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Ethos
l' Uomo in bianco e nero


Vita activa


8 ottobre 2009

Jumpiering

[ click & play | Luca Aquino, Top jazz 2008, secondo classificato categoria nuovi talenti. Trombettista e flicornista beneventano, prevalentemente autodidatta ]

Sciopero generale delle maestranze metalmeccaniche Fiom

Luca Aquino: "Lunaria | Jumpiering"

Posologia: lanciare il secondo video a 14 secondi dal primo ed ascoltare il mio amico Luca Aquino visitare una fabbrica, bel suol d’amore: reparto rettifica motori.

Link mapwonderland|aquinate|milestone|bel suol d'amore


23 settembre 2009

Vite meravigliose



Il 23 settembre spiravano un ottantunenne ed un ventiseienne, di morte naturale il primo - 1968 -, di morte violenta il secondo - 1985 -. Francesco e Giancarlo hanno vissuto epoche diverse, in contesti opposti, con vocazioni irriducibili ed una passione profonda per la vita buona. Quando padre Pio moriva nella carne, il piccolo Siani aveva appena compiuto 9 anni. Non erano spettatori di film interpretati da altri e non erano uomini avventati.

La loro giustapposizione sotto l’unica lente del memoriale ci da la misura di cosa sia una
vita meravigliosa, increspata di errori nel binario della vera grandezza. Come conviene ad uomini e donne che non hanno nel proprio orizzonte l’unica missione di salvare sé stessi. Perdendosi: «perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del vangelo, la salverà» [Mc 8: 35 | Lc 9: 24 | Mt 10: 39 | Gv 12: 25].


Link map: kill your idols|giancarlo|francesco|obamerican onu|reuters


5 settembre 2009

In Strada

[ click | Teresa Sarti, 28 marzo 1946 | 1’ settembre 2009 ]
 
Teresa Sarti ospite di Fabio Fazio a Chetempochefa Annalena Tonelli - missionaria cattolica - fu insignita dall'ONU del prestigioso premio Nansen, a Ginevra, il 25 giugno 2003, circa 4 mesi prima della morte, uccisa a Borama, in Somalia, in un ospedale da lei stessa fondato

Se Teresa Sarti, moglie di Gino Strada e presidente di Emergency, fosse morta in odore di conformismo, laico o confessionale poco importa, i suoi funerali sarebbero stati oggetto di un’attenzione pubblica poco più sobria di quella soffusa nella cerimonia dell’ultimo accompagnamento a Jacko. Ma nell’italietta di questi tempi non c’è spazio per il ricordo generalista, mediatico, di unAnnalena Tonelli priva di imprimatur. E forse questo silenzio - di chi sputa parole e sentenze senza misura e senza vergogna - è il miglior tributo possibile ad una donna che ha dedicato la propria vita per portare eccellente assistenza personale, chirurgica e sanitaria sui luoghi devastati dalla guerra. Un’uscita d’emergenza dall’insaziabile follia degli uomini e dal manicheismo a contratto delle falangi armate, ovunque dislocate. Il grande gioco interposto da sporadiche oasi di umanità che rifiutano di catalogare gli avamposti locali in black o free list: buoni e cattivi a singhiozzo, in relazione agli interessi geostrategici prevalenti nell’intellighenzia del vecchio blocco militare-industriale. Orientati dai Death Cheney di turno, con generalità e nomi non necessariamente anglofoni.
 
Addio Teresa. Ciao, monella vagabonda

Link mapomega|omaggi|annalena|brand philosophy|death


14 agosto 2009

Earvin «Magic» 50

Il sorriso che smarcava il mondo, il più grande passatore e show-man nella storia del basket, o se preferite semplicemente Earvin «Magic» Johnson, compie 50 anni.

Il 7 novembre del 1991, quando si presentò alla stampa e ammise in diretta tv «Sì, sono sieropositivo all’Aids», pochi avrebbero scommesso di vederlo approdare alla mezza età. Invece l'ex prodigio di East Lansing, l'uomo che insieme a Larry Bird ha acceso la Nba negli Anni 80, è ancora vivo e sorridente. Il virus si è assopito dentro di lui. Con l'aiuto di un costoso cocktail di farmaci Magic è riuscito a ingannarlo per tutti questi anni, esattamente come faceva con gli avversari in campo: occhi da una parte, palla dall'altra, «no-look pass».

