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Ethos
l' Uomo in bianco e nero


Il male oscuro


25 novembre 2009

Il ruolo delle Donne

C'è violenza e violenza. C'è quella fisica, che lascia segni visibili e dolorosi sulla pelle e c'è quella psicologica, che non lascia segni esteriori, ma non è per questo meno dolorosa, anzi può esserlo anche di piu', perchè lascia segni nell'anima, distrugge la persona all'interno, soffoca i sogni e i desideri. Spesso la vittima sceglie di subire in silenzio, per non turbare l'equilibrio della famiglia, che è, da sempre una specie di santuario dei valori e dell'onore.

 

La persona che subisce questo tipo di violenza, in genere la donna, cambia in maniera radicale il modo di percepire la propria esistenza, sembra che viva come sempre, ma in realtà muore dentro, giorno per giorno, non ha piu' stima di sè stessa, agisce per sopravvivere e non per vivere. Ci sono donne che appaiono serene agli occhi degli altri, poi, in casa, da sole, piangono lacrime amare; ci sono donne che soddisfano i desideri dei propri compagni di vita, senza provare nessuna gioia, senza desiderio, senza avere nulla in cambio, nè tenerezza nè affetto.

 

Ma continuano a farlo, perchè?

 

Link map: abusi|cade la maschera del clown|papi|action


10 ottobre 2009

Giampilieri, l'inferno dei viventi

Marco [Polo] entra in una città; vede qualcuno in una piazza vivere una vita o un istante che potevano essere suoi; al posto di quell’uomo ora avrebbe potuto esserci lui se si fosse fermato nel tempo tanto tempo prima, oppure se tanto tempo prima a un crocevia invece di prendere una strada avesse preso quella opposta e dopo un lungo giro fosse venuto a trovarsi al posto di quell’uomo in quella piazza. Ormai, da quel suo passato vero o ipotetico, lui è escluso; non può fermarsi; deve proseguire fino a un’altra città dove lo aspetta un altro suo passato, o qualcosa che forse era stato un suo possibile futuro e ora e’ il presente di qualcun altro. I futuri non realizzati sono solo rami del passato: rami secchi.

Se ti dico che la città cui tende il mio viaggio è discontinua nello spazio e nel tempo, ora più rada ora più densa, tu non devi credere che si possa smettere di cercarla.

«L'inferno dei viventi, non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme.

Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più.

Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno e farlo durare e dargli spazio».

Le città invisibili | Italo Calvino, 1972

Link map: kublai e polo|imperdonabili|invisibili


17 agosto 2009

Reality schock

 

«Siamo entrambi pediatri - riferisce Antonio Iavarone -, io sono di Benevento e mia moglie di Bari, e ci siamo conosciuti al Policlinico Gemelli, all'inizio degli anni '90: lavoravamo entrambi al reparto di Oncologia pediatrica. Grazie alle nostre ricerche avevamo ottenuto un grande finanziamento da parte della Banca d'Italia. Ma a un certo punto ci siamo resi conto che non potevamo fare il nostro lavoro in Italia, e così ci siamo spostati in America, a New York, prima alla Albert Einstein, nel 2000, e poi alla Columbia nel 2002.

Il nostro caso è stato paradigmatico per quanto riguarda le caratteristiche, ma non è certo un caso isolato. Però non mi chieda altro, altrimenti ci dicono che facciamo sempre polemica. E invece noi adesso vogliamo parlare solo della nostra scoperta [il gene che svolge un ruolo chiave nello sviluppo delle cellule staminali e che è coinvolto anche nel più aggressivo fra i tumori del cervello, ndr], che ci fa essere molto speranzosi per gli sviluppi futuri delle cure».

Da noi la bravura non paga, s'intitolava l'articolo che per la prima volta parlava della vicenda. «Il primario di oncologia, il professor Renato Mastrangelo, ha cominciato a renderci la vita impossibile - raccontava nel 2000 a Elena Dusi Iavarone -. Ci imponeva di inserire il nome del figlio nelle nostre pubblicazioni scientifiche. Ci impediva di scegliere i collaboratori. Non lasciava spazio alla nostra autonomia di ricerca. Per alcuni anni abbiamo piegato la testa. Poi, un giorno, all'inizio del '99, abbiamo denunciato tutto».

