reprint

[ click ]

Luca 16,13: «Nessun servo può servire a due padroni: o odierà l`uno e amerà l`altro oppure si affezionerà all`uno e disprezzerà l`altro. Non potete servire a Dio e a mammona».

Chissà come interpreterà la propria parabola l'infimo Petroni, uno di quelli cui a scuola non ti saresti seduto affianco per legittimo sospetto di doppiezza. Dovrebbe fare di tutto per servire l’azienda che lo tiene a libro paga, tra i massimi dirigenti e lautamente remunerati, ed invece serve due padroni:

«Nella convinzione che la mia revoca sia illegittima, annuncio sin d'ora di ritenere viziate, invalide e inefficaci a tutti gli effetti giuridici tutte le decisioni prese dal Consiglio di Amministrazione dell Azienda senza la mia partecipazione».

Lo scrive, Angelo Maria Petroni, in una lunga nota affidata all'Ufficio stampa Rai. E sostiene che «Ci si oppone alla delibera di revoca in quanto illegittima e affetta da vizi di nullità ed annullabilità. Si dichiara sin d'ora che si procederà ad impugnativa nelle sedi competenti. Con riserva di agire per il risarcimento del danno».

Luca 16,13: «Nessun servo può servire a due padroni: o odierà l`uno e amerà l`altro oppure si affezionerà all`uno e disprezzerà l`altro. Non potete servire a Dio e a mammona».

E qualche riga prima: «Chi è fedele nel poco, è fedele anche nel molto; e chi è disonesto nel poco, è disonesto anche nel molto. Se dunque non siete stati fedeli nella iniqua ricchezza, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?».


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permalink | inviato da Ethos il 10/9/2007 alle 23:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


22 giugno 2007

1, 10, 100, 1000 Annozero

Solo un demente malato di autoritarismo ed incapace di qualunque tolleranza alle critiche poteva esiliare per 5 anni alcuni tra i pochi giornalisti che, piaccia o no, non stanno davanti ai potenti col cappello in mano.

[clicca sulle immagini]

Milena Baganelli, autrice di Report

Annozero ha confermato di essere una delle poche, troppo esigue oasi in cui si fa informazione senza essere preoccupati delle ricadute di carriera.

Ce ne sono a
Canale 5, relegate in orari impossibili. A La7, complessivamente buona, in RAI, ampiamente al di sotto delle possibilità potenziali della TV di Stato, per colmo di paradosso più libera del concorrente privato.

A
proposito di occupazione del potere si può anzi rovesciare il teorema del billionario ridens. Ne parlavo qualche giorno fa con un dirigente RAI che, intristito, mi confidava quanto lontani fossero le stagioni ‘96|2001, in cui la TV di Stato non era di fatto condannata all’immobilità. Da un CDA che non deve disturbare l’unico concorrente generalista [unica sua mission] e da cattolici impegnati a svolgere diligentemente il proprio dovere di infedeltà al ruolo. La stessa cosa mi aveva detto Mister Fantasy, Carlo Massarini, conosciuto casualmente il 9 giugno a Roma. Ma anche Fulmini, che ha lavorato nel team di Parascandalo in RAI Educational.

Solo una sezione TAR Lazio di azzeccabarbugli poteva ingiungere l’
azionista a reintegrare un consigliere d’amministrazione che è palesemente e continuativamente inadempiente nei confronti della proprietà. Che saremmo noi, peraltro.

Chissà come interpreterà la propria parabola l’infimo
Petroni, uno di quelli cui a scuola non ti saresti seduto affianco per legittimo sospetto di doppiezza. Dovrebbe fare di tutto per servire l’azienda che lo tiene a libro paga, tra i massimi dirigenti e lautamente remunerati, ed invece serve due padroni.

Luca 16,13: «Nessun servo può servire a due padroni: o odierà l`uno e amerà l`altro oppure si affezionerà all`uno e disprezzerà l`altro. Non potete servire a Dio e a mammona».

E qualche riga prima: «Chi è fedele nel poco, è fedele anche nel molto; e chi è disonesto nel poco, è disonesto anche nel molto. Se dunque non siete stati fedeli nella iniqua ricchezza, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?».

Immagino non sia toccato da questi elementari insegnamenti evangelici. Forse sono antiquati, sospetterebbe
Günther Anders.

L’uomo è antiquato, in Universale Bollati Boringhieri

E poi dice che uno si butta a sinistra...


