.
Annunci online

Ethos
l' Uomo in bianco e nero


La notte della Repubblica


1 luglio 2010

No a tutti i bavagli





permalink | inviato da Ethos il 1/7/2010 alle 16:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


12 dicembre 2009

Ex-voto


Roma
, 12 dic. (Apcom) –

« Nel caso Silvio Berlusconi scegliesse di andare al voto anticipato, potrebbe trovarsi a sfidare un grande schieramento repubblicano in difesa della democrazia ».

Questa e' la proposta lanciata da Pier Ferdinando Casini a Pd e Idv.




Link mapapcom|ex-voto|cade la maschera del clown


26 settembre 2009

Un cavallo! Un cavallo! Il mio regno per un cavallo!

[ click | ”Vittorio Mangano fu assunto nella tenuta di Arcore di Silvio Berlusconi per coltivare interessi diversi da quelli per i quali fu ufficialmente chiamato da Palermo fino in Brianza. Così il Procuratore generale Antonino Gatto entra subito nel vivo della requisitoria del processo di secondo grado in cui il senatore Marcello dell'Utri - Pdl - è imputato di concorso esterno in associazione mafiosa. Il parlamentare è stato condannato in primo grado a nove anni di carcere ]

Marcello Dell'Utri, giovedì scorso all'apertuta del ciclo di conferenze 2009-2010 organizzato da Casapound - il centro sociale neofascista all'Esquilino, a Roma - legge i diari attribuiti a Benito Mussolini. Quei documenti, giudicati falsi da molti storici, sarebbero stati scritti dal duce dal 1935 al '39.

Con Vittorio Mangano - nato a Palermo il 18 agosto 1940 e morto a Palermo il 23 luglio del 2000 - Marcello Dell'Utri è stato trascinato nell'arena siciliana, è stato processato, è stato condannato. Tutto per un cavallo. Un cavallo che - per i poliziotti - non era un vero cavallo: era una partita di droga. Il racconto è di Francesco Di Carlo, un boss della droga: «In un ufficio non molto distante dal centro di Milano ci accolse Dell'Utri. Dopo quindici minuti venne Silvio Berlusconi. A quella riunione eravamo presenti: io, Tanino Cinà [conosciuto da quando Dell'Utri era presidente della squadra di calcio della Bacigalupo, ndr], Mimmo Teresi, Stefano Bontate, Marcello Dell'Utri e Silvio Berlusconi». Il boss ricorda anche come finì la riunione: «Berlusconi disse che era a nostra disposizione per qualsiasi cosa, e allora anche Bontate gli rispose nello stesso modo».

Se i padrini salgono a Milano, Marcello Dell'Utri torna a Palermo. È nel suo ambiente,
conosce. Frequenta Pino Albanese della famiglia di Malaspina. E poi Giovanni Citarda detto Gioia mia. Tutti e due sono legatissimi a Stefano Bontate, il capo dei capi che ha voluto Vittorio Mangano ad Arcore. Spiegherà qualche anno dopo il pentito Salvatore Cancemi: «Il rapporto fra Mangano e Dell'Utri era strettissimo. Mangano in pratica usava Dell'Utri e gli poteva chiedere qualsiasi cosa: per esempio Mangano mi disse che nella tenuta nella disponibilità di Dell'Utri furono nascosti anche latitanti… i fratelli Grado».

Quando lo
stalliere è morto, il senatore l'ha pianto: «E' morto per causa mia. Era ammalato di cancro, è stato ripetutamente invitato a fare dichiarazioni contro di me e Berlusconi. Se lo avesse fatto, l'avrebbero scarcerato con lauti premi e si sarebbe salvato. È un eroe, a modo suo». Sulla sua lapide, i figli dello stalliere hanno fatto scrivere: Hai dato un valore alla storia degli uomini non barattando la dignità per la libertà

Link map: dell'utreide|fattore mangano|nuove cronache
|paolo borsellino|associazione mafiosa|peppino impastato|riccardo III|oltre 700 nomi di vittime di mafia


9 giugno 2009

Il casalese | Pdl alla Provincia di Napoli


2 giugno 2009

Festa della Repubblica [4 novembre 2007 | 2 giugno 2009]

Per il bene la stupidità è un nemico piu pericoloso della malvagità. Contro il male è possibile protestare, ci si può compromettere, in caso di necessità è possibile opporsi con la forza; il male porta sempre con sé il germe dell'autodissoluzione, perché dietro di sé nell'uomo lascia almeno un senso di malessere. Ma contro la stupidità non abbiamo difese. Qui non si può ottenere nulla, né con proteste, né con la forza; le motivazioni non servono a niente.

