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Ethos
l' Uomo in bianco e nero


Diario


11 luglio 2009

Mezzomilione

[ click | Il surplace è una tecnica usata nelle gare di velocità del ciclismo su pista con cui si rimane in posizione di equilibrio, fermi, sulla bicicletta per attendere il momento migliore per attaccare e sorprendere l'avversario ]


L'Africa non ha bisogno di uomini forti, ha bisogno di istituzioni forti. Questo continente è ricco di risorse naturali. L'Africa emette meno gas serra di qualsiasi altra parte del mondo, ma è il continente più minacciato dai cambiamenti climatici. Un pianeta più caldo diffonderà le malattie, assottiglierà le risorse idriche ed esaurirà i raccolti, creando le condizioni per ancora più carestie e conflitti. Tutti abbiamo la responsabilità di frenare queste tendenze e trasformare questa crisi in opportunità. Barack Hussein Obama


> 500.000




Toccati i 500.000 contatti, nel giorno che Obama dedica al primo viaggio da presidente degli Stati Uniti d'America, in terra madre. Evocativa sovrapposizione di suggestioni, accaduta in una fase di prolungato surplace del blog. Fortunata coincidenza di un diario altrettanto fortunato. Grazie a chi si prende la briga di dargli una sbirciatina. Furtiva ed affettuosa. Come l'eloquio del suo patrono particolare, don Tonino Bello.

Link mappudori|accra bho speech|africa lab|chance|change, we can believe in


4 giugno 2009

Obama al Cairo vs Osama, al-Qaeda

The State Department has been busy translating the President’s speech, click here to find links to translated transcripts, and later versions of the video with translated captions as they come in. Languages will include Arabic, Chinese, Dari, French, Hebrew, Hindi, Indonesian, Malay, Pashto, Persian, Punjabi, Russian, Turkish, and Urdu.


[ click | Non per l'elogio del Corano, non per l'infanzia di Obama sotto i minareti e neppure per l'affettuosa citazione del papà musulmano o del proprio nome completo, Barack Hussein Obama. Il segnale nitido viene dalle 6000 parole dell'appello: mai è citata «terrorism», la maledizione che dall'11 settembre 2001 strega America e Islam ]
Un discorso atteso da un miliardo di islamici che ha parlato anche all'America profonda e a Israele: il presidente americano Barack Obama, nello storico discorso alla «umma», la comunità islamica, ha parlato di «città senza tempo del Cairo». I saggi presenti, come i milioni di musulmani in ascolto, dai caffè del Nobel Mahfouz, alle periferie di Parigi e Detroit, all'Indonesia dove il presidente è cresciuto, alle caverne di al-Qaida, hanno capito che l'America cambia.
Link map: welcome to obama for america|presidet's speech|nowruz|death cheney '01|obamerica


21 marzo 2009

Prima-vera

«Obama è molto positivo per gli Stati Uniti, che hanno pagato un prezzo terribile agli anni di Bush e sono arrivati alla fine del suo secondo mandato con il morale e il tasso di popolarità nel mondo più bassi che mai. Obama ha l’enorme merito di portare con sé una carica di entusiasmo e idealismo. La vera novità non è il fatto che sia nero; è il fatto che sia un intellettuale. Genere mai amato negli States».

Mario Vargas Llosa

Le anime dell'Iran di fronte ai piani d'attacco Usa [Amir Madani, marzo 2007]

[ click | Questo è il testo del messaggio che il presidente Americano Barack Obama ha inviato al popolo iraniano per celebrare il Nowruz, la festa del Nuovo Anno secondo l'antico calendario persiano influenzato dai riti zoroastriani. Nowruz, che coincide con l'equinozio di primavera, non è una festa islamica, ed è sempre stato mal tollerato dalla dirigenza della Repubblica islamica dell'Iran ]

«Oggi voglio fare avere i miei migliori auguri a tutti coloro i quali celebrano il Nowruz in tutto il mondo. Questa festa è insieme un antico rituale e un momento di rinnovamento, ed io spero che voi possiate godere di questo momento particolare dell'anno con i vostri amici e familiari.

