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Ethos
l' Uomo in bianco e nero


Dialoghi


5 luglio 2009

Africa

[ click | Sempre nell'ultimo anno il presidente in pectore dello IOR - la banca di proprietà vaticana - Ettore Gotti Tedeschi, post crisi finanziaria ha spiegato in numerose sedi che non è il capitalismo in sè la causa dei guasti provocati all'economia, ma una rincorsa degli Usa a drogare una crescita altrimenti troppo bassa, che gli avrebbe fatto perdere la supremazia mondiale a vantaggio dell'Asia. Adesso, sostiene ancora l'economista, la mossa vincente per superare gli effetti della crisi dovrebbe essere quella di «trasferire tutta la capacità produttiva in eccesso nel Terzo mondo, aiutandolo ad entrare nel ciclo produttivo». Un vero e proprio «Piano Marshall» per Asia e Africa che preveda anche investimenti di medio lungo periodo. Un progetto globale per la creazioee di nuovi produttori e consumatori, insomma, che «consentirebbe alle imprese di non veder crollare i loro fatturati e di non essere costrette a licenziare» ]

Africa, immagine da satellite


31 maggio 2009

L'Economia di Comunione compie 18 anni

Eli Folonari, che l'ha seguita da vicino, racconta l'intuizione di Chiara Lubich per un approccio all'Economia fondato sulla Comunione. Con Dori Zamboni, Aletta Salizzoni, Silvana Veronesi, Graziella De Luca, Gis Calliari e Bruna Tomasi, insieme a Chiara Lubich hanno fondato il Movimento dei Focolari, dissodando il carisma dell'Unità perché diventasse forma mentis, atteggiamento feriale.

Così nacque il 29 maggio 1991 l'
EdC, grazie allo sguardo acuto di Chiara Lubich, nel corso di una sua visita a San Paolo del Brasile, ed all'opera successiva di studiosi ed imprenditori, e lavoratori della conoscenza e dell'artigiananto, e dei servizi e della manifattura. Ciascuno concorrendovi secondo i propri talenti. L'Economia di Comunione il 29 maggio 2009 compiva 18 anni.

Il video si riferisce alla testimonianza di Eli Folonari, la donna che più da vicino ha seguito e collaborato all'opera della fondatrice dei
focolarini. Raccolta nel polo italiano dell'EdC, intitolato a Lionello Bonfanti, a Burchio, nei pressi della cittadella dei focolarini di Loppiano, pochi chilometri da Incisa Valdarno.

L' Economia di Comunione (EdC) è un progetto di imprenditori, lavoratori, dirigenti, consumatori, risparmiatori, cittadini, studiosi, operatori economici, lanciato da Chiara Lubich nel Maggio del 1991 a San Paolo in Brasile, allo scopo di costruire e mostrare una società umana dove, ad imitazione della prima comunità di Gerusalemme, “nessuno tra loro è indigente”. 

Link map: chiara|edc


12 maggio 2009

Il maestro e Margherita



Ambientazione: ieri, Sala Rossa delle Lauree
Allegoria: Margherita è la ragazza in primopiano che porge la propria impressione all’autore.

I manoscritti non bruciano.

Link map: yeshua ha-nozri|solo nel verso


28 marzo 2009

B2B

15 anni di berlusconismo sistematico. In realtà affermatosi dalla rottura del I Governo Prodi, nel 1998.

Dal 2001 meno di 2 anni concessi al II Governo Prodi, ed egemonia elettorale e di agenda alla destra. Per quasi 7 su
poco più di 8 anni titolare di maggioranze parlamentari schiaccianti [mai concesse a Romano Prodi].

L’Italia è migliore?
Si è in natalità o in denatalità?
Il clima sociale è più o meno civile?
Il razzismo è dilagato o è stato contenuto?
I diritti individuali sono più o meno tutelati?
Il potere d’acquisto reale delle famiglie è cresciuto o è verticalmente caduto?

