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l' Uomo in bianco e nero


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3 aprile 2010

Bisogna fare il sacrificio di essere felici


25 dicembre 2009

Incarnationis Mysterium. Tempo di Natale 2009.


15 novembre 2009

Ho letto un solo libro, il mio libro, dentro di me

 

Benché Jacob Böhme sia poco citato nei manuali di filosofia, nei suoi scritti sono presenti molti elementi che verranno successivamente elaborati nel pensiero metafisico tedesco: già Spinoza nella generazione immediatamente successiva, e successivamente Schelling, Hegel (che lo chiamava il primo filosofo tedesco), Arthur Schopenhauer (1788-1860), trascendentalisti come Emerson e Thoreau Friedrich Nietzsche (1844-1900) fino a Martin Heidegger (1889-1976) mostrano tracce della sua influenza.

Il suo pensiero influenzò in modo particolare l'evoluzione del filone teosofico e mistico del pensiero romantico che attraversò il nord Europa fino al XX secolo. Si vedano: per l'area tedesca, oltre ai citati, Franz von Baader (1765-1841), Rudolf Steiner (1861-1925), Carl Gustav Jung (1875-1961), che in Aurora consurgens individuò uno straordinario deposito di immagini archetipiche ed una descrizione per immagini del processo di individuazione, Albert Schweitzer (1875-1965), Martin Buber (1878-1965), Paul Tillich (1886-1965); in Svezia: Emanuel Swedenborg (1688-1772); in Inghilterra ebbe grande influenza su George Fox (1624-1691), fondatore del movimento dei Quaccheri, ma anche su Milton (1608-1674), Newton (1642-1727), William Blake (1757-1827), Madame Blavatsky (1831-1891), Alfred North Whitehead (1861-1947); in Francia: Louis Claude de Saint-Martin (1743-1803), Henri Bergson (1859-1941).

Link mapun ciabattino sul neiße|index|maestro eckhart|immagini|bergson


1 novembre 2009

Un vestito incandescente

Proprio oggi, qualche ora fa, Mangino Brioches annotava:

I morti scendono leggeri come fumo dalle montagne, ci vengono a trovare mentre noi siamo intenti a cucire costumi da zucche vuote, e non ci voltiamo in tempo, e non riusciamo a vedere il loro riflesso capovolto nella buccia lucida della castagna.
 
Non sapeva che la vita nella carne di Alda Merini si stava spegnendo, nel giorno di tutti i santi, non in quello dei morti, consumata dagli estremi spasmi di un tumore osseo, ultima incarnazione del male che percorre ogni esistenza. Ed in lei si trasfigurava in un vestito incandescente, assumendo l’impronta della poesia:
 
«Ecco il cambiamento della materia, che diventa fuoco, fuoco damore per gli altri: anche per chi ti ha insultato».

Il mio passato
 
Spesso ripeto sottovoce
che si deve vivere di ricordi solo
quando mi sono rimasti pochi giorni.
Quello che e’ passato 
e’ come se non ci fosse mai stato.
Il passato e’ un laccio che
stringe la gola alla mia mente
e toglie energie per affrontare il mio presente.
 Il passato e’ solo fumo
di chi non ha vissuto.
Quello che ho già visto
non conta più niente.
Il passato ed il futuro
non sono realtà ma solo effimere illusioni.
Devo liberarmi del tempo
e vivere il presente giacché non esiste altro tempo
che questo meraviglioso istante.

Link map: anna|il libro della vita|portrait|un'ape furibonda


9 agosto 2009

Giudeo-cristiana

[ click | Dott.ssa Edith Stein docente all’Istituto tedesco di Pedagogia scientifica presso il Collegium Marianum di Münster: firma apposta alla lettera inoltrata dalla futura carmelitana a Pio XI, il 12 aprile 1933. 5 anni dopo, il 7 settembre 1938, il pontefice - apertamente ostile al nazismo - proferiva parole nettissime ad un gruppo di pellegrini belgi: Spiritualmente noi siamo semiti ]


Non si può dimenticare il fermo atteggiamento di Pio XI, che abbandona Roma al momento della visita di Hitler in quella giornata particolare, di esibizione di potenza assoluta

Padre Santo! Come figlia del popolo ebraico, che per grazia di Dio è da 11 anni figlia della Chiesa cattolica, ardisco esprimere al padre della cristianità ciò che preoccupa milioni di tedeschi. Da settimane siamo spettatori, in Germania, di avvenimenti che comportano un totale disprezzo della giustizia e dell’umanità, per non parlare dell’amore del prossimo. Per anni i capi del nazionalsocialismo hanno predicato l’odio contro gli ebrei. Ora che hanno ottenuto il potere e hanno armato i loro seguaci - tra i quali ci sono dei noti elementi criminali - raccolgono il frutto dell’odio seminato.