Palleggio ai 200 all'ora, finta a ubriacare la difesa, assist celeste per un gancione di Kareem Abdul Jabbar, una schiacciata di James Worthy o Bob McAdoo. Altruismo, intuizione, magia. E una risata che neppure Eddie Murphy. Se Michael Jordan è stato - probabilmente - il più grande,
Magic è stato - sicuramente - il più divertente. Gioia pura. Il Brasile dei canestri, un cucciolone alto 2 metri e 5 che giocava incredibilmente da playmaker e si portava a spasso in assoluta levità i suoi 103 chili da una costa all'altra del campo e dell'America, mostrando la palla, nascondendola dietro la schiena, sotto le gambe, comunque dove l'immaginazione degli avversari non arrivava.


Un Miracolo con mille tentativi di imitazione, tutti falliti.

Link map: earvin|il corpo|magic johnson|part 3 0f 8 


27 luglio 2009

Merci Merce

[ click | Il suo impatto si estende ben oltre la sfera della danza grazie a una costante collaborazione con artisti di varie discipline: i musicisti John Cage e David Tudor, gli astrattisti Robert Rauschenberg e Bruce Nauman, lo stilista Romeo Gigli, l'architetta Benedetta Tagliabue. In aprile Merce Cunningham aveva celebrato 90 anni con la prima di un nuovo lavoro, Nearly Ninety - Ormai 90 -, alla Brooklyn Academy of Music di New York ]

Fondamentale è lo studio dell’ I Ching con i suoi esagrammi: Cunningham fa uso del “caso” per decidere come si susseguono le frasi coreografiche, quanti ballerini sono coinvolti in ogni sequenza e quando escono di scena: è la possibilità di assecondare un’energia che governa il lavoro (Suite by chance, 1953; Suite for five, 1956).

«
Non devi essere necessariamente al meglio di te stesso, ma al tuo stato più umano».



Link map: merce|merci


17 giugno 2009

Dahrendorf

 

La questione delle scelte, comunque, non deve distrarci dal punto principale in questione. Le opzioni a cui si è appena accennato non sono altro che variazioni sul tema fondamentale della globalizzazione. Le forze della globalizzazione sono potenti dovunque: esse portano con sé una spinta ad aumentare la flessibilità, con tutte le implicazioni accennate sopra. Scegliendo l'una o l'altra variante, le aziende [e gli stessi Stati di appartenenza, visto che molte scelte chiamano in causa l'azione dei governi] possono togliere mordente a certi effetti o darne di più ad altri; ma una cosa che non possono fare è quella di estraniarsi dal mercato globale. Nemmeno il tentativo di attardarsi in un'età socioeconomica ormai superata al fine di perseguire gli obiettivi politici degli ultimi dittatori può durare a lungo, come dimostrano gli esempi della Birmania e di Cuba, e probabilmente tra non molto anche quello della Corea del Nord.

- Pagina 28 -

Gli effetti sociali delle risposte economiche alle sfide della globalizzazione sono diventati oggetto di attenzione da parte del pubblico e del mondo accademico specialmente negli Stati Uniti. E la cosa non è casuale. L'America settentrionale è la patria della società civile moderna, il luogo in cui si avvertono più acutamente le minacce alla sua vitalità. Improvvisamente il mondo di Tocqueville, il mondo degli autori del Federalist sembra sul punto di crollare; il nuovo tema è quello della disunione dell'America, insieme a quelli della paura, della violenza e delle varie forme di fondamentalismo. Il fatto che questa situazione non riguardi esclusivamente l'America è una magra consolazione. Il seguente catalogo essenziale delle pressioni sulla società civile trae alimento dall'esperienza europea non meno che da quella americana e, almeno in parte, è applicabile anche ad altri paesi dell'OCSE.

La globalizzazione economica [per cominciare, senza una ragione particolare, da un punto importante di questa storia] sembra essere associata a nuovi tipi di esclusione sociale. Innanzitutto le disuguaglianze in termini di reddito sono aumentate. Alcuni considerano tutte le disuguaglianza incompatibili con una società civile dignitosa, ma io non la penso così. In un ambiente aperto, in cui le persone abbiano la possibilità di farsi valere e di migliorare con i propri sforzi le proprie prospettive di vita, le disuguaglianza possono essere fonte di speranza e spinta al progresso. Ma la nuova disuguaglianza è di un altro tipo. Sarebbe più corretto chiamarla sperequazione, ossia l'opposto esatto dell'appiattimento unificante: ad alcuni si spiana la strada verso le vette, ad altri si cerca di intralciare il cammino scavando buche o creando fenditure e crepacci. I redditi delle fasce più benestanti della popolazione, quelle appartenenti agli ultimi dieci o venti percentili, stanno crescendo in maniera significativa, mentre i redditi delle persone appartenenti ai venti o magari anche ai quaranta percentili più bassi vanno calando.

