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Ethos
l' Uomo in bianco e nero


Diario


31 dicembre 2008

We [noi]

[ click | TIME’s Person of the Year '08 ] 

Barack Obama is Person of the Year not just for what he's done but also for what he's moving quickly to do next

Fin troppo banale indicare in Obama il personaggio dell’anno 2008. Una svista del più noto tra i settimanali americani, Time, che nel 2006 aveva visto lungo, incoronando me, e te, e loro, i naviganti del web, singolarmente presi, quali icone dell’anno: You.

Sarebbe bastato declinare You [tu, voi] in
We [noi] per interpretare come un’impronta digitale il senso stesso dell’elezione di Barack Hussein Obama alla Casa Bianca. Primo presidente veramente designato da un collegio elettorale globale, per procura ai cittadini iscritti nelle liste dei 50 stati USA chiamati alle urne.

We
[noi], non singolarmente presi, ma come individui che formano una comunità più larga. Più di un social network, ben più di una rete. Di cui ci si accorge. Da cui non è semplice distogliere lo sguardo.



Link map
: it's time|obama's nation of hope|you|bho|watershed|accorgendosi


28 dicembre 2008

Community organizer | Jimmy Wales

[ click | Il 15 giugno 2001 Jimmy Wales e Larry Sanger, suo caporedattore, crearono Wikipedia ]

Una copertina taroccata di Time Magazine mostra Jimmy Wales "Uomo dell'anno", come fosse stato indicato dalla rivista americana

Immagina un mondo in cui ciascuno possa avere libero accesso a tutto il patrimonio della conoscenza umana.


Gentile lettore
,

oggi ti chiedo di sostenere Wikipedia con una donazione.

Potrebbe sembrare strano: perché i gestori di uno dei cinque siti web più popolari chiedono ai suoi utenti un sostegno finanziario?

Wikipedia è differente da quasi tutti gli altri 50 siti più importanti. Noi abbiamo un piccolo numero di dipendenti stipendiati, solo 23. Il contenuto di Wikipedia può essere utilizzato liberamente da chiunque per qualunque scopo. Le nostre spese annuali sono meno di sei milioni di dollari.

Wikipedia è mantenuta in funzione, senza fini di lucro, dalla Wikimedia Foundation, che ho fondato nel 2003.

Attualmente, Wikipedia è scritta da una comunità globale di più di 150.000 volontari: tutti intenti a condividere la conoscenza liberamente e gratuitamente. In quasi otto anni, questi volontari hanno scritto più di 11 milioni di voci in 265 lingue. Più di 275 milioni di persone accedono al nostro sito ogni mese per ottenere delle informazioni, senza costi e senza pubblicità.

Ma Wikipedia è più di un sito web. Noi abbiamo un obiettivo comune: Immagina un mondo in cui ciascuno possa avere libero accesso a tutto il patrimonio della conoscenza umana. Questo è il nostro scopo.

La tua donazione ci aiuta in vari modi. In primo luogo, ci aiuterai a coprire i sempre maggiori costi di gestione del traffico di uno dei siti più popolari di Internet. Le donazioni ci aiuteranno anche a migliorare il software su cui si basa Wikipedia: per renderla più semplice da consultare, più semplice da leggere e più semplice da modificare. Siamo impegnati a sviluppare un movimento che sostenga la conoscenza libera in tutto il mondo, reclutando nuovi volontari e creando relazioni strategiche con istituzioni che si occupano di cultura e insegnamento.

Wikipedia è differente. È la più grande enciclopedia della storia, scritta da volontari. Proprio come in un parco naturale o in una scuola, crediamo che la pubblicità non dovrebbe essere presente su Wikipedia. Vogliamo mantenerla libera e forte, ma abbiamo bisogno del sostegno di migliaia di persone come te.

Ti invito ad unirti a noi: la tua donazione ci aiuterà a mantenere Wikipedia libera per tutto il mondo.

