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Ethos
l' Uomo in bianco e nero


Diario


11 maggio 2009

Se voi foste persone normali

[ click | Il popolo dello yiddish è stato un capolavoro di umanità: senza confini, senza frontiere, senza eserciti, senza burocrazie, senza deliri nazionalisti. Un popolo con la sua patria portatile, la Torah, che sapeva vivere a cavallo dei confini, fra cielo e terra, tenendo per mano l’ineffabile Dio del monoteismo come un compagno di giochi, rispettandone la maestà ma denunciandone contemporaneamente la correità nei mali del mondo ]

Della lectio magistralis «L’altro e il suo ingombro», declamarta il 22 ottobre 2007 da Moni Ovadia all’Università di Pavia.

Se foste un rom, quella di Matteo Salvini non vi apparirebbe come la sortita delirante di un imbecille da ridicolizzare.

Se foste un musulmano, o un africano, o comunque un uomo dalla pelle scura, il pacchetto sicurezza non lo prendereste solo come l’ennesima sortita di un governo populista e conservatore, eccessiva ma tutto sommato veniale.

Se foste un lavoratore che guadagna il pane per sé e per i suoi figli su un’impalcatura, l’annacquamento delle leggi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro non lo dimentichereste il giorno dopo per occuparvi di altro.

Se foste migrante, il rinvio verso la condanna a morte, la fame o la schiavitù, non provocherebbe solo il sussulto di un’indignazione passeggera.

Se foste ebreo sul serio, un politico xenofobo, razzista e malvagio fino alla ferocia non vi sembrerebbe qualcuno da lusingare solo perché si dichiara amico di Israele.

Se foste un politico che ritiene il proprio impegno un servizio ai cittadini, fareste un’opposizione senza quartiere ad un governo autoritario, xenofobo, razzista, vigliacco e malvagio.

Se foste un uomo di sinistra, di qualsiasi sinistra, non vi balocchereste con questioni di lana caprina od orgogli identitari di natura narcisistica e vi dedichereste anima e corpo a combattere le ingiustizie.

Se foste veri cristiani, rifiutereste di vedere rappresentati i valori della famiglia da notori puttanieri pluridivorziati ingozzati e corrotti dalla peggior ipocrisia.

Se foste italiani decenti, rifiutereste di vedere il vostro bel paese avvitarsi intorno al priapismo mentale impotente di un omino ridicolo gasato da un ego ipertrofico.

Se foste padri, madri, nonne e nonni che hanno cura per la vita dei loro figli e nipoti, non vendereste il loro futuro in cambio dei trenta denari di promesse virtuali.

Se foste esseri umani degni di questo nome, avreste vergogna di tutto questo schifo.

Moni Ovadia 

Link map: corpo di reato|vangelo secondo matteo


1 ottobre 2008

Frutti maturi del Feltrusconismo

[ click | L’ hanno fermato all’uscita da scuola, braccato, pestato: un piede sopra alla testa, le manette e poi le botte, anche all’interno della macchina di servizio. Sette agenti della polizia municipale di Parma – questa la denuncia fatta in mattinata ai carabinieri del Comando locale – hanno aggredito alle 18:25 di ieri al parco cittadino ex Eridania Bonsu Emmanuel Foster, giovane studente ghanese di 22 anni – riducendolo con un occhio nero, una gamba malmessa - il ragazzo zoppica - e diverse lesioni, come testimonia il referto ospedaliero ]

Quando mi hanno preso mi hanno puntato la pistola in faccia mettendomi anche un ginocchio sul volto. Hanno iniziato a picchiarmi e mi hanno chiesto se avevo i documenti. Io gli ho detto che li avevo nello zaino in classe, ma loro mi hanno cacciato dentro l’automobile ed hanno continuato a picchiarmi e a insultarmi. Una volta in caserma mi hanno obbligato a spogliarmi e mi hanno fatto firmare delle carte.

Bonsu Emmanuel Foster, negro, 22 anni

Link map: bastardi|isparmabad|genova|emmanuel|david


26 agosto 2008

Chi di sicurezza ferisce...