Non mi è mai piaciuta la parola
meritocrazia, non perché non abbia valore ma perché, in Italia, apre nuove fratture in cui annidano le normali categorie del nepotismo e del familismo amorale, della raccomandazione non per via politica ma baronale, magari ammantata di fede pubblica, di etica iperconfessionale, e normale disprezzo del minimo canone di rispetto per i successi altrui, l’altrui potenziale umano e professionale: a Milano come a Messina [parlo per cognizione, non per relata refero, nda]. Peggio se a muoverlo, quel disprezzo, sono invidia e senso dell’intoccabilità. Meschino e - come racconta Iavarone - subdolo, fetido, opportunistico, inestricabile, imbattibile.

Conosco personalmente il prof. Iavarone e sono lieto abbia avuto - insieme a sua moglie Anna Lasorella - la forza di denunciare prima e ridicolizzare poi, nella ferialità del suo lavoro di persona al servizio delle persone, attraverso la fede nel proprio lavoro e nel proprio talento, ed una reale carità, esercitata ma non declamata, il paese realeIl cui leader più appropriato non potrebbe che essere Silvio Berlusconi, il sarto confezionatore del sogno a buon mercato e senza fatica, il reality shock più ordinario, l’ipnotizzatore che vellica e copre i tanti Renatini [in questo caso Mastrangelo, ndr], altrettanti epigoni impettiti ed in doppio petto del defunto capoclan della Magliana, con altri mezzi. In giro a piazzare prostitute e cocaina per distorcere il valore comunitario di una competizione dura ma leale. Oppure a promuovere segretarie, amanti e cortigiani ai massimi livelli istituzionali. O infarcire figli imbelli e nuore incapaci in qualunque ganglo vitale di una società ipocrita, liberticida ed autoassolutoria. Oltre che autolesionista: non un sistema in grado di comprendere la differenza tra interesse privatissimo e senso dell’alterità, a servizio del luogo pubblico, della comunità larga dei cittadini.

Al momento. Non è una condanna perpetua.


[ Celum stellatum distingue graficamente i post che recano l'opinione di Ethos ]

 

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27 maggio 2009

Papi

Sceneggiate a Milano

«Ma Franceschini come si permette? - chiede Pier Silvio Berlusconi, vicepresidente Mediaset - forse sbaglio a prendere sul serio una battuta di così pessimo gusto, ma anche alla campagna elettorale c'è un limite. Io, proprio io, sono stato educato da Silvio Berlusconi. E i miei valori sono i suoi. Amore per il lavoro, generosità, tenacia e rispetto per gli altri [basta osservare la dis/informazione Mediaset - delle testate giornalistiche e disseminata nei contenitori delle reti da lui dirette - per condividere le pacate parole di Piersilvio ed il suo equilibrio, editoriale, nda]. Quel rispetto che Franceschini dimostra di non conoscere».

Tendenza Veronica

E parla anche Luigi, 20 anni, il più giovane dei figli del premier e di Veronica Lario: «Sono contento e orgoglioso dell'educazione che ho ricevuto e dei valori che mi sono stati trasmessi dalla mia famiglia. Non vedo perché la politica si permetta di giudicare Silvio Berlusconi come padre. Si tratta di piani diversi che non dovrebbero essere mai sovrapposti [linguaggio ben diverso, se confrontato con misurate parole del fratello Piersilvio, nda]».

Combat film [déjà vu]

In serata è arrivata anche una dichiarazione congiunta di Barbara, Eleonora e Luigi Berlusconi, figli del premier e di Veronica Lario. «Non tutto - affermano in una nota - si può sottoporre ad un sondaggio. Alla domanda se un padre sia capace ad educare un figlio gli unici in grado di rispondere sono i figli stessi. La politica non dovrebbe sconfinare in giudizi relativi al ruolo di padre, che con la politica nulla hanno a che vedere. Riteniamo di essere stati cresciuti ed educati in un ambiente famigliare equilibrato e ricco di valori [sembrano riferirsi all’educazione ricevuta dalla madre, solo in assenza - ma forse non in essenza - condivisa dal padre, nda]».