Grazie,

Jimmy Wales

Link map: jimbo|time rank|anderson|social media lab|donate


5 dicembre 2008

november 5th, 2008 | watershed

[ Il primo post dedicato al futuro presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Hussein Obama, data l’8 gennaio 2008 | clicca sulle immagini ]

Barack Obama, Sasha, Malia [le figlie] e Michelle [la moglie], ringraziano la sterminata folla di supporter riunita a Grant Park, il 5 novembre scorso

Chi frequenta questo blog sa della netta preferenza espressa, fin dalla vittoria alle primarie Dem in Iowa, per Barack Hussein Obama. Sa soprattutto che non considero la sua elezione un evento tra gli altri, ma proprio il momento che gli storici individueranno per tracciare la cesura tra il novecento ed il XXI secolo.
Un primo approccio ai cambiamenti tecnosociali che vedrà chi vivrà, nemmeno tanto a lungo termine, il III millennio.

In qualche occasione mi sono spinto ad ipotizzare un salto evoluzionistico della specie umana. Determinato dalla crescita di quanto il gesuita
Pierre Teilhard de Chardin avrebbe forse attribuito al concetto di noosfera. Ovvero la progressiva connessione tra sistemi di pensiero:

I
. accelerata dalla miniaturizzazione degli apparati tecnologici [sempre più simili a sinapsi cerebrali]

II. indotta dalle profonde trasformazioni che interverranno grazie alle biotecnologie ed alla lotta alla malattia condotta a livello di biotessuti [conseguente alla progressiva decodificazione della doppia elica del DNA, ed alle applicazioni che ne seguiranno, che vieppiù richiederanno un surplus di responsabilità in capo ai sistemi di interessi che ne possiederanno i brevetti ed il know how]

III. spinta dall’influenza che gli ambienti di social networking eserciteranno sulla struttura del pensiero umano, sulla sua sedimentazione in sequenze di apprendimento ed in relazione alla propria espansione nelle prassi organizzative [parliamo di oggi e di un domani già in fieri o, secondo il neologismo che propongo, di weltansharing].

Il paleontologo gesuita Pierre Teilhard de Chardin

Questo spartiacque [watershed] coinciderà simbolicamente con la data del
5 novembre 2008, prequel della presidenza Obama. Non per i poteri taumaturgici attribuiti ai re medievali, ma per effetto di transizione, del primo switch-off tra dinamiche sociali analogiche e movimenti evolutivi incorporati dallecologia delle reti.

Né senza contraddizioni e spinte contrastanti. Non appianando magicamente le
fossé temporel, come immaginate da Joël de Rosnay [il gap creato dall'accelerazione delle economie avanzate].

Link map: social media lab|grassroot watershed|homo noeticus|re taumaturghi|fossé temporel


1 dicembre 2008

Dream team




Non la squadra presentata ieri da BHO. No. Se non per la rilevante discontinuità di un nero ministro della Giustizia. Si può immaginare cosa significhi, se si pensa che le fasce di popolazione più a disagio sono quelle maggiormente perseguite, spesso per carenza di difesa legale a fronte della pubblica accusa, non solo per statistica.

No. Il dream team di Obama è dislocato nel giacimento di 300.000 curriculum pervenuti dal sistema di social networking già all’opera, anche a supporto del transition team.

Sono pronto ad una scommessa: il nuovo think thank presidenziale emergerà dalla connessione di queste energie grassroot. 8.000 entreranno direttamente nell’Amministrazione. Gli altri saranno allertati per valutare, integrare, sondare politiche e soluzioni. Con le logiche proprie del knowledge management applicate all’economia della conoscenza, per spinta dall’ecosistema delle reti
.

Link map: welcome to obama for america|holder|security cabinet|social media lab|grassroots cv|wired


9 novembre 2008

Social Media Lab

[ click | Il primo post dedicato al futuro presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Hussein Obama, data l’8 gennaio 2008, esattamente 11 mesi fa. Lo ripropongo ]


Questo logo è stato realizzato con un semplice logobama creator, reso disponibile dalla campagna di Obama a scopo di autofinanziamento su www.logobama.com [ogni utente può personalizzarlo inserendovi un'immagine di proprio gradimento]


[ Barack Hussein Obama vince nei caucus dell'Iowa ]


Barack Hussein
:

come trasformare un nome ingombrante in

un messaggio elettorale dotato di appeal.

A lezione di comunicazione politica, nell’uso dei social media. 

Forniva una delle chiavi per comprendere - allora - l’alba del fenomeno Obama: che rovesciava sistematicamente tutti i temi della paura inoculata dall’assonanza Osama|Obama ed Hussein|islamismo, secondo le strategie consolidate della destra repubblicana; in elementi neutri, armi spuntate o addirittura in punti di forza. Lui, un mutt, un incrocio di razze, come sono io - afferma oggi, sdrammatizzando con una parola sola tutta la retorica debordante del nero alla Casa Bianca -.