Semolino, mele cotte e un omogeneizzato. La signora olandese, Wilma V. M., 52 anni, massacrata venerdì notte insieme a suo marito Paul da due pastori romeni, rei confessi, ieri ha iniziato a riprendere un po' di confidenza con la vita. A mezzogiorno ha mangiato con buon appetito, poi ha aperto il suo cuore davanti al primario di Medicina dell'ospedale San Camillo, Andrea Levi Della Vida, che parla un buon inglese e l'assiste ormai da oltre 48 ore.

«Accetto questa Croce», ha detto al medico la signora Wilma, che per le bastonate dei suoi aguzzini ha perso parecchi denti e ora ha la bocca gonfia e dolorante, ma non vuole saperne di assumere analgesici: «Grazie, dottore, preferisco così, il mio corpo deve reagire da solo a questa sofferenza».

Olandesi imprudenti? Alemanno è impudente!

Link map
: alemanno|wilma v. m.|di insicurezza perisce|vittime


14 agosto 2008

Peruviana = puttana

Si può essere persino incapaci di distinguere una ragazza peruviana da una prostituta peruviana. Ammesso che una puttana abbia, in assoluto, meno dignità di una donna [uomo, trans] che mai si sia prostituita|to. Si può non essere in grado di comprendere che il modello pubblicitario spinge torme di ragazzine alla prostituzione a basso costo, spesso per qualche ricarica da 10 euro.

Ed essere intolleranti ed invece mostrare la faccia feroce solo in virtù di una divisa. E contemporaneamente, da padri, non avere comprensione delle dinamiche che imbrigliano la propria figlia quattordicenne. O il proprio figlio
boia per una notte. Si può sempre cercare nella vulnerabilità altrui la rivincita sulle proprie sconfitte
. Personali e politiche.

«
Mi hanno tolto tutto quello che avevo - spiega l'amica - e mi hanno chiuso dentro una cella sporca di immondizia. Non riuscivo a smettere di piangere. Tutti gli altri stranieri che stavano lì uscivano prima di me, ladre, prostitute, pusher, abusivi. La notte è passata così, tra lacrime e preghiere. Sono uscita solo alle 10.30 del mattino». Versione confermata anche da un amico italiano, C. B., che ha accompagnato Y. a prendere i documenti a casa della ragazza e poi a via Patini. «Siamo stati lì davanti fino alle 3 del mattino, poi siamo tornati più tardi. E, infine, alle 10.30 sono stato io a prendere M. quando, sconvolta, è stata rilasciata e l'ho accompagnata a casa in motorino».

E ancora ieri, una volta fuori, le ragazze non riescono a dimenticare.
«Roma è diventata invivibile per gli stranieri: siamo regolari, parliamo romano, abbiamo amici italiani eppure veniamo trattate così. Siamo qui da tanti anni, continuiamo ad amare questa città, ma facciamo fatica a viverci». Forse tutto questo andrebbe denunciato. «Volevamo farlo ieri, ma poi è andata come è andata. Ora abbiamo paura, chi ci torna in questura?».

Le vittime sono
due ragazze normalissime. Vestite come qualsiasi altra giovane romana. Jeans, T-shirt a girocollo, ballerine, 28 anni, occhiali a goccia, capelli legati e un filo di trucco. Solo che, nonostante l'inflessione romanesca, sono peruviane. Almeno di nascita: a Roma ci vivono da cinque anni. Sono diplomate in Italia e frequentano regolarmente l'università “La Sapienza”.

La verità è che
il Paese da marciapiede i segni del disagio li offre [e in abbondanza] da tempo, ma la politica li toglie dai titoli di testa, sviando l’attenzione con le immagini del Presidente spazzino, l’inutile gioco dei soldatini nelle città, i finti problemi di sicurezza, la lotta al fannullone [che, però, è meritoria, e Brunetta va incoraggiato]. Ma c’è il rischio di provocare una guerra fra poveri, se questa battaglia non la si riconduce ai giusti termini, con serietà e senza le buffonate, che servono solo a riempire pagine di giornali.