La competitività italiana è aumentata o diminuita?
Lo Stato si espande – male – o si ridimensiona – bene - ?
La forbice tra oligarchie e classe media si è allargata o ristretta?
Ha ancora senso parlare di classe media?
Sono in atto processi d’impoverimento collettivo o di crescita e riassestamento di sistema?
La mobilità sociale è bloccata o efficace?
La tutela dell’istruzione come leva sociale è un valore o è sotto attacco?
La lotta alle mafie progredisce o è all’impasse?
Quanto pesa l’economia criminale sull’economia reale?
L’Italia si riforma o è in una spirale di controriforma?
L’uscita dalla crisi globale è al centro delle politiche governative?
Si punta su tecnologie ad alto valore di intelligenza o su settori di retroguardia ed inquinanti?
La net neutrality [che garantisce la libera circolazione delle idee e dei contenuti in internet e genera nuovi modelli di economia della conoscenza] è osteggiata o promossa?
L’eguaglianza delle chance, che ha permesso negli USA a Barack Obama di scalare la piramide sociale, è tutelata o sotto attacco?
La qualità della democrazia è più o è meno sostanziale?

Silvio Berlusconi è uno statista o un capopopolo?

Silvio Berlusconi arringa gli ospiti invitati alla I convention nazionale Pubblitalia PDL

click | B2B è l’acronimo di Business To Business, ma potrebbe tranquillamente essere traslitterato in Berlusconi 2 Berlusconi, da Berlusconi a Berlusconi. Cosa è cambiato nel paese in questi 15 anni vissuti pericolosamente, dalla discesa in campo del 26 gennaio ’94 ad oggi? In 21 domande, cui ognuno è libero di rispondere come vuole, un tentativo di analisi: la XXII le sintetizza tutte, ovvero conferisce un indice sintetico al bilancio che ciascuno ne rinviene ]

Link map: il corpo|il prezzo|il linguaggio


16 febbraio 2009

II L'etica di fronte alla vita vegetale

Di don Vito Mancuso | 2 - continua

A questo punto però sento la voce di Benedetto XVI che rimprovera questa mia prospettiva di
relativismo in quanto privilegia la libertà del singolo a scapito della verità oggettiva.

È mio dovere cercare di rispondere e lo faccio ponendo una domanda: Dio ha voluto oppure no l’incidente stradale del 18 gennaio 1992 che ha coinvolto Eluana? A seconda della risposta discende una particolare teologia e una particolare etica. Io rispondo che Dio non ha voluto l' incidente. L’incidente, però, è avvenuto. In che modo allora il mio negare che Dio abbia voluto l’incidente non contraddice il principio dell’onnipotenza divina? Solo pensando che Dio voglia sopra ogni cosa la libertà del mondo, e precisamente questa è la mia profonda convinzione. Il fine della creazione è la libertà, perché solo dalla libertà può nascere il frutto più alto dell’essere che è l’amore. Ne viene che la libertà è la logica della creazione e che la più alta dignità dell’uomo è l’esercizio della libertà consapevole deliberando anche su di sé e sul proprio corpo.

È verissimo che la vita è un dono di Dio, ma è un dono totale, non un dono a metà, e Dio non è come quelli che ti regalano una cosa o ti fanno un favore per poi rinfacciartelo in ogni momento a mo' di sottile ricatto. Vi sono uomini di Chiesa che negano al singolo il potere di autodeterminazione. Perché lo fanno? Perché ospitano nella mente una visione del mondo all' insegna non della libertà ma dell' obbedienza a Dio, e quindi sono necessariamente costretti se vogliono ragionare [cosa che non sempre avviene, però] a ricondurre alla volontà di Dio anche l’incidente stradale di Eluana.