Ai fatti che sono in contraddizione con i pregiudizi personali semplicemente non si deve credere - in questi casi lo stupido addirittura scettico - e quando sia impossibile sfuggire ad essi, possono essere messi semplicemente da parte come casi irrilevanti. Nel far questo lo stupido, a differenza del malvagio, si sente completamente soddisfatto di sé: anzi, diventa addirittura pericoloso, perché con facilità passa rabbiosamente all'attacco. Perciò è necessario essere più guardinghi nei confronti dello stupido che del malvagio. Non tenteremo mai più di persuadere con argomentazioni lo stupido: è una cosa senza senso e pericolosa. Se vogliamo trovare il modo di spuntarla con la stupidità, dobbiamo cercare di conoscerne l'essenza. Una cosa certa è certa, che si tratta essenzialmente di un difetto che interessa non l'intelletto ma l'umanità di una persona.

[ click Dietrich Bonhoeffer, pastore e teologo luterano impiccato nel campo di concentramento di Flossenbürg il 9 aprile 1945, all'epilogo del regime nazista in rotta, avvertiva sull’insidiosa natura, pregiudiziale e pregiudizievole, della stupidità. Abbozzando il metodo per fronteggiarla: indagandone lessenza si cita dal suo: Della stupidità ]

Il fatto che lo stupido sia spesso testardo non deve ingannare sulla sua mancanza di indipendenza. Parlandogli ci si accorge addirittura che non si ha a che fare direttamente con lui, con lui personalmente ma con slogan, motti ecc. da cui egli è dominato. È ammaliato, accecato, vittima di un abuso e di un trattamento pervertito che coinvolge la sua stessa persona. Trasformatosi in uno strumento senza volontà, lo stupido sarà capace di qualsiasi malvagità, essendo contemporaneamente incapace di riconoscerla come tale.

Chi di voi vuole un esempio di quello che sta succedendo in
Lombardia con la mafia in grande spolvero può leggere una intervista a un giovane regista e attore del lodigiano pubblicata questa settimana da L’Espresso. È un ragazzo che praticamente vive sotto scorta da qualche mese perché ha osato mettere in scena uno spettacolo sui pizzini di Provenzano, uno spettacolo satirico e evidentemente mettere in scena uno spettacolo satirico sui pizzini di Provenzano a Lodi, è altrettanto pericoloso come farlo a Corleone. Tant’è che questo ragazzo ha avuto le gomme della macchina tagliate, ha avuto delle bare disegnate sulla porta di casa e adesso vive sotto scorta: a Lodi, non a Corleone!

Ma non bisogna parlarne perché altrimenti poi oltre a infangare il buon nome di Milano si infanga anche il buon nome di Lodi e non sia mai: lodi a Lodi bisognerebbe dire così!

Un’altra notizia scomparsa, questa veramente non l’ha data nessuno, riguarda una indagine aperta dalla Procura di Palermo e che ha portato addirittura l’altro giorno a una raffica di arresti [una ventina] di persone, diciamo manovalanza, capetti e capoccia della mafia che si dedicavano naturalmente alle loro attività preferite: da un lato il pizzo, dall’altro il sostegno ai detenuti mafiosi perché non parlino e dall’altro ancora alla compravendita di voti con politici. Uno si chiama
Antonino Caruso, è stato arrestato perché è accusato di essere un membro del clan mafioso dellArenella a Palermo, di essere in affari illeciti con il clan del quartiere di Resottana, impegnatissimo nel pizzo e cioè nelle estorsioni, nel sostegno ai detenuti mafiosi e nel voto di scambio.

Questo signore dentro la sua macchina non sapendo che c’è una cimice nascosta sotto il sedile, il
4 novembre 2007 - stiamo parlando di un anno e mezzo fa, roba freschissima - parla, ripeto dentro la sua autovettura, con un certo Letterio Ruvolo che è il suo braccio destra e anche lui membro, così dice l’accusa, del clan della Arenella molto esperto nella riscossione del pizzo. I due parlano di tante cose e parlano anche di politica, è il 4 novembre 2007, cosa succede il 4 novembre 2007 ?