Famiglia Cristiana critica le misure varate dal governo in tema di sicurezza, soprattutto
«la sciocca e inutile trovata di rilevare le impronte digitali ai bambini rom» e ricorda come in Europa sia tornata alla mente, «come un simbolo», la foto del bimbo ebreo nel ghetto di Varsavia con le mani alzate davanti ai nazisti delle famigerate SS. «Per questo il Parlamento di Strasburgo e il Consiglio europeo hanno protestato. Esprit ha scritto che gli italiani sono incredibilmente duri contro i romeni e gli zingari. Sarà incredibile, ma è vero. Speriamo - conclude Famiglia Cristiana - che non si riveli mai vero il suo sospetto che stia rinascendo da noi sotto altre forme il fascismo».

Link map: isparmabad|torme|branchi bestiali|bell'italia|militari in città, pochini|marciapiede|famiglia, dio e patria|corpus domini|esprit du temps


12 agosto 2008

Isparmabad | Italia

[ click ]

Il corridoio prosegue per un altro paio di metri. Lì, sulla destra, c'è la cella blindata. I singhiozzi e le urla strozzate della ragazza continuano ad attirare l'attenzione. Quando ci avviciniamo alla cella ci sono anche gli altri colleghi della Gazzetta di Parma e l'assessore alla sicurezza Costantino Monteverdi. Scattiamo.

Una ragazza nigeriana lasciata sporca e quasi nuda in cella. L'assessore alla sicurezza Costantino Monteverdi rassicura«Qui non c'è nessun Far West»: siamo ad Isparmabad | Italia.

«Parma non ha un sindaco-sceriffo e non è una città insensibile nei confronti dei più deboli. E la città ducale non è nemmeno un covo della prostituzione da stanare a colpi di retate o atti di violenza», replica Monteverdi rivolgendo le accuse soprattutto ai media. Per l'assessore alla sicurezza si tratta di una foto “sconsiderata” e “strumentale” [condivido, nda]. «Con quella foto si è cercato di attaccare Maroni, la Carta di Parma e i sindaci che hanno aderito».

Link map: bell'italia|diamanti|corpus domini|isaac hayes way to happiness


28 giugno 2008

Morire di speranza

Appello promosso da:

Associazione Centro Astalli, Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Fondazione Migrantes, Caritas Italiana, ACLI.

[ click ]

Per 24 ore aggrappati alle gabbie dei tonni
 

Come in passato era accaduto a molti dei nostri migranti, anche oggi uomini e donne oltrepassano pericolosamente i confini dell’Europa, sperando di trovarvi rifugio e un avvenire per sé e per i propri cari.

 

Molti di loro provengono da paesi dell’Asia e dell’Africa e fuggono da gravi situazioni di diffusa insicurezza della vita. Li si chiama “clandestini” in maniera semplicistica e spesso non vediamo e non conosciamo il loro vissuto di dolore e di sofferenza, neghiamo loro la dignità, il rispetto e l’accoglienza che meritano. Molti entrano irregolarmente perché fuggono dalla guerra, dalla persecuzione, dalla corruzione, dalla fame, dalla sete, dalle catastrofi e gli è impossibile ottenere un visto regolare di ingresso.


La difficoltà crescente che trovano ad arrivare in Europa fa scegliere loro viaggi sempre più pericolosi, intrapresi per fuggire dalla terribile insicurezza dei loro paesi. Per questo tanti, sempre di più, muoiono, nei lunghi e pericolosi viaggi nel deserto, sulle montagne e nel mare. Solo nel Mediterraneo, dal 1 gennaio 1990 al 16 giugno 2008, si ha notizia che sono morti oltre 10.000 migranti.

 

Secondo stime accreditate altrettanti potrebbero essere periti durante il lungo viaggio prima dell’imbarco. Ancora due giorni fa, le cronache ci hanno raccontato di 40 morti e 100 dispersi nelle acque libiche di fronte alla Sicilia.