Il chiarimento di Rossella

Una levata di scudi, che obbliga il segretario del Pd ad un chiarimento: «Ho visto la reazione indignata di Pier Silvio Berlusconi e mi dispiace che abbia male interpretato le mie parole - ha replicato Franceschini - Se le riascolta vedrà che non ho mai espresso, né lo farò, alcun giudizio su di lui e la sua famiglia. Ho parlato di valori che un uomo pubblico deve trasmettere al paese [Carlo Rossella, sellatore del cavaliere, non condivide: un settantenne può telefonare ed aspitare ai propri festini una quindicenne qualunque siano i suoi propositi, essendo oltre la soglia della cosiddetta età del consenso fissata dal legislatore a 14 anni, nda]».

Così - linkata - la neodiciottenne Noemi Letizia parla della sua adolescenza tra le attenzioni - indubbie - di papi Silvio.

Link map: affari privati|lessico famigliare|un malato|palafreniere|non lodo|papi  


11 maggio 2009

Se voi foste persone normali

[ click | Il popolo dello yiddish è stato un capolavoro di umanità: senza confini, senza frontiere, senza eserciti, senza burocrazie, senza deliri nazionalisti. Un popolo con la sua patria portatile, la Torah, che sapeva vivere a cavallo dei confini, fra cielo e terra, tenendo per mano l’ineffabile Dio del monoteismo come un compagno di giochi, rispettandone la maestà ma denunciandone contemporaneamente la correità nei mali del mondo ]

Della lectio magistralis «L’altro e il suo ingombro», declamarta il 22 ottobre 2007 da Moni Ovadia all’Università di Pavia.

Se foste un rom, quella di Matteo Salvini non vi apparirebbe come la sortita delirante di un imbecille da ridicolizzare.

Se foste un musulmano, o un africano, o comunque un uomo dalla pelle scura, il pacchetto sicurezza non lo prendereste solo come l’ennesima sortita di un governo populista e conservatore, eccessiva ma tutto sommato veniale.

Se foste un lavoratore che guadagna il pane per sé e per i suoi figli su un’impalcatura, l’annacquamento delle leggi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro non lo dimentichereste il giorno dopo per occuparvi di altro.

Se foste migrante, il rinvio verso la condanna a morte, la fame o la schiavitù, non provocherebbe solo il sussulto di un’indignazione passeggera.

Se foste ebreo sul serio, un politico xenofobo, razzista e malvagio fino alla ferocia non vi sembrerebbe qualcuno da lusingare solo perché si dichiara amico di Israele.

Se foste un politico che ritiene il proprio impegno un servizio ai cittadini, fareste un’opposizione senza quartiere ad un governo autoritario, xenofobo, razzista, vigliacco e malvagio.

Se foste un uomo di sinistra, di qualsiasi sinistra, non vi balocchereste con questioni di lana caprina od orgogli identitari di natura narcisistica e vi dedichereste anima e corpo a combattere le ingiustizie.

Se foste veri cristiani, rifiutereste di vedere rappresentati i valori della famiglia da notori puttanieri pluridivorziati ingozzati e corrotti dalla peggior ipocrisia.

Se foste italiani decenti, rifiutereste di vedere il vostro bel paese avvitarsi intorno al priapismo mentale impotente di un omino ridicolo gasato da un ego ipertrofico.

Se foste padri, madri, nonne e nonni che hanno cura per la vita dei loro figli e nipoti, non vendereste il loro futuro in cambio dei trenta denari di promesse virtuali.

Se foste esseri umani degni di questo nome, avreste vergogna di tutto questo schifo.

Moni Ovadia 

Link map: corpo di reato|vangelo secondo matteo


26 aprile 2009

Ponzellini

[ click | La vittoria di Ponzellini è stata commentata anche dal leader della Cisl, Raffaele Bonanni: «Ha vinto la sintesi tra lo sviluppo di una banca sana e la democrazia economica. Siamo molto contenti per la vittoria netta conseguita dalla lista guidata da Ponzellini. È veramente un risultato importante che deve diventare ora un modello per tutto il sistema bancario italiano» ]


Nella mitologia greca l'Idra di Lerna è un mostro a forma di serpente e con sette teste, nato da Tifone ed Echidna, come Cerbero, Ortro e la Chimera. Viveva insieme al mostro Carcino.

