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Ethos
l' Uomo in bianco e nero


Diario


8 aprile 2005

Ciao Lolek


Ciao Lolek.

 

Mi piace salutarti così, come da ragazzo facevano i tuoi amici a Wadowice, per scriverti del mio ricordo personalissimo di te. Ci siamo incontrati molte volte, in diversi momenti del tuo pontificato e della mia vita.

Nella mia città quando, tu giovane io ventiseienne, seguivo da cronista il tuo viaggio pastorale: incrociammo gli sguardi un paio di volte in una saletta a cui non avrei dovuto, potuto accedere. Attimi lunghissimi, dilatati, a dimostrazione che il tempo non è uguale per tutti e kronos è un’opinione: il tuo tempo interiore era, è, molto più esteso del mio. Andavi al sodo mentre io mi affannavo ed ancora mi affanno a capire il mondo. Tu avevi capito tutto. Nella sostanza: ”Non lascio dietro di me alcuna proprietà di cui sia necessario disporre. Quanto alle cose di uso quotidiano che mi servivano, chiedo di distribuirle come apparirà opportuno. Gli appunti personali siano bruciati. Chiedo che su questo vigili don Stanislao, che ringrazio per la collaborazione e l'aiuto così prolungato negli anni e così comprensivo. Tutti gli altri ringraziamenti invece, li lascio nel cuore davanti a Dio stesso, perché è difficile esprimerli.

Il tuo sguardo a pochi metri, quasi nascosto tra la piccola folla di prelati e cardinali ivi stipati mi coglieva. Lo conserverò gelosamente nella mia memoria e, come a te piacerebbe, nel mio cuore.

Com’era? Forte, tenero, vigoroso, senza barriere, senza segreti, limpido, curioso, acuto, aperto, profondo, d’ascolto. Personale. Da coevo astrale posso capirlo, da uomo di fede meno: la tua è una fede salda, profetica, indomita, la mia solo tiepida. 
Ma non bastano le parole, a spiegarlo, descriverlo, comunicarlo quello sguardo. Ecco, le parole… forse la chiave del tuo abbandono totale, incondizionato, alla Verità, come ti piaceva chiamare l’Amore Trinitario impresso nel volto di Cristo, è il silenzio. Il silenzio di tua Madre, mia Madre, la Madre (Lc 2.51b). Ringrazio Dio di averlo ricevuto.
Non è necessario capire perché, non è necessario capire tutto di te, neanche le esortazioni morali che hai incessantemente brandito come spada sulla modernità. Come Daniele, come il mio angelo custode elettivo Misaele, come quello nativo Mebahel (non lo so, posso solo fantasticare).
Quello sguardo l’ho ripetuto negli incroci sul sagrato di San Pietro, osservandoti innalzare santi ordinari e grandissimi, popolari e nascosti, con la voce che si spegneva ogni anno di più in rantolo.

Come tanti, come segno irripetibile della tua santità, cosa diversa dall’infallibilità il cui giogo ti inquieterebbe, ti avrebbe inquietato, ti ha inquietato ma non spiazzato, colgo il dolore della voragine che si è aperta mentre tu varcavi l’abisso per ritornare nel giardino che hai coltivato in Terra:”A tutti chiedo perdono. Chiedo anche la preghiera, affinché la Misericordia di Dio si mostri più grande della mia debolezza e indegnità”, hai scritto. Le lacrime solcano il viso mentre ricordo, pur sapendo che tu rimani, perché la santità rimane e lo Spirito la sospinge dove vuole. Ma tu diresti ancora una volta “coraggio, andiamo, duc in altum, Cristo è risorto ed io vivo nel suo abbraccio e vi abbraccio con il suo abbraccio che accoglie tutti nel perdono”, per la nostra insensatezza, come ai piedi della croce. E amando il transito della vita umana fino in fondo, integralmente, ci esorteresti ancora, sorreggendoci nel silenzio profondo della tua preghiera, ancora una volta indicandoci la Via, la Verità e la Vita. E con un sorriso, il sorriso di nostra Madre, ci prenderesti per mano, poi sulle tue spalle d’uomo, conducendoci all’Amore. Il Mistero più grande. E tuttavia la luce s'è accesa ed i semplici, come sempre accade, l'hanno accolta. Forse è questo il messaggio più evidente e più nascosto di queste ore, l’ora delle moltitudini. E così, semplicemente, ”Hai mutato il mio lamento in danza, la mia veste di sacco in abito di gioia, perché io possa cantare senza posa. Signore, mio Dio, ti loderò per sempre” (Libri Poetici, Salmo 29.12).