Come cristiani ci sentiamo interiormente lacerati di fronte a tanti morti, per lo più giovani, in cerca solo di una vita migliore. Ci sentiamo profondamente interpellati come cittadini italiani ed europei dalle drammatiche immagini di profughi attaccati, con tutte le loro forze, alle reti per la pesca dei tonni, nel tratto di mare che separa l’Africa dall’Italia.


Avvertiamo come una domanda ineludibile i volti di uomini, donne e bambini, stremati e segnati da vicende e viaggi terribili.

 

Chiediamo a tutti coloro che hanno responsabilità istituzionali e a tutti le persone di buona volontà di rendere possibile politiche di solidarietà, di accoglienza e di rispetto verso i richiedenti asilo e i migranti.

Chiediamo che venga attuata una politica lungimirante di cooperazione allo sviluppo, particolarmente verso l’Africa, che aiuti concretamente tanti giovani a rimanere nei loro paesi per contribuire al loro sviluppo.

 

Ci impegniamo a mantenere vivo nella nostra società uno spazio di umanità dove si possa riconoscere e accogliere questi uomini e queste donne come fratelli e sorelle.

 

Roma, 19 giugno 2008


Il Papa continua a tacere. E s'intrattiene amabilmente col Sindaco di Roma. Che plaude alle leggi razziali a protezione dei bambini soggetti a schedatura etnica.

Link map: selasonocercata|bXVI|tonnati|altritalia|polizia etnica|bIV|gmr08|appello|linea della fermezza


27 giugno 2008

Pollice verso

Il ministro dell’Interno Roberto Maroni tira dritto sull’idea di raccogliere le impronte digitali anche dei minorenni ‘nomadi’. Un’iniziativa gradita al sindaco di Milano, ma non all’Unicef, al Garante della Privacy ed alla Costituzione italiana. “Io voglio affermare i diritti dell'infanzia di vivere in condizioni di vita normale. Per fare questo... occorre identificare tutti i minori, anche prendendo le impronte digitali”.

Lo ribadisce in giornata il ministro dell’Interno Roberto Maroni durante l’assemblea programmatica dei sindaci italiani. Un’iniziativa condivisa da i due primi cittadini di Roma e Milano, i quali si dicono favorevoli ad una misura finalizzata alla “tutela dei bambini”. Ma la dichiarazione odierna del ministro, omette un piccolo particolare che in realtà fa la differenza: l’identificazione ditutti i minorisi riferisce solo a quelli di etnia Rom.

[ clicca sulle immagini ]
 

“L’esigenza di futuro non è mai clandestina”. Queste parole del card. Renato Martino, presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, hanno risuonato ieri nella basilica di Santa Maria in Trastevere, gremita per la veglia di preghiera in ricordo di quanti hanno perso la vita nei pericolosi percorsi dell’immigrazione.

Fratelli e sorelle,

questa sera, insieme ed in comunione con i cristiani di ogni confessione, vogliamo raccoglierci in preghiera e chiedere al Signore di donarci la sua stessa
compassione.

Facciamo infatti memoria di tutte le donne, gli uomini, i bambini, che fuggendo dalla guerra, dal terrorismo, dalla fame e dalla malattia, hanno abbandonato la loro terra, e sono
morti mentre cercavano un approdo di salvezza in Europa.

Che la loro memoria, illuminata dalla forza del Vangelo, ci aiuti a vincere in Cristo ogni durezza, e sostenuti dallo Spirito, possiamo domandare al Padre l’
intelligenza dellamore. Da ora e nel tempo che viene.

Amen
.

Obama andò oltre, per dimostrare l’infondatezza dell’interpretazione letterale della Bibbia che distingue proprio i fondamentalisti cristiani.  


Link map
 polizia etnica|dazebao|morire di speranza|geremia|io chiedo scusa|indici di democrazia


8 giugno 2008

II. Le scrivo, cara signora, per chiederLe scusa

[ clicca sulle immagini ]
 
La logica del capro espiatorio – alimentata anche da un uso irresponsabile di parole e immagini, da un'informazione a volte pronta a fomentare odi e paure – funziona così.

