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Ethos
l' Uomo in bianco e nero


Diario


31 luglio 2006

Io nutro un timore

Io nutro un timore. 

Che la politica in Israele sia, in questo momento, più debole della risposta militare, abbia meno strategia dei generali e che questi ultimi non siano coscienti fino in fondo di essere complici di fatto delle lucide e spietate provocazioni di Nasrallah. 

Io nutro un timore. 

Che Israele alimenti la spirale della violenza sicura della sua schiacciante superiorità militare, ma incurante della sua vulnerabilità politica e mediale. Pronta ad essere brandita sulle masse arabe come ennesima dimostrazione dell’ineluttabilità della sua distruzione, in un futuro imprecisato ed imprecisabile. 

Io nutro un timore. 

Che Israele abbia dimenticato la lezione di Yitzhak Rabin: "Continueremo il processo di pace come se non ci fosse il terrorismo, combatteremo il terrorismo come se non ci fosse il processo di pace".



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31 luglio 2006

Napolitano: la durata dei processi è una gravissima anomalia

Roma, 12:22

La durata dei processi in Italia rappresenta "una gravissima anomalia del nostro ordinamento interno". Lo ha sottolineato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, durante la cerimonia di commiato dei componenti del Csm al Quirinale.

"La eccessiva durata dei processi - ha detto il capo dello Stato - non e' soltanto un grave problema di collocazione internazionale dell'Italia, ma e' prima di tutto una gravissima anomalia del nostro ordinamento interno". Napolitano ha ricordato che sulla eccessiva durata dei processi e intervenuto piu' volte l'ex capo dello stato Carlo Azeglio Ciampi: "faccio riferimento ai continui moniti - ha detto - che al Governo, al Parlamento e al Csm sono stati sempre rivolti dal mio predecessore".

Dopo l'approvazione dell'indulto da parte del Parlamento, "vanno finalmente affrontate in modo organico le cause remote e attuali della sofferenza del presente modello penale".

"L'approvazione, nei giorni scorsi, di un provvedimento di clemenza e di urgenza volto a lenire una condizione intollerabile di sovraffollamento e di degrado nelle carceri - ha detto il capo dello Stato - sollecita ancora di piu' Governo e Parlamento a procedere decisamente, con misure efficaci, sulla via tanto della riduzione della durata dei processi quanto dell'ulteriore ricorso a pene alternative alla sanzione detentiva". Dunque, sottolinea Napolitano, "vanno finalmente affrontate le cause remote e attuali della sofferenza del presente modello penale".




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31 luglio 2006

Ghost Dog

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La guerra si fa aerea, quasi invisibile,
e progredisce…




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30 luglio 2006

La chiesa e l’etica, di Enzo Bianchi *

Dal finire del secolo scorso l’etica è diventata per la chiesa cattolica l’ambito sul quale si consumano conflitti più che confronto e dialogo, innanzitutto con le altre chiese cristiane, ma anche con la società e le culture contemporanee: a nessuno sfugge che lo scisma tra le chiese è vissuto oggi più sul terreno dell’etica, e soprattutto dell’etica inerente alla sfera sessuale, che non sul terreno dottrinale. Non solo, ma appare ancor più evidente che, se ci sarà uno “scontro di civiltà”, non sarà tra il cristianesimo e le altre religioni, ma piuttosto uno scontro di etiche che attraverserà le nostre società, soprattutto occidentali.

E’ indubbio che la chiesa voglia porsi al servizio dei valori che essa ritiene perduti o minacciati: se questo servizio diventa una lotta è perché la chiesa vuole difendere l’uomo nella sua globalità, affinché questi possa vivere in pienezza. Per l’ottica cristiana, che non contraddice mai un’etica umana, l’uomo è un essere storico, temporale: è ovulo fecondato, embrione, bambino, adolescente, giovane, adulto, vecchio, morente... e in ogni tappa di questo processo di vita l’essere umano possiede la propria dignità e i propri diritti.

Ma, purtroppo, su questi temi etici perdurano anche malintesi tra la chiesa e l’opinione pubblica (e, all’interno di quest’ultima, vi sono anche molti cattolici): uso il termine “malintesi” perché sono convinto che il modo di parlare dei cristiani non sempre sia di fatto comprensibile e capace di destare un confronto e un dialogo. Sì, perché a volte i cristiani danno l’impressione di possedere in esclusiva le chiavi del sapere riguardo alla sessualità, proponendo sovente una morale che sembra escludere ogni “buona notizia”, e non sanno annunciare con una certa chiarezza ciò che è essenziale e ciò che è accessorio.