In
particolare vorrei parlare direttamente al popolo e ai leader della Repubblica islamica dell'
Iran. Nowruz è solo una parte della vostra grande e celebrate cultura. Durante molti secoli la vostra arte, la musica, la letteratura e l'innovazione hanno creato un mondo migliore e più bello. Qui negli Stati Uniti la nostra comunità è stata favorita dal contributo degli Iraniano-Americani: sappiamo che voi siete una grande civiltà, e i vostri risultati hanno guadagnato il rispetto degli Stati Uniti e del mondo.

Per quasi tre decenni le relazioni fra i nostri due paesi sono state tese, ma durante questa festa ci viene ricordato del comune destino che ci tiene legati insieme. Voi celebrerete il vostro
Nuovo Anno nello stesso modo in cui noi americani ricordiamo le nostre feste, radunandosi in famiglia e con gli amici, scambiandosi doni e racconti, guardando al futuro con un rinnovato senso di speranza.

Queste celebrazioni custodiscono la promessa di un nuovo giorno, di nuove opportunità per i nostri figli, di sicurezza per le nostre famiglie, progresso per le nostre comunità e pace tra le nazioni. Sono speranze condivise, sono sogni comuni. Per questo in questa stagioni di nuovi inizi vorrei parlare chiaramente ai leader iraniani. Tra di noi esistono serie divergenze che si sono accresciute col tempo. La mia amministrazione si è impegnata a una diplomazia che risponda a tutte le questioni aperte tra di noi, per costruire legami costruttivi fra gli Stati Uniti, l'Iran e la comunità internazionale. Questo processo non andrà avanti fra minacce. Noi vogliamo invece un impegno che sia onesto e fondato sul rispetto reciproco.

Voi avete una scelta. Gli Stati Uniti vogliono che la Repubblica islamica dell'Iran assuma il suo giusto posto nella comunità delle nazioni. Voi avete quel diritto - ma questo comporta anche delle responsabilità, quel posto non può essere conquistato attraverso l'uso delle armi o del terrorismo: ma piuttosto con azioni pacifiche che dimostrino la vera grandezza del popolo e della civiltà iraniana. La misura di questa grandezza non è quella di distruggere, è la vostra consolidata capacità di costruire e di creare.

Per questo in occasione del Nuovo Anno, voglio che voi, il popolo e i leader dell'Iran, possiate guardare al futuro che noi vogliamo. E' un futuro di scambi rinnovati fra i nostri popoli, con maggiori opportunità di partnership e commercio. E' un futuro in cui le vecchie divisioni sono superate, in cui voi, I vostri vicini e in generale il mondo possiate vivere con maggiore sicurezza, in pace.

Io so che tutto questo non sarà raggiunto facilmente, ci sono coloro i quali insistono che le nostre relazioni continuino ad essere segnate dalle nostre differenze. Ma ricordiamoci delle parole che il poeta
Saadi pronunciò tanti anni fa: I figli di Adamo sono membri uno dell'altro, essendo stati creati in un'unica essenza.

Con l'arrivo di una nuova stagione ci viene ricordata la preziosa umanità che noi tutti condividiamo. E noi ancora una volta invochiamo questo spirito mentre facciamo la promessa di un nuovo inizio.

Grazie.
Eid-eh Shoma Mobarak [auguri per la vostra festa]».

Barack Hussein Obama

Link map
: welcome to obama for america|death cheney '07|security cabinet|fareed zakaria|obamerica


13 marzo 2008

Rahhove

Una grande Croce per la nostra Chiesa prima della Pasqua” ha detto mons. Rabban al Qas, vescovo di Arbil, commentando la notizia ad AsiaNews.

[ click ]
 
Il vescovo caldeo di Mosul, Faraj Rahho, rinvenuto cadavere a seguito del rapimento subito il 29 febbraio scorso. Sulle violenze contro le chiese irachene polizia e esercito nazionale non hanno mai condotto indagini adeguate o trovato i responsabili, denuncia la popolazione.

Karl Rove: «L'Iraq sarà un posto migliore»

In un’intervista rilasciata nel novembre scorso ad "Asianews" monsignor Rahho aveva parlato di un rigurgito di violenza a Mosul [250 chilometri a nordovest di Baghdad] e denunciato «persecuzioni religiose sempre piu frequenti». In Iraq i cristiani sono poco meno di un milione, circa il 4 per cento della popolazione. I cattolici caldei sono la parte preponderante della comunità cristiana che comprende anche assiri, siriani, armeni e latini.