Le defezioni dal partito che detiene il governo fino a poco tempo fa venivano ammesse, ma è impossibile farsi un’idea sul numero in quanto l’opini one pubblica è imbavagliata. Da ciò che posso giudicare io, in base a miei rapporti personali, non si tratta affatto di casi isolati. Sotto la pressione di voci provenienti dall’estero sono passati a metodi più miti e hanno dato l’ordine che a nessun ebreo venga torto un capello.

Questo boicottaggio - che nega alle persone la possibilità di svolgere attività economiche, la dignità di cittadini e la patria ha indotto molti al suicidio: solo nel mio privato sono venuta a conoscenza di ben 5 casi. Sono convinta che si tratta di un fenomeno generale che provocherà molte altre vittime. Si può ritenere che gli infelici non avessero abbastanza forza morale per sopportare il loro destino. Ma se la responsabilità in gran parte ricade su coloro che li hanno spinti a tale gesto, essa ricade anche su coloro che tacciono.

Tutto ciò che è accaduto e ciò che accade quotidianamente viene da un governo che si definisce cristiano. Non solo gli ebrei ma anche migliaia di fedeli cattolici della Germania e, ritengo, di tutto il mondo da settimane aspettano e sperano che la Chiesa di Cristo faccia udire la sua voce contro tale abuso del nome di Cristo. L’idolatria della razza e del potere dello Stato, con la quale la radio martella quotidianamente la masse, non è un’aperta eresia? Questa guerra di sterminio contro il sangue ebraico non è un oltraggio alla santissima umanità del nostro Salvatore, della beatissima Vergine e degli Apostoli? Non è in assoluto contrasto con il comportamento del nostro Signore e Redentore, che anche sulla croce pregava per i suoi persecutori? E non è una macchia nera nella cronaca di questo Anno Santo, che sarebbe dovuto diventare l’anno della pace e della riconciliazione?

Noi tutti, che guardiamo all’attuale situazione tedesca come figli fedeli della Chiesa, temiamo il peggio per l’immagine mondiale della Chiesa stessa, se il silenzio si prolunga ulteriormente. Siamo anche convinti che questo silenzio non può alla lunga ottenere la pace dall’attuale governo tedesco. La guerra contro il Cattolicesimo si svolge in sordina e con sistemi meno brutali che contro il Giudaismo, ma non meno sistematicamente. Non passerà molto tempo perché nessun cattolico possa più avere un impiego a meno che non s i sottometta senza condizioni al nuovo corso.

Ai piedi di Vostra Santità, chiedendo la benedizione apostolica.

Link map: teresia benedicta a cruce|shoah|12 IV 1933|14 III 1937, mit brennender sorge


4 agosto 2009

Jean-Marie Vianney, nella cordialità dell'ascolto

[ click | Nel 150° anniversario dalla morte - dies natalis, nascita al cielo - del curato d'Ars, Jaen-Marie Vianney, si celebra il dono di questo parroco di campagna, profondamente capace di ascolto e com-pàssus, mosso dal cuore, nel confessionale e nella vita feriale ]
 

Giovanni Maria Vianney, curato d'Ars


Link map: com-pàssus|còrdis|jmv|sacerdotii nostri primordia|fileîs-me


10 aprile 2009

Passion

[click | L'iscrizione in forma lineare del Sator, rinvenuta nel 1936, incisa nella scanalatura di una colonna della Grande Palestra di Pompei ]

Nessuno, se non messo sull’avviso, si accorgerebbe che il serpente è letteralmente presente nell’incisione, il che rende ancora più certa la lettura ora data dell’enigma


ROTAS / OPERA / TENET / A REPO / SATOR
ruote | l’Opera | tiene con sé | ahimè io striscio | o Seminatore

L’interpretazione letterale è premessa di quella simbolica.