Delle due infatti l’una: o il principio di autodeterminazione è legittimo perché conforme alla logica del mondo che è la libertà [e quindi l’incidente di Eluana non è stato voluto da Dio]; oppure il principio di autodeterminazione non è legittimo perché la logica del mondo è l'obbedienza a Dio [e quindi l’incidente è stato voluto da Dio]. Tertium non datur. Per questo io ritengo che la deliberazione della libertà sulla propria vita non solo non sia relativismo, ma sia la condizione per essere conformi al volere di Dio.

Il senso dell’esistenza umana è una continua ripetizione dell’esercizio della libertà, a partire da quando abbiamo mosso i primi passi, con nostra madre dietro, incerta se sorreggerci o lasciarci, e nostro padre davanti, pronto a prenderci tra le sue braccia. In questa prospettiva ricordo alcune parole del cardinal Martini: «È importante riconoscere che la prosecuzione della vita umana fisica non è di per sé il principio primo e assoluto. Sopra di esso sta quello della dignità umana, dignità che nella visione cristiana e di molte religioni comporta una apertura alla vita eterna che Dio promette all’uomo. Possiamo dire che sta qui la definitiva dignità della persona... La vita fisica va dunque rispettata e difesa, ma non è il valore supremo e assoluto».

Il valore assoluto è la dignità della vita umana che si compie come libertà. Sarebbe un immenso regalo a questa nazione lacerata se qualche esponente della gerarchia ecclesiastica seguisse l'esempio della saggia scuola democristiana di un tempo esortando gli smemorati politici cattolici dei nostri giorni al senso della laicità dello stato. Li aiuterebbe tra l’altro a essere davvero quanto dicono di essere, il partito della libertà. Che lo siano davvero e la garantiscano a tutti, così che ognuno possa vivere la sua morte nel modo più conforme all'intera sua vita.


15 febbraio 2009

L'etica di fronte alla vita vegetale

Di don Vito Mancuso

Se le circostanze non fossero tragiche, si potrebbe dire alla Chiesa gerarchica dei nostri giorni, con una leggera ironia e una pacca sulla spalla: Dio esiste ma non sei tu, rilassati. Il problema infatti è anzitutto nervoso. Riguarda il controllo dei sentimenti e delle passioni. Un controllo che la direzione spirituale sapeva insegnare agli uomini di Chiesa di un tempo, e che invece oggi sembra smarrito.

Assistiamo allo spettacolo di una Chiesa isterica: che non è amareggiata ma arrabbiata, che non parla ma grida, anzi talora insulta, che non suggerisce ma ordina, che non critica ma impone alzando la voce, o facendo pressioni su chi tiene il bastone del comando. Non discuto la buona intenzione di combattere per la giusta causa, mi permetto però di dubitare sullo stile e più ancora sull'efficacia evangelizzatrice di tale battaglia. L’unico cardinale che ha pronunciato parole sagge e coraggiose è stato Giulio Andreotti, quando ha giudicato il decreto governativo un’indebita invasione nella sfera privata delle persone. Andreotti è uno dei rari cattolici che ancora ricorda e pratica la capitale distinzione tra etica e diritto, che è, a mio avviso, il punto decisivo di tutta la questione.

Personalmente ero contrario all'interruzione dell’idratazione di Eluana. Se mi trovassi io a vivere una condizione del genere [o peggio ancora uno dei miei figli] vorrei che mi si lasciasse al mio posto di combattimento nel grande ventre della vita anche con la sola vita vegetale: nessun accanimento terapeutico, ma vivere fino in fondo la vita lasciandomi portare dall'immenso respiro dell'essere, secondo la tradizionale visione della morale della vita fisica non solo del cattolicesimo ma anche delle altre grandi tradizioni spirituali. Chissà poi che cosa significa
vita vegetale: da precisi esperimenti è risaputo che anche le piante provano emozioni, e reagiscono con fastidio a un certo tipo di musica e con favore a un altro [dicono che la preferita sia la musica sacra indù della tradizione vedica]. La vita vegetale è una cosa seria, ognuno di noi la sta vivendo in questo momento, basta considerare la circolazione del sangue, il metabolismo, il sistema linfatico.

