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l' Uomo in bianco e nero


Diario


25 ottobre 2008

Le rane chiedono un re

[ click | Ranae vagantes liberis paludibus clamore magno regem petiere a loveLe rane vaganti in libertà nelle paludi, con grandi grida chiesero a Giove un re ]

Walter Veltroni, di spalle, braccia levate quasi ad emulare un direttore d'orchestra, circondato dalla folla convenuta al Circo Massimo per partecipare alla manifestazione di opposizione al governo Berlusconi convocata dal Partito Democratico

Mentre
Atene fioriva per le giuste leggi, la sfacciata libertà confuse la cittadinanza, e sciolse l’antico freno con la licenziosità. Qui, alleatisi pezzi di partiti, il tiranno Pisistrato occupa il palazzo. Mentre gli Attici piangevano la triste schiavitù, non perché egli fosse crudele, ma perché grave era avvertito tutto il peso dalle ignare [animelle anime belle, ndr], ed avendo cominciato a lamentarsi, Esopo raccontò allora tale favoletta.

«Le rane, vagando in libertà nelle paludi, con gran clamore chiesero a Giove un re, che con forza frenasse i costumi dissoluti. Il padre degli Dèi rise e ad esse diede un piccolo travicello, che gettato con forza nello stagno provocò rumore e moto sonoro circolare, ed atterrì il tremebondo popolo  gracidante. Giacendo il travicello a lungo immerso dalla melma, per caso una tacitamente alza la testa dallo stagno, ed, esplorato il re, richiama tutte. Deposto il timore, le rane dello stagno a gara accorrono a nuoto, e la tuba petulante salta sopra il legno. Ed avendolo sporcato con ogni oltraggio, spedirono a Giove alcune a chiedere un altro re, poiché era inutile quello che era stato dato loro.

Allora il Signore del Cielo mandò ad esse un serpente, che con dente crudele cominciò ad afferrarle una per una. Invano inerti sfuggono la carneficina; la paura blocca la voce. Furtivamente dunque danno incarichi a Mercurio per Giove, che soccorra le afflitte. Allora il Tonante in risposta proferì: Poiché non voleste portare il vostro bene, disse, sopportate il male! Voi pure, cittadini, aggiunse, tenete questo male, perché non ne venga uno maggiore!».

Gaio Giulio Fedro
Favole 

Allora il Signore del Cielo mandò ad esse un serpente, che con dente crudele cominciò ad afferrarle una per una

[ click: Les Grenouilles qui demandent un roi, secondo Jean de la Fontaine ]

Le rane, rincresciute per l'inadeguatezza di chi le governava, mandarono emissari a
Zeus per chiedere che procacciasse loro un re. Egli allora, capita la loro stupidità, buttò giù nella palude un pezzo di legno. Le rane, spaventate in un primo momento dal rumore, si cacciarono nel fondo della palude; ma poi, risalite a galla, siccome il legno stava immobile, arrivarono a tal punto di disprezzo che vi salirono sopra coi piedi e vi si piazzarono.

Erano però indignate di doversi tenere un siffatto sovrano; e andarono per la seconda volta da Zeus, e chiesero che cambiasse il loro re: quello attuale era troppo indolente! Allora Zeus, indignatosi con loro, mandò tra esse un serpente dacqua e, una dopo l’altra, furono da esso afferrate e divorate. La favola vuol dimostrare che è meglio avere dei governanti indolenti ma privi di cattiveria, piuttosto che altri tormentosi e malvagi.

Esopo
Favole

Link mapitaliótai|massimo circo|il re travicello|les grenouilles|il caimano|climate crisis


17 aprile 2008

Il Professore svezza la sua creatura

[ click ]

Romano Prodi ha lasciato la presidenza del Pd. Dopo una giornata di indiscrezioni e la smentita di Silvio Sircana, la conferma arriva direttamente dal premier, impegnato a New York. «La vita è fatta di futuro» ha detto il Professore: "Ora nel Pd i ruoli di responsabiltà spettano ad altri".

Romano Prodi, uomo colto e perbene, 68 anni


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permalink | inviato da Ethos il 17/4/2008 alle 0:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


24 gennaio 2008

Ossimori | Confesso che ho vissuto

Cuffaro ottiene fiducia, Prodi no.

[ click ]

Tideland. Il mondo capovolto.

Ha aiutato singoli mafiosi, non tutta Cosa nostra; ha passato loro notizie riservate avute da "talpe" che si annidavano nel palazzo di giustizia di Palermo.

 

Ecco perché Salvatore Cuffaro, presidente della Regione Siciliana ed esponente di punta dell'Udc nazionale è stato condannato ieri a 5 anni e interdetto in modo perpetuo dai pubblici uffici. Favoreggiamento semplice e rivelazione di segreti d'ufficio i reati costati la condanna a Cuffaro, per il quale il tribunale di Palermo ha escluso l'aggravante di aver agito al fine di favorire l'organizzazione criminale.