L’Opera è già un termine metaforico, alludendo biblicamente a uno strumento fabbricato dal Seminatore, nemico del serpente, cioè da Dio. Tale oggetto, nel clima determinato dalla distruzione del Tempio di Salomone [l’anno 70 dopo Cristo ad opera di Tito, figlio dell’imperatore Flavio Vespasiano e suo successore, che represse la rivolta giudaica conquistando Gerusalemme e distruggendone il tempio], non può essere che l’Arca dellAlleanza, contenente le leggi del Signore e anticamente custodita nel Tempio fino a un’epoca e a vicende imprecisate.

In Esodo
25, nella descrizione dell’Arca voluta da Dio, non si parla di ruote ma di stanghe e di anelli per il trasporto a spalle. Le ruote, quindi, sono un’interpolazione concettuale dell’anonimo, fatta per un duplice motivo. Quello simbolico di carattere religioso è di dare effetto mortale per il serpente, avversario di Dio, al movimento dell’Arca [come carro o aratro] guidata dal Seminatore. L’altro, simbolico di carattere matematico, allude alla costruzione geometrica di un fondamentale rapporto, presente nelle leggi di natura.




Link map: sator|lemà sabactàni


19 marzo 2009

Il mistero del padre

[click | Un padre naturale, molto meno caricaturale di come si sia adusi a raccontarlo, un ebreo di grande finezza teologica. Si direbbe oggi un piccolo imprenditore. Ma nutrito dalla fierezza dell’educazione farisaica, fondata sull’amore per Dio e per il prossimo attraverso l’osservanza amorosa della Torah e dei comandamenti ]

Frère Ephraim, “Giuseppe di Nazaret. Il mistero del padre ”, isbn 88-7610-651-0 1998 [LA] Lem Ancora

Yosseph Ben Yaacov


Link map
: il prezzo|il corpo|la devozione


28 gennaio 2009

Nihil est in intellectu quod non sit prius in sensu

Così Tommaso dAquino che, pur rivalutando la conoscenza empirica, resta fedele al presupposto aristotelico per cui solo l'intelletto consente di cogliere i principi primi. È noto che proprio San Tommaso sancì il citato assioma peripatetico Nihil est in intellectu quod prius non fuerit in sensu, che significa Nella mente non c'è niente che non sia già iscritto nei sensi.

E tuttavia affermava che
«I principi innati nella ragione si dimostrano verissimi: al punto che non è neppure possibile pensare che siano falsi» [Contra Gentiles I, c. 7 n. 2].

[ click
| Tra il 1470 e il 1475 Benozzo Gozzoli eseguì la tavola col Trionfo di san Tommaso d'Aquino, esposta al Louvre, dipinta per la Cattedrale di Pisa ] 

Benozzo Gozzoli, Trionfo di san Tommaso d'Aquino, 1470 / 1475, Parigi, Louvre, particolare

«Tu non possiedi la Verità, ma è la Verità che possiede te» 

     Tommaso d
Aquino, De veritate.

La conoscenza naturale è solo un modo. Tommaso perciò distingue la ragione naturale e la ragione soprannaturale, la quale costituirebbe per la prima un ampliamento di conoscenza, perché rende accessibili verità che non sono raggiungibili per altra via, ed è il fondamento di una certezza superiore. Tuttavia in Tommaso la ragione umana conserva la propria autonomia di ricerca, come si evince anche dal suo metodo critico rigoroso. Per questo, come scrive Edit Stein nel 1929, egli ordinò, paragonò, vagliò. Per questo esame usò tutti i mezzi che fossero idonei allo scopo: i principi formali, logici, levidenza intellettuale di ciò che è concreto, oggettivo, il paragone con le verità di fede.

Il paragrafo sesto del saggio
La fenomenologia di Husserl e la filosofia di Tommaso dAquino, tentativo di confronto, è dedicato dalla Stein alla Questione dellintuizione, paragrafo dei più interessanti dal punto di vista teoretico, in cui il metodo fenomenologico e il metodo scolastico sono posti rigorosamente a confronto nell’analisi della teoria della conoscenza. E dettagliatamente elencati i tre punti in cui ella rileva una piena convergenza tra i due metodi.