Siamo ancora sotto il governo Prodi che sta per cadere nel gennaio poi del 2008,
il Caruso - scrive il giudice nell’ordinanza di custodia - iniziava l’esposizione del problema - è un problema che riguardava la famiglia mafiosa - a un certo punto il Ruvolo - cioè il suo braccio destro - lo interrompeva per impartire un ordine perentorio, ovvero di non pronunciare mai il nominativo di Dell'Utri, bisogna proteggere Dell'Utri, non bisogna mai nominarlo nelle conversazioni perché cè il rischio di essere intercettati e questi non sapevano che erano intercettati nel momento in cui progettavano di non nominarlo per non essere intercettati e quindi ce l’hanno ficcato dentro anche senza volerlo e questo naturalmente è molto interessante, perché è una intercettazione assolutamente spontanea.

Il
4 novembre è anche la giornata delle forze armate: quali ?

Gaetano Paci, Presidente di una fondazione che ricorda le stragi, ha interrotto l’idillio dei presenti in studio e ha detto “vorrei dire una cosa, un anno fa si sentì dire che Vittorio Mangano era un eroe” sapete chi lo ha detto, lo ha detto l’editore di Canale 5 su cui andava in onda il Matrix di Alessio Vinci per la strage di Capaci. Dice Gaetano Paci “volevo fare presente che Vittorio Mangano non era un eroe, gli eroi sono Falcone e Borsellino e Vittorio Mangano era un mafioso sanguinario condannato per traffico di droga, per mafia e poi in primo grado per tre omicidi, all’ergastolo, ergastolo che poi non divenne definitivo anche perché Mangano morì prima che si arrivasse alla fase di appello”.

[ click | Un’immagine simbolica del 2 giugno 2009, Festa della Repubblica: le frecce tricolori - la patria, celebrata anche il 4 novembre, giornata delle forze armate - sorvolano i Fori Imperiali a Roma , al cospetto delle immagini di Dio - allusiva personificazione della triade dio, patria, famiglia - confusa quest’ultima col bordello, in francese bodoir, secondo la più nota e colta e filosofica rappresentazione pervenuta dal marchese De Sade o, ancor meno nobilmente, col potere mafioso ]

Link map: bonhoeffer|lodi, milano, lombardia|dell'utreide|fattore mangano|oltre 700 nomi di vittime di mafia


23 maggio 2009

Capuzzell

[ click | L'attentatuni fu un attentato mafioso in cui il 23 maggio 1992, sull'autostrada A29, nei pressi dello svincolo di Capaci - ma in territorio del comune di Isola delle Femmine - e a pochi chilometri da Palermo, persero la vita il giudice antimafia Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo, anch'ella magistrato, e tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Di Cillo, Antonio Montanaro ]

Antonio Emanuele Piedimonte, «Il terzo luogo: la città purgatorio», 'a città d'o scuro.




Link map: refriscano ll’anem ‘o priatorio|'a città d'o scuro


9 maggio 2009

Giorni da memorizzare

[ click | Licia Rognini vedova dell’anarchico Giuseppe Pinelli - a sinistra -, e Gemma Capra, vedova del commissario Luigi Calabresi, vittime della medesima meccanica, ospiti al Quirinale ]

Noi sappiamo che l’omicidio di Aldo Moro ha cambiato il corso della storia d’Italia.

Giorno della memoria delle vittime del terrorismo e della violenza dello Stato, parallelo. Spingendo la notte più in .

Link map: quirinale|d-epi-stati|recisi|memoriale|dalla memoria


3 maggio 2009

Vicenda privata e depravata

Miriam Bartolini, alias Veronica Lario: «Non posso stare con un uomo che frequenta le minorenni». Il premier: "Vicenda privata. Doveroso non parlarne". Renato Mannheimer rassicura tutti i pedofili: «Una vicenda che non sposta voti» [peraltro ha l'immunità ope legis].