 

Ma il governatore ha detto che non si dimetterà dalla sua carica. Cuffaro aveva annunciato che l'avrebbe fatto solo se fosse stato condannato per aver favorito la mafia in generale.


Link map
ossimoro|tideland|sciusciasimili|riflessioni|prodi|cuffaro|confesso che ho vissuto|monnezza|interdizione  perpetua


21 gennaio 2008

L'assist preterintenzionale

Quello di Clemente Mastella è l’ultimo bluff di una carriera politica giunta al capolinea.

Nulla di quanto trapelato dalle inchieste promosse dalla procura di Santa Maria Capua Vetere può considerarsi destituito di fondamento.
È tutto vero quanto viene indicato nelle ordinanze di custodia cautelare. Nulla di forzato, se non per difetto. È risaputo ed i nomi e cognomi circolati, dal consuocero Carlo Camilleri in giù ed in su, costituiscono null’altro che la nervatura del partito familiare di Clemente. Consuocero, moglie, cognato, annessi e connessi inclusi.

Anzi, per semplificare la geografia emersa dalle indagini della magistratura, indipendentemente dal rilievo penale dei comportamenti rubricati quali reato, si può considerare che sia stato arrestato non un indagato eccellente, o più indagati correi, quanto il meccano clientelare/familiare dell’UDEUR. Oggi l’UDEUR non esiste più. Come il suo piccolo manovratore, è un ectoplasma che perde consistenza fino a diventare pura rappresentazione mediatica. Ovviamente al
Vespasiano della TV di status.

Ma solo una settimana fa questo blog aveva illustrato, grazie a
Mario Parente, compaesano di Mastella, allievo di Vittorio Foa, a cosa è ridotta la democrazia nel Sud. I magistrati che hanno sferrato la violentissima rasoiata al ministro della giustizia in carica sapevano bene dove ficcare mani, microspie, trappole ed investigatori. Come sa qualunque beneventano medio, appena appena informato dei fatti.

Azzerando il triangolo
Lonardo [Sandra, la moglie], Abbamonte [il legale di famiglia per gli affari regionali, assessore di Bassolino], Camilleri [il consuocero collettore] l’UDEUR s’è fermata. Il mulinare di Clemente non può reggere ad uno stallo prolungato, precipiterebbe, è già precipitato. Questo il motivo dell’uscita dalla maggioranza votata dagli elettori nel 2006. Più ancora della riforma della legge elettorale.

Lo scenario è quello del tanto peggio tanto meglio. Muoia Sansone con tutti i filistei. Ma Sansone muore. E Clemente non è Sansone.

Ha scommesso sullo scioglimento delle assemblee e, c’è da giurarci, sul diritto di tribuna già negoziato con
Silvio Berlusconi [per la benevole approvazione del cardinale vicario di Roma Camillo Ruini].

L’assist preterintenzionale a
Romano Prodi è nella dinamica che, verosimilmente, condurrà alla presa d’atto della crisi in Parlamento. Ma non esistono maggioranze alternative ed incombe la crisi dell’economia mondiale annunciata dai corsi di borsa di ore e giorni appena scanditi. Ed il Presidente della Repubblica si opporrà allo scioglimento delle camere senza una nuova legge elettorale che rimuovesse le trappole ad orologeria piazzate da un altro uomo del passato, che gioca la sua partita della vita: Silvio Berlusconi.

Nessuno può dire con esattezza cosa accadrà. È necessario scoprire il
bluff e spingere la forza d’inerzia della vicenda parlamentare fino in fondo.

Link map
bucket list|vespasiano|vittorio foa|sud|sansone|ruini|borse in picchiata|eurispes|vaticano


21 ottobre 2007

Mi hanno fermato sul traguardo

Perché?
«E’ normale che quando chiudo inchieste su omicidi, traffici di droga e di esseri umani ricevo il plauso delle istituzioni, quando invece indago sui rapporti opachi tra politica, istituzioni, appalti e fiumi di risorse pubbliche divento un soggetto socialmente pericoloso? Via “Poseidone”, via “Why Not” e poi il trasferimento cautelare. Quali conclusioni devo trarre? Non ci sono più le condizioni perché possa lavorare nella normalità, soprattutto quando si toccano certi interessi».

Non esagera nel dire che siamo alla fine dell’autonomia e indipendenza della magistratura e dello Stato diritto?
«Ci stiamo avviando al crollo dello Stato di diritto e, per quanto riguarda il mio caso, alla fine dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura come potere diffuso».

Oggi la magistratura è più forte o più debole?
«Più debole per via delle riforme legislative e poi perché una parte si è messa in sonno».

Lei è d’accordo con la separazione delle carriere?
«Se vi fossero delle garanzie costituzionali, sì».