"Si deve ricordare che il sequestro del prelato avvenne alla fine di una vasta operazione di ‘pulizia’ della città compiuta dall’esercito americano. Ciò dimostra chiaramente che questo genere di metodi non costituisce una soluzione per pacificare il paese. Sottolineo il silenzio assordante degli americani dopo l’annuncio del rapimento”

Link map
asianews|karl rowe|faraj rahho|mosul|persecuzioni|misna


6 ottobre 2007

Rozzo east-wasp

« Non hai ancora risposto alla mia domanda, Ed.
A quale, Elaine?
Se oggi come oggi, senza un'occupazione, avessi la possibilità di scappare
con unmilionenovecentomila dollari, l'afferreresti? »

Il mio nome è Jackie Brown

Plainfield [USA]
- Alla fine li hanno arrestati. Dopo
6 mesi di assedio da parte della polizia e dell'Fbi Ed ed Elaine Brown, lui 64 anni lei 66, sono finiti in carcere. Dove resteranno per 5 anni e tre mesi. Colpevoli di non aver pagato le tasse su 1.900.000 dollari [circa 1.350.000 euro] di entrate non dichiarate al Fisco. Che non l'ha presa bene e ha chiesto e ottenuto nell'aprile scorso una condanna esemplare. Al momento di eseguire la sentenza però i coniugi Brown, lei una dentista lui un acchiappa-topi in pensione, si sono barricati in casa, armati e pronti ad uccidere chi tra le forze dell'ordine si fosse presentato alla loro porta. Per non rischiare una strage l'Fbi ha deciso da subito di non voler ricorrere alla forza. Facendo protrarre l'assedio per quasi sei mesi.

« Già, ma... anche Mr. Brown ricorda un po' il colore della merda »

Succede a Plainfield, un piccolo borgo di 2200 abitanti nel New Hampsire. Sgomento in Forza Italia: anche Georgino tradisce Silvio, nonostante tutto.

Umberto Bossi si reca personalmente sul White River per esportare lo sciopero fiscale nell'iper wasp, spocchioso e rozzo New Hampshire: munito di ampollona, con tanto di reliquia acquea del dio Po.


4 settembre 2007

Turbocapitalismo

Il nome è nuovo, la sostanza è nota: sono i trilioni di dollari [migliaia di miliardi] che gli Stati Uniti devono a Cina, Giappone, Arabia Saudita, Dubai, Oman, Singapore ecc. Indebitamento vagante sotto il pelo dell'acqua, ma che ha già superato - secondo le valutazioni della banca d'investimento Morgan Stanley - l'astronomica cifra di 2.500 miliardi di dollari.

Chi c'è «dietro» è dunque chiaro: Stati creditori. Ecco perché gli esperti chiamano questi iceberg «fondi sovrani».

Fino a ieri gli Stati Uniti avevano costretto tutto il resto del mondo occidentale, tigri asiatiche incluse, Europa inclusa, a privatizzare tutto, a vendere gli assetti statali per metterli nelle mani delle corporation private. Solo che Russia, Cina e altri hanno accumulato gran parte del debito estero americano, prima in Certificati di Credito del Tesoro, e adesso muovono all'offensiva comprandosi pezzi di America. Quindi gli Stati, cacciati dalla porta, ritornano dalla finestra. Ed è solo l'inizio. Perché è con queste armi che potrebbero giocarsi gigantesche partite geopolitiche, prezzi di materie prime potrebbero schizzare fuori controllo, interi comparti industriali potrebbero essere messi in ginocchio da operazioni gestite e controllate nell'ombra in nome di interessi «stranieri». Con i ricatti politici corrispettivi. Quello che gli Usa hanno fatto per costruire la «loro globalizzazione» potrebbe ora ritorcersi a loro danno. Sempre globalizzazione sarebbe, ma non più a stelle e strisce.