L’Hydra del sistema imprenditoriale italiano legato a triplo filo agli appalti pubblici sulle infrastrutture si chiama Impregilo. Dal vecchissimo ed obsoleto impianto di incenerimento dei rifiuti indifferenziati di Acerra [al centro del cui scandalo c’è proprio Impregilo, costruttore e gestore dell’opera e di tutto il marciume che vi è cresciuto intorno, per proprio tornaconto e servizievole disponibilità alla politica, di destra di sinistra e camorrista] all’impossibile Ponte sullo Stretto, assegnato ad Impregilo in assenza di concorrenti ad una procedura di gara internazionale ed aperta: dice niente?

Ne è presidente
Massimo Ponzellini, neoeletto presidente della Banca Popolare di Milano.

È interessante notare come le dinamiche di gruppo agiscano entro un sistema elettorale a base democratica. In assenza di contrappesi e seguendo semplicemente spinte di tipo contrattualistico.

Roberto Mazzotta, presidente in carica e non riconfermato al vertice della BPM, è l’unico banchiere italiano di peso ad aver immunizzato il proprio istituto ed i propri azionisti [tra cui grossa parte dei grandi elettori di Ponzellini, a cominciare dai sindacati interni] da perdite legate alla finanza tossica inoculata dai cosiddetti titoli derivati. Nessuna minusvalenza sofferta dall’azionariato e conti super.

Chi avrebbe dovuto eleggere l’
assemblea tra lo sfidante e Mazzotta?
E chi l’assemblea ha scelto tra colui che ha gestito benissimo la banca e l’outsider, 2.633 contro 5.294 voti?

Un’altra metafora italiana. Che conferma le precedenti, in questo strano frangente vissuto dal paese reale.


[
Celum stellatum distingue graficamente i post che recano l'opinione di Ethos ]

 

Link map: bpm
|hydra|biùtiful cauntri|stretto stretto|default|b2b


9 aprile 2009

Tempi lunghi, sguardo corto

Il Paese ha una pessima conformazione geografica, un traballante sistema orografico e fluviale, un’alta densità demografica, ed è esposto, più di altre regioni europee, al rischio di grandi calamità naturali.

Non possiamo evitarle, ma possiamo ridurne il pericolo e mitigarne gli effetti.

Ma l’arte del pensare sui tempi lunghi sembra essere estranea alla nostra natura. Le leggi esistono, ma vengono sistematicamente sconfitte da una potente coalizione di interessi elettorali, fatalismo individuale, imperizia amministrativa, affarismo spregiudicato, instabilità governativa e una somma di cavilli giuridici che metterebbe in ginocchio il più illuminato dei riformatori. Fra la preveggenza e il tornaconto, politico o individuale, vince quasi sempre il tornaconto. Ma il Paese imprevidente può essere al tempo stesso, nel momento del pericolo, generoso ed efficiente.

[click | Il Mezzogiorno apparve a Giustino Fortunato uno "sfasciume geologico pendulo fra i due mari" che poteva diventare la fortuna o la sciagura dell'Italia ]

Immagine di Onna, il paesino raso al suolo dal sisma del 6 aprile scorso che ha colpito l'Abruzzo appenninico

Il 12 febbraio, 7 settimane prima che il terremoto uccidesse,
Alessandro Martelli, ingegnere di vaglia che il mondo ci invidia, prende carta e penna per scrivere al ministro delle infrastrutture Altero Matteoli che il suo governo sta spensieratamente rinviando un atto di civiltà e responsabilità verso il Paese: l'entrata in vigore delle nuove norme antisismiche di standard europeo. Martelli non è esattamente un passante. È responsabile della sezione Prevenzione Rischi Naturali dell'Enea, insegna scienza delle costruzioni in zona sismica all'università di Ferrara, presiede il Gruppo di lavoro isolamento sismico [glis], associazione che raccoglie 300 tra i migliori esperti di settore.

