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Diario


3 ottobre 2005

Nefèli

Ha un nome da epopea classica, infatti la madre è cipriota. Radici nella Magna Grecia, infatti il padre è calabrese. Spirito artistico e creatività, oltre ad un curriculum di prim’ordine, tra i migliori che io abbia letto. Bloggher. Purtroppo per lei non ha il physique du role, quello perfetto da velina, a cui un posticino da cassiera o da segretaria (che ovviamente non accetterebbe) si trova sempre. Ed ha commesso un errore imperdonabile: tornare dagli Stati Uniti in Italia. Per una scelta di prossimità (mi risulta non sia credente, ma il suo è un comportamento autenticamente cristiano, anche se il senator Ruini la metterebbe tra gli infedeli, magari simpatizzanti di Zapatero).

Nefèli ha provato a farsi accettare in quanto competente, portando in dote un'importante esperienza a Yale, cioè un metodo di lavoro all'altezza della strombazzatissima società della conoscenza. Poi s’è stufata di questuare ed è andata a lavorare, temporaneamente, in Germania. Lì hanno guardato il curriculum, si sono stropicciati gli occhi e se la sono presa subito.

Purtroppo Nefèli non è un’eccezione. Conosco una giovane ingegnera della mia città, laurea con lode e bacio accademico, curriculum ineccepibile, corteggiamento di un noto luminare dell’ingegneria idraulica italiana (ma alle condizioni di una cultrice della materia, aggratìs o quasi), un incarico a termine in Regione Campania per gentile concessione di Clemente (Mastella), un lavoro gestito come avrebbe dovuto fare il dirigente del settore, mantenendo i rapporti internazionali dell’ufficio nei workshop periodici, in applicazione dei time-table consueti ai progetti cofinanziati dall’Unione Europea (correggendo anche gli strafalcioni dei colleghi più esperti d’oltralpe), la fine dell’incarico a termine e la sua esclusione dalla conferma a vantaggio dei più raccomandati. Il giro se l’era fatto poteva scendere, le elezioni si avvicinano e servono (suppongo) persone dalla resa più alta, magari lavativi o ignoranti ma con garanzia di riporto clientelare tangibile.

Contrappasso. Per due casi di scuola una favola di Cenerentola: al rovescio! Nella mia città gira un perdigiorno già carabiniere, riformato dal servizio ed in pensione nonostante sia sanissimo. Me lo ha fatto notare un amico pasticciere, che lavora mediamente 14 ore al giorno. Lo stato italiano (lo scrivo minuscolo perché nel caso specifico non merita le maiuscole) pur di cacciarlo e togliere una mela marcia dal corpo virile della benemerita gli accorda una pensione a vita che spesso (nella caccia alle streghe sulle pensioni sociali, d’invalidità o di accompagnamento bonariamente elargite ovunque in Italia) nega a disabili reali. L’ex milite ha una quarantina d’anni. Per lui la scarpetta di Cenerentola ha funzionato al contrario: il principe, il leviatano direbbe Hobbes, l’ha sollevato inopinatamente da una vita di medio-scarso impegno lavorativo; ma lui non cercava lavoro, cercava il posto... atteggiandosi come il fannullone di De Andrè. Quello di De Andrè ha però il dono dell’ironia ed impressa nelle strofe la tessitura letteraria di un poeta.

Questa è l’Italia. Non a caso ostaggio, da lustri, di quella lenza di Silvio Berlusconi e delle sue privatissime emergenze, anteposte alle emergenze indifferibili, spesso a furor di popolo. Qualcuno ha dubbi sul motivo per cui sia un Paese opportunamente, giustificatamente, inesorabilmente in declino?

P.s.: il 7 ottobre cadrà l’anniversario della battaglia di Lepanto e qualcuno la commemora coi mezzi poveri di uno storicismo da drogheria ed un tocco di colore, che non guasta mai. Neanche a dirlo fa parte di quella platea dopata di voyeurismo da reality show che, secondo Luca Ricolfi, antipatizza la cavillosa superiorità di una certa sinistra con la puzza al naso (a volte giustamente, ma non questa aggiungo io). Nello specifico personalmente preferisco attenermi alla massima suggerita da Lui: “Lascia che i morti seppelliscano i loro morti” (Lc 9,60).




permalink | inviato da il 3/10/2005 alle 11:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa
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