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l' Uomo in bianco e nero


Diario


1 dicembre 2008

Dream team




Non la squadra presentata ieri da BHO. No. Se non per la rilevante discontinuità di un nero ministro della Giustizia. Si può immaginare cosa significhi, se si pensa che le fasce di popolazione più a disagio sono quelle maggiormente perseguite, spesso per carenza di difesa legale a fronte della pubblica accusa, non solo per statistica.

No. Il dream team di Obama è dislocato nel giacimento di 300.000 curriculum pervenuti dal sistema di social networking già all’opera, anche a supporto del transition team.

Sono pronto ad una scommessa: il nuovo think thank presidenziale emergerà dalla connessione di queste energie grassroot. 8.000 entreranno direttamente nell’Amministrazione. Gli altri saranno allertati per valutare, integrare, sondare politiche e soluzioni. Con le logiche proprie del knowledge management applicate all’economia della conoscenza, per spinta dall’ecosistema delle reti
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Link map: welcome to obama for america|holder|security cabinet|social media lab|grassroots cv|wired


12 novembre 2008

Word-of-mouth, passaparola...

[ click | Classe 1961, come Obama, Chris Anderson è il pronipote di uno dei fondatori del Movimento Anarchico Americano di fine ‘800. Suo nonno ha inventato un irrigatore automatico, suo padre era un operatore del telegrafo. Da ragazzo suonava in una punk-band. Forse segni del destino, perché sembrano gli ingredienti perfetti di quella cultura americana che ha generato, appunto, Wired, il magazine di quelli che vogliono cambiare il mondo. E poteva nascere e crescere solo lì, vicino, se non dentro, la Silicon Valley ]

Ma a ben guardare Wired non parla - non ha mai parlato - di tecnologia. Parla di come si cambia il mondo. O meglio: è espressione di quella cultura tipicamente americana basata e centrata sull’innovazione. Che fa dell’innovazione e dell’invenzione il suo modello di business

«Quando sono diventato direttore di Wired nel 2001», racconta, «era la fine della bolla. Tutti pensavano che fosse finita. Ma ho scommesso che era solo l’inizio. Dovevo affrontare una sfida difficile: come mantenere l’integrità del magazine rivoluzionandolo. Dovevamo trasformare noi stessi».

E ce l’ha fatta, Chris Anderson: ha portato il giornale a sei nomination per il National Magazine Award, vincendo il primo premio per la General Excellence nel 2005 e nel 2007. Nell’aprile dello stesso anno è entrato anche nella
Time 100, la lista di Time Magazine di quegli uomini o donne il cui potere, talento o esempio morale sta trasformando il mondo. Mica male.

A quei tempi aveva già pubblicato
The Long Tail, apparso la prima volta in forma di articolo su Wired nell’ottobre 2004 e poi in libro nel luglio del 2006. Un’idea che spiega efficacemente le dinamiche digitali, e che oggi sta estendendo verso il Free. Su questo è lapidario. Diciamo da tempo che tutto ciò che può diventare digitale diventerà digitale. L’abbiamo visto dimostrato innumerevoli volte. Non solo i prodotti in qualsiasi modo legati all’informazione, e cioè immateriali, ma anche i processi - e in questo caso, invece, il modello si applica a qualunque contesto. Come diceva Kevin Kelly: Ogni processo ripetitivo può essere automatizzato, e quindi digitalizzato. «E tutto ciò che è digitale diventerà free”», gratuito o quantomeno aperto, aggiunge Anderson.

Non è una distruzione di valore. È un cambiamento di sistema. Produzione, movimentazione e commercio mica smettono di esistere. Ma cambiano le modalità. Certo a qualcuno non farà piacere, specie se questo qualcuno fa conto sulla capacità di intercettare passaggi, intermediare momenti di catene del valore. Questo non sarà più possibile, a meno che non si inventino nuove forme di re-mediazione che aggiungano valore. Ma la catena, come già avvenuto in altri contesti, è destinata a spezzarsi, sostituita da una rete di collegamenti. Bisogna prenderne atto: a Genova c’è ancora qualcuno che ce l’ha con Cristoforo Colombo per l’apertura delle rotte atlantiche, ma cosa vuoi farci. Succede.

E noi?
Cosa pensa del modello italiano?, gli chiedo, col dubbio di fare una domanda scontata. Ma la sua risposta scontata non sembra affatto: «Le Piccole Medie Imprese saranno il futuro. Il modello italiano può essere quello principale per il 21° secolo», perché i luoghi economici in cui si creerà maggior valore sono le nicchie. Sì, è vero, «L’Italia ha sofferto per un accesso inefficiente [alla Rete e ai mercati internazionali, ndr]», afferma, «ma avete fatto lo stesso un lavoro eccellente». E ora c’è la chance di Internet che offre un accesso paritario alla concorrenza internazionale, perché è un «Complete leveler». Difficile da tradurre senza pensare alle parole di Totò, ma il senso è ben diverso, e piuttosto chiaro. Livella le barriere all’accesso, offrendo - potenzialmente - eguali opportunità.

Si tratta di
«Dominare le nicchie e lavorare per il mondo piatto», perché «lavorare per le nicchie significa essere autentici, reali, molto focalizzati e in contatto diretto con i clienti, perennemente sostenuti dal word-of-mouth, il passaparola». Non solo, ci permettiamo di aggiungere: chi altri se non le PMI italiane, quelle vere, hanno saputo esprimere eccellenza nel capire come sono fatte le cose, conoscere il mondo, cambiarlo?

Guarda in basso

Inventiva, ingegneria e telecomunicazioni. Un così curioso parallelo con la sua storia di famiglia. Aggiungi a questo che
«Nel 21° secolo ognuno può trovare la sua economia di scala», chiude Anderson, e le prime indicazioni ci sono. Si tratta di non guardare sempre in su, ai più grandi, ma in giù, verso la coda, i piccoli esempi di eccellenza che pullulano sul territorio italiano. E metterli in grado di lavorare, di muoversi, di aprire le prospettive. Di cambiare il mondo.

Link mapwired|kevin|barack|ideo|kadima trentina|chris anderson

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Secondo la definizione di Leonardo Boff, in Ethos mondiale

EGA 2000 ISBN 88-7670-394-2, €11,36:

Per ethos intendiamo l’insieme delle aspirazioni, dei valori e dei principi, che orienteranno le relazioni umane nei confronti della natura, della società, delle alterità, di se stessi e del senso trascendente dell’esistenza, Dio.



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non privo di limiti;

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Io scelgo e voto per una società che
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per costruire il sistema e lo scudo,
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, gli ultimi,
i meno muniti e più sprovveduti,
che non possono rimanere ostaggi,
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FENICOTTERO SNODATO Un'esemplare di fenicottero rosa si accarezza compiaciuto il collo allo zoo di Francoforte in Germania (Frank May /Epa)

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