2 di 2 Io chiedo scusa | continua

Cara signora*,

la storia ci ha insegnato che dalla legittima persecuzione del reato si può facilmente passare, se viene meno la giustizia e la razionalità, alla criminalizzazione del popolo, della condizione esistenziale, dell'idea: ebrei, omosessuali, nomadi, dissidenti politici l'hanno provato sulla loro pelle.
Lo ripeto, non si tratta di “giustificare” il crimine, ma di avere il coraggio di riconoscere che chi vive ai margini, senza opportunità, è più incline a commettere reati rispetto a chi invece è integrato.
E di non dimenticare quelle forme molto diffuse d'illegalità che non suscitano uguale allarme sociale perché "depenalizzate" nelle coscienze di chi le pratica, frutto di un individualismo insofferente ormai a regole e limiti di sorta.

Infine di fare attenzione a tutti gli interessi in gioco: la lotta al crimine, quando scivola nella demagogia e nella semplificazione, in certi territori può trovare sostenitori perfino in esponenti della criminalità organizzata, che distolgono così l'attenzione delle forze dell'ordine e continuano più indisturbati nei loro affari.

Vorrei però anche darLe un segno di speranza.

Mi creda, sono tante le persone che ogni giorno, nel “sociale”, nella politica, nella amministrazione delle città, si sporcano le mani. Tanti i gruppi e le associazioni che con fatica e determinazione cercano di dimostrare che un'altra sicurezza è possibile.
Che dove si costruisce accoglienza, dove le persone si sentono riconosciute, per ciò stesso vogliono assumersi doveri e responsabilità, vogliono partecipare da cittadini alla vita comune.

La legalità, che è necessaria, deve fondarsi sulla prossimità e sulla giustizia sociale.
Chiedere agli altri di rispettare una legge senza averli messi prima in condizione di diventare cittadini, è prendere in giro gli altri e noi stessi.
E il ventilato proposito di istituire un “reato d'immigrazione clandestina” nasce proprio da questo mix di cinismo e ipocrisia: invece di limitare la clandestinità la aumenterà, aumentando di conseguenza sofferenza, tendenza a delinquere, paure.

Gianfalco [Diarioacido] Ormai lo dicono anche gli zingari: ci vuole più sicurezza…

Un'ultima cosa vorrei dirLe, cara signora.

Mi auguro che questa foto che La ritrae insieme ai Suoi cari possa scuotere almeno un po' le nostre coscienze.
Servire a guardarci dentro e chiederci se davvero questa è la direzione in cui vogliamo andare. Stimolare quei sentimenti di attenzione, sollecitudine, immedesimazione, che molti italiani, mi creda – anche per essere stati figli e nipoti di migranti – continuano a nutrire.

La abbraccio, dovunque Lei sia in questo momento, con Suo marito e le Sue bambine.
E mi permetto di dirLe che lo faccio anche a nome dei tanti che credono e s'impegnano per un mondo più giusto e più umano.

Luigi Ciotti*
Presidente del Gruppo Abele e di
Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie
 

Link map: episcopato sbiadito|don ciotti|paure|ponticelli|tube|oltre  700 nomi|io chiedo scusa


7 giugno 2008

I. Le scrivo, cara signora, per chiederLe scusa

[ clicca sulle immagini ]

E' cambiato il clima, dunque. Anche fuori dal Palazzo. Nella società. Solo che, qui, è peggiorato. Si è deteriorato, drammatizzato. Incarognito. Lo "spirito animale" che in passato aveva pervaso e attraversato il mercato, le imprese, l'economia, generando innovazione e sviluppo - per quanto disordinato - oggi si è trasferito nei comportamenti sociali. Sul territorio. Dove sentimenti a lungo repressi esplodono, senza freni inibitori.