Il fatto, però, è che non si trattava di me, ma di Eluana, e che ciò che è un valore per me, non lo era per lei. Una diversa concezione della vita produce una diversa etica, e da una diversa etica discende una diversa modalità di percepire e di vivere le situazioni concrete, così che ciò che per uno può essere edificazione, per un altro si può trasformare in tortura. Si pensi alla castità, alla clausura, al martirio e ad altri valori religiosi, che per alcuni non sono per nulla valori ma un incubo spaventoso solo a pensarli. Il padre di Eluana ha lottato per liberarla da ciò che per lei era una tortura, ed è probabile che la conoscesse un po' meglio del ministro Sacconi e del cardinal Barragan. Grazie allo stato di diritto, alla fine l’ha liberata. Io non sono d' accordo? È un problema mio, non si trattava di me, ma di lei. Tutto molto semplice, come sempre è semplice la verità.

Ora aspettiamo una legge sul testamento biologico, e io penso che il compito dello Stato sia precisamente quello di produrre, a partire dalle diverse etiche dei cittadini, una legge ove tutti vedano riconosciuta la possibilità di vivere e di morire secondo la propria concezione del mondo. Se lo Stato fa questo, realizza la giustizia, che, com’è noto, consiste nel dare a ciascuno il suo. La distinzione tra etica e diritto è decisiva.

1 - continua


12 febbraio 2009

Eluana ancòra

[ click | ”Se non si avverte una cocciuta e divampante resistenza come parte della tragedia, se i cristiani sono costretti dalla parte dello spettatore o consegnati a un florilegio di retoriche o a una presenza orante ma non potente, sono guai.


Questa frase - non vi dico di chi è, per ora -, al netto di successive considerazioni che l'autore fa sulla forza della
invisibilità cristiana, e intendendo qui con potente non tanto il potere della gerarchia e dell'istituzione, quanto quello della promozione culturale, della persuasione anche pubblica, dello sforzo educativo e della capacità di condizionamento che ne proviene, mi ha fatto riflettere e subito pensare a voi ]


A Paluzza, un momento dei funerali di Eluana Englaro, celebrati con rito cattolico

In una notte
ingentilita dal suono di campane
che non parlavano di morte
ti ho vista… nascere.

Goccia fra gocce
libero fiume… che sgorga
partorito… ancòra …dal ventre puro, della terra.

I tuoi salti
cascate… che …lasciavano in alto
olezzi di ipocrisie che sbarravano la via;
la tua gioia cercava e trovava
prati infiniti
illuminati da un sole che stringeva a due mani
e l’amore di tuo padre, di nuovo -
                    ancòra
ti donava la vita!

Due sollecitazioni alla riflessione, nel giorno della tumulazione del corpo simbolico di Eluana. Entrambe da cattolici né svogliati, né adulti [l’insulto che coglie i non allineati ad un certo clericalismo deteriore e stucchevole].

Il secondo, quello dei versi, cui si deve il titolo del post, è un parkinsoniano tra i più combattivi.

Link mapil simulacro|il feretro|ero mors tua, o mors|cattolici|magister


1 gennaio 2009

Com-pàssus


[ click
| 1' gennaio 2008, abbrivii ]

Riguadagnare l’umiltà delle cose banali: dell’irriducibilità della misura personale, oltre i segni di riconoscimento che massificano le differenze


Non banalmente compassionevoli, disposti a concedere solo del nostro superfluo. Tutto si svolge, nasce in un dialogo intimo:

«Quando fu vicino, alla vista della città, pianse su di essa, dicendo: Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, la via della pace. Ma ormai è nascosta ai tuoi occhi. Giorni verranno per te in cui i tuoi nemici ti cingeranno di trincee, ti circonderanno e ti stringeranno da ogni parte; abbatteranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata [Gesù, in Luca 19:41 sta scendendo il monte degli Ulivi, è passato dalla cima]».

