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l' Uomo in bianco e nero


Diario


6 aprile 2006

Anche i ricchi piangono [o dei rovesci]

Ormai BIP®, in questa campagna elettorale, supera abbondantemente i maestri del teatro dell’assurdo. Ionesco, fosse vivo, dovrebbe fare un corso accelerato per mettersi in paro in quanto ad atteggiamenti surreali, trovate più o meno ridicole e gaffes messe sulle labbra ai suoi eroi grotteschi.
Nemmeno
Mai dire grande Fratello e figli sembra tenere il passo della tragicommedia che Lui®™ vorrebbe imporre al popolo italiano, in procinto di sbarazzarsene, da agit-prop patafisico fuori stagione.

Lo psicodramma non c’è, non contagia; i miei amici di destra fanno molta fatica a reggerlo, la saturazione per il drammone Suo® imposto alla nazione funziona come una telenovela in tempo [sur]reale. Che però non appassiona.

 [click]

Il carattere più evidente di questa rincorsa è il refrein: una specie di tormentone che viene ripetuto all’infinito. Risparmio l’elencazione dei temi in quanto universalmente nota, anche all’estero. BIP®, sapendo di essere con l'acqua alla gola, non rinuncia ad alcun espediente propagandistico per mobilitare il suo elettorato disamorato.

Sposta continuamente il piano del confronto perché gli rimane sempre meno tempo. È cosciente che gli manca l’ingrediente principale:
la credibilità. Quella che permise ad ICO’ Zanicchi [che andrebbe citata in giudizio per concorso in truffa] di consigliarlo alle massaie: mi pare si dica così quando ci si riferisce alla categoria delle donne che non possono aspirare ad incarichi parlamentari ed, in buona misura, non più ignoranti del dante causa. Tuttaltro.

Ma questa volta c’è qualcosa di più, forse di più disperato oltre che di più disperante:
il rovesciamento della realtà per dissoluzione. L'ultima pista viene fornita da due episodi dello show, i più recenti in ordine di tempo [in realtà due non-notizie, montate ad arte]:

l’aggressione presunta a
Mediaset [l’azienda italiana in assoluto più protetta dalla legislazione di settore, negli ultimi 16 anni almeno]
l’attacco alla democrazia, il cui concetto ignora, né temiamo lo interpelli più di tanto.

Ionesco

[
click]

È come se somatizzasse i suoi difetti scaraventandoli sui suoi interlocutori occasionali. Come fece con l’Unità, attribuendo al giornale pcipidiessediesse insolenze che, al solito, era stato lui stesso a proferire. E il meccanismo è sempre lo stesso. Cos’ha fatto in questa campagna elettorale infinita?

Il più
opaco tra gli imprenditori italiani ha accusato la sinistra di opacità. Ancora non ha risposto a nessuno da dove siano arrivati i pacchi di miliardi che lo hanno finanziato tra gli anni 60 ed 80. Né lo farà.

L’uomo dei processi
infiniti e della manipolazione aggravata e continuata della procedura penale [quella che prescrive usurai e pedofili], accusa i giudici di ostilità e pregiudizio. Usando i tribunali o per raccontare fandonie conclamate o per fare avanspettacolo di pessimo ordine.

L’artefice del programma da 38 miliardi di € chiede la copertura di 10 miliardi di € all’Unione, senza specificare se taglierà la spesa [come non ha fatto nei precedenti 5 anni] od imporrà nuove tasse. Indiscriminate: in quanto indirette e non progressive, a danno dei ceti meno abbienti e più in difficoltà nel mettere assieme pranzo e cena [chiamati a sopportare il maggior peso fiscale della dissennata e fallimentare gestione della spesa pubblica tremontiana].

Il più disastroso capo del governo degli ultimi 30 anni, incapace di una idea una che non sia
classista ed artatamente conflittuale, accusa l’ex opposizione di inettitudine e chiusura barricadera: disponendo della più schiacciante maggioranza nella storia della democrazia parlamentare italiana ha stabilito il record di voti di fiducia.

E si potrebbe continuare pressoché all’infinito. Ma mi fermo qui, notando che i bookmakers inglesi continuano ad alzare la posta di scommesse che lo diano vincente il 10 aprile p.v.

In parole povere: lo quotano
perdente.




permalink | inviato da il 6/4/2006 alle 23:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
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Al 10 aprile 2006, ore 15:00, mancavano:
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- 14 y Del fisco me ne infischio [i numeri veri]

- 13 y Rottamazione [in]costituzionale [christians]

- 12 y Verso il Partito Democratico [di m. cacciari]

-  11 y La sconfitta [nella palude mediorientale]

- 10 y Impoverimento [la tassa occulta]

- 9 y Quote rosa [non è un pesce d’aprile]

- 8 y Mai, mai, mai! [Totus tuus ego sum Maria]

- 7 y Punta Perotti [lo spartiacque]

6 y sso ccontento…! [il ri-epilogo]

- 5 y Favole greche e leggende metropolitane [ici]

4 y Anche i ricchi piangono [o dei rovesci]

3 y Un giudice  [Fabrizio De Andrè, amico fragile]

- 2 y Per interesse  [contro il declino]

-  1 y La nomination [BIP® brother] 

0 y  L'identità mediale degli italiani [BIP® exit]


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Contro la sottrazione di democrazia tentata dal governo dei pre-potenti.



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La posta in gioco

Si sceglieva tra 2 modelli*:

il sistema che accoglie l'individuo,
non privo di limiti;

l'individualismo che rigetta la relazione
tra gli individui, la nega ideologicamente,
privilegiando la soluzione asociale.

Io scelgo e voto per una società che
sa trarre forza dagli individui
per costruire il sistema e lo scudo,
anche per i più deboli
, gli ultimi,
i meno muniti e più sprovveduti,
che non possono rimanere ostaggi,
in balia dei rapporti di forza
economici o politici;
e non delega la salvezza all'uomo, della provvidenza



banditore [ in un film già visto ].

*ma l'Unione non lo aveva capito.






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FENICOTTERO SNODATO Un'esemplare di fenicottero rosa si accarezza compiaciuto il collo allo zoo di Francoforte in Germania (Frank May /Epa)

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