Cara signora
*,

ho visto questa mattina, sulle prime pagine di molti quotidiani, una foto che La ritrae. Accovacciata su un furgoncino aperto, scassato, uno scialle attorno alla testa. Dietro di Lei si intravedono due bambine, una più grande, con gli occhi sbarrati, spaventati, e l'altra, piccola, che ha invece gli occhi chiusi: immagino le sue due figlie. Accanto a Lei la figura di un uomo, di spalle: suo marito, presumo. Nel suo volto, signora, si legge un'espressione di imbarazzo misto a rassegnazione. Vi stanno portando via da Ponticelli, zona orientale di Napoli, dove il campo in cui abitavate è stato incendiato. Sul retro di quel furgoncino male in arnese – reti da materasso a fare da sponda – una scritta: "ferrovecchi".

Le scrivo, cara signora, per chiederLe scusa.

Conosco il suo popolo, le sue storie.
Proprio di recente, nei dintorni di Torino, ho incontrato una vostra comunità: quanta sofferenza, ma anche quanta umanità e dignità in quei volti.

Nel nostro paese si parla tanto, da anni ormai, di sicurezza.
E' un'esigenza sacrosanta, la sicurezza.
Il bisogno di sicurezza ce lo abbiamo tutti, è trasversale, appartiene a ogni essere umano, a ogni comunità, a ogni popolo. E' il bisogno di sentirci rispettati, protetti, amati. Il bisogno di vivere in pace, di incontrare disponibilità e collaborazione nel nostro prossimo.

Per tutelare questo bisogno ogni comunità, anche la vostra, ha deciso di dotarsi di una serie di regole. Ha stabilito dei patti di convivenza, deciso quello che era lecito fare e quello che non era lecito, perché danneggiava questo bene comune nel quale ognuno poteva riconoscersi.
Chi trasgrediva la regola veniva punito, a volte con la perdita della libertà. Ma anche quella punizione, la peggiore per un uomo – essendo la libertà il bene più prezioso, e voi da popolo nomade lo sapete bene – doveva servire per reintegrare nella comunità, per riaccogliere.

Il segno della civiltà è anche quello di una giustizia che punisce il trasgressore non per vendicarsi ma per accompagnarlo, attraverso la pena, a un cambiamento, a una crescita, a una presa di coscienza.

Da molto tempo questa concezione della sicurezza sta franando.
Sta franando di fronte alle paure della gente.
Paure provocate dall'insicurezza economica che riguarda un numero sempre maggiore di persone – e dalla presenza nelle nostre città di volti e storie che l'insicurezza economica la vivono già tragicamente come povertà e sradicamento, e che hanno dovuto lasciare i loro paesi proprio nella speranza di una vita migliore.

Così si scatenano aggressioni a campi nomadi. Bruciati anche dopo essere stati evacuati. Così comitati cittadini - o sedicenti tali - si mobilitano contro la costruzione di villaggi destinati alla residenza di nomadi. Mentre monta l'ostilità nei confronti degli immigrati - soprattutto se irregolari oppure clandestini. Un sentimento magari comprensibile, ma nuovo per intensità.

Cercherò, cara signora, di spiegarmi con un'immagine.

E' come se ci sentissimo tutti su una nave in balia delle onde, e sapendo che il numero delle scialuppe è limitato, il rischio di affondare ci fa percepire il nostro prossimo come un concorrente, uno che potrebbe salvarsi al nostro posto.
La reazione è allora di scacciare dalla nave quelli considerati “di troppo”, e pazienza se sono quasi sempre i più vulnerabili.
La logica del capro espiatorio – alimentata anche da un uso irresponsabile di parole e immagini, da un'informazione a volte pronta a fomentare odi e paure – funziona così.

Ci si accanisce su chi sta sotto di noi, su chi è più indifeso, senza capire che questa è una logica suicida che potrebbe trasformare noi stessi un giorno in vittime.

Vivo con grande preoccupazione questo stato di cose.

Luigi Ciotti*
Presidente del Gruppo Abele e di Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie


1 di 2 Io chiedo scusa | continua

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6 giugno 2008

Corpo di reato

Berlusconi dal Papa: «Siamo con la Chiesa».

