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Ethos
l' Uomo in bianco e nero


Diario


31 dicembre 2005

Il deserto

Il commissario ora c’è. È la politica che latita. 

La base democratica è sempre più stritolata da logiche aliene, tutte interne ai partiti ed alle infinite fazioni personalistiche al loro interno.

Il malcostume che affiora dalla lotta di queste ore per l’assegnazione di incarichi delicatissimi nel sistema sanitario regionale campano è la dimostrazione pratica di quanto questa politica sia autoreferenziale: nessuna valutazione di merito, solo l’occupazione delle caselle come nel gioco dei quattro cantoni: innocente, se sono i bambini a praticarlo. Idem per gli incarichi nelle aziende turistiche.

Il sistema si riproduce a danno della partecipazione, non rappresentando nulla se non il potere, nel suo volto più becero ed impresentabile.
 Che il decisore si chiami Bassolino, De Mita o Mastella non me ne può fregar di meno; che le logiche siano quelle di falange invece mi preoccupa molto e la pratica costituisce una lesione permanente del metodo democratico.

Questo blog è sempre stato favorevole alla buona missione della politica, mai alla sua astrazione semplificatrice e populistica. Tre modeste proposte per il nuovo anno:  

1.     regolamentazione per legge del funzionamento dei partiti, sottratti a logiche oligarchiche [come ben argomenta Biagio De Giovanni sul Riformista oggi in edicola]

2.     estensione della partecipazione diretta, attraverso l’uso normato delle primarie e l’apertura dei luoghi decisionali, sottoposti a meccanismi nuovi di aggregazione del consenso [su come fare qualche idea io, ma non solo io, ce l’abbiamo]

3.     nuova selezione di classe dirigente, fuori da rigidi meccanismi di cooptazione per fedeltà. 

Nelle ultime ore peraltro sembra profilarsi un rinnovamento sostanziale nelle strategie della CdL: il tappo Berlusconi sta saltando [condizione non negoziabile] e forse stiamo avviandoci al superamento definitivo della prima Repubblica, nella sua fase terminale che si protrae fino ai giorni nostri. Il vaso di Pandora ci metterà di fronte a responsabilità ineludibili, irrinviabili : o tornare umili per tornare rilevanti o condannarci all’irrilevanza ed al declino irreversibile. 

Di deserto si può morire. O nel deserto ci si può purificare. Pur nella persistente fallibilità umana.

Essere riformatori, non dichiararsi riformatori, è l’augurio all’Italia per il nuovo anno alle porte. C’è speranza che si possa essere alla vigilia di un rivolgimento necessario a rifondare la basi democratiche di questo Paese, massacrato dagli imbecilli a basso costo. Che, secondo la regola aurea di Adam Smith, hanno scacciato la moneta buona con il fetore della propria insipienza scurrile ed approfittatrice.


 

Buon Anno Italia...





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30 dicembre 2005

Der Kommissar

Un supercommissario per l’Italia. 

È l’ultimo appello ad un Paese in crisi di identità e di fiducia. Arriva direttamente dal cuore della City. La comunità finanziaria internazionale lo ha scelto perché metta ordine e sia contraltare di manovre spericolate ancorché dal respiro corto. 

Non farà sconti, qualunque Governo troverà sulla sua strada, e potete scommettere che punterà ad introdurre i correttivi necessari a fare del sistema bancario italiano un asset fondamentale per il rilancio di questo amato e rissoso Paese. 

Mario Draghi è un lusso che viene concesso all’Italia. Perché cresca, sia meno corporativa e meno gerontocratica. Inizi a comprendere le virtù del mercato ed a promuovere quella parte di popolazione, giovane e di qualità, su cui non ha puntato e non punta da almeno trent’anni. 

Vedrete: la sua Banca d’Italia sarà una leva d’innovazione culturale per un paese troppo ricco e troppo seduto sui suoi allori.


<B>Roma, Ciampi ha ricevuto<br>il neo-governatore Draghi</B>

 




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29 dicembre 2005

Il visconte dimezzato

Non occorrono molte parole per spiegare quanto accade, in queste ore, nella vicenda delle inchieste giudiziarie innescate dai tentativi estivi di scalata a due importanti gruppi bancari italiani: Antonveneta e BNL.