Quel pianto genera azione, quotidiana, ove svolgiamo la nostra parte. Quando di carità, è azione nascosta, non esibita. Non serve a tacitare sensi di colpa o a mostrare generosità, ma a riconoscere l’altro come fossi io: l’azione del samaritano che, infine, fattosi prossimo, lascia il suo contributo al locandiere. Il presidio che ha le competenze e gli strumenti per farsene carico.

Ancora Luca narra di un samaritano che estrasse due denari per darli all’albergatore: «Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e nebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui. Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede allalbergatore, dicendo:
Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno [Luca 10:35]». 

Il primo passo è un discernimento intimo che muove a compassione, non semplicemente uno sguardo: la necessità di appartenere ad una comunità più larga, di cui sono parte individui di ogni genere. Senza esserne schiacciato. In libertà.

Il secondo passo è aggiornare le strutture politiche perché siano attive quando serve. Da soli non ce la facciamo. Ma nemmeno
senza una organizzazione meglio strutturata ce la facciamo.

Dice niente?
È in fondo qualcosa di già visto, su larga scala?

È forse vicino al tradimento dei chierici, che non hanno visto e si sono dedicati ad un laissez faire privo di regole minime?

È forse vicino al
mio tradimento, ispirato ad un miope laissez passer?

Link mapwe|pudori|il pianto|un samaritano|kafka|no-taxation|vanity fair


11 novembre 2008

Barragan non va alla guerra

[ Barack Obama's acceptance speech, click ]

Javier Lozano Barragan, presidente del Pontificio Consiglio per la Salute

Alla domanda sul rapporto tra scienza e fede, Javier Lozano Barragan, presidente del Pontificio Consiglio per la Salute ha risposto:
 
«In linea di massima non c’è nessuna contraddizione tra scienza e fede. Se noi consideriamo che ogni persona ha una grande dignità, mai si può prendere una persona per un mezzo. Il principio fondamentale è questo: ciò che costruisce l’uomo è buono, quello che lo distrugge è cattivo. Nessun uomo può essere usato come mezzo per far vivere un altro. È eticamente inaccettabile» [ Sul principio credo sia difficile dissentire: bene fa la chiesa cattolica a non cedere, ndr ].

E' la posizione del Vaticano, espressa dal cardinale Barragan, alla domanda se il Vaticano è preoccupato per la posizione di Barack Obama sul tema del finanziamento pubblico USA alle ricerche sperimentali che impieghino cellule staminali embrionali 
[ Posizione di principio, in quanto il contributo pubblico alla ricerca scientifica e tecnologica - eccettuato il comparto militare - negli Stati Uniti è del tutto residuale: mai la chiesa cattolica ha chiesto all’Amministrazione Bush di interporre regolamentazioni restrittive alla ricerca privata - come la legge 40 per intenderci -, larghissimamente soverchiante il contributo pubblico, ndr ].

«Le cellule staminali sono veramente da considerare secondo i progressi della scienza attuali. Gli scienziati lo dicono chiaramente - ha detto Barragan - : allo stato dell’arte le cellule staminali embrionali non servono a nulla e finora non c’è mai stata una guarigione. Quelle che invece hanno una valenza positiva sono quelle del cordone ombelicale e le cellule staminali adulte» [ Chi può dire se è vero? È un’affermazione fondata o fuorviante? In base a quali elementi sarebbe falsa? ndr ].

Infine, Barragan ha messo in guardia da una mentalità malthusiana.
«Non si vuole controllare la demografia, ma eliminare la nascita specialmente nei paesi poveri». Sono troppi, secondo il cardinale Javier Lozano Barragan, presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, i neonati che muoiono ogni anno entro i primi 26 giorni di vita: sono circa 4 milioni - ha detto il porporato presentando la Conferenza Internazionale sul tema La Pastorale nella cura dei Bambini malati, promossa dal Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari dal 13 al 15 novembre in Vaticano.