«
La nostra linea è quella della fermezza, non faremo nessun passo indietro. L'obiettivo è chiaro: nessuna tolleranza per chi viola le nostre leggi. Il
reato di immigrazione clandestina deve funzionare anche da un punto di vista pratico, sennò rimane sulla carta»
, ha detto il premier, intervistato nel corso della trasmissione “Panorama del giorno” su Canale 5.

Nulla, in effetti, è più fermo di un cadavere.

Palazzo Chigi fa inoltre sapere che «il Presidente Berlusconi ha confermato al Santo Padre la priorità attribuita dal Governo italiano, nella sua azione sul piano interno ed internazionale, ai valori di libertà e tolleranza ed alla sacralità della persona umana e della famiglia».

[ click ]

Poche ore prima dell'udienza privata, Berlusconi aveava espresso un «ringraziamento» al Papa per «l'apprezzamento del nuovo clima in Italia con l'avvento della nostra parte politica».

«Noi siamo dalla parte della Chiesa - aveva sottolineato il premier intervistato da Maurizio Belpietro - crediamo nei valori di solidarietà, giustizia, tolleranza, rispetto e amore dei più deboli. Siamo sullo stesso piano su cui opera la Chiesa da sempre».

Il Papa tace. La Magistratura interdice.

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La libertà è schiavitù

Ignorance is strenght
L'ignoranza è forza



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La société du spectacle par Guy E. Debord


Secondo la definizione di Leonardo Boff, in Ethos mondiale

EGA 2000 ISBN 88-7670-394-2, €11,36:

Per ethos intendiamo l’insieme delle aspirazioni, dei valori e dei principi, che orienteranno le relazioni umane nei confronti della natura, della società, delle alterità, di se stessi e del senso trascendente dell’esistenza, Dio.



Si vis pacem para pacem

 

Questo blog è gemellato con Devarim [in ebraico Devarim sono le parole, o le cose].
La lettera ebraica che abbiamo insieme scelto per illustrare questo spazio in comune è bet
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Il BIP®™ countdown è scaduto

Al 10 aprile 2006, ore 15:00, mancavano:
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secondi

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- 14 y Del fisco me ne infischio [i numeri veri]

- 13 y Rottamazione [in]costituzionale [christians]

- 12 y Verso il Partito Democratico [di m. cacciari]

-  11 y La sconfitta [nella palude mediorientale]

- 10 y Impoverimento [la tassa occulta]

- 9 y Quote rosa [non è un pesce d’aprile]

- 8 y Mai, mai, mai! [Totus tuus ego sum Maria]

- 7 y Punta Perotti [lo spartiacque]

6 y sso ccontento…! [il ri-epilogo]

- 5 y Favole greche e leggende metropolitane [ici]

4 y Anche i ricchi piangono [o dei rovesci]

3 y Un giudice  [Fabrizio De Andrè, amico fragile]

- 2 y Per interesse  [contro il declino]

-  1 y La nomination [BIP® brother] 

0 y  L'identità mediale degli italiani [BIP® exit]


Questo blog aderiva alla campagna
"Salviamo la Costituzione. Aggiornarla non demolirla".

Contro la sottrazione di democrazia tentata dal governo dei pre-potenti.



Infopoint

La posta in gioco

Si sceglieva tra 2 modelli*:

il sistema che accoglie l'individuo,
non privo di limiti;

l'individualismo che rigetta la relazione
tra gli individui, la nega ideologicamente,
privilegiando la soluzione asociale.

Io scelgo e voto per una società che
sa trarre forza dagli individui
per costruire il sistema e lo scudo,
anche per i più deboli
, gli ultimi,
i meno muniti e più sprovveduti,
che non possono rimanere ostaggi,
in balia dei rapporti di forza
economici o politici;
e non delega la salvezza all'uomo, della provvidenza



banditore [ in un film già visto ].

*ma l'Unione non lo aveva capito.






[ charis community ]

FENICOTTERO SNODATO Un'esemplare di fenicottero rosa si accarezza compiaciuto il collo allo zoo di Francoforte in Germania (Frank May /Epa)

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