Nei prossimi giorni proverò a spiegare perché, dal mio punto di vista, non fallirà. C’entra molto la cultura grassroots. La formazione del consenso dal basso, possibile grazie al social networking, e ad una visione del mondo diversa - weltansharing, l’ho definita - basata sull’intelligenza rizomatica. Che ha consentito al 44° presidente eletto degli USA di svincolarsi dall’abbraccio mortale delle lobby delle armi e della guerra, o delle assicurazioni e della finanza rapace. Raccogliendo a suon di microfinanzamenti - taglio medio 100 $ canalizzato dalla rete - poco meno di 700.000.000 di $: il più alto importo di sempre nelle campagne elettorali presidenziali, per il più alto numero di volontari - 3.000.000 - che sul territorio hanno bussato molte volte molte porte. Decidendo l’esito finale delle campagne elettorali, contro l’establishment democratico clintoniano prima e quello repubblicano, poi
 ]


Link map: welcome to obama for america|iowa|wikipedia|social media lab|myspace|grassroots|weltansharing|speaking to u.s.


29 marzo 2008

Ethos Category Management [ECM]

[ click ]

Icona policroma del Volto di Cristo in tecnica mista [metallo su legno]

Tutto sommato la mappatura emersa dalla Politometrica di contradogmaticos mi pare convincente. Sarei ad un’incollatura da Uolter in quanto a progressismo e meno laico dell’ortodosso Boselli. Interessante.

Ma, scrivevo, ritengo le categorie utilizzate tutto sommato datate. Come potrebbero essere ridisegnate quelle categorie? Destra
|Sinistra non significano più nulla?

Intanto è immediato notare come la linearità del piano cartesiano ponga a sinistra la conservazione ed a destra il progressismo. Non solo un effetto ottico, e nemmeno uno scherzo dell'impianto iconografico. Contemporaneamente indica in basso [ad un piano
mondano, in senso ecclesiologico] il confessionalismo diremmo più dogmatico. Ed in alto [su un piano quasi spirituale, sempre in senso ecclesiologico] il laicismo. Curiosa eterogenesi dei fini, con qualche fondamento logico-deduttivo.

Armare una guerra alla globalizzazione è certamente di destra
: ed infatti Bossi e Tremonti difendono questa posizione in compagnia di Ferrando, ove la sinistra abbraccia la destra [per rimozione dell’internazionalismo terzomondista d’antan]. Gli opposti si attraggono, in base alla ben nota legge di Lenz, o forse semplicemente si completano, nella declinazione Tao di Yin|Terra|principio femminile e Yang|Cielo|principio maschile.

Regolare la globalizzazione è certamente progressita
: ma regolare la storia è impresa generalmente ardua, ambigua e carica di incognite. In genere i fatti sono testardi e procedono leninisticamente per i cazzi loro.

Veniamo allora al tentativo di disegnare nuovi quadranti nella mappa cartesiana del politometro contemporaneo [sia nella dimensione dekerckhoviana, che in quella liquido-simbolica coniata da
Zygmunt Bauman]. Io la metterei così.

Rispetto ai due assi potrebbe esserci qualcosa del tipo:

analogici
-digitali in luogo di conservatori-progressisti. Il mondo evolve, le tecnologie evolvono, le organizzazioni si ridefiniscono, lo spazio fisico tende ad essere assorbito [non esaurito] nello spazio virtuale. Da analogici si è irrimediabilmente OUT. Da digitali si rischia l’alienazione [OUT] ma si è ben piantati nel processo storico [IN].

Ed in luogo di confessionali-laici mi sentirei di suggerire due varianti, con spiccata preferenza per la seconda:

inclusivi
[interoperabili]-[dogmatici] falangisti, oppure wikierscopyrightingers. Perché? Dove finisce l’allure valoriale che connota la declinante sottocultura dio-patria-famiglia?

In realtà è tutta insita nei comportamenti prevalenti, visibili, piuttosto che nella categorizzazione elettiva dei comportamenti.