«Occorre fare ogni sforzo per salvarli - ha aggiunto Barragan - assicurando loro la massima assistenza, sanitaria e spirituale». Il porporato ha inoltre elencato alcuni dati significativi:
 
«Nello scorso decennio oltre due milioni di bambini sono stati uccisi nel corso di conflitti armati, 6 milioni sono rimasti invalidi, decine di migliaia sono stati mutilati dalle mine antiuomo, mentre, di recente, sono stati reclutati 300. 000 bambini soldato. Oltre 4 milioni e 300. 000 bambini sono morti di Aids, ogni giorno, solo in Africa - ha aggiunto - settemila sono colpiti dal virus, e si contano già in oltre 14 milioni gli orfani a causa di questa malattia. La povertà resta la causa principale delle malattie dell’infanzia. Un miliardo e duecento milioni di persone vivono con meno di un dollaro al giorno. Perfino nei Paesi più ricchi, un bambino su sei vive sotto il livello di povertà [ Difficile ipotizzare divaricazioni sensibili su questi temi rispetto al pensiero del Presidente Obama, in carica del 20 gennaio 2009, ndr ]. Il problema della droga, poi, si è esteso in proporzioni allarmanti anche agli stessi centri scolastici infantili. Il 30% dei bambini con meno di cinque anni soffrono la fame o sono mal nutriti, mentre il 50% di tutta la popolazione dell’Africa sub-sahariana non ha accesso all’acqua potabile» [ Chi altri, non malthusianamente - cioè attraverso politiche rispettose delle culture autoctone da accompagnare verso dinamiche di contenimento di lungo periodo -, se ne fa carico? ndr ].

Link map: una settimana fa|primo post del blog|il mio voto|motivazione|spesa militare|a more perfect union|barragan|veluti si deus daretur 


1 novembre 2008

Veluti si Deus daretur


[ click
| Il tetragramma biblico o tetragrammaton è la sequenza delle quattro (tetra, in greco) lettere (gramma, in greco) ebraiche (yod, he, waw, he) che compongono il nome proprio di Dio nella Bibbia ebraica ] 

In passato era largamente attestata la traslitterazione "JHWH". In epoca contemporanea invece la traslitterazione più diffusa è "YHWH", dato che il valore consonantico che la lettera J possiede nelle lingue neolatine e inglese (p.es. "Jessica") non corrisponde alla yod ebraica.

La storia degli argomenti in favore dell’esistenza di Dio è enorme. Ci sono sempre stati uomini che hanno cercato di assicurarsi della ragionevolezza della loro fede. [...] Le classiche prove dell’esistenza di Dio cercavano di mostrare che è vero che Dio c’è. Presupponevano che la verità c’è e che il mondo possiede delle strutture comprensibili, accessibili al pensiero. Queste trovano il loro fondamento nell’origine divina del mondo. Sono direttamente accessibili a noi e per questo sono atte a condurci a questo fondamento.

Questo presupposto è contestato a partire da Hume e soprattutto da Nietzsche. [...] L'intera opera di Nietzsche può essere letta come una parafrasi della lapidaria espressione di Hume:
We never really advance a step beyond ourselves, noi davvero non avanziamo di un gradino oltre noi stessi [...] Nietzsche scrive che anche noi illuministi, noi spiriti liberi del XIX secolo, prendiamo ancora il nostro fuoco dalla fede cristiana – che era anche la fede di Platone – secondo cui Dio è la verità, e la verità è divina. Ma proprio questo pensiero per Nietzsche è una auto-illusione. Non c’è verità. Ci sono soltanto reazioni utili o dannose. Non dobbiamo illuderci che il mondo ci mostri un volto leggibile, dicono Michel Foucault e Richard Rorty. [...] Con il venir meno dellidea di Dio viene meno anche quella di un mondo vero. [...]