In verità, i cristiani hanno un’antropologia propria, ispirata dall’Antico e dal Nuovo Testamento e meditata attraverso i millenni da generazioni di credenti, hanno un annuncio preciso da trasmettere e da vivere riguardo alla sessualità, ma non dimenticano che quest’ultima resta anche un enigma, come lo sono la morte e la sofferenza. “Enigma”, cioè cosa difficile da conoscere a fondo: enigma perché la sessualità è anche sempre inerente alla storia singolare di ciascun uomo e ciascuna donna; enigma tra uomo e donna, attratti l’uno verso l’altra senza sapere cosa veramente li attragga; enigma in ciò che essi trovano nel loro esercitare la sessualità; enigma anche negli affetti e in orientamenti e manifestazioni sessuali che sfuggono alla propria volontà. Sì, nemmeno il discorso cristiano sa rendere conto totalmente della presenza di zone di enigma nella sessualità di ciascuno perché, come osservava il grande filosofo Paul Ricoeur, “l’eros è irriducibile al logos”.

Questo andrebbe detto e riconosciuto con maggior franchezza: la parola cristiana sulla sessualità è innanzitutto un annuncio, una parola che deve invitare al rispetto della persona, all’autenticità del desiderio, a dare senso alle “storie d’amore”, al rifiuto di ogni consumismo sessuale dell’altro; una parola che, nel far questo, non dimentica mai l’enigma, l’ombra, la fatica, i fallimenti che la sessualità può registrare. Se, invece, ogni volta che si esprimono sulla sessualità, i cristiani enumerano divieti conditi da un idealismo non reale, allora non formano coscienze, non danno chiavi per il discernimento tra il bene e il male, non pongono un fondamento reale all’agire bene. Va inoltre confessato che per alcuni cristiani persiste la tentazione di imporre le proprie idee agli altri, contraddicendo così lo stile cristiano autentico che sempre “propone” il suo messaggio attraverso il vangelo, cioè lo offre come “buona notizia” che si indirizza sempre alla libertà degli interlocutori, considerati capaci di riflettere, degni di quella fiducia necessaria a ogni confronto e dialogo.

Un altro grande malinteso si ha poi quando la chiesa invoca la legge naturale a fondamento delle sue proposizioni in materia sessuale e familiare. C’è un forte ed esteso rifiuto di questa idea della legge naturale, presente di fatto anche in molti spazi cristiani, anche perché i rapporti tra natura e cultura non possono essere pregiudizialmente e ingenuamente negati. Però a me sembra che la chiesa proprio su questo tema debba farsi capire maggiormente perché, difendendo la legge naturale, essa non propone una concezione fisicistica e statica della natura, non nega un riconoscimento della mediazione storica sul senso della vita umana, non sminuisce l’importanza della cultura attraverso la quale avviene l’umanizzazione. La chiesa, facendo ricorso alla legge naturale vuole invero indicare e far emergere ciò che accomuna gli uomini di tutte le culture e di tutte le epoche, ciò che nell’essere umano è ritrovabile come indispensabile perché si possa giungere a una qualità della convivenza umana sotto il segno della giustizia e della pace.

Esiste la possibilità di qualcosa come una “dichiarazione universale dei diritti dell’uomo”? Se c’è – e non si dimentichi che è stata promulgata dall’ONU nel 1948, e sarebbe quanto mai prezioso riandare oggi alle discussioni di quegli anni e rileggersi la stupenda antologia di testi di ogni epoca, religione e cultura, Le droits d’être un homme,  raccolta da Jeanne Hersch per celebrarne il ventesimo anniversario – allora c’è anche la possibilità di una “etica” comune mondiale, allora ci sono diritti inviolabili e non negoziabili, allora c’è la possibilità di una legge che riguardi tutti, di valori transculturali. Quando diciamo “naturale”, intendiamo anche una legge non “rivelata”, non “scritta”, non “codificata” eppure inscritta all’interno di ogni essere umano – i padri della chiesa ne parlano come di una “rivelazione naturale”: una legge che viene dall’interno dell’uomo e non dall’esterno, che gli fa riconoscere e discernere il bene dal male e che è concretamente “operante” perché vive nel cuore dei singoli e nella “coscienza” del gruppo; una legge che, all’interno del rapporto uomo-polis-cosmo, diviene strumento di riconoscimento vicendevole tra umani, garanzia di diritti reciproci, fondamento di ciò che spetta a qualsiasi uomo di fronte a qualsiasi legge.

Per la chiesa c’è un “già là” etico, ancora precedente la fede cristiana, ed è questo “già là” etico che diventa il terreno d’incontro e di riconoscimento reciproco tra credenti di diverse religioni e non credenti, uomini e donne che rivendicano con convinzione la possibilità di una capacità e un’esperienza etica anche senza fondamenti religiosi ma derivante dall’umanesimo condiviso. Credo che per la chiesa sia importante riaffermare sempre che l’uomo, “creato a immagine e somiglianza di Dio”, è capax boni, capace di discernere ciò che è bene, sia egli cristiano o meno, che l’uomo è dotato di una sorta di grammatica comune, di sillabario comune a tutti che permette di operare il bene e rigettare il male: qualcosa, insomma, di costitutivo dell’uomo stesso. E oggi è oltremodo importante, per la sopravvivenza stessa dell’uomo, il riaffermare questa possibilità di un’etica condivisa: l’idea che l’etica sia solo una sovrastruttura individuale che ciascuno può costruirsi da sé e gestire in totale libertà senza preoccuparsi di plasmare