1 giugno 2007

Chiunque

Un programma innocuo. Avversato fino all’ultimo dai soliti [il]liberali. Sulla pedofilia s’era già autorevolmente espresso il Fondatore [Mt 18,6]:

«
Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare. Guai al mondo per gli scandali! E’ inevitabile che avvengano scandali, ma guai all’uomo per colpa del quale avviene lo scandalo!»

Non c’è tema di edulcorazione o sottrazione. Quello che non si sa è che il discutibile
Ratzinger, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede dal 1981, tra i primi atti da pontefice ha diramato una severa istruzione in cui si caldeggia un approfondito esame della maturità umana delle vocazioni maschili e femminili, antecedente l'ordinazione o la professione del voto perpetuo. Deplorando pelose indulgenze nel promuovere al ministero sacerdotale seminaristi che mostrassero inidoneità al ruolo. Idem per le candidate all’abito femminile.

È un nodo centrale. La pavidità dimostrata da svariati alti prelati [responsabili di una distorta ed omissiva interpretazione della
Crimen sollicitationis, in certi casi spinta ben oltre la connivenza], radica in un atteggiamento lassista che origina nella fase di formazione, emotiva e teologica, che avviene negli istituti di preparazione e discernimento vocazionale.

Agire in quella fase, allo scopo di impedire che soggetti che mostrino inclinazioni deviate possano vestire l’abito, non eliminerebbe il male alla radice. Ma certo ridurrebbe drasticamente il rischio di insorgenza patologica di quei comportamenti, compulsivi, che il documentario della
BBC ha avuto il merito di ricostruire impietosamente.


17 maggio 2007

Liberali Omnibus

Omnibus, in onda stamattina su La7, mostra inequivocabilmente quanto liberali & liberisti siano le patetiche caricature umane asservite al verbo del padrone.

Gianluigi Paragone imputa al ministro Paolo Gentiloni di rimandare al 2012 lo swithc-off analogico-digitale. Vale a dire il passaggio della modalità di trasmissione della TV broadcast, generalista [le reti nazionali], dalla tecnologia di sempre a quella basata su protocolli web [IP], su standard DVB-T. Con una omissione fondamentale: i decoder digitali, le scatoline truffate dal governo Berlusconi [con relativo guadagno per taluna azienda-instant dell’imprenditore liberale, che ne ha immessi sul mercato italiano una certa quota] normalmente non abilitano il ritorno del segnale digitale dall’utente all’emittente.

Cosa significa questo? Che salta il principale parametro della TV digitale [terrestre o aliena che sia]. Quello che in linguaggio tecnico si chiama peer-to-peer, cioè la comunicazione tra utenti come avviene in internet e soprattuto [in una fase intermedia a tecnologia ibrida, come quella attuale] l’interazione tra l’utente e l’operatore di TV digitale. Ora che questo non avvenga coi format Endemol o De Filippi, poco male, non se ne accorge nessuno. Ma che questo non accada per i nuovi contenuti che lo swithc-off analogico-digitale dovrebbe alimentare, è gravissimo. Si tratta di servizi di pubblica utilità, per la sicurezza personale e la profilassi sanitaria e di migliaia di altre applicazioni. Pertanto la truffa dell’azienda del capo è conclamata, una specie di mordi e fuggi, prendi i soldi e scappa col malloppo. Facendo intanto incetta di canali digitali, non diversamente da quanto era già accaduto per le frequenze accaparrate dalla Fininvest dei tempi, a cavallo degli '80.

Ma non fate Paragone. E non ditelo a paraculone, che dimentica pure che lo swithc-off era fissato al 31.12.2006 per la sola ragione di aggirare le sentenze della Corte Costituzionale che avrebbero imposto [ormai da un quindicennio] la dismissione o il trasferimento al satellitare di Rete4, allo scopo di liberare frequenze analogiche e risorse pubblicitarie a favore di nuovi soggetti della TV. Forzando il duopolio che tiene bloccata la TV generalista ad una condizione di sostanziale vantaggio per il capo [che non a caso acquista Endemol mentre la RAI, paralizzata dai suoi scherani, nemmeno si avvia verso una TV decentemente paragonabile alla rivoluzione compresa ed agita di BBC, o nell’esperienza olandese, per fare solo qualche esempio europeo]. Peraltro in assenza di una sufficiente ed irraggiungibile diffusione di apparecchi riceventi [i decoder truffati], in grado di adeguare agli standard richiesti dalla trasmissione in digitale le televisioni analogiche che sono nei tinelli, in cucina e nelle camere da letto delle famiglie italiane.