 

Link map: il prezzo|il mannheimer omertoso|scene da un matrimonio


15 marzo 2009

Attacco al cuore dello Stato | Eya eya alalà

click | In centocinquant'anni di storia dello Stato italiano la politicizzazione del credito è stata più volte tentata ma non è mai avvenuta, neppure durante il Ventennio fascista quando l'emergenza della crisi portò al fallimento dell'intero sistema bancario e industriale, alla nascita dell'Iri e alla proprietà pubblica delle grandi banche ]

L'ultima trovata di questo disdicevole spettacolo consiste nel controllo politico del credito affidato ai prefetti dal ministro del Tesoro.
 

Converrà fare il punto su alcune perduranti stranezze della situazione italiana. Ne parliamo e le segnaliamo da molte settimane ma esse continuano a costellare il nostro cielo economico senza essere rimosse ed anzi ogni giorno altre se ne aggiungono a complicare ulteriormente il quadro d'insieme.

La più rilevante è il contrasto che oppone il ministro del Tesoro al governatore della Banca d'Italia. Il nostro è il solo paese in cui una così preoccupante contrapposizione si stia verificando. In una fase di tempesta per l'economia e la finanza, assistere ad un conflitto così inusuale tra le due maggiori autorità monetarie nazionali non è affatto rassicurante. Le banche e le imprese sono infatti in allarme e così pure le istituzioni di garanzia, a cominciare dal Capo dello Stato.

L'attacco parte dal ministro del Tesoro che ha tra i suoi obiettivi primari quello di erodere poteri e competenze alla Banca centrale all'insegna dello slogan del primato della politica. La crisi crea emergenze; queste richiedono interventi rapidi ed eccezionali. Quale migliore occasione per smantellare un'istituzione di garanzia, una magistratura economica che non trae il suo fondamento dal voto popolare e proprio per questo opera al di sopra delle parti e delle lobbies avendo di mira gli interessi generali del paese?

Il ministro del Tesoro si è costruito al tempo stesso un'ideologia e una forza politica. Il primato della politica è l'ideologia, lo smantellamento delle istituzioni di garanzia è l'obiettivo, la forza politica proviene dalle condizioni di emergenza, in parte reali ed in parte create artificialmente affinché gli obiettivi desiderati si realizzino rapidamente.

Questi obiettivi sono stati fin qui condivisi dal premier e da una maggioranza parlamentare ossequiente ad ogni richiesta e ad ogni spoliazione. Sembra ora che il premier cominci a nutrire qualche dubbio sui segreti pensieri e le coperte finalità del suo ministro del Tesoro, ma ormai la traccia è segnata ed è assai difficile cambiare percorso. Resistono nei modi più acconci a ciascuno di loro il presidente della Repubblica, il presidente della Camera, alcune banche e alcune imprese, l'opposizione politica con ritrovata incisività, alcune Regioni, le organizzazioni sindacali sia pure in ordine sparso. Resiste con sobria fermezza la Banca d'Italia.

L'opinione pubblica assiste, per ora distratta e passiva, ad uno scontro che dovrebbe invece coinvolgerla in prima fila poiché è degli interessi di tutti i cittadini che si discute ed è di essi che ci si appropria usandoli pretestuosamente a vantaggio delle proprie tesi e contro le tesi degli avversari. Ma esiste ancora un'
opinione pubblica? Oppure è già stata triturata e ridotta a poltiglia? Folla occasionale animata da notizie che le televisioni registrano ed eccitano sostituendole poi con altre emozioni, con la stessa facilità con la quale si cambia una veste e una maschera.

Link maptideland|waste land|colpire|der kommissar|archivi genchi|scalfari


28 febbraio 2009

Gioacchino Genchi

Ieri il blog ha pubblicato un'intervista a Gioacchino Genchi che accusa servizi segreti e politici di essere coinvolti nella morte di Falcone e Borsellino. Genchi non è uno qualunque. E' l'uomo che secondo lo psiconano ha intercettato 350.000 italiani. La più grande spia della Storia dopo Mata Hari. Sapevo - scrive Beppe Grillo - che le reazioni alle parole di Genchi, le più pesanti che io abbia mai sentito contro quello che ci ostiniamo a chiamare e pensare Stato, potevano essere solo due. Farlo passare per mitomane o il silenzio assoluto, mafioso, di tutti i giornali e i canali televisivi.


L'omertà ha prevalso. Nessuno ha visto e sentito. Non Mieli, non Riotta, non Mauro.


