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Diario


9 giugno 2009

Il casalese | Pdl alla Provincia di Napoli


21 maggio 2008

Biùtiful cauntri




Bobbio, presidente provinciale di AN, invita a respingere la mano tesa da Totonno II al Berlusconi IV.

Ma dovrebbe sapere che il Berlusconi
II e III, in 5 anni, non ha mosso palpebra né dito per indurre il commissariato di Governo [non della Regione Campania] a sciogliere l’indecente contratto FIBE|Impregilo, sottoscritto dal suo collega di partito e presidente p.t. della Regione Campania Antonio Rastrelli. Si scrive FIBE|Impregilo ma si legge camorra, per intermediazione della premiata ditta Romiti & figli.

Curiosa rimozione con ingiuria. Si può ridipingere la casacca coi colori della libertà, ma la puzza di fascismo non scompare, malgrado il lavaggio con perlana.

Ci ha pensato l’inviso governo Prodi, in 20 mesi di esistenza in vita, per rissosa concessione di una semi-maggioranza opportunamente punita dall’elettorato [nelle sue componenti più improvvisate, a centro ed a sinistra].

La strada del contratto capestro, almeno quella, è sgombra di monnezza.

Link map
: ciclo dis-integrato|regime commissariale
|cdm 2106.08|rifiuti spa|monnezzopoli


11 gennaio 2008

Due sacchetti per uscire subito dall'emergenza

Di Paolo Cacciari

Proviamo a superare il grumo di sentimenti, «un misto di vergogna» e di rabbia che ci provocano le troppe parole sprecate sul caso dei rifiuti di Napoli. In nome dell'«emergenza» mettiamo un attimo da parte le analisi delle cause e la ricerca dei responsabili. Ogni cosa a suo tempo; chi vorrà potrà sempre dire: «è stata colpa sua», oppure: «io lo avevo detto».

Muoviamoci invece con puro spirito umanitario e compassionevole per evitare ancora troppe sofferenze alla popolazione napoletana: sia quella che vive nell'immondizia, sia quella che difende il territorio.

Tutti coloro che si occupano seriamente del problema sanno che i rifiuti solidi urbani, domestici, si riescono a smaltire tanto meglio (provocando meno inquinamenti e con meno costi) quanto più vengono differenziati a monte per frazione di materiale e tipologia merceologica. E' la logica esattamente contraria alla cosiddetta «filiera industriale», proposta in continuazione dalle lobby dei produttori, che prescrive: cassonetti indifferenziati lungo le strade, autocompattatori sempre più grandi, inceneritori di rifiuti «tal quali» (muniti di foglia di fico per il recupero di modestissime quantità di energia elettrica) e infine trattamenti vari per sistemare le ceneri e le polveri tossiche prodotte dalla combustione che costituiscono dal 20 al 30 per cento in peso dei rifiuti iniziali bruciati.
 
Viceversa, un piccolo gesto individuale, un modesto atto di assunzione di responsabilità collettiva sociale, potrebbe innescare un circuito virtuoso, rigenerativo, economico (anche se probabilmente meno profittevole) che si chiama raccolta differenziata.

Come ci dicono le centinaia di buone pratiche italiane e straniere, per iniziare basta separare i rifiuti solo per due componenti: in un sacchetto scuro (meglio se biodegradabile, in materiale biologico) si conferiscono gli scarti da cucina e tutti i residui umidi e putrescibili, nell'altro (meglio se trasparente, in modo che sia controllabile il contenuto) i rifiuti domestici solidi. Fatto questo tutto il resto viene da sé. I servizi di raccolta si possono organizzare a giorni alterni (ad esempio: i giorni dispari l'umido, i pari il secco).

Al posto degli inceneritori, che nessuno vuole, si possono costruire semplici impianti di compostaggio (biocelle che accelerano la stabilizzazione del materiale riutilizzabile in agricoltura: come avveniva ed avviene nelle comunità sprovviste di energia elettrica, ndr), mentre gli impianti per il confezionamento delle famose ecoballe dovrebbero essere riconvertiti in separatori di materiali: plastiche, metalli, carta, ecc. I sovvalli e i materiali di scarto non recuperabili inizialmente, realisticamente, saranno molti, potranno essere conferiti in discariche per soli materiali secchi. Ma nessuno avrà più di tanto da preoccuparsi, poiché non contenendo materiali putrescibili non si formeranno percolati pericolosi per le falde acquifere, né biogas puzzolenti.

Troppo semplice? Una riorganizzazione dei servizi sulla base della separazione umido/secco può richiedere un paio di giorni per l'informazione alla utenza e un altro paio per riorganizzare i servizi di raccolta. In attesa del potenziamento dei centri di compostaggio campani si potrebbe «esportare» fuori regione solo questa tipologia di rifiuti. Nel giro di un mese nelle discariche andranno solo rifiuti secchi non putrescibili. Con grande beneficio per le popolazioni.

Per una volta, un'emergenza si risolverebbe in una diminuzione degli impatti ambientali, in una decrescita dei costi e degli sprechi. Viceversa Naomi Klein potrà trarre dalle vicende dei rifiuti napoletani un nuovo capitolo al suo Shock economy.

Detta così è semplice e parzialmente falsa: non c'è sufficiente assorbimento di compost per usi agricoli. Il compost assurgerebbe a sua volta a materia da stoccare. Fino a diventare, considerando la quantità abnorme di rifiuti che produce il nostro standard di vita, qualcosa di simile a materia inerte, ma secca

Diciamo che in medio stat virtus? E che forse è necessario ripensare l'intero ciclo dei rifiuti piuttosto che rifiutarsi di pensare?

Link map: generare meno rifiuti|monnezza connection|shock economy|compost|paolo cacciari

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Secondo la definizione di Leonardo Boff, in Ethos mondiale

EGA 2000 ISBN 88-7670-394-2, €11,36:

Per ethos intendiamo l’insieme delle aspirazioni, dei valori e dei principi, che orienteranno le relazioni umane nei confronti della natura, della società, delle alterità, di se stessi e del senso trascendente dell’esistenza, Dio.



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Si sceglieva tra 2 modelli*:

il sistema che accoglie l'individuo,
non privo di limiti;

l'individualismo che rigetta la relazione
tra gli individui, la nega ideologicamente,
privilegiando la soluzione asociale.

Io scelgo e voto per una società che
sa trarre forza dagli individui
per costruire il sistema e lo scudo,
anche per i più deboli
, gli ultimi,
i meno muniti e più sprovveduti,
che non possono rimanere ostaggi,
in balia dei rapporti di forza
economici o politici;
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banditore [ in un film già visto ].

*ma l'Unione non lo aveva capito.






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FENICOTTERO SNODATO Un'esemplare di fenicottero rosa si accarezza compiaciuto il collo allo zoo di Francoforte in Germania (Frank May /Epa)

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