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Diario


19 novembre 2005

Un rosario per mamma Rosa

Max Parisi per La Padania, 8 luglio 1998:
 

Settimo quesito: e' universalmente noto che lei, signor Berlusconi, come imprenditore e' "nato col mattone" per poi approdare alla televisione. Proprio sull'edificazione del network tivu' e' incentrato questo punto. Lei, signor Berlusconi, certamente ricorda che sul finire del 1979 diede incarico ad Adriano Galliani di girare l'Italia ad acquistare frequenze tivu'. Lo scopo - del tutto evidente - fu quello di costituire una rete di emittenti sotto il suo controllo, signor Berlusconi, in modo da poter trasmettere programmi, ma soprattutto pubblicita', che cosi' sarebbe stata "nazionale" e non piu' locale. La differenza dal punto di vista dei fatturati pubblicitari, ovviamente, era enorme. Fu un piano perfetto.

Se non che, Adriano Galliani invece di buttarsi a capofitto nell'acquisto di emittenti al  Nord, inizio' dal Sud e precisamente dalla Sicilia, dove entro' in societa' con i fratelli Inzaranto di Misilmeri (frazione di Palermo) nella loro Retesicilia Srl, che dal 13 novembre 1980 vedra' nel proprio consiglio di amministrazione Galliani in persona a fianco di Antonio Inzaranto. Ora lei, signor Berlusconi, da imprenditore avveduto qual e', non puo' non avere preso informazioni all'epoca sui suoi nuovi soci palermitani, personaggi molto noti da quelle parti per ben altre questioni, oltre la tivu'. Infatti Giuseppe Inzaranto, fratello di Antonio nonche' suo partner, e' marito della nipote prediletta di Tommaso Buscetta.

No, sia chiaro, non mi riferisco al "pentito Buscetta" del 1984, ma al super boss che nel '79 e' ancora braccio destro di Pippo Calo' e amico intimo di Stefano Bontate, il capo dei capi della mafia siciliana
. Quindi, signor Berlusconi, perche' entro' in affari - tramite Adriano Galliani - con gente di questa risma? C'e' da notare, oltre tutto, che i fratelli Inzaranto sono di Misilmeri. Le dice niente, signor Berlusconi, questo nome? Guardi che glielo sto chiedendo con grande serieta'. Infatti proprio di Misilmeri sono originari i soci siciliani della nobile famiglia Rasini che assieme alla famiglia Azzaretto - nativa di Misilmeri, appunto - fondo' nel 1955 la banca di Piazza Mercanti, la Banca Rasini. Giuseppe Azzaretto e suo figlio, Dario Azzaretto, sono persone delle quali lei, signor Berlusconi, con ogni probabilita' sentiva parlare addirittura in casa da suo padre. Gli Azzaretto erano - con i Rasini - i diretti superiori di suo padre Luigi, signor Berlusconi. Gli Azzaretto di Misilmeri davano ordini a suo padre, signor Berlusconi, che per molti anni fu loro procuratore, il primo procuratore della Banca Rasini. Certo non le vengo a chiedere con quali capitali - e di chi - Giuseppe Azzaretto riusci' ad affiancarsi nel 1955 ai potenti Rasini di Milano, tenuto conto che Misilmeri e' tutt'oggi una tragica periferia della peggiore Palermo, pero' che a lei Misilmeri possa risultare del tutto sconosciuta, mi appare inverosimile.

Ora le ripeto la domanda:
si informo' sulla "serieta'" e la "moralita'" dei nuovi soci - il clan Inzaranto - quando tra il 1979 e l'80 diverranno parte fondamentale della sua rete tivu' nazionale?




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