Allan Ramsay, ritratto di David Hume [olio su tela, 1766, Scottish National Portrait Gallery]

[ David Hume, click ] 

Il neopragmatista Rorty sostituisce la conoscenza con la speranza in un mondo migliore, dove non si può neanche più dire in che cosa questa speranza dovrebbe consistere. [...] Non è che una conseguenza se Rorty non recepisce come un’accusa nemmeno più quella di parlare in modo oscuro e contradditorio. Infatti, nell’ambito di un pensiero che non si sente più obbligato alla verità ma al successo, nemmeno può più essere detto chiaramente in che cosa quel successo dovrebbe consistere. Pensieri oscuri possono essere più efficaci di pensieri chiari. La nuova situazione è caratterizzata dal fatto che noi decidiamo uno actu, di nostra pura volontà, se pensare un assoluto, se pensare questo assoluto come Dio, se riconoscere qualcosa come una verità non relativa a noi, e infine se considerarci autorizzati a ritenere noi stessi esseri capaci di verità, ovvero persone. [...]

In Nietzsche viene a compimento e a compiuta coscienza di sé la
via moderna, cioè il nominalismo. [...] In questa situazione, perciò, gli argomenti per pensare l’assoluto come Dio possono essere soltanto argomenti ad hominem. [...] Se non lo vogliamo, non c’è alcun argomento che possa convincerci dell’esistenza di Dio. [...]

Con il venir meno del pensiero della verità viene meno anche il pensiero della realtà. Il nostro dire e pensare ciò che è, è strutturato in forma inevitabilmente temporale. Non possiamo pensare qualcosa come reale senza pensarla nel presente, cioè come reale
adesso. Qualcosa che sia sempre stata soltanto passato, o che sarà soltanto futuro, mai c’è stata e mai ci sarà. Ciò che è adesso, un tempo era futuro e sarà a suo tempo passato. Il futurum exactum, il futuro anteriore, è inseparabile dal presente. Dire di un evento del presente che in futuro non sarà più stato, significa dire che in realtà non è neppure ora. In questo senso tutto il reale è eterno. Non potrà esserci un momento in cui non sarà più vero che qualcuno ha provato un dolore o una gioia che prova adesso. E questa realtà passata prescinde assolutamente dal fatto che ce la ricordiamo.

Ma qual è lo statuto ontologico di questo diventare passato se tutte le tracce saranno cancellate, se l’universo non ci sarà più? Il passato è sempre il passato di un presente; che ne sarà del passato se non ci sarà più alcun presente? L’inevitabilità del
futurum exactum implica quindi l’inevitabilità di pensare un luogo dove tutto ciò che accade è custodito per sempre. Altrimenti dovremmo accettare l’assurdo pensiero che ciò che ora è, un giorno non sarà più stato; e di conseguenza non è reale neppure adesso: un pensiero che solo il buddismo tende a sostenere. La conseguenza del buddismo è la denegazione della vita.

Nietzsche ha riflettuto, come nessun altro prima di lui, sulle conseguenze dell’ateismo, con l'intento di percorrere la strada non della denegazione della vita, ma dell’affermazione della vita. [...] La conseguenza più catastrofica gli sembrò che l’uomo perdesse ciò a cui tende la sua autotrascendenza. Infatti, Nietzsche considerò come il più grande acquisto del cristianesimo l’aver esso insegnato ad amare l’uomo per amore di Dio:
il sentimento finora più nobile e alto raggiunto fra gli uomini. Il superuomo e l’idea di un eterno ritorno dovevano fungere da sostituto per l’idea di Dio. Infatti, Nietzsche vedeva chiaramente chi avrebbe determinato altrimenti in futuro il volto della terra: gli ultimi uomini, che credono di aver inventato la felicità e si fanno beffe dell’amore, della creazione, della nostalgia e della stella. Occupati soltanto a manipolare la propria lussuria, ritengono pazzo ogni dissidente che tenga seriamente a qualcosa, come ad esempio la verità.