Dovendo fare un bilancio, non trova nessuno spunto di autocritica da fare?
«Lavorando in queste condizioni impossibili e in questo contesto ambientale, di errori ne avrò anche fatti. Devo dire con onestà che non ho nulla da rimproverarmi se non quello che per il lavoro ho trascurato gli affetti familiari».

Lei è incompatibile con Catanzaro o è Catanzaro ad essere incompatibile con lei?
«Sono incompatibile con una parte del sistema giudiziario calabrese e con una fetta consistente del sistema che governa questa regione. Non lo sono con una quota significativa della magistratura e, soprattutto, con la maggioranza della società civile e la sua proiezione politica. Che ha capito che l’unico movente che mi ha spinto nella mia attività è la ricerca della verità».

Mettiamola così: io penso che Mastella e Prodi con l'inchiesta di De Magistris c'entrino come i cavoli a merenda, o come i correi di comodo di poteri locali, "mafiosi" e "rispettabili", molto più radicati ed invisibili.

Male ha fatto De Magistris ad alzare l'asticella che ha fatto precipitare la trave dell'inchiesta che conduceva, e puntualmente, gli hanno sottratto. Ha difettato di tattica o forse è voluto uscirne senza pagare dazio. Malissimo ha fatto il governo a reagire in preda ad una logica di accerchiamento. Di cui De Magistris non è il ferro di lancia.


22 febbraio 2007

Odio senza classe

[click]

 Così la prima pagina di Libero

L'Italia pro-fronda.
 
Che piace a 
Rossi & Turigliatto.

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Il profilo di Giuseppe Nenna
Profilo Facebook di Giuseppe Nenna
  

In fondo è semplice decifrare BIP®™:
basta capovolgere il senso delle parole
comunicate in pubblico,
per comprendere i suoi obiettivi privati


War is peace
La guerra è pace

Freedom is slavery
La libertà è schiavitù

Ignorance is strenght
L'ignoranza è forza



Use OpenOffice.org




La société du spectacle par Guy E. Debord


Secondo la definizione di Leonardo Boff, in Ethos mondiale

EGA 2000 ISBN 88-7670-394-2, €11,36:

Per ethos intendiamo l’insieme delle aspirazioni, dei valori e dei principi, che orienteranno le relazioni umane nei confronti della natura, della società, delle alterità, di se stessi e del senso trascendente dell’esistenza, Dio.



Si vis pacem para pacem

 

Questo blog è gemellato con Devarim [in ebraico Devarim sono le parole, o le cose].
La lettera ebraica che abbiamo insieme scelto per illustrare questo spazio in comune è bet
,la stessa che dà inizio al libro di Bereshit,in principio, il primo dei cinque che compongono la Torah [corrispondente al nostro libro della Genesi].



Ascolta radiofulmini

E fa zapping con Tv [spenta] med vridbar skärm, Luma, 1959 digitaladoptive


I blogleanno:

15 marzo 2005 | 15 marzo 2006


Il BIP®™ countdown è scaduto

Al 10 aprile 2006, ore 15:00, mancavano:
giorni
ore
minuti
secondi

Countdown memories   

- 14 y Del fisco me ne infischio [i numeri veri]

- 13 y Rottamazione [in]costituzionale [christians]

- 12 y Verso il Partito Democratico [di m. cacciari]

-  11 y La sconfitta [nella palude mediorientale]

- 10 y Impoverimento [la tassa occulta]

- 9 y Quote rosa [non è un pesce d’aprile]

- 8 y Mai, mai, mai! [Totus tuus ego sum Maria]

- 7 y Punta Perotti [lo spartiacque]

6 y sso ccontento…! [il ri-epilogo]

- 5 y Favole greche e leggende metropolitane [ici]

4 y Anche i ricchi piangono [o dei rovesci]

3 y Un giudice  [Fabrizio De Andrè, amico fragile]

- 2 y Per interesse  [contro il declino]

-  1 y La nomination [BIP® brother] 

0 y  L'identità mediale degli italiani [BIP® exit]


Questo blog aderiva alla campagna
"Salviamo la Costituzione. Aggiornarla non demolirla".

Contro la sottrazione di democrazia tentata dal governo dei pre-potenti.



Infopoint

La posta in gioco

Si sceglieva tra 2 modelli*:

il sistema che accoglie l'individuo,
non privo di limiti;

l'individualismo che rigetta la relazione
tra gli individui, la nega ideologicamente,
privilegiando la soluzione asociale.

Io scelgo e voto per una società che
sa trarre forza dagli individui
per costruire il sistema e lo scudo,
anche per i più deboli
, gli ultimi,
i meno muniti e più sprovveduti,
che non possono rimanere ostaggi,
in balia dei rapporti di forza
economici o politici;
e non delega la salvezza all'uomo, della provvidenza



banditore [ in un film già visto ].

*ma l'Unione non lo aveva capito.






[ charis community ]

FENICOTTERO SNODATO Un'esemplare di fenicottero rosa si accarezza compiaciuto il collo allo zoo di Francoforte in Germania (Frank May /Epa)

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