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Ethos
l' Uomo in bianco e nero


Diario


31 dicembre 2006

Controinformazione in rete! Yahoo! batte tutti sul tempo... mentre il baro bara.

Secondo le news di Yahoo!, firmate dalla solitamente bene informata Reuters, Saddam Hussein dev’essere in realtà ancora giustiziato.

[
click]


È l’ennesimo [l’ultimo?] colpo di scena nella storia del leader baathista. Nonché lo scoop di fine d’anno per il motore di ricerca USA, che beffa tutte le più accreditate agenzie d’informazione, giornalistiche e governative.




permalink | inviato da il 31/12/2006 alle 18:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


30 dicembre 2006

Witness

[clicca anche sull'immagine]

Il testimone è stato eliminato!

Tranquilli: non ci stracceremo le vesti...

È solo l’ultimo diversivo di una guerra iniziata male, condotta peggio e che non accenna a concludersi...




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29 dicembre 2006

Draghi, fuori dal Bagaglino


[
clicca anche sull'immagine]



10
.000 € al mese, per graziosa concessione et affiliazione.




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29 dicembre 2006

Mincullissner

Scala: NO al «Candide» con Berlusconi ubriaco
«Non in linea con la programmazione artistica»

Il teatro ha deciso di rinunciare alla coproduzione con il Théâtre du Châtelet dell'opera di Leonard Bernstein diretta da Robert Carsen.



Una scena del «Candide»

Il Teatro alla Scala ha deciso di rinunciare alla coproduzione con il Théâtre du Châtelet di Parigi del «Candide» di Leonard Bernstein, che il regista canadese Robert Carsen ha immaginato e messo in scena a Parigi con i potenti del nostro tempo: oltre a Blair, Bush, Putin, Chirac, compare in scena anche una parodia di Silvio Berlusconi, che viene rappresentato seminudo e ubriaco.

Lo spettacolo era in programmazione alla Scala per giugno. In una nota diffusa dal teatro si spiega che il sovrintendente Stéphane Lissner, dopo aver assistito allo spettacolo al Théâtre du Châtelet il 26 dicembre, «ha ritenuto l’allestimento dell’opera di Bernstein non in linea con la programmazione artistica scaligera e ha deciso di rinunciare alla coproduzione».


Come si traduce, in franscese,
paraculo
?


[
click]


Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come un uomo che ha bisogno di spaziare con la propria fantasia
e che trova questo spazio solamente nella sua democrazia,
che ha il diritto di votare e che passa la sua vita a delegare
e nel farsi comandare ha trovato la sua nuova libertà.




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28 dicembre 2006

Visitamus





50.000


[
altrimenti, non sarebbe accaduto]






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28 dicembre 2006

WiMAX, coming soon





È arrivata ieri la più importante decisione adottata dal Governo Prodi: le frequenze deputate al WiMax [3,4-3,6 GHz] ancora controllate dalla Difesa passeranno alle Comunicazioni, perché quella tecnologia possa decollare anche in Italia.

Cosa significa in concreto?

Che larga parte del territorio nazionale in cui il costo d’investimento per l'accesso alla broadband [la larga banda oggi indispensabile per trasportare contenuti voluminosi, come i formati audiovideo] era precluso [in quanto molto oneroso in rapporto al numero di clienti potenziali], con la tecnologia
WiMax potrà connettersi stabilmente alla banda larga a tariffa flat [cioè a forfait, un tanto al mese].


È solo il primo passo
in quanto l’intasamento delle reti terrestri [cioè via cavo telefonico, che già oggi non rispettano gli standard promessi dai contratti dei carrier, tipo Alice] con il WiMax troverà una nuova modalità di distribuzione dei contenuti web. Ma meglio sarebbe dire, per la convergenza cross-media.

È solo il primo passo
perché tanti comuni minori italiani di qualità potranno ospitare ceti produttivi finora preclusi, se non per i fine settimana. L’opzione della connessione continua, che presto si configurerà come diritto, potrà candidare queste comunità ad accogliere pezzi dell’intelligenza collettiva finora costretti all’urbanesimo delle reti ad alta capacità trasmissiva. Cioè una vocazione al buon vivere che Luca De Biase
 declina sotto la categoria di economia della felicità e ciascuno può comprendere perché sia applicabile alla dorsale dei comuni minori italiani, che pullulano d’opere d’arte, godendo d’un ambiente tra i più salubri.