- Pagina 32 -

Quadrare il cerchio | Laterza, Bari, 1995, il nocciolo 17

Link map: glob|sperequazione|lib lab


2 maggio 2009

Sergio, cuor di Leone





Once Upon a Time in Italy.

Link map: un omaggio a Sergio Leone


4 marzo 2009

Milk

«Se un proiettile dovesse entrarmi nel cervello, allora possa anche distruggere tutte le porte dietro le quali ci si nasconde».

Harvey Milk fu eletto supervisor [cioè consigliere comunale] nel 1977, risultando così il primo rappresentante eletto di una delle maggiori città degli Stati Uniti ad essere apertamente gay

[ A te – Bosie - sono toccati in sorte libertà, piaceri, divertimenti, una vita di agi; e tu non ne sei degno. A me è toccato un destino di pubblica infamia, una lunga prigionia, e infelicità, rovina, disonore; e di questo, nemmeno io sono degno; non ancora per lo meno.

La cosa più struggente è leggere che Alfred Bosie negherà di aver mai ricevuto questa lettera. Tuttavia, dopo che Oscar viene scarcerato, i due non possono fare a meno di cercarsi così riprendono la loro relazione per breve tempo, in Italia, in sordina. Quando però, le rispettive famiglie vengono a conoscenza di questo, impongono il proprio dissenso alla relazione, ancora una volta, minacciando di togliere ai due la sussistenza economica, Bosie preferirà i soldi del padre ad una vita d'amore con Oscar Wilde.

Wilde, ridotto senza i soldi per mangiare, costretto a scroccare pranzi in giro, senza denti anteriori e senza dentiera riconobbe lui stesso la triste fine che aveva fatto. Il 31 gennaio 1900 il padre di Bosie morì lasciandogli 20.000 sterline, di quella somma non diede a Wilde neanche un penny affermando che
solo lui aveva il diritto di spenderli]
 
Nella tua lettera di stamattina tu dici una cosa che mi da' coraggio. Debbo ricordarla. Scrivi che e' mio dovere verso di te e verso me stesso vivere, malgrado tutto. Cre- do sia vero. Ci provero' e lo faro'.

«Se il fato ci sarà avverso, coloro che non sanno cos'è l'amore scriveranno, lo so, che ho avuto una cattiva influenza sulla tua vita. Se ciò avverrà, tu scriverai, tu dirai a tua volta che non è vero. Il nostro amore è sempre stato bello e nobile, e se io sono stato il bersaglio di una terribile tragedia, è perchè la natura di quell'amore non è stata compresa».

Il tema dell’omosessualità è posto, in questa chiave, non per sminuirne la valenza. A partire dalla straordinaria parabola di Harvey Milk, e superbamente descritta da Roberto Benigni nel monologo sanremese, linkato integralmente. Quanto per ricondurla alle contraddizioni di ogni relazione personale, intrisa di ferite intime da ricollocare e ricomporre ogni giorno. Qualunque sia la combinazione di genere. Ad esempio la trascuratezza che il nobel convertito all'anglicanesimo, Thomas Stearns Eliot, riservava alla prima moglie Vivienne Haigh-Wood, morta internata in manicomio [nda].

Link map: harvey milk|gus|bosie|monologo sanremese|vivienne haigh-wood


18 gennaio 2009

La stanza del vescovo

[ click | La parola vescovo, dal greco, significa “supervisore”, “sorvegliante”.
Il post compare alla rubrica Apologetica del sito rivista fulminiesaette.it 
]


Le mani di don Tonino 

Non può essere apologetico un ritratto di don Tonino. Bello, . La categoria dell'apologia non contiene la mitezza del suo cuore. Di questo strano pastore pugliese, della punta del tacco. Alessano, quattro passi da Finis Terrae di Santa Maria di Leuca. Gran nuotatore. Fisico integro fino all'irruzione del tumore. Accolto senza mai perdere il sorriso, nemmeno alle soglie del transito, il 20 aprile 1993. Probabilmente psicosomatizzato in virtù della compassione per la comunità.