Da qui la richiesta americana al Fondo Monetario Internazionale e alla Banca Mondiale di obbligare questi «fondi sovrani d'investimento» a rendere noti i loro piani e i loro portafogli, per impedire che possano agire di sorpresa e sparigliare le carte. Prima che sia tardi. Perché, sempre secondo Morgan Stanley, la legge della crescita esponenziale, in cui ci troviamo invischiati tutti, farà crescere il volume di questi debiti fino a 17.500 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni. E siccome nessuno, in questo Occidente spensierato e suicida, osa parlare di riduzione dei consumi [e dell'indebitamento], anche i rischi cresceranno esponenzialmente. Certo che la Russia, e ancor più la Cina, per non parlare di Singapore e di Dubai, sono a tal punto interconnesse con l'economia americana e i suoi pazzeschi consumi, che nessuno vorrà nuocere alla grande mucca che tutti mungono. Ma solo fino a un certo punto.


1 settembre 2007

VIII07 Kennet & Tookie | Tutti da Fulmini L’ULTIMOGIORNODELMESE

Il blog è una delle tante benedizioni dei tempi moderni, e siccome Aristotele ha mostrato che "l’essere umano è socievole” ed Eugenio Borgna ha dimostrato che “noi siamo un colloquio”, si può considerare addirittura la madre di tutte le benedizioni.

Seguendo il filo di questi pensieri Fulmini ha proposto ai bloggers che leggerete, che leggerai in ordine alfabetico, di incontrarsi L’ULTIMOGIORNODELMESE, pubblicando e discutendo l’uno accanto all’altro un breve post sull’evento da ciascuno ritenuto importante del mese in questione, dando così uno sguardo comune alla struttura del mondo mentre ci guardiamo negli occhi.

Tullio Pericoli: Cultura.

Kennet & Tookie

Il nodo non si è stretto al collo di Kennet. Il pianto non è stato strozzato in gola. Il boia ha dismesso i panni implacabili della vendetta di stato, di status.

Il record negativo dell’attuale governatore Rick Perry, che ha lasciato procedere ben
159 esecuzioni senza intervenire - battendo addirittura il famoso record delle 152 esecuzioni avvenute sotto il precedente governatorato di George W. Bush - rendeva impensabile che Kenneth potesse sfuggire alla morte per una grazia governatoriale: a meno che… A meno che le pressioni nei confronti di Rick Perry non avessero raggiunto un’intensità eccezionale, un’intensità tale da creare per lui un problema politico.

Il governatore del Texas ha concesso la grazia a Kenneth Foster, a sei ore dalla data fissata per la sua esecuzione [pena commutata in ergastolo]. E' anche merito della mobilitazione generale di tutti, del web e della tv.

Quante cose potrebbe fare la televisione, così spesso accusata di futilità. E in effetti è tante volte inutile, la tv, quindi dannosa. Promette quello che non può realizzare, offre modelli effimeri, prodotti di puro mercato. Ma la televisione potrebbe, può fare tantissimo. Capita che qualche rete si impegni, e non necessariamente è la Rai, tv di cosiddetto servizio pubblico. Per tutto agosto, La7 e Mtv hanno dedicato una parte dei loro palinsesti alla lotta contro la pena di morte, riferendosi in particolare a Foster, che da 11 anni si trovava nel braccio della morte, e che doveva essere giustiziato il 30 agosto a Huntsville, in Texas, per un delitto mai commesso.

Kennet vive, vivrà anche un po’ per merito di Tookie. L’eresia della moratoria della pena di morte, anche negli USA, diventa meno eretica. La legge del taglione per la feccia coloured americana registra una timida battuta d’arresto. Nello Stato che più si compiace della sua giustizia sanguinaria [ossimoro], tra quelli che tessono la trama dell’altro ossimoro: la Bible belt [cintura meridionale della bibbia | deep America].


15 agosto 2007

Iraq will be in a better place [WSJ 13 VIII 07]

 
Karl Rove: «L'Iraq sarà un posto migliore»

Link all'intervista rilasciata da Karl Rove al WSJ: 'The Mark of Rove'.

[ clicca sull'immagine ]


È drammatico il bilancio dei 4 attentati suicidi che ha colpito la comunità yazida nel nord dell’Iraq : 175 morti e 200 feriti, secondo l’esercito iracheno [Baghdad 14 VIII 07].