Il video di Genchi è il più visto su YouTube nelle ultime ventiquattro ore, ma nessun media nazionale ne ha riportato il contenuto. Un paradosso dell'informazione. Se chiudono la Rete, su questo Paese caleranno le tenebre. La Cupola dei Giornalisti è più forte, più coesa di Cosa Nostra. Genchi ha detto la verità, la controprova è che Genchi per i media non esiste, che i mandanti degli omicidi di Falcone e Borsellino non possono essere neppure nominati.


Genchi ha detto:
E questa è l'occasione perché ci sia una resa dei conti in Italia. A cominciare dalle stragi di via D'Amelio alla strage di Capaci. Perché queste collusioni fra apparati dello Stato servizi segreti, gente del malaffare e gente della politica, è bene che gli italiani comincino a sapere cosa è stata.

Genchi era presente in via D'Amelio, ha visto il corpo carbonizzato di Borsellino, ha seguito le indagini sul segnale che ha innescato la bomba, non parla per sentito dire. Borsellino era minacciato, ogni domenica si recava da sua madre, ma lo Stato non riuscì neppure a isolare l'area di parcheggio di fronte al palazzo con una transenna.

Genchi non è l'unico a indicare nella strage di via D'Amelio la nascita della Seconda Repubblica. Antonio Ingroia, pm di Palermo:


La verità va cercata a ogni costo, io penso che la cosiddetta Seconda Repubblica ha i suoi pilastri nel sangue versato da tanti uomini dello Stato, magistrati e poliziotti.


Dalla sentenza della corte d'Assise di Caltanisetta del processo Borsellino ter:

Proprio per agevolare la creazione di nuovi contatti politici occorreva eliminare chi, come Borsellino, avrebbe scoraggiato qualsiasi tentativo di approccio con Cosa Nostra e di arretramento nell'attività di contrasto alla mafia, levandosi a denunciare, anche pubblicamente, dall'alto del suo prestigio professionale e dalla nobiltà del suo impegno civico, ogni cedimento dello Stato o di sue componenti politiche
.

Se l'informazione non esiste, facciamoci noi informazione. Ci vuole un nuovo CLN. Un Comitato di Liberazione Nazionale dell'informazione. Riportate sul vostro blog il testo dell'intervista di Genchi, traducetelo in tutte le lingue e inviatelo ai blog esteri che conoscete. Linkate il video da Youtube. Create i vostri video con le vostre analisi e conclusioni.


Loro non molleranno mai [ma gli conviene?]. Noi neppure.

Link map: archivio genchi|tube player|la terra desolata|exclusive clubs|ciò che disse il tuono|italiótai

sfoglia     dicembre       
 
 




blog letto 1 volte
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

COSE VARIE

Indice ultime cose
Il mio profilo

RUBRICHE

Diario
La domanda seconda
L'Uomo in bianco e nero
Salviamo la Costituzione
Finis Terrae
Via
Dialoghi
Politica
13 maggio
Ferrara watch
Il Sindaco del borgo di Hamelin
Il male oscuro
punto.doc
apatatalessa
Apologhi
Posta piccola
La notte della Repubblica
Fine Arts Blog Museums
Vita activa
Un viaggio elettorale
moleskine
Strange days
Fileîs-me? [Gv 21,17]
Maryâm
GU Adinolfi '07
Lectures
Facebook
Il biscotto
Obamerica
Appunti sparsi
Twitter

VAI A VEDERE

Gnu
Blogroll
Wikipedia
Liber liber
Ora esatta
Nessuno Tv
Luogo comune
Connected intelligence
Il blog di Beppe Grillo
Creative commons
Internet filmtrick
Jacques Derrida
Donnie Darko
Submission
Discinto
Cinemage
Sentieri selvaggi
The Cremaster Cycle
Redattore sociale
Indymedia
Rainews24
Mondi vicini
Wittgenstein
Luca De Biase
Rassegna stampa
Il barbiere della sera
Ambigram Gallery
Per l'Infanzia. Vietato Chiudere Gli Occhi
Cattedra dei non credenti
Yadvashem memorial
Il Pifferaio di Hamelin
Linguaggi ipermediali
Arsenale della Pace
Don Tonino Bello
Bambini soldato
Teladipenelope
Club di Roma
Marco Guzzi
Aldo Moro
Teresina
Ecoblog
Anila
Babel
TV
PPP
Brio
Worth
Twitch
Fallujah
Can Xue
Cina oggi
Mauro Biani
Diario acido
Diário gráfico
Questo amore
Astor Piazzolla
Canzoni & poesie
Ebraismo minimo
Francesco Giavazzi
Par-condicio monitor
EC Editorial Cartoons
Economia di Comunione
Music Genome Project
Economics E-journal
I numeri di BIP®™
E quelli di LUI®™
In Video Veritas
Elezioninews.it
BIP®™ pride
Dummies
Nuovoeutile
Googlenterprise
Crowdsourcing
Caffe' Europa
Peacereporter
Spaceandculture
Formazione politica
Monastero di Bose
NIM magazine
PD University
Webroadcast
Time Zone Converter
In-nova 24