Questo, afferma Edith Stein, è il principio fondamentale che
Tommaso ha stabilito per la conoscenza umana ed esso è il più noto di tutta la filosofia scolastica, principio espresso dalla nota formula: nihil est in intellectu quod non sit prius in sensu. Ad esso sembra opporsi la concezione fenomenologica di Husserl, secondo la quale conoscere significa intuire le essenze, per cui la conoscenza delle essenze non dipenderebbe dalla percezione sensibile.

In realtà questa affermazione, specifica la Stein, non deve essere intesa nel senso che il fenomenologo possa fare a meno di tutto il materiale sensibile. Ciò significa che anche per Husserl il principio tomistico rimane valido. Nella seconda Ricerca logica, nel primo capitolo delle Idee per una fenomenologia pura e per una filosofia fenomenologica, Husserl dedica il primo paragrafo, Fatto ed essenza, all’analisi della genesi della conoscenza umana e afferma che ogni conoscenza comincia con lesperienza, con un dato di fatto.

Noi cogliamo un suono, un colore, un profumo, un oggetto, un sentimento. E’ un qualcosa che appare alla nostra percezione, per cui qualsiasi nostra coscienza è sempre coscienza di qualcosa: quando vedo, penso o ricordo, questa attività, seppur immanente, è protesa verso un oggetto distinto da me che io colgo nel suo apparire alla mia coscienza. Principio della nostra conoscenza è sempre un quid ben determinato, e anche quando Husserl afferma che nel dato di fatto si coglie sempre un’essenza, essa non potrebbe sussistere senza riferimento ad un contenuto materiale. La
conoscenza delle essenze è sì una intuizione, ma suppone l’oggetto o l’insieme di oggetti di cui noi percepiamo [non astraiamo] intuitivamente l’essenza.

Come non scorgere nell’atteggiamento di apertura radicale all’oggetto la vicinanza al pensiero di Tommaso? La coscienza intenzionale di Husserl riprende il significato scolastico di intentio. Secondo Tommaso ciò che conosciamo lo abbiamo dentro di noi, ma in modo tale che lo conosciamo come qualcosa daltro, in sua alietate.

Link map: san tommaso d'aquino|assioma peripatetico|contra gentiles|benozzo|doctor universalis|de veritate|potenza e atto|edith stein


17 gennaio 2009

Vita Antonii

 Sant'Antonio Abate, detto il Grande, fondatore del monachesimo cristiano

[ click | La vita di Antonio abate è nota soprattutto attraverso la Vita Antonii pubblicata nel 357, opera agiografica attribuita ad Atanasio, vescovo di Alessandria, che conobbe Antonio e fu da lui coadiuvato nella lotta contro l'Arianesimo ]

«Vidi tutte le reti del Maligno distese sulla terra e dissi gemendo: Chi mai potrà scamparne? E udii una voce che mi disse: l ' umiltà».

In tutto questo, è importante cogliere il duplice ruolo dell'immaginazione. Da una parte la vita monastica richiede uno sforzo d'immaginazione in chi l'abbraccia diventando monaco; dall'altra, richiede uno sforzo immaginativo in chi non si fa monaco, nella società cristiana in genere. L'uomo o donna che rinuncia ai beni legittimi della vita, ritirandosi per cercare Dio nel silenzio e nella preghiera, ha bisogno di una notevole capacità di immaginazione sociale e morale per perseverare nel credere in quelle cose che occhio non vide mai, né orecchio udì, ma che Dio ha preparato per coloro che l'amano (1 Corinzi 2, 9): questo passo è infatti citato nella regola di san Benedetto (4, 77). Soprattutto nel rapporto a volte problematico con i confratelli, oltre alla fede è anche l'immaginazione a permettere al monaco di sentire che ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me (Matteo, 25, 40; cfr. Regula 36, 3).

Per un analogo atto d'immaginazione, coloro che non entrano in monastero hanno scelto, attraverso i secoli, di considerare i monaci
sapienti e profeti piuttosto che pericolosi dissidenti al margine alla società. Dalle migliaia di persone che andarono dall'abate Antonio nel deserto egiziaco, chiedendo una sua parola, alle centinaia di migliaia che oggi leggono Thomas Merton o Enzo Bianchi, i cristiani hanno creduto che la solitudine dei monaci non implichi disprezzo per gli altri, e che dal loro silenzio possa scaturire una sapienza al servizio dell'uomo.