I
wikiers tendono ad essere di per sé inclusivi, in quanto utilizzano l’interoperabilità della comunicazione digitale [la ubiquità dell’identità digitale che consente di essere point of being alla maniera di DDK] allo scopo di estendere i benefici collettivi derivanti dalla condivisione della conoscenza. L’informazione è il bene massimo ed in quanto genere umano, io sono persuaso, ci pone alle soglie di un salto evoluzionistico.

I
copyrightingers difendono lo status quo della riserva a favore della proprietà intellettuale, in quanto premiale rispetto alle forze del mercato ed a quelle della creazione artistica, scientifica, tecnologica, psicosociale e bioetica.

Ma il corpaccione demografico è malthusianamente refrattario a tali restrizioni novecentesche e tende ad assumere fluidità e caratteri diversi, scavando l’alveo di equilibri nuovi. Geologicamente, cioè duramente e con traumi che le linee di faglia tra placche continentali assestano periodicamente. Processi profondi che conducono a sconvolgimenti di superficie. La weltansharing non punisce i creatori e gli innovatori, semplicemente li riconduce ad un processo sociale più ampio e partecipativo, allocando diversamente il riconoscimento quantitativo dell’impegno emergente dal riconoscimento [accreditato] dell’innovazione a beneficio di tutti, mass market.

Lo so: sono categorie nuove di zecca. Ma forse è proprio questo il loro appeal.


Link map: cm|iconografia|cleavage|political compass|bossi|lenz|tao|fossé temporel|bauby|ddk|fulmini|new|grid


26 ottobre 2007

Il mio PD, in 4 minuti e 45"

 E bomba o non bomba, noi arriveremo a Roma, malgrado voi .

Era il 1978: Antonello Venditti rinasceva sotto il segno dei pesci mentre Aldo Moro moriva per mano brigatista e mandanti tuttora ignoti.

Non è un tributo postumo, ma una citazione che sembra calzante per questo tempo. Ed è il
tempo la variabile principale di questo scorcio di legislatura. Ce n’è? Non ce n’è? Per accreditare un “partito” e “nuovo” nello scenario della politica italiana. E cosa deve interpretare un partito per essere realmente “nuovo”?

[ click ]

Esiste una questione settentrionale, forse sganciata da una questione “meridionale”? Bisogna rassegnarsi ad una forte intermediazione clientelare nella gestione dei territori meridionali o si può far breccia, per liberare un po’ di società dinamica dalla morsa statica della presa localistica?

Perché il tema centrale, a nord come a sud, è precisamente questo: come restituire
mobilità sociale ad una comunità che sembra girare a vuoto nella palude delle proprie rigidità. Propiziando il più micidiale tra i danni collettivi, strutturali, a se stesso: un enorme, inspiegabile ed imperdonabile spreco di risorse umane. Che investe soprattutto le generazioni precarie, ma che incide sugli umori, le attese, la natalità, il buon vivere di una società che tende all’invecchiamento, sclerotizzata nei propri meccanismi equilibratori.

Scarsi ed unilaterali ammortizzatori sociali, nessuna vera politica per la famiglia, mobilità sociale solo discendente, desertificazione delle relazioni personali, eccesso di delega alla politica ed alle policy pubbliche indotta da egoismi insopprimibili o da carenze della risposta pubblica in ampi settori della sicurezza sociale. Sono i nodi che un “partito” e “nuovo” deve affrontare e regimentare dentro soluzioni di breve e medio periodo.

C'è la
cultura per affrontare queste emergenze non ripetendo plot ormai inservibili?

C'è un ponte verso le
nuove generazioni, quelle sempre on line, cui proporre suggestioni meno episodiche e rituali di quanto accade di norma? Una riverniciata in web 2.0 su argomenti e proposte da ventesimo secolo.

Io penso che questo
spazio culturale sia la sfida più insidiosa che il PD ha di fronte a sé. Ben più del berlusconismo declinante. Ben più del dominio televisivo da offerta generalista. Perchè è precisamente qui che si colloca la vocazione maggioritaria di un “partito” e “nuovo”.

E per andare oltre la semplice evocazione di nodi chiari a molti, ma non a tutti, e di meno ai senatori ottuagenari che masticano pane e politica da quando portavano i calzoni corti, proverò ad indicare alcuni strumenti necessari ad incidere sulle policy.