 

1.     Antonio Fazio ha impedito a Banca d’Italia di esercitare l’unico vero potere residuato dalla cessione alla BCE della prerogativa di battere moneta: il potere di vigilanza. Lo ha fatto come un arbitro che dismette il suo ruolo per entrare nella partita, a fianco di Fiorani, coprendo operazioni semplicemente impossibili in base al più banale uso del potere ispettivo, rimasto inerte e sullo sfondo ed anzi da lui sterilizzato.

2.       La politica mostra tutta la sua inferiorità nei confronti del potere economico, ampiamente dominante: non è in grado di produrre regole che tutelino il risparmio e la concorrenza. Pensa esclusivamente a difendere piccole ma estese rendite di posizione. Nutre un ceto politico troppo ampio ed inutile, che produce costi insostenibili ad un paese indebitato come l’Italia. Danneggiando prima la selezione poi una fisiologica alternanza di classi dirigenti degne di tal nome.

3.       Non esistendo regole valide per tutti non esiste una valutazione di merito delle iniziative finanziarie od imprenditoriali: [quasi] tutto è rimesso ai veti incrociati di gruppi ristretti, che dilatano la distanza del Sistema Italia da contesti in cui i controlli o sono secondo legge o sono utomatici ed affidati all’autoregolazione del mercato. Ma sottoposti comunque ad autorità terze ed insindacabili che hanno il compito di tutelare la concorrenza.


Un’apologia del mercato? No. Una constatazione del ritardo accumulato in Italia su questo fronte [complici una politica inesistente ed una classe imprenditoriale pavida]. 
La cartina al tornasole? Quando il pessimo Ricucci accusa Tronchetti Provera d’essere l’uomo più indebitato d’Italia non dice il falso, semplicemente ripete una giaculatoria che Beppe Grillo dimostra in lungo e largo in Italia e dal suo blog da anni.

È questa la storia triste dei nostri visconti dimezzati!




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28 dicembre 2005

Blog



Oggi ho visto questa immagine. La blogger che l'ha pubblicata l'ha ripresa e rilanciata da un altro blog. Questa è la potenza del mezzo, che non satura gli occhi e non dissipa le emozioni. Perché di emozione e razionalità oggi dobbiamo fare sintesi e scudo. Un tempo si diceva passione, e si sottintendeva politica. Oggi si parla di movimenti molecolari, che scardinano dall'interno la cultura dominante, la stessa che guardando e non vedendo gira gli occhi altrove per non confrontarsi con i limiti dello strapotere dell'economia sulla persona umana: se debba intendersi precisamente dall’atto del concepimento o dai quindici giorni successivi è questione che lascio alla maturazione della coscienza individuale. Certo, con De Kerckhove, il blog costituisce [azzardo] la spina dorsale della nuova società dell’informazione. Quella che metterà in crisi il modello top-down per ricostruire la democrazia dal basso, da una spinta bottom-up: ce n’è veramente bisogno. C’è estrema necessità di ricostruire le basi della democrazia, di ritornare senso a questa parola, soprattutto ad Occidente. Prima di inoltrarsi in improbabili guerre da esportazione che riproducono sempre il rapporto di forza per dividere, separare torti e ragioni.

Ma forza di sistema, potenza economica e militare o diritto dell’Uomo ad essere ovunque capace di sostentamento, istruzione, fraternità e libertà?

A questo diritto umano l’Occidente come lo conosciamo non sa dare risposte. Balbetta. S’impappina come un novellino. Spende i due terzi dell’investimento globale in armi e tecnologie militari [750 mld di $ su poco più di 1.000 ufficiali] e non sa stanziarne 2/100 per impedire lo scandalo di quella madonna con bambino. E nemmeno si pone il problema di come fronteggiare le emergenze umanitarie alle porte, per acqua e surriscaldamento della crosta terrestre. Prosegue imperterrito verso il crash ambientale e continua a privilegiare le due superlobby trasversali di armi ed energia, che non conoscono né casacca politica, né latitudine, nè confini. E questi sarebbero classe dirigente, upper class unta dal dio danaro. Che il Dio Vero, se esiste, ce ne scansi e liberi!


 

Noi [blogger] continueremo a scrivere rivolgendoci ad altri uomini e donne con la forza umile della parola, della diversità, della complessità, della ricchezza dei sin tierra come di quella dei ricercatori di Harward: abitanti di un nuovo mondo che non omologa le differenze e non pretende di avere l’ultimo veto su tutto. In particolare sulle vite che non c’appartengono. Che siano militari americani abbattuti in Iraq o civili ceceni massacrati dall’esercito russo. Che siano contadini cinesi vittime del pauperismo o abitanti del Malawi con un’attesa di vita media di soli 36 anni. Che siano semplicemente uomini, stritolati da una maionese impazzita che chiamiamo sviluppo!