Il profilo di Giuseppe Nenna
Profilo Facebook di Giuseppe Nenna
  

In fondo è semplice decifrare BIP®™:
basta capovolgere il senso delle parole
comunicate in pubblico,
per comprendere i suoi obiettivi privati


War is peace
La guerra è pace

Freedom is slavery
La libertà è schiavitù

Ignorance is strenght
L'ignoranza è forza



Use OpenOffice.org




La société du spectacle par Guy E. Debord


Secondo la definizione di Leonardo Boff, in Ethos mondiale

EGA 2000 ISBN 88-7670-394-2, €11,36:

Per ethos intendiamo l’insieme delle aspirazioni, dei valori e dei principi, che orienteranno le relazioni umane nei confronti della natura, della società, delle alterità, di se stessi e del senso trascendente dell’esistenza, Dio.



Si vis pacem para pacem

 

Questo blog è gemellato con Devarim [in ebraico Devarim sono le parole, o le cose].
La lettera ebraica che abbiamo insieme scelto per illustrare questo spazio in comune è bet
,la stessa che dà inizio al libro di Bereshit,in principio, il primo dei cinque che compongono la Torah [corrispondente al nostro libro della Genesi].



Ascolta radiofulmini

E fa zapping con Tv [spenta] med vridbar skärm, Luma, 1959 digitaladoptive


I blogleanno:

15 marzo 2005 | 15 marzo 2006


Il BIP®™ countdown è scaduto

Al 10 aprile 2006, ore 15:00, mancavano:
giorni
ore
minuti
secondi

Countdown memories   

- 14 y Del fisco me ne infischio [i numeri veri]

- 13 y Rottamazione [in]costituzionale [christians]

- 12 y Verso il Partito Democratico [di m. cacciari]

-  11 y La sconfitta [nella palude mediorientale]

- 10 y Impoverimento [la tassa occulta]

- 9 y Quote rosa [non è un pesce d’aprile]

- 8 y Mai, mai, mai! [Totus tuus ego sum Maria]

- 7 y Punta Perotti [lo spartiacque]

6 y sso ccontento…! [il ri-epilogo]

- 5 y Favole greche e leggende metropolitane [ici]

4 y Anche i ricchi piangono [o dei rovesci]

3 y Un giudice  [Fabrizio De Andrè, amico fragile]

- 2 y Per interesse  [contro il declino]

-  1 y La nomination [BIP® brother] 

0 y  L'identità mediale degli italiani [BIP® exit]


Questo blog aderiva alla campagna
"Salviamo la Costituzione. Aggiornarla non demolirla".

Contro la sottrazione di democrazia tentata dal governo dei pre-potenti.



Infopoint

La posta in gioco

Si sceglieva tra 2 modelli*:

il sistema che accoglie l'individuo,
non privo di limiti;

l'individualismo che rigetta la relazione
tra gli individui, la nega ideologicamente,
privilegiando la soluzione asociale.

Io scelgo e voto per una società che
sa trarre forza dagli individui
per costruire il sistema e lo scudo,
anche per i più deboli
, gli ultimi,
i meno muniti e più sprovveduti,
che non possono rimanere ostaggi,
in balia dei rapporti di forza
economici o politici;
e non delega la salvezza all'uomo, della provvidenza



banditore [ in un film già visto ].

*ma l'Unione non lo aveva capito.






[ charis community ]

FENICOTTERO SNODATO Un'esemplare di fenicottero rosa si accarezza compiaciuto il collo allo zoo di Francoforte in Germania (Frank May /Epa)

CERCA