Ciao Lolek, a Dio, arrivederci…




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8 aprile 2005

Epitaffio


Desidero affidare ancora ad

Andrzej Jawien,
 
lo pseudonimo di Karol Wojtyla poeta, l’epigrafe che meglio forse descrive il suo rapporto con la Verità, come successivamente ha sempre definito il servizio della sua missione. Il testo è tratto da Profili di cireneo (1957, trentasettenne): Uomo d’intelletto.

Toglie alla vita varietà e attrazione
spontaneità, respiro, gusto dell’avventura.

Anguste le tue formule, nozioni ed opinioni:
condensano i contenuti eppure ne restano digiune.

Non abbattere – è necessaria a tutti – la mia barriera.
Ogni strada dell’uomo conduce al pensiero.

Al termine della celebrazione pubblicherò un mio personale ricordo di Giovanni Paolo II, incontrato in diversi momenti del suo pontificato e della mia vita.




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Secondo la definizione di Leonardo Boff, in Ethos mondiale

EGA 2000 ISBN 88-7670-394-2, €11,36:

Per ethos intendiamo l’insieme delle aspirazioni, dei valori e dei principi, che orienteranno le relazioni umane nei confronti della natura, della società, delle alterità, di se stessi e del senso trascendente dell’esistenza, Dio.



Si vis pacem para pacem

 

Questo blog è gemellato con Devarim [in ebraico Devarim sono le parole, o le cose].
La lettera ebraica che abbiamo insieme scelto per illustrare questo spazio in comune è bet
,la stessa che dà inizio al libro di Bereshit,in principio, il primo dei cinque che compongono la Torah [corrispondente al nostro libro della Genesi].



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E fa zapping con Tv [spenta] med vridbar skärm, Luma, 1959 digitaladoptive


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15 marzo 2005 | 15 marzo 2006


Il BIP®™ countdown è scaduto

Al 10 aprile 2006, ore 15:00, mancavano:
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Countdown memories   

- 14 y Del fisco me ne infischio [i numeri veri]

- 13 y Rottamazione [in]costituzionale [christians]

- 12 y Verso il Partito Democratico [di m. cacciari]

-  11 y La sconfitta [nella palude mediorientale]

- 10 y Impoverimento [la tassa occulta]

- 9 y Quote rosa [non è un pesce d’aprile]

- 8 y Mai, mai, mai! [Totus tuus ego sum Maria]

- 7 y Punta Perotti [lo spartiacque]

6 y sso ccontento…! [il ri-epilogo]

- 5 y Favole greche e leggende metropolitane [ici]

4 y Anche i ricchi piangono [o dei rovesci]

3 y Un giudice  [Fabrizio De Andrè, amico fragile]

- 2 y Per interesse  [contro il declino]

-  1 y La nomination [BIP® brother] 

0 y  L'identità mediale degli italiani [BIP® exit]


Questo blog aderiva alla campagna
"Salviamo la Costituzione. Aggiornarla non demolirla".

Contro la sottrazione di democrazia tentata dal governo dei pre-potenti.



Infopoint

La posta in gioco

Si sceglieva tra 2 modelli*:

il sistema che accoglie l'individuo,
non privo di limiti;

l'individualismo che rigetta la relazione
tra gli individui, la nega ideologicamente,
privilegiando la soluzione asociale.

Io scelgo e voto per una società che
sa trarre forza dagli individui
per costruire il sistema e lo scudo,
anche per i più deboli
, gli ultimi,
i meno muniti e più sprovveduti,
che non possono rimanere ostaggi,
in balia dei rapporti di forza
economici o politici;
e non delega la salvezza all'uomo, della provvidenza



banditore [ in un film già visto ].

*ma l'Unione non lo aveva capito.






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FENICOTTERO SNODATO Un'esemplare di fenicottero rosa si accarezza compiaciuto il collo allo zoo di Francoforte in Germania (Frank May /Epa)

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