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27 dicembre 2005

Reclinandosi

Oggi la Chiesa ricorda S. Giovanni, l’evangelista: il discepolo amato, autore con la sua scuola del IV vangelo, o dell’altro vangelo.

Comprenderete quanto personalmente sia legato a questo annuncio giovanneo dell’incarnazione di Cristo. E come il gesto del più piccolo dei discepoli sia quello che sintetizza meglio di ogni altro l’umiltà dell’
ascolto, che reclinandosi non stinge l’identità propria dell’uomo ma la trasfigura. Questo incessante movimento interiore, questo cambiamento di prospettiva appare pienamente dal capolavoro simbolico dell’evangelista, ovvero la teologia giovannea della passione. Sono pagine costruite con un rigore anche scenico straordinario, la cui frequentazione [anche da ateo] dischiude una ricchezza inesauribile. Di cui si trova traccia più nella chiesa d’Oriente che in quella Romana. Sebbene la storia viva del cristianesimo evidenzi, ad est come ad ovest, una persistente resistenza alla penetrazione del messaggio fondamentale, nella sua essenziale semplicità sintetizzato proprio da Giovanni: il comandamento nuovo [Gv 15,12].


 

Nel racconto dell'ultima cena si dice che il discepolo amato stava al fianco di Gesù, queste sono le traduzioni che noi usiamo normalmente. Se andiamo a leggere il testo greco di questo brano, Giovanni tredici ventitré, troviamo che in greco è che il discepolo amato era: … che letteralmente sarebbe nell'utero di Gesù [come meglio si può vedere in un dipinto dell’Ultima cena di un autore tedesco del XV secolo]. Comprendete perché non viene tradotto così. Ma in realtà l'immagine è molto bella perché l'utero in ebraico è l'immagine che si usa per dire l'amore materno, l'amore di Dio. Cioè Gesù ama immensamente il suo discepolo, i suoi discepoli.

Atteggiamento che ha indicato l’unica via per convergere su Gesù Cristo, la via tracciata per l’appunto da Giovanni l’Evangelista [che gli ortodossi chiamano “Teologo”]: egli seppe curvarsi spiritualmente sul petto del Maestro, e comunicando alla sua carità fu riempito dell’amore del Signore, venne iniziato alle realtà indicibili e divenne mistagogo, maestro e guida di molti in Cristo”.
 


Credits: Bruno Forte, Comunità Monastica di Bose.




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26 dicembre 2005

L'ultimo posto

La sola cosa che non sia invidiata è l’ultimo posto: solo quest’ultimo posto non è vanità ed afflizione”.

Tutti siamo all’ultimo posto, e lo fuggiamo. Per incatenarci alle dipendenze di falsi miti e veri idoli. Invece di sostare di più nei recessi inconfessabili del nostro mistero, senza paura, né reticenze, né autocommiserazioni, né vergogna: quella è la nostra grotta e quella la nostra mangiatoia, il Natale della nostra personale rivelazione.

O benedetto silenzio che doni tanta pace all’anima!

Le citazioni sono di Santa Teresa di Gesù Bambino [di Lisieux].




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24 dicembre 2005

Buon Natale


Gesù che nasce per amore

vi dia la nausea di una vita egoista, assurda,

senza spinte verticali.

Vi conceda la forza di inventarvi

un'esistenza carica di donazione, di preghiera,

di silenzio, di coraggio.

Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi

ogni volta che la carriera diventa

idolo della vostra vita;

il sorpasso, progetto dei vostri giorni;

la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.

Gli angeli che annunziano la pace portino guerra

alla vostra sonnolenta tranquillità, incurante

che, poco più lontano di una spanna, si consumano

ingiustizie, si sfrutta la gente, si fabbricano armi,

si militarizza la terra degli umili, si condannano

i popoli allo sterminio per fame.