Quattro kamikaze, ognuno a bordo di un’autocisterna, si sono fatti esplodere alle 8 di sera [ora locale] nei pressi della città di Qahataniya, 120 chilometri a ovest di Mosul. Negli attentati, secondo quanto riferito dalle autorità locali, sarebbero rimaste ferite 70 persone. Nessuno ha finora rivendicato gli attentati.


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permalink | inviato da Ethos il 15/8/2007 alle 7:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


31 maggio 2007

V07 Guerra | Tutti da Fulmini L’ULTIMOGIORNODELMESE

Il blog è una delle tante benedizioni dei tempi moderni, e siccome Aristotele ha mostrato che "l’essere umano è socievole” ed Eugenio Borgna ha dimostrato che “noi siamo un colloquio”, si può considerare addirittura la madre di tutte le benedizioni.

Seguendo il filo di questi pensieri Fulmini ha proposto ai bloggers che leggerete, che leggerai in ordine alfabetico, di incontrarsi L’ULTIMOGIORNODELMESE, pubblicando e discutendo l’uno accanto all’altro un breve post sull’evento da ciascuno ritenuto importante del mese in questione, dando così uno sguardo comune alla struttura del mondo mentre ci guardiamo negli occhi.

Tullio Pericoli: Cultura.

La guerra è fin[i]ta

L’uccisione del
Mullah Dadullah, il 12 maggio scorso nella provincia di Helmand, nell’Afghanistan più permeabile alle ambiguità pakistane, e la ripresa dei colloqui diretti USA | Iran dopo 27 anni di fiera insofferenza reciproca, sono i segni attesi e immaginati nei molti ambienti non guerrafondai.

Non scriverò nulla di nuovo, limitandomi a riproporre un documento pubblicato tre anni fa, il 17 marzo 2004:

Chi è l’uomo forte nell’Iraq liberato da Saddam Hussein? E’ un ayatollah sciita, cioè filoiraniano, si chiama Sayyid Ali Husaini
Sistani e vuole fare di Najaf, città santa del culto sciita, la nuova capitale del Paese. Ma non era l’Iran uno dei più vituperati (a ragione) regimi, da rovesciare nella versione neocons della politica estera americana? Si è fatta una guerra per cacciare un sanguinario dittatore “laico” per insediarvi un nuovo regime filoiraniano? Perchè se oggi si votasse, la maggioranza assoluta del nuovo parlamento democraticamente eletto sarebbe controllata da questo anziano signore assiso in preghiera.

A me sembra una contraddizione stridente. Che mostra come anche le grandi strategie disegnate dai cosiddetti think thank, i pensatoi, mostrino la corda: a meno che si ritenga che una guerra permanente possa essere economicamente sostenibile ed eticamente accettabile. Ovvero che l’impero controlli il mondo sotto il tallone della propria potenza militare.

Non occorre aggiungere altro. Il tempo è galantuomo.



[
clicca sulle immagini]


Nome:
Fulvia

Autori: Emanuele Pirella e Tullio Pericoli

Anno: 1984

Descrizione:

Garbata satira del mondo culturale e dei salotti milanesi,
Tutti da Fulvia sabato sera è un'originale serie pubblicata ogni settimana sul quotidiano la Repubblica. Di tanto in tanto vi fanno capolino Umberto Eco o Furio Colombo, Woody Allen o Eugenio Scalfari, ottimamente caricaturizzati da Pericoli, mentre Fulvia spesso commenta a modo suo avvenimenti piccoli e grandi dell'attualità politica e culturale italiana.


30 marzo 2007

Il peso dell’Europa

[clicca per leggere tutto] 


L'Europa e la governance economica globale

di Pier Carlo Padoan

Tutti gli scenari a lungo termine confermano che nei prossimi quindici-venti anni si assisterà a un calo significativo del peso economico dell’Europa e a un aumento di quello dei nuovi paesi emergenti: Cina, India, Russia, Brasile [i Brics]. Da un lato, la ascesa dei nuovi paesi determina il risultato, positivo, di aggiungere nuovi motori alla crescita mondiale, dall’altro si producono squilibri sui mercati energetici, sulla sostenibilità ambientale e sulla stabilità finanziaria.