È solo il primo stadio di una rivoluzione
, futuribile ma non ancora alle porte, in cui la spesa per connettività sarà pagata dalla fiscalità generale e dagli inserzionisti pubblicitari, riconoscendo ai carrier una tassa collettiva di trasporto che sarà sottratta agli utenti della rete. In soldoni, non si pagherà per telefonare e connettersi in quanto la tecnologia e la veicolazione di sapere, o semplicemente di intrattenimento, si configurerà come elemento strutturale e diritto sociale, non più come servizio a domanda individuale.



[clicca sulle immagini]


Per questo, quella di ieri, è la più importante decisione adottata, ad oggi, dal Governo Prodi.




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26 dicembre 2006

Il vuoto

Avrei dovuto rispondere ai molti auguri che mi sono pervenuti. Avrei dovuto scriverli come faccio sempre, in genere prima dell’8 dicembre o proprio in concomitanza del Natale [quando non so bene in che direzione dirigerli]. Senza limitarmi ad una semplice parola generica che ha perso di appeal, ormai buona ad ogni uso e consumo. Avrei dovuto perfino rispondere a chi ha controcommentato il post di ieri l’altro.

Nulla di tutto questo. Il Natale 2006 l’ho trascorso in sintonia con una domanda posta ieri da Benedetto XVI, senza nemmeno conoscerla od averla ascoltata o letta, se non oggi:

Ma ha ancora valore e significato un
Salvatore per l’uomo del terzo millennio? ».

Nemmeno ho riempito di addobbi la mia casa. Solo un paio di presepi in stanze diverse [uno, minuscolo, in terracotta c’è sempre ma è quasi impercettibile]: in una bolla con un cero sempre acceso affianco, di quelli coloratissimi, che si consumano lentamente e durano molti giorni; un altro in una scatola d’imballaggio, di quelle compatte per pomate medicali, ed il solo bambino adagiato su un letto di fiori profumati vicino allo spot di luce permanente [Ikea in vetro opacizzato il sottocero, Ikea il pot-pourri Dofta, Ikea lo spot].

[ clicca sull’immagine per leggere il messaggio urbi et orbi di Benedetto XVI per il natale 2006: Salvator noster natus est in mundo]

Niente Capodimonte, niente San Gregorio Armeno, zero concessioni ai fronzoli. D’altra parte una capanna, una grotta, una stalla sono, furono nient’altro che una capanna, una grotta, una stalla. Nessuna parentela con lo sfarzo o gli alberghi settestelle. Molta con una parola di Isacco il Siro, un anacoreta, o padre del deserto:

« Ricordati che anche tu partecipi al fetore di Adamo [cioè alla natura dei corpi o alle leggi dell’entropia, direbbe un laico non credente, nda] e che anche tu sei rivestito della sua infermità » [Sermones ascetici et epistulae, da Matta el Meskin, “L’esperienza di Dio nella preghiera”, isbn 88-8227-045-9 1999 - Edizioni Qiqajon]. 

Ecco, tra le cose che mi differenziano dalla parola sferzante di Benedetto XVI c’è questa idea di inadeguatezza della natura umana, d’imperfezione che tende a perpetuarsi in forme sempre nuove e diverse. Eppure sospesa sull’abisso della divino-umanitàconcetto buono per credenti ed atei, agnostici ed indifferenti. La sua, quella ratzingeriana, è parola vicaria, non come quell’altro vicario di cui a breve non si parlerà più. Parola che tende a colmare un vuoto. I gesuiti direbbero che surroga altre parole non dette. E chi più di un papa è nel diritto di vibrarle?!

Ma nel giorno feriale torna tutta l’incompiutezza umana che ci vede ansimare tra gesti straordinari e silenzi complici. Tra avidità indecenti e slanci sinceri. Il vuoto di vite eterodirette da una cabina senza pilota. Assorbite dal dover fare, dover essere, sembrare o fuggire, o sfuggire.