Ironico, estremamente ironico, già nella lettura delle sacre scritture, desacralizzate senza perdere in misticismo. Attento alla ferialità delle persone più umili, popolane. Da chiamarle per nome nelle omelie e negli scritti. Spesso giovanissime donne o madri schiacciate dall'irredimibilità di un sud sconfitto dai suoi stessi rituali, perversi. Che censurava duramente negli auguri di fine anno a sindaci e consiglieri, e deputati e senatori e ministri e sottobosco. Tanto da rimanere isolato, etichettato, dal contesto delle elite che ivi [la Puglia a cavallo dei primi anni '90] gestiva il buon affare della politica.

Tagliente fino alla crudezza. Senza mai deprimere l'orizzonte della speranza. Niki Vendola può considerarsi un suo figlioccio [storcerà il naso qualche cattolico benpensante, ma così è]. Muoveva i primi passi nell'agone della politica dei Signorile [craxiano social-ferroviario] e dei Fitto [padre]. E lui, don Tonino, a riempire chiese, strapiene, scosse da quelle parole dolci come favo di miele ed acuminate come spada a doppio taglio. Con una voce piena, pastosa, autorevole, profetica. Mai troppo amata dalla chiesa di Camillo Ruini. Troppo popolare e spregiudicatamente libera. Non intruppata e velleitariamente gerarchica.

Di don Tonino vive quella parola. Che venica coltivata dalle opere, silenziose, mai rivendicate. Dalla ricchezza dei suoi piani pastorali, mai ecclesiocentrici né clericali. Sempre spine nel fianco delle società locali, nelle piaghe putride dell'arraffazzonismo, una via di mezzo tra l'assalto alla spesa pubblica e il dilettantismo fine a sé stesso delle amministrazioni prive di respiro, di passione. Con due soli indumenti.

La stola e il grembiule.
 
«Si, perché di solito la stola richiama l'armadio della sacrestia, dove con tutti gli altri paramenti sacri, profumata d'incenso, fa bella mostra di sé, con la sua seta ed i suoi colori, con i suoi simboli ed i suoi ricami. Non c'è novello sacerdote che non abbia in dono dalle buone suore del suo paese, per la prima messa solenne, una stola preziosa.

Il
grembiule, invece, ben che vada, se non proprio gli accessori di un lavatoio, richiama la credenza della cucina, dove, intriso di intingoli e chiazzato di macchie, è sempre a portata di mano della buona massaia. Ordinariamente non è articolo da regalo: tanto meno da parte delle suore, per un giovane prete. Eppure è l'unico paramento sacerdotale registrato dal vangelo. Il quale vangelo, per la messa solenne celebrata da Gesù nella notte del Giovedì Santo, non parla né di casule, né di amitti, né di stole, né di piviali».

La stanza del vescovo, si può dire di lui, cominciava dall’eucarestia e si estendeva nel recinto del gregge, nei giorni feriali delle sue genti e della sua chiesa. Quella dell’episcopio era sempre aperta. Giorno e notte. Anche ai più poveri e maledetti, che in più di un’occasione lo avrebbero minacciato, picchiato e malinteso. Nella luce mariana dei suoi gesti e dei suoi silenzi. Delle sue faccende domestiche e del suo impegno per la pace trinitaria, che declinava come convivialità delle differenze.

Link map: fulminiesaette|oggebbio|dtb channel|wikitaubi|com pàssus|ditaubi|flickrgallery|chiamatemi don tonino|grembiule|maryâm|ospitalità|convivialità


3 gennaio 2009

I had a dream

[ click | Photo taken on 03 November 2007 of South African apartheid activist Helen Suzman posing during an interview with AFP in her home in Johannesburg. Suzman, who for years was the sole white lawmaker opposed to minority rule, died on January 1, 2009 at the age of 91 ]

Helen Suzman addresses a rally in the 1970s

Helen Suzman, attivista sudafricana anti-apartheid, è deceduta il 1’ gennaio a 91 anni.

Sua figlia Francesca Jowell ha riferito che è morta serenamente a casa, a Johannesburg. La famiglia propenderebbe per un funerale privato, nel fine settimana, seguito da un memoriale pubblico nel mese di febbraio. È  certo che Nelson Mandela, che è attualmente in Mozambico, vi parteciperà.

