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Ethos
l' Uomo in bianco e nero


Diario


22 aprile 2008

Bentornato, Silvio

Il primo schiaffo dell’ex dipendente Sarkò.


Air France ritira la sua offerta.

E Alitalia vola a gambe all'aria.


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mal y pense


21 maggio 2007

574.215

Le auto blu secondo il sito contribuenti.it, non sempre affidabile e che ogni tanto si diverte a spararle grosse per entrare nel circo mediatico dalla porta di servizio.

Ma forse quello che dovrebbe incuriosirci è la dinamica del cambiamento che investe le leadership europee. E scopriremmo che la loro chiave di successo, nei paesi mediterranei ad alti tassi di natalità [l’Italia s’è scordata cosa siano le politiche demografiche, salvo parlare di famiglia anche quando bisogna discutere la cottura del cornicione della pizza], è la discontinuità.

Se non fosse reato in Italia parlare di Zapatero, sapremmo che il quarantenne primo ministro spagnolo ha inserito nel sistema un di più di fiducia, lasciando alla maturità degli spagnoli e delle iberiche la libertà di scegliersi lo stile di vita che meglio gli aggradi [personalmente rimango fieramente ostile alla sola facoltà di adozione a favore di coppie omosessuali]. Denunciando in politica estera le scelte dell’Amministrazione Bush e rompendo con la tentazione oligarchica che domina il salotto buono di ogni confindustria nazionale, cara al predecessore conservatore. Senza interporre freni ideologici ai meccanismi di autoselezione che, attraverso la promozione ed il buon governo delle risorse umane, costituiscono l’unica garanzia di successo nei mercati globalizzati.

Sarkozy interpreta un’analoga spinta al cambiamento. Lo si comprende anche dai primi atti presidenziali posti in essere solo qualche giorno fa. Lo si comprende anche da un’acuta analisi proposta da Fiorella Kostoris Padoa Schioppa lunedì scorso da RR. Che è pero un’analisi meramente economica ed individua nella paura dell’impoverimento la faglia di voto marginale da intercettare per vincere le elezioni. Aggiungo io, in presenza di una legge elettorale che non sia studiata per contenere o neutralizzare una temuta sconfitta: ma questo dovrebbe rientrare nella logica minima della democrazia, senza aggettivi. 

L’elettore mediano, sostiene l’economista, decide a chi dare il proprio voto in relazione all’attesa di tutela della posizione maturata. Sembrerebbe tesi in contraddizione con la domanda di cambiamento che le nuove leadership europee suggeriscono. Ma è agendo sui registri della paura e manipolando alcune parole-feticcio [famiglia, sicurezza, immigrazione, tasse, libertà, statalismo] che la destra reazionaria aggredisce quei bacini elettorali.

In cosa si differenzia Sarkozy? E prima di lui il Blair non guerrafondaio o lo Zapatero del post 11 marzo? Sull’idea semplice che la paura non basta ad esorcizzare i feticci e che solo puntando su spinte combinate, guidate da un elevato valore di fluidità meritocratica, le società nel loro complesso possono garantire gli standard europei di copertura sociale: generando allo stesso tempo più occupazione e più innovazione. Altrimenti si rimane nella conservazione reazionaria, di destra [La sinistra, e in particolare quella massimalista, propone di rendere uguali il figlio del professionista e il figlio dell'operaio, Silvio Berlusconi il 3 aprile 2006 ] e di sinistra [il pansindacalismo immobile, che non tutela le generazioni co.co.pro.]. E non si comprende come il neoministro degli esteri francese e fondatore di MSF possa confermare il proprio voto, socialista, da esponente governativo di punta di uno schieramento gollista.


È possibile in
Italia aggregare maggioranze marginali minacciando di interferire nel faidatè particularistico che domina il familismo amorale consuetudinario [ovvero il senso di autodifesa] dei cittadini, poco civici, dall’organizzazione sfilacciata della Repubblica?

Questa è la domanda cui un leader di rupture deve conferire faccia, risposta, passione e linguaggio.


16 maggio 2007

La rupture agli esteri

Bernard Kouchner ha accettato l'offerta del neopresidente Nicolas Sarkozy e sara' il ministro degli Esteri del prossimo governo francese. Secondo quanto riferisce "Liberation", l'esponente socialista e fondatore di Medici senza frontiere ha ottenuto da Sarko' la garanzia che avra' spazi di manovra e una certa autonomia.

Il giornale francese scrive anche che e' stata trovata un'intesa per assegnare la poltrona di segretario di Stato per gli Affari europei a Jean-Pierre Jouyet, una personalita' socialista gia' vicina al segretario Francois Hollande e a Segolene Royal. "Liberation" spiega che prima ancora della sua elezione a presidente, Sarkozy aveva offerto a Kouchner il ministero dell'immigrazione e dell'identita' nazionale, ma "The french doctor" aveva rifiutato.