Vite sospese nel vuoto di una comprensione che si fa prossima, assume una sembianza inerme, in una stalla, figlio d’una quindicenne e di un padre naturale, molto meno caricaturale di come si sia adusi a raccontarlo, un ebreo di grande finezza teologica. Si direbbe oggi un piccolo imprenditore. Ma nutrito dalla fierezza dell’educazione farisaica, fondata sull’amore per Dio e per il prossimo attraverso l’osservanza amorosa della Torah e dei comandamenti: Yosseph ben Yaacov [Frère Ephraim, “Giuseppe di Nazaret. Il mistero del padre ”,  isbn 88-7610-651-0 1998 [LA] Lem Ancora].




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24 dicembre 2006

Addio*

«Ora io vi dico che qui c’è qualcosa più grande del tempio. Se aveste compreso che cosa significa: Misericordia io voglio e non sacrificio*, non avreste condannato persone senza colpa» [Matteo 12,6-8].



...ma
non ditelo* a lui,

il capo [non riconosciuto] della chiesa

italiana non capirebbe


<B>"Ora Piergiorgio sarà contento<br>ma per me è un dolore infinito"</B>

[
cliccare sulle immagini]




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24 dicembre 2006

L'ultima stazione

 [cliccare sulle immagini]
  
23/12/2006 - Dedicazione della Stazione Termini a Giovanni Paolo II

Lasciatemi andare alla casa del Padre

Le parole pronunciate da Giovanni Paolo II in punto di morte.



ISBN:
88-384-8612-3




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22 dicembre 2006

Marthe Robin

Sull'amica "intima" Marthe Robin, Jean Guitton scrisse un libro nel 1988. Aveva un'anima straordinaria la contadina della Drome che visse per trent'anni nella penombra della sua stanza, dove giungevano persone importanti della politica e della Chiesa e gente semplice.



[
cliccare sulle immagini]

La propria vita era concentrata sul venerdì, "l'ora", secondo Giovanni, nella quale è riassunta la vita di Gesù [si cita 13,1 ma si tratta di un tema ricorrente dell'evangelista Giovanni]. Egli la visitava regolarmente: "Per venticinque anni Marthe fu per me un solo mormorio, una voce sorprendente per versatilità, tenerezza e vigore" e assistendo al passaggio di quest'angelo si convinse che il futuro sarà aperto all'homo mysticus. Romano Guardini osava sperare per l'avvenire una esperienza tutta nuova nella carità: "Dimenticare il mondo per il suo supremo perché" [Das Ende der Neuzeit].

Marthe accettò umilmente tutto quello che Gesù le chiedeva, il che renderà la sua vita ancora più difficile e straordinaria: inizialmente verrà colpita da una paralisi totale, che le impedirà ogni movimento. Dal 1928 non poté più mangiare a causa dell'impossibilità di deglutire e di digerire. Non era in grado di tenere nello stomaco alcun tipo di cibo, neanche la semplice acqua. Per decine di anni solo l'ostia consacrata la tenne in vita.

L’
ostia peraltro non veniva inghiottita ma spariva letteralmente e inspiegabilmente tra le sue labbra [molte persone furono testimoni di questo fenomeno]. Il 2 febbraio 1929 perse anche l’uso delle mani e dovette imparare a scrivere servendosi della bocca. Un falegname costruirà appositamente per lei un divano sul quale resterà immobile per decine di anni, fino alla sua morte.

Marthe ad un certo momento non fu neanche più in grado di dormire, mentre le sofferenze divenivano via via sempre più intense e continue. I medici non sapevano che fare. Non riuscivano a capire l’origine dei suoi sintomi né tantomeno come potesse sopravvivere senza mangiare né bere.

Marthe
riuscì a curare, attraverso l’intercessione della Madonna, molte persone. Quando ricevette le stigmate la gente iniziò ad arrivare numerosa da ogni parte della Francia per vederla. Talvolta incontrava più di 60 persone al giorno e nonostante le sue sofferenze manteneva la sua abituale giovialità e il suo sorriso mentre ascoltava, rasserenava, convertiva. Riceveva lettere da tutto il mondo, erano tutte richieste di aiuto da parte di persone di ogni età.