Helen Suzman ha avuto un posto speciale nella storia del Sudafrica, essendo generalmente riconosciuta come la più efficace parlamentare combattente contro l'apartheid [all'epoca i negri non erano rappresentati nell'assise razzista sudafricana, ndr]. Per 13 anni - dal 1961 al 1974 - è stata l'unica rappresentante in Parlamento del Partito Liberale Progressista, precursore del Partito Democratico.

Desmond Tutu stesso definì il Sudafrica "rainbow nation", nazione arcobaleno, lanciando il sogno di una terra molto più varia e ricca e colorata di un semplice ribaltamento di potere fra il bianco e il nero. Miriam Makeba era e rimane la voce di quel sogno. Se c'è un conforto nella sua tragedia si può dire che non è morta lontano. Ma è morta vicina, vicina alla sua gente, tra gli africani della diaspora arrivati qui a migliaia e che hanno reso propri questi luoghi, lavorandoci, vivendoci, dormendo insieme, sopravvivendo nelle case abbandonate nel Villaggio Coppola, costruendoci dentro una loro realtà che viene chiamata Soweto d'Italia

Link map: helen|afp|raimbow nation|nelson|i have a dream|makeba|watershed

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War is peace
La guerra è pace

Freedom is slavery
La libertà è schiavitù

Ignorance is strenght
L'ignoranza è forza



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La société du spectacle par Guy E. Debord


Secondo la definizione di Leonardo Boff, in Ethos mondiale

EGA 2000 ISBN 88-7670-394-2, €11,36:

Per ethos intendiamo l’insieme delle aspirazioni, dei valori e dei principi, che orienteranno le relazioni umane nei confronti della natura, della società, delle alterità, di se stessi e del senso trascendente dell’esistenza, Dio.



Si vis pacem para pacem

 

Questo blog è gemellato con Devarim [in ebraico Devarim sono le parole, o le cose].
La lettera ebraica che abbiamo insieme scelto per illustrare questo spazio in comune è bet
,la stessa che dà inizio al libro di Bereshit,in principio, il primo dei cinque che compongono la Torah [corrispondente al nostro libro della Genesi].



Ascolta radiofulmini

E fa zapping con Tv [spenta] med vridbar skärm, Luma, 1959 digitaladoptive


I blogleanno:

15 marzo 2005 | 15 marzo 2006


Il BIP®™ countdown è scaduto

Al 10 aprile 2006, ore 15:00, mancavano:
giorni
ore
minuti
secondi

Countdown memories   

- 14 y Del fisco me ne infischio [i numeri veri]

- 13 y Rottamazione [in]costituzionale [christians]

- 12 y Verso il Partito Democratico [di m. cacciari]

-  11 y La sconfitta [nella palude mediorientale]

- 10 y Impoverimento [la tassa occulta]

- 9 y Quote rosa [non è un pesce d’aprile]

- 8 y Mai, mai, mai! [Totus tuus ego sum Maria]

- 7 y Punta Perotti [lo spartiacque]

6 y sso ccontento…! [il ri-epilogo]

- 5 y Favole greche e leggende metropolitane [ici]

4 y Anche i ricchi piangono [o dei rovesci]

3 y Un giudice  [Fabrizio De Andrè, amico fragile]

- 2 y Per interesse  [contro il declino]

-  1 y La nomination [BIP® brother] 

0 y  L'identità mediale degli italiani [BIP® exit]


Questo blog aderiva alla campagna
"Salviamo la Costituzione. Aggiornarla non demolirla".

Contro la sottrazione di democrazia tentata dal governo dei pre-potenti.



Infopoint

La posta in gioco

Si sceglieva tra 2 modelli*:

il sistema che accoglie l'individuo,
non privo di limiti;

l'individualismo che rigetta la relazione
tra gli individui, la nega ideologicamente,
privilegiando la soluzione asociale.

Io scelgo e voto per una società che
sa trarre forza dagli individui
per costruire il sistema e lo scudo,
anche per i più deboli
, gli ultimi,
i meno muniti e più sprovveduti,
che non possono rimanere ostaggi,
in balia dei rapporti di forza
economici o politici;
e non delega la salvezza all'uomo, della provvidenza



banditore [ in un film già visto ].

*ma l'Unione non lo aveva capito.






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FENICOTTERO SNODATO Un'esemplare di fenicottero rosa si accarezza compiaciuto il collo allo zoo di Francoforte in Germania (Frank May /Epa)

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