Scrive dunque Martelli a Matteoli: «Signor ministro, come lei sa, è dal 2001 che il settore delle norme tecniche per le costruzioni antisismiche è di fatto in regime di proroga [...] Francamente, ci stiamo sempre più convincendo che le nuove norme non entreranno mai in vigore. E ancora: A seguito del terremoto del Molise e della Puglia del 2002, furono emanate nell'emergenza nuove norme per le costruzioni in zona sismica. Ma da allora si è consentito di continuare ad applicare norme tecniche obsolete, vecchie di 16 anni. Se per un breve periodo questo aveva una giustificazione [dar modo ai progettisti di abituarsi alle nuove regole], ora, anzi, da un pezzo, non ne ha più, salvo non si voglia favorire chi vuole limitare i costi a scapito della sicurezza. Confidiamo dunque nella sua sensibilità».

Link map: sfasciume pendulo|pensare politicamente|i corpi|norme obsolete


20 marzo 2009

Nel paese delle meraviglie

[ click | Silvio Berlusconi: Mi affido al buon gusto degli italiani ] 

Giulio Tremonti al Corriere della Sera, 18 marzo: “Eppure anche Bernini per il colonnato mi sembra abbia modificato le regole urbanistiche del centro storico romano”

Un piano [in più] equivale a bellezza dostojevskijana.

Link map: castità urbanistica|i vestiti nuovi dell'imperatore|il poema del grande inquisitore


7 gennaio 2009

Fallimento strategico

[ click | Nella mappa ricostruita da Limes i principali obiettivi degli attacchi e le principali caratteristiche geopolitiche della Striscia di Gaza controllata da Hamas ]

Israele ha lanciato l'annunciata offensiva su Gaza. Dopo i raid aerei le truppe israeliane sono tornate nella Striscia di Gaza

E’ un’accusa pesante, quella rivolta da Gideon Rachman, un columnist del Financial Times, a Israele. Nel suo articolo di ieri, il commentatore più autorevole del quotidiano finanziario britannico sugli affari internazionali non critica lo Stato ebraico per una reazione sproporzionata alla minaccia, o per eccessivo uso della forza, o per le sempre più pesanti perdite di civili - ma per avere sbagliato strategia. L’operazione militare a Gaza, afferma, otterrà il risultato opposto di quello che il governo di Gerusalemme si era prefissato: ossia rafforzerà Hamas, indebolirà Israele e allontanerà la pace.

Io non so se l’offensiva militare in corso a Gaza si ritorcerà contro Israele. A naso sembrerebbe di no. Sembrerebbe un assist al presidente eletto Obama, prima che entri in carica e prima che le elezioni della Knesset [il Parlameno dello stato ebraico] siano ivi regolarmente svolte in febbraio. È certo l’ennesima certificazione del fallimento strategico dell’Amministrazione Bush in Medio Oriente.

Dopo l’
11 settembre fu inventata una guerra per sconfiggere il fondamentalismo islamico e garantire ad Israele ed ai palestinesi confini territoriali certi e diritto all’autodeterminazione. Mentre Abu Mazen scongiurava di non fecondare in vitro una democrazia pleonastica e priva di presupposti oggettivi nei territori palestinesi. Con l’effetto di consegnare Gaza ad Hamas, contemporaneamente indebolendo il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese, ANP.

La stupidità della junta petrolmortifera ha incrinato l’autorevolezza di Abu Mazen, spingendo per elezioni che avrebbero ulteriormente diviso il popolo palestinese, senza garantire sicurezza ai confini israeliani. Fornendo invece un avamposto istituzionalizzato alle mire egemoniche dei fratelli coltelli arabi: un capolavoro. D’imbecillità. Che ricade quasi per intero sulle già stremate e poverissime famiglie palestinesi schiacciate nella striscia. E pagata quasi per intero dai più inermi, ostaggi di opposti fanatismi e convergenti follie.

Il presidente eletto
Barack Obama ha affermato di essere «profondamente preoccupato» per la situazione a Gaza. Obama ha aggiunto di «non poter fare altri commenti» finchè non sarà insediato alla Casa Bianca perchè gli Stati Uniti «possono avere solo un presidente alla volta».

«Non appena sarò presidente agirò immediatamente per affrontare la situazione in Medio Oriente, non solo sul problema a breve termine ma anche su quelli a lungo termine»ribadiva.