Nel 1940, dopo un’offerta fatta al Signore, autorizzata da Padre Finet, sopraggiunse una quasi totale cecità, unita a una ipersensibilità alla luce che obbligava Marthe a vivere al buio: "Gesù mi ha chiesto gli occhi", diceva la mistica.

Il filosofo Jean Guitton andò da lei ben quaranta volte. Rimase colpito da questa umile contadina che malgrado non fosse mai uscita dalla sua fattoria sapeva illuminare e aiutare gente semplice e dotti uomini di cultura e di scienza.

Marthe
aveva il dono della veggenza, conosceva le cose lontane e quelle future, aveva una infinita capacità di donare amore e prendere su di sé i mali altrui, similmente alla profezia di Isaia [53,1-12]. Marthe Robin morì il 6 Febbraio 1981.




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La libertà è schiavitù

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La société du spectacle par Guy E. Debord


Secondo la definizione di Leonardo Boff, in Ethos mondiale

EGA 2000 ISBN 88-7670-394-2, €11,36:

Per ethos intendiamo l’insieme delle aspirazioni, dei valori e dei principi, che orienteranno le relazioni umane nei confronti della natura, della società, delle alterità, di se stessi e del senso trascendente dell’esistenza, Dio.



Si vis pacem para pacem

 

Questo blog è gemellato con Devarim [in ebraico Devarim sono le parole, o le cose].
La lettera ebraica che abbiamo insieme scelto per illustrare questo spazio in comune è bet
,la stessa che dà inizio al libro di Bereshit,in principio, il primo dei cinque che compongono la Torah [corrispondente al nostro libro della Genesi].



Ascolta radiofulmini

E fa zapping con Tv [spenta] med vridbar skärm, Luma, 1959 digitaladoptive


I blogleanno:

15 marzo 2005 | 15 marzo 2006


Il BIP®™ countdown è scaduto

Al 10 aprile 2006, ore 15:00, mancavano:
giorni
ore
minuti
secondi

Countdown memories   

- 14 y Del fisco me ne infischio [i numeri veri]

- 13 y Rottamazione [in]costituzionale [christians]

- 12 y Verso il Partito Democratico [di m. cacciari]

-  11 y La sconfitta [nella palude mediorientale]

- 10 y Impoverimento [la tassa occulta]

- 9 y Quote rosa [non è un pesce d’aprile]

- 8 y Mai, mai, mai! [Totus tuus ego sum Maria]

- 7 y Punta Perotti [lo spartiacque]

6 y sso ccontento…! [il ri-epilogo]

- 5 y Favole greche e leggende metropolitane [ici]

4 y Anche i ricchi piangono [o dei rovesci]

3 y Un giudice  [Fabrizio De Andrè, amico fragile]

- 2 y Per interesse  [contro il declino]

-  1 y La nomination [BIP® brother] 

0 y  L'identità mediale degli italiani [BIP® exit]


Questo blog aderiva alla campagna
"Salviamo la Costituzione. Aggiornarla non demolirla".

Contro la sottrazione di democrazia tentata dal governo dei pre-potenti.



Infopoint

La posta in gioco

Si sceglieva tra 2 modelli*:

il sistema che accoglie l'individuo,
non privo di limiti;

l'individualismo che rigetta la relazione
tra gli individui, la nega ideologicamente,
privilegiando la soluzione asociale.

Io scelgo e voto per una società che
sa trarre forza dagli individui
per costruire il sistema e lo scudo,
anche per i più deboli
, gli ultimi,
i meno muniti e più sprovveduti,
che non possono rimanere ostaggi,
in balia dei rapporti di forza
economici o politici;
e non delega la salvezza all'uomo, della provvidenza



banditore [ in un film già visto ].

*ma l'Unione non lo aveva capito.






[ charis community ]

FENICOTTERO SNODATO Un'esemplare di fenicottero rosa si accarezza compiaciuto il collo allo zoo di Francoforte in Germania (Frank May /Epa)

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