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Diario


5 maggio 2007

Apologia della menzogna [al pubblico devoto]

Le dichiarazioni rese ieri, pubblicate dal sito di Forza Italia, sono da manuale di berlusconismo pratico [che non è precisamente la Kritik der reinen Vernunft, Critica della ragion pura di Immanuel Kant].

1
«Questo disegno di legge sarebbe l’ulteriore dimostrazione di volonta’ di eliminare il piu’ pericoloso dei concorrenti politici e cioe’ il leader dell’opposizione, e cioe’ me stesso. Credo quindi che fara’ molto male alla sinistra questa volonta’ se attuata fino in fondo, perche’ gli italiani si renderanno conto di come questa sinistra vuole agire per eliminare gli avversari politici. Hanno tentato con la via giudiziaria e finora gli e’ andata male.
Analisi testuale: volete fottermi ma non riuscirete nemmeno questa volta. Ed io metto sul piatto i miei danari per evitare che il provvedimento arrivi in discussione. La carota: se questa volontà non sarà attuata fino in fondo, si può negoziare. Ovviamente nel suo linguaggio aggressivo e seducente.

2
Ci ritentano con questo provvedimento che impedisce a chiunque abbia un’impresa, e abbia percio’ fatto bene nella vita, anche dando lavoro agli altri, di dedicarsi alla politica e di dare il suo apporto al governo del Paese».

Analisi testuale: in questa formulazione c’è la
quintessenza [od etere] del berlusconismo. Questo provvedimento impedisce a chiunque abbia un’impresa di dedicarsi alla politica e di dare il suo apporto al governo del Paese.  Nella categoria potrei rientrare perfino io ed è esattamente questa identificazione, del tutto virtuale ed arbitraria, che plasma l’immaginario collettivo del telespettatore|elettore medio italiano. È falsa nel merito e nelle conseguenze: non è vero che  impedisce a chiunque abbia un’impresa di dedicarsi alla politica, non è vero che impedisca di dare il suo apporto al governo del Paese e quindi non è vero che dimostri la volonta’ di eliminare il piu’ pericoloso dei concorrenti politici e cioe’ il leader dell’opposizione, e cioe’ me stesso.

Ma questa è una costante del
Berlusconi pensiero: creare l’identificazione ed approfondire il solco tra lui e gli altri, attraverso politiche classiste e di destra, classica, becera, lontana perfino dalla way of life americana rimasticata dal figlio di immigrati ungheresi, Nicolas Sarkozy.

3
Berlusconi boccia l’ipotesi di utilizzare la formula del blind trust
«Non sta ne’ in cielo ne’ in terra. Quello che loro mettono come soglia al di la’ della quale uno dovrebbe prendere tutto e affidarsi a un signore che possa fare delle sue sostanze cio’ che vuole e’ una cosa che non sta ne’ in cielo ne’ in terra. Vogliono fare come in America, ma noi non siamo in America, siamo in Italia e le cose funzionano in modo diverso».
Analisi testuale: ha ragione nel merito e nella sostanza. L’uomo che ancora oggi, creduto senza riserve da una buona metà del Paese reale, si presenta da culmine dell’antipolitica è colui che alla politica deve più di qualsiasi altro imprenditore italiano, Fiat compresa.

Ma è una missione impossibile far passare questa
elementare deduzione nella mente di chi è fatalmente attratto dal sindaco del borgo di Hamelin:

- Eccellenze - disse il tipo facendo un ampio inchino - io sono capace di risolvere il problema che assilla i vostri cervelli, io posso liberare la città dai topi. -
Il sindaco e la giunta ascoltarono con interesse.
- E in qual modo riuscirete nell'intento, - chiese il sindaco.

- Con la musica del mio piffero - disse l'uomo, scoprendo lo strumento al collo, fra molti sorrisi.

- E quanto volete per il lavoro? - chiese il sindaco.
- Mille fiorini. -
- Solo mille!? cinquantamila dico io! - e tutti si misero a ridere.
- E sia - disse il sindaco, - prova col tuo piffero. -

Il Pifferaio scese in strada, increspò le labbra e alle prime note si udì il mormorio tipico di un esercito; ed il mormorio divenne brontolio, ed il brontolio un possente rombo, e come zampilli di fontane i topi uscirono dalle case. Topi grossi, topolini, topi neri, grigi e fulvi seguivano il Pifferaio, danzando, fino a che giunsero al fiume Weser, dentro al quale si tuffarono e perirono.

Ad Hamelin le campane suonarono fino a far vacillare il campanile.

- Andate! - gridava il sindaco - Frugate i nidi, chiudete i fori, non lasciate nella nostra città nessuna traccia dei topi! - quando nella piazza apparve la faccia del pifferaio.
- Per favore i miei mille fiorini - disse.

-
Mille fiorini?! - fece il sindaco livido. - Pagare questa somma ad un vagabondo con un mantello da zingaro? Per quanto ci riguarda tutto è finito nel fiume - disse il sindaco ammiccando alla giunta - e ciò che è morto non più tornare in vita. Al nostro dovere, comunque, non mancheremo. Mille fiorini fu detto per burla; prendine cinquanta e ti andranno bene. –

Il culmine dell’antipolitica
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