Non si può negare che, nel sistema globale, ci si trova di fronte a una carenza di governance.

Questa è parzialmente colmata da una proliferazione di risposte di tipo regionale o bilaterale, a cui si accompagna una delegittimazione delle istituzioni internazionali. Si tratta di risposte alimentate dalla strategia degli Stati Uniti, che consiste nel dare più spazio ai Brics, sia privilegiando i rapporti bilaterali sia promovendo una riforma della governance delle istituzioni internazionali che ne faccia aumentare il peso decisionale.

Una contestualizzazione. Ed un flash-back.


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permalink | inviato da Ethos il 30/3/2007 alle 8:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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In fondo è semplice decifrare BIP®™:
basta capovolgere il senso delle parole
comunicate in pubblico,
per comprendere i suoi obiettivi privati


War is peace
La guerra è pace

Freedom is slavery
La libertà è schiavitù

Ignorance is strenght
L'ignoranza è forza



Use OpenOffice.org




La société du spectacle par Guy E. Debord


Secondo la definizione di Leonardo Boff, in Ethos mondiale

EGA 2000 ISBN 88-7670-394-2, €11,36:

Per ethos intendiamo l’insieme delle aspirazioni, dei valori e dei principi, che orienteranno le relazioni umane nei confronti della natura, della società, delle alterità, di se stessi e del senso trascendente dell’esistenza, Dio.



Si vis pacem para pacem

 

Questo blog è gemellato con Devarim [in ebraico Devarim sono le parole, o le cose].
La lettera ebraica che abbiamo insieme scelto per illustrare questo spazio in comune è bet
,la stessa che dà inizio al libro di Bereshit,in principio, il primo dei cinque che compongono la Torah [corrispondente al nostro libro della Genesi].



Ascolta radiofulmini

E fa zapping con Tv [spenta] med vridbar skärm, Luma, 1959 digitaladoptive


I blogleanno:

15 marzo 2005 | 15 marzo 2006


Il BIP®™ countdown è scaduto

Al 10 aprile 2006, ore 15:00, mancavano:
giorni
ore
minuti
secondi

Countdown memories   

- 14 y Del fisco me ne infischio [i numeri veri]

- 13 y Rottamazione [in]costituzionale [christians]

- 12 y Verso il Partito Democratico [di m. cacciari]

-  11 y La sconfitta [nella palude mediorientale]

- 10 y Impoverimento [la tassa occulta]

- 9 y Quote rosa [non è un pesce d’aprile]

- 8 y Mai, mai, mai! [Totus tuus ego sum Maria]

- 7 y Punta Perotti [lo spartiacque]

6 y sso ccontento…! [il ri-epilogo]

- 5 y Favole greche e leggende metropolitane [ici]

4 y Anche i ricchi piangono [o dei rovesci]

3 y Un giudice  [Fabrizio De Andrè, amico fragile]

- 2 y Per interesse  [contro il declino]

-  1 y La nomination [BIP® brother] 

0 y  L'identità mediale degli italiani [BIP® exit]


Questo blog aderiva alla campagna
"Salviamo la Costituzione. Aggiornarla non demolirla".

Contro la sottrazione di democrazia tentata dal governo dei pre-potenti.



Infopoint

La posta in gioco

Si sceglieva tra 2 modelli*:

il sistema che accoglie l'individuo,
non privo di limiti;

l'individualismo che rigetta la relazione
tra gli individui, la nega ideologicamente,
privilegiando la soluzione asociale.

Io scelgo e voto per una società che
sa trarre forza dagli individui
per costruire il sistema e lo scudo,
anche per i più deboli
, gli ultimi,
i meno muniti e più sprovveduti,
che non possono rimanere ostaggi,
in balia dei rapporti di forza
economici o politici;
e non delega la salvezza all'uomo, della provvidenza



banditore [ in un film già visto ].

*ma l'Unione non lo aveva capito.






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FENICOTTERO SNODATO Un'esemplare di fenicottero rosa si accarezza compiaciuto il collo allo zoo di Francoforte in Germania (Frank May /Epa)

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