Commovente nella sua semplicità, questa fiducia suggerisce la più importante funzione del monachesimo nella vita immaginativa dei cristiani, quella di
simbolo che investe di santità ciò che gli viene avvicinato. I visitatori a un monastero, come i monaci stessi, hanno l'impressione che, nel raccoglimento contemplativo del chiostro, i luoghi e gli oggetti assumono qualcosa della intenzionalità e dedizione degli abitanti di quei luoghi. Gli oggetti, anche umili, a un tratto vengono percepiti come segni che dischiudono la solidarietà tra l'uomo e il sacro, gradini in una scala che sale dalla terra al cielo. Proprio in questo spirito, san Benedetto dice che perfino gli attrezzi comuni del monastero vanno trattati come se fossero vasi sacri per la liturgia (Regula 31, 10).

Si tratta di un modo di vedere sacramentale, in cui la superficie delle cose si fa trasparente per rivelare una prospettiva infinita, investendo le immagini di efficacia. Una raffigurazione dell'
Ultima Cena in un refettorio monastico, come quella di Leonardo da Vinci a Santa Maria delle Grazie, a Milano, non è solo decorazione, ma un oggetto funzionale che comunica e nutre la fede da cui nasce. Le scelte operative nella genesi formale dell'opera, che normalmente rientrano nell'ambito della storia dell'arte, qui s'intrecciano con altre scelte, non estetiche, ma esistenziali.

Link map: vita antonii|anacoreta|deserto|monachesimo|silenzio|simbolismo

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EGA 2000 ISBN 88-7670-394-2, €11,36:

Per ethos intendiamo l’insieme delle aspirazioni, dei valori e dei principi, che orienteranno le relazioni umane nei confronti della natura, della società, delle alterità, di se stessi e del senso trascendente dell’esistenza, Dio.



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Questo blog è gemellato con Devarim [in ebraico Devarim sono le parole, o le cose].
La lettera ebraica che abbiamo insieme scelto per illustrare questo spazio in comune è bet
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15 marzo 2005 | 15 marzo 2006


Il BIP®™ countdown è scaduto

Al 10 aprile 2006, ore 15:00, mancavano:
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Countdown memories   

- 14 y Del fisco me ne infischio [i numeri veri]

- 13 y Rottamazione [in]costituzionale [christians]

- 12 y Verso il Partito Democratico [di m. cacciari]

-  11 y La sconfitta [nella palude mediorientale]

- 10 y Impoverimento [la tassa occulta]

- 9 y Quote rosa [non è un pesce d’aprile]

- 8 y Mai, mai, mai! [Totus tuus ego sum Maria]

- 7 y Punta Perotti [lo spartiacque]

6 y sso ccontento…! [il ri-epilogo]

- 5 y Favole greche e leggende metropolitane [ici]

4 y Anche i ricchi piangono [o dei rovesci]

3 y Un giudice  [Fabrizio De Andrè, amico fragile]

- 2 y Per interesse  [contro il declino]

-  1 y La nomination [BIP® brother] 

0 y  L'identità mediale degli italiani [BIP® exit]


Questo blog aderiva alla campagna
"Salviamo la Costituzione. Aggiornarla non demolirla".

Contro la sottrazione di democrazia tentata dal governo dei pre-potenti.



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La posta in gioco

Si sceglieva tra 2 modelli*:

il sistema che accoglie l'individuo,
non privo di limiti;

l'individualismo che rigetta la relazione
tra gli individui, la nega ideologicamente,
privilegiando la soluzione asociale.

Io scelgo e voto per una società che
sa trarre forza dagli individui
per costruire il sistema e lo scudo,
anche per i più deboli
, gli ultimi,
i meno muniti e più sprovveduti,
che non possono rimanere ostaggi,
in balia dei rapporti di forza
economici o politici;
e non delega la salvezza all'uomo, della provvidenza



banditore [ in un film già visto ].

*ma l'Unione non lo aveva capito.






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FENICOTTERO SNODATO Un'esemplare di fenicottero rosa si accarezza compiaciuto il collo allo zoo di Francoforte in Germania (Frank May /Epa)

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