Link mapombre grigie|limes|free gaza|road maps|election day|junta|obama  


27 dicembre 2008

Ombre grigie

[ click | Il problema - sostiene Shimon Peresh, Presidente dello Stato d’Israele - è che Hamas vuol fare in Cisgiordania il bis di Gaza, un vero e proprio golpe. Senza il colpo di mano di Hamas, al suo posto ci sarebbe oggi uno Stato di Palestina. E’ tutto ciò che preoccupa gli israeliani: Israele ha combattuto sette guerre contro gli arabi. Ora basta ]

Immagini dell'attacco israeliano su Gaza
 

« La stupidità ha fatto progressi enormi. È un sole che non si può più guardare fissamente. Grazie ai mezzi di comunicazione, non è più nemmeno la stessa, si nutre di altri miti, si vende moltissimo, ha ridicolizzato il buon senso, spande il terrore intorno a sé ».

 

Ennio Flaiano: Ombre grigie, elzeviro sul Corriere della sera, 13 marzo 1969


Link map: conflitto arabo-israeliano|igor man

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Freedom is slavery
La libertà è schiavitù

Ignorance is strenght
L'ignoranza è forza



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La société du spectacle par Guy E. Debord


Secondo la definizione di Leonardo Boff, in Ethos mondiale

EGA 2000 ISBN 88-7670-394-2, €11,36:

Per ethos intendiamo l’insieme delle aspirazioni, dei valori e dei principi, che orienteranno le relazioni umane nei confronti della natura, della società, delle alterità, di se stessi e del senso trascendente dell’esistenza, Dio.



Si vis pacem para pacem

 

Questo blog è gemellato con Devarim [in ebraico Devarim sono le parole, o le cose].
La lettera ebraica che abbiamo insieme scelto per illustrare questo spazio in comune è bet
,la stessa che dà inizio al libro di Bereshit,in principio, il primo dei cinque che compongono la Torah [corrispondente al nostro libro della Genesi].



Ascolta radiofulmini

E fa zapping con Tv [spenta] med vridbar skärm, Luma, 1959 digitaladoptive


I blogleanno:

15 marzo 2005 | 15 marzo 2006


Il BIP®™ countdown è scaduto

Al 10 aprile 2006, ore 15:00, mancavano:
giorni
ore
minuti
secondi

Countdown memories   

- 14 y Del fisco me ne infischio [i numeri veri]

- 13 y Rottamazione [in]costituzionale [christians]

- 12 y Verso il Partito Democratico [di m. cacciari]

-  11 y La sconfitta [nella palude mediorientale]

- 10 y Impoverimento [la tassa occulta]

- 9 y Quote rosa [non è un pesce d’aprile]

- 8 y Mai, mai, mai! [Totus tuus ego sum Maria]

- 7 y Punta Perotti [lo spartiacque]

6 y sso ccontento…! [il ri-epilogo]

- 5 y Favole greche e leggende metropolitane [ici]

4 y Anche i ricchi piangono [o dei rovesci]

3 y Un giudice  [Fabrizio De Andrè, amico fragile]

- 2 y Per interesse  [contro il declino]

-  1 y La nomination [BIP® brother] 

0 y  L'identità mediale degli italiani [BIP® exit]


Questo blog aderiva alla campagna
"Salviamo la Costituzione. Aggiornarla non demolirla".

Contro la sottrazione di democrazia tentata dal governo dei pre-potenti.



Infopoint

La posta in gioco

Si sceglieva tra 2 modelli*:

il sistema che accoglie l'individuo,
non privo di limiti;

l'individualismo che rigetta la relazione
tra gli individui, la nega ideologicamente,
privilegiando la soluzione asociale.

Io scelgo e voto per una società che
sa trarre forza dagli individui
per costruire il sistema e lo scudo,
anche per i più deboli
, gli ultimi,
i meno muniti e più sprovveduti,
che non possono rimanere ostaggi,
in balia dei rapporti di forza
economici o politici;
e non delega la salvezza all'uomo, della provvidenza



banditore [ in un film già visto ].

*ma l'Unione non lo aveva capito.






[ charis community ]

FENICOTTERO SNODATO Un'esemplare di fenicottero rosa si accarezza compiaciuto il collo allo zoo di Francoforte in Germania (Frank May /Epa)

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