 

[don Tonino Bello]




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20 dicembre 2005

Idee regalo

Fai un dono intelligente e, se ti piace l’idea, diffondila: 

a Natale, a Capodanno regala una

vita

Regala un’adozione a distanza, abbi cura di scegliere ONG credibili [laiche, agnostiche, cristiane o cos'altro non importa], ed intesta la donazione alla persona od alle persone a cui vuoi recapitare questo insolito pacco dono. Ne sarà contento, e tu con lui, lei o loro.

 






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20 dicembre 2005

Il mio favorito

Nella corsa alla successione di Antonio Fazio.




E quelli dell'


[che ha bucato la notizia] 




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20 dicembre 2005

Adesso la Juve

Ieri è stata liberata via Nazionale da un governatore divenuto ingombrante.

Ora poiché la metafora di gran lunga più importante dell’italianità è il calcio, per avviare una seria moralizzazione della vita pubblica occorre liberare il pallone dal malaffare. Come ripete saggiamente Zeman anche oggi. Prima la triade, poi zio Fester, infine la Gea ed il suo facente funzioni, il reticente Franco Carraro.




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Profilo Facebook di Giuseppe Nenna
  

In fondo è semplice decifrare BIP®™:
basta capovolgere il senso delle parole
comunicate in pubblico,
per comprendere i suoi obiettivi privati


War is peace
La guerra è pace

Freedom is slavery
La libertà è schiavitù

Ignorance is strenght
L'ignoranza è forza



Use OpenOffice.org




La société du spectacle par Guy E. Debord


Secondo la definizione di Leonardo Boff, in Ethos mondiale

EGA 2000 ISBN 88-7670-394-2, €11,36:

Per ethos intendiamo l’insieme delle aspirazioni, dei valori e dei principi, che orienteranno le relazioni umane nei confronti della natura, della società, delle alterità, di se stessi e del senso trascendente dell’esistenza, Dio.



Si vis pacem para pacem

 

Questo blog è gemellato con Devarim [in ebraico Devarim sono le parole, o le cose].
La lettera ebraica che abbiamo insieme scelto per illustrare questo spazio in comune è bet
,la stessa che dà inizio al libro di Bereshit,in principio, il primo dei cinque che compongono la Torah [corrispondente al nostro libro della Genesi].



Ascolta radiofulmini

E fa zapping con Tv [spenta] med vridbar skärm, Luma, 1959 digitaladoptive


I blogleanno:

15 marzo 2005 | 15 marzo 2006


Il BIP®™ countdown è scaduto

Al 10 aprile 2006, ore 15:00, mancavano:
giorni
ore
minuti
secondi

Countdown memories   

- 14 y Del fisco me ne infischio [i numeri veri]

- 13 y Rottamazione [in]costituzionale [christians]

- 12 y Verso il Partito Democratico [di m. cacciari]

-  11 y La sconfitta [nella palude mediorientale]

- 10 y Impoverimento [la tassa occulta]

- 9 y Quote rosa [non è un pesce d’aprile]

- 8 y Mai, mai, mai! [Totus tuus ego sum Maria]

- 7 y Punta Perotti [lo spartiacque]

6 y sso ccontento…! [il ri-epilogo]

- 5 y Favole greche e leggende metropolitane [ici]

4 y Anche i ricchi piangono [o dei rovesci]

3 y Un giudice  [Fabrizio De Andrè, amico fragile]

- 2 y Per interesse  [contro il declino]

-  1 y La nomination [BIP® brother] 

0 y  L'identità mediale degli italiani [BIP® exit]


Questo blog aderiva alla campagna
"Salviamo la Costituzione. Aggiornarla non demolirla".

Contro la sottrazione di democrazia tentata dal governo dei pre-potenti.



Infopoint

La posta in gioco

Si sceglieva tra 2 modelli*:

il sistema che accoglie l'individuo,
non privo di limiti;

l'individualismo che rigetta la relazione
tra gli individui, la nega ideologicamente,
privilegiando la soluzione asociale.

Io scelgo e voto per una società che
sa trarre forza dagli individui
per costruire il sistema e lo scudo,
anche per i più deboli
, gli ultimi,
i meno muniti e più sprovveduti,
che non possono rimanere ostaggi,
in balia dei rapporti di forza
economici o politici;
e non delega la salvezza all'uomo, della provvidenza



banditore [ in un film già visto ].

*ma l'Unione non lo aveva capito.






[ charis community ]

FENICOTTERO SNODATO Un'esemplare di fenicottero rosa si accarezza compiaciuto il collo allo zoo di Francoforte in Germania (Frank May /Epa)

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