L’eroico nichilismo di Nietzsche si è dimostrato, come egli stesso temeva, impotente di fronte agli
ultimi uomini. [...] Il banale nichilismo dell’ultimo uomo viene propagato oggi, tra gli altri, da Richard Rorty. L’uomo che, insieme all’idea di Dio, ha accantonato anche la verità, ora conosce soltanto i propri stati soggettivi. Il suo rapporto con la realtà non è rappresentativo, ma solo causale. Vuole concepire se stesso come una bestia astuta. Per una bestia del genere non si dà conoscenza di Dio. [...]

Ma se vogliamo pensare il reale come reale dobbiamo pensare Dio.
Temo che non ci libereremo di Dio fintantoché crederemo alla grammatica, scrive Nietzsche. Avrebbe potuto anche aggiungere: ... fintantoché continueremo a pensarci come reali. Un argomento ad hominem.

Link map: tetragrammaton|hume|malvino|salmo 118,96|robert spaemann

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War is peace
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La libertà è schiavitù

Ignorance is strenght
L'ignoranza è forza



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La société du spectacle par Guy E. Debord


Secondo la definizione di Leonardo Boff, in Ethos mondiale

EGA 2000 ISBN 88-7670-394-2, €11,36:

Per ethos intendiamo l’insieme delle aspirazioni, dei valori e dei principi, che orienteranno le relazioni umane nei confronti della natura, della società, delle alterità, di se stessi e del senso trascendente dell’esistenza, Dio.



Si vis pacem para pacem

 

Questo blog è gemellato con Devarim [in ebraico Devarim sono le parole, o le cose].
La lettera ebraica che abbiamo insieme scelto per illustrare questo spazio in comune è bet
,la stessa che dà inizio al libro di Bereshit,in principio, il primo dei cinque che compongono la Torah [corrispondente al nostro libro della Genesi].



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E fa zapping con Tv [spenta] med vridbar skärm, Luma, 1959 digitaladoptive


I blogleanno:

15 marzo 2005 | 15 marzo 2006


Il BIP®™ countdown è scaduto

Al 10 aprile 2006, ore 15:00, mancavano:
giorni
ore
minuti
secondi

Countdown memories   

- 14 y Del fisco me ne infischio [i numeri veri]

- 13 y Rottamazione [in]costituzionale [christians]

- 12 y Verso il Partito Democratico [di m. cacciari]

-  11 y La sconfitta [nella palude mediorientale]

- 10 y Impoverimento [la tassa occulta]

- 9 y Quote rosa [non è un pesce d’aprile]

- 8 y Mai, mai, mai! [Totus tuus ego sum Maria]

- 7 y Punta Perotti [lo spartiacque]

6 y sso ccontento…! [il ri-epilogo]

- 5 y Favole greche e leggende metropolitane [ici]

4 y Anche i ricchi piangono [o dei rovesci]

3 y Un giudice  [Fabrizio De Andrè, amico fragile]

- 2 y Per interesse  [contro il declino]

-  1 y La nomination [BIP® brother] 

0 y  L'identità mediale degli italiani [BIP® exit]


Questo blog aderiva alla campagna
"Salviamo la Costituzione. Aggiornarla non demolirla".

Contro la sottrazione di democrazia tentata dal governo dei pre-potenti.



Infopoint

La posta in gioco

Si sceglieva tra 2 modelli*:

il sistema che accoglie l'individuo,
non privo di limiti;

l'individualismo che rigetta la relazione
tra gli individui, la nega ideologicamente,
privilegiando la soluzione asociale.

Io scelgo e voto per una società che
sa trarre forza dagli individui
per costruire il sistema e lo scudo,
anche per i più deboli
, gli ultimi,
i meno muniti e più sprovveduti,
che non possono rimanere ostaggi,
in balia dei rapporti di forza
economici o politici;
e non delega la salvezza all'uomo, della provvidenza



banditore [ in un film già visto ].

*ma l'Unione non lo aveva capito.






[ charis community ]

FENICOTTERO SNODATO Un'esemplare di fenicottero rosa si accarezza compiaciuto il collo allo zoo di Francoforte in Germania (Frank May /Epa)

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