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Diario


23 marzo 2005

Come una salvapreviti qualunque


Il 25 giugno 1946 
venne insediata l'Assemblea Costituente con Giuseppe Saragat alla presidenza. I suoi lavori terminarono con l'approvazione del testo della Costituzione della Repubblica Italiana il 22 dicembre 1947. La promulgazione, da parte del Capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola, avvenne il 27 dicembre 1947, l'entrata in vigore il 1' gennaio 1948, come previsto dal primo comma della XVIII Disposizione transitoria e finale. Per scrivere una costituzione si confrontarono uomini di stato di ben diverso spessore di Berlusconi, Bossi, Fini ed il maestrino che ricama col filo d'oro Marco Follini.

http://it.wikipedia.org/wiki/Legislature_della_Repubblica_Italiana/Assemblea_Costituente 

Queqli uomini impiegarono un anno e mezzo, dedicato al solo testo costituzionale, per pervenire ad un ineguagliato equilibrio tra poteri democratici plasmato in un confronto segnato da differenze di cultura politica abissali, se confrontate a quelle odierne, tra socialcomunisti, cattolici e liberaldemocratici. Il risultato, in certa misura ancora inapplicato ad opera della partitocrazia che iperfetò (cioè si sostituì alla legalità costituzionale), fu ed è ancora oggi un modello di sapienza politica e consapevolezza del valore della parola Democrazia. Una di quelle declinazioni di cui si sente il rilievo solo quando viene a mancare.

I mezzi uomini nostri contemporanei hanno sbrigato la pratica contingentando il dibattito parlamentare come se si dovesse blindare una salvapreviti qualunque e non il testo fondamentale di una democrazia parlamentare. Certo è che da estremisti in sonno della ragione, per parafrasare Goya, non può che nascere uno sgorbio. Infatti la maggioranza in carica ha partorito un monstrum giuridico, il cui iter legislativo potrebbe concludersi nel giugno prossimo. A meno che non ci siano tali rivolgimenti elettorali nella tornata delle regionali da avvitare per sempre la caserma delle illibertà e, con essa (deo gratias), questo aborto che viene chiamato grande riforma costituzionale. Che ha due caratteristiche salienti: 

1) è inapplicabile, precostituendo il terreno di un viluppo di conflitti tra organi costituzionali che andrebbero irrimediabilmente a collidere tra loro, provocando la paralisi funzionale dello Stato
2) è in nuce incostituzionale, violando i principi della prima parte della Costituzione che formalmente non tocca.

Se si vuol essere maliziosi ritengo che il primo fosse il reale obiettivo della Lega, che ancora in visita abusiva alla casa svizzera di Carlo Cattaneo, metteva all'incasso il vero risultato secessionista, pur in una forma morbida, non clamorosa. Per il momento... Quale occasione migliore di varare una controriforma che rafforza il centralismo regionale e paralizza il centralismo statale caro ad Alleanza Nazionale, vanificandone l'intenzione patriottarda?
 
Follini e Casini non hanno opposto barricate ma, come sempre, votato per questa soluzione, come hanno votato costantemente tutto l'invotabile nel corso della legislatura avviata al suo mesto epilogo. Forza Italia è un'appendice leghista e, per citare una metafora craxiana d'antan a parti rovesciate, Berlusconi porta tutti i giorni la colazione a letto ad Umberto Bossi: Bettino coniò l'espressione a proposito del breve interregno demitian
o alla guida del Governo pentapartito, poco prima dell'estrema, nascente e morente stagione del CAF (Craxi, Andreotti, Forlani).

Ma abbiamo ancora un'arma, anzi due:

1) stravincere le elezioni regionali ed accompagnare per l'estremo saluto il bordello delle libertà al destino che si è meritato sul campo

2) vincere anche per un solo voto, meglio se con una percentuale corposa, il referendum confermativo che sarà indetto per respingere questa cloaca che viene chiamata riforma costituzionale.

Nel primo caso dovrebbe accadere un rimescolamento di carte tale da impedire ogni ulteriore forzatura leghista o, differentemente, sarebbero gli stessi leghisti a sfilarsi per tempo dalla catastrofe elettorale attesa.

Nel secondo caso si potrebbe ricominciare a far politica sul serio, iniziando a porre le fondamenta di una nuova stagione democratica per una rinnovata classe dirigente, per una volta degna di tale nome.
L'Italia che conosco io la meriterebbe, quella che esprime e si riconosce in questa destra incapace persino di essere destra liberale no: 

venerdì 8 aprile si terrà la prima riunione del Comitato scientifico istituito dal nostro Coordinamento nazionale delle iniziative per la difesa della Costituzione e per il referendum contro il progetto di riforma della II parte della Costituzione - Salvare la Costituzione, non demolirla. Penseremmo utile riunire nella stessa giornata (alle ore 12, presso Astrid, corso Vittorio Emmanuele II 142, Roma) anche il Coordinamento nazionale, per fare il punto sull’iter della riforma, valutare la situazione politica, prendere gli ultimi accordi in vista della manifestazione del 25 aprile, predisporre il calendario delle principali iniziative dei prossimi mesi, ascoltare le eventuali comunicazioni del nostro Tesoriere Bachelet.

www.salviamolacostituzione.org/ 




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Io scelgo e voto per una società che
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