Il verbo della modernità liquida è
to share, condividere. Il costo di investimenti per la rivalutazione del potere d'acquisto dei redditi da lavoro dipendente, precario ed autonomo borderline il livello di povertà percepita, secondo classificazione istat, deve mobilitare la ricchezza privata e la conoscenza diffusa anche in funzione delle politiche pubbliche. Ma per fare questo occorre cambiare paradigma, costruire strumenti giuridici e politiche più aperte e flessibili, impiantare la cultura della valutazione preliminare ed ex-post, liberare il capitale privato da condizionamenti territoriali mafiosi, paramafiosi o concussorii. A partire dalla cultura della classe dirigente locale, politica e burocratica.

Un partito aperto al contributo delle nuovissime generazioni va costruito come un social network. La cui parola chiave è degerarchizzazione. Quanti si immaginano i satrapi del consenso locale convivere con, o tollerare un partito degerarchizzato e realmente aperto? Non è questa la sede per prospettare soluzioni, che in qualche caso si possono perfino delineare. Certamente lo è per evocare domande. Ma è in ogni caso proprio questa la sfida che può dare sostanza alla vocazione maggioritaria di un Partito Democratico di massa, stabilmente piantato nel sentiment del XXI secolo.

Speechwriter
[Roma, 25 X 2007]

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La guerra è pace

Freedom is slavery
La libertà è schiavitù

Ignorance is strenght
L'ignoranza è forza



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La société du spectacle par Guy E. Debord


Secondo la definizione di Leonardo Boff, in Ethos mondiale

EGA 2000 ISBN 88-7670-394-2, €11,36:

Per ethos intendiamo l’insieme delle aspirazioni, dei valori e dei principi, che orienteranno le relazioni umane nei confronti della natura, della società, delle alterità, di se stessi e del senso trascendente dell’esistenza, Dio.



Si vis pacem para pacem

 

Questo blog è gemellato con Devarim [in ebraico Devarim sono le parole, o le cose].
La lettera ebraica che abbiamo insieme scelto per illustrare questo spazio in comune è bet
,la stessa che dà inizio al libro di Bereshit,in principio, il primo dei cinque che compongono la Torah [corrispondente al nostro libro della Genesi].



Ascolta radiofulmini

E fa zapping con Tv [spenta] med vridbar skärm, Luma, 1959 digitaladoptive


I blogleanno:

15 marzo 2005 | 15 marzo 2006


Il BIP®™ countdown è scaduto

Al 10 aprile 2006, ore 15:00, mancavano:
giorni
ore
minuti
secondi

Countdown memories   

- 14 y Del fisco me ne infischio [i numeri veri]

- 13 y Rottamazione [in]costituzionale [christians]

- 12 y Verso il Partito Democratico [di m. cacciari]

-  11 y La sconfitta [nella palude mediorientale]

- 10 y Impoverimento [la tassa occulta]

- 9 y Quote rosa [non è un pesce d’aprile]

- 8 y Mai, mai, mai! [Totus tuus ego sum Maria]

- 7 y Punta Perotti [lo spartiacque]

6 y sso ccontento…! [il ri-epilogo]

- 5 y Favole greche e leggende metropolitane [ici]

4 y Anche i ricchi piangono [o dei rovesci]

3 y Un giudice  [Fabrizio De Andrè, amico fragile]

- 2 y Per interesse  [contro il declino]

-  1 y La nomination [BIP® brother] 

0 y  L'identità mediale degli italiani [BIP® exit]


Questo blog aderiva alla campagna
"Salviamo la Costituzione. Aggiornarla non demolirla".

Contro la sottrazione di democrazia tentata dal governo dei pre-potenti.



Infopoint

La posta in gioco

Si sceglieva tra 2 modelli*:

il sistema che accoglie l'individuo,
non privo di limiti;

l'individualismo che rigetta la relazione
tra gli individui, la nega ideologicamente,
privilegiando la soluzione asociale.

Io scelgo e voto per una società che
sa trarre forza dagli individui
per costruire il sistema e lo scudo,
anche per i più deboli
, gli ultimi,
i meno muniti e più sprovveduti,
che non possono rimanere ostaggi,
in balia dei rapporti di forza
economici o politici;
e non delega la salvezza all'uomo, della provvidenza



banditore [ in un film già visto ].

*ma l'Unione non lo aveva capito.






[ charis community ]

FENICOTTERO SNODATO Un'esemplare di fenicottero rosa si accarezza compiaciuto il collo allo zoo di Francoforte in Germania (Frank May /Epa)

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