Altra chicca che Gianluigi Paragone non comprenderà mai, ammesso che lo voglia: i famigerati set-top-box venduti in certa parte dall’azienda del capo inibiscono la funzione di TV faidatè. Cosa significa? Che tutti gli apparecchietti graziosamente pagati dagli utenti con munifico contributo governativo non possono registrare su disco rigido o comporre il proprio palinsesto personalizzato, altra funzione fondamentale per una TV davvero digitale. Ad esempio, non ho tempo di guardare le Markette di Chiambretti ma programmo il set-top-box [la scatolina] in modo che le registri od io possa vederle in un altro momento della giornata. Oppure non voglio perdermi una puntata di C.S.I. ed ho un invito a cena, o al cinema, o per qualsiasi altro motivo, faccio la stessa operazione. Gli utenti in genere sono molto pratici nel comprendere queste opzioni, rese disponibili da anni dalla tecnologia proposta dai TIVO. Peccato che non gli venga concessa l’opportunità. Il software necessario sarebbe incluso nel pacchetto, peraltro poverissimo in quanto a contenuti tecnologici e concettualmente vecchio già al momento della sua immissione [forzosa, ed a prezzi spropositati] sul mercato italiano. Ma qualcuno ha pensato bene di disabilitarne la funzione.

Perché? Per il trascurabile dettaglio che salterebbero i parametri su cui vengono calcolati i fatturati pubblicitari, molto più vicini alla realtà rispetto alla convenzione molto fantasiosa imposta dal sistema Auditel [altra balla spaziale venduta come verità inoppugnabile].

Che volete farci: sono liberali e la libertà è tutto. Ma non deve intaccare le tasche del padrone.

Veniamo ora al liberalissimo Benedetto Della Vedova. Cosa ci comunica questo altro onestuomo? Che la legge sul conflitto d’interessi in discussione alla Camera e che Mastella non voterà è illiberale perché inibisce a Berlusconi di stare con due piedi in svariati stuoli di scarpe. Pure Benedetto Della Vedova tiene famiglia, ma non tiene voti, per cui occorre sacrificare un interesse nobile ad una più prosaica cucina politica. Questo passa il convento: o ti scaldi questa minestra o ti butti dalla finestra. Peccato che già una legge dello Stato, tra le cataste violate dall’imprenditore dal sorriso smagliante, avrebbe inibito la sua partecipazione alla contesa democratica. Ma i terribili cosacchi komunisti penetrati silenziosamente nei gangli della Repubblica, come in casematte di gramsciana vulgata [END PAGE 54, ndr], mai hanno pensato di sollevarla come questione di ineleggibilità. Al suo crepuscolo [checché ne pensi il medico di fiducia e partenopeo sindaco di Catania, Scapagnini] si può pure provare a non ripetere l’errore, tentando di avvicinarci ad un simulacro di democrazia liberale. In grado di sottrarsi all’abbraccio mortale di certi benefattori ricchi e disinteressati. Che devono alla politica molto, molto, molto, molto, molto più di quanto la politica debba loro.

P.s.: il problema di Mastella non è il conflitto d’interessi, di cui non gli può fregare di meno. È il Partito Democratico. Che lo costringerà a scegliere cosa fare da grande, una volta sciolta l’Udeur.

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Secondo la definizione di Leonardo Boff, in Ethos mondiale

EGA 2000 ISBN 88-7670-394-2, €11,36:

Per ethos intendiamo l’insieme delle aspirazioni, dei valori e dei principi, che orienteranno le relazioni umane nei confronti della natura, della società, delle alterità, di se stessi e del senso trascendente dell’esistenza, Dio.



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La lettera ebraica che abbiamo insieme scelto per illustrare questo spazio in comune è bet
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15 marzo 2005 | 15 marzo 2006


Il BIP®™ countdown è scaduto

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La posta in gioco

Si sceglieva tra 2 modelli*:

il sistema che accoglie l'individuo,
non privo di limiti;

l'individualismo che rigetta la relazione
tra gli individui, la nega ideologicamente,
privilegiando la soluzione asociale.

Io scelgo e voto per una società che
sa trarre forza dagli individui
per costruire il sistema e lo scudo,
anche per i più deboli
, gli ultimi,
i meno muniti e più sprovveduti,
che non possono rimanere ostaggi,
in balia dei rapporti di forza
economici o politici;
e non delega la salvezza all'uomo, della provvidenza



banditore [ in un film già visto ].

*ma l'Unione non lo aveva capito.






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