Uno stretto collaboratore di Kouchner ha dichiarato a "Liberation" che il futuro ministro "avra' una certa liberta' di parola e potra' anche esprimere alcuni punti di disaccordo". Intervistato questa mattina dall'emittente radiofonica Rtl, l'ex ministro e presidente dei radicali di sinistra Bernard Tapie si e' detto "sicuro" dell'accettazione di Kouchner ed ha spiegato che si tratta di "un'ottima recluta per il presidente".


7 maggio 2007

Echoes

[click]

Il presente è un segreto. Nel mondo della sfrenata sovrabbondanza dell’immagine si riafferma la necessità di una visione che sveli l’inganno del “segreto” riaffermando la necessità di svelare gli effettivi piani di una realtà sempre più complessa.

Il problema principale non è quello. Almeno qui in Italia. Non è se Sarkozy saprà fare quel che ha promesso sulle 35 ore, sulla riforma delle pensioni, sulla funzione pubblica, sugli ospedali, la scuola, il lavoro o la Turchia. O se saprà dare la sferzata culturale che a tanti piace e a tanti no. Il problema non è nemmeno se Sarkozy sarà coerente o meno sul riavvicinamento alla politica atlantica, sull’Europa, o sulla liberalizzazione all’anglosassone del mercato. Magari il problema fosse quello. Lo sarà per la Francia. Ma per noi la faccenda è un po’ più grave.

E cioè.

Dato che per nessuno dev’essere piacevole cadere dalla padella nella brace. Dato che la meravigliosa Ségolène ha perso e quella bestia di Sarkozy ha davvero vinto. Dato che prima o poi si terranno delle elezioni anche in Italia. E dato che non si è mai tenuta un’elezione nell’ultimo decennio senza che Umberto Eco minacciasse: “Se vince Berlusconi emigro in Francia”, adesso dove cazzo andrà?

Il Foglio, Andrea's version, 7 V 7


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La société du spectacle par Guy E. Debord


Secondo la definizione di Leonardo Boff, in Ethos mondiale

EGA 2000 ISBN 88-7670-394-2, €11,36:

Per ethos intendiamo l’insieme delle aspirazioni, dei valori e dei principi, che orienteranno le relazioni umane nei confronti della natura, della società, delle alterità, di se stessi e del senso trascendente dell’esistenza, Dio.



Si vis pacem para pacem

 

Questo blog è gemellato con Devarim [in ebraico Devarim sono le parole, o le cose].
La lettera ebraica che abbiamo insieme scelto per illustrare questo spazio in comune è bet
,la stessa che dà inizio al libro di Bereshit,in principio, il primo dei cinque che compongono la Torah [corrispondente al nostro libro della Genesi].



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E fa zapping con Tv [spenta] med vridbar skärm, Luma, 1959 digitaladoptive


I blogleanno:

15 marzo 2005 | 15 marzo 2006


Il BIP®™ countdown è scaduto

Al 10 aprile 2006, ore 15:00, mancavano:
giorni
ore
minuti
secondi

Countdown memories   

- 14 y Del fisco me ne infischio [i numeri veri]

- 13 y Rottamazione [in]costituzionale [christians]

- 12 y Verso il Partito Democratico [di m. cacciari]

-  11 y La sconfitta [nella palude mediorientale]

- 10 y Impoverimento [la tassa occulta]

- 9 y Quote rosa [non è un pesce d’aprile]

- 8 y Mai, mai, mai! [Totus tuus ego sum Maria]

- 7 y Punta Perotti [lo spartiacque]

6 y sso ccontento…! [il ri-epilogo]

- 5 y Favole greche e leggende metropolitane [ici]

4 y Anche i ricchi piangono [o dei rovesci]

3 y Un giudice  [Fabrizio De Andrè, amico fragile]

- 2 y Per interesse  [contro il declino]

-  1 y La nomination [BIP® brother] 

0 y  L'identità mediale degli italiani [BIP® exit]


Questo blog aderiva alla campagna
"Salviamo la Costituzione. Aggiornarla non demolirla".

Contro la sottrazione di democrazia tentata dal governo dei pre-potenti.



Infopoint

La posta in gioco

Si sceglieva tra 2 modelli*:

il sistema che accoglie l'individuo,
non privo di limiti;

l'individualismo che rigetta la relazione
tra gli individui, la nega ideologicamente,
privilegiando la soluzione asociale.

Io scelgo e voto per una società che
sa trarre forza dagli individui
per costruire il sistema e lo scudo,
anche per i più deboli
, gli ultimi,
i meno muniti e più sprovveduti,
che non possono rimanere ostaggi,
in balia dei rapporti di forza
economici o politici;
e non delega la salvezza all'uomo, della provvidenza



banditore [ in un film già visto ].

*ma l'Unione non lo aveva capito.






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FENICOTTERO SNODATO Un'esemplare di fenicottero rosa si accarezza compiaciuto il collo allo zoo di Francoforte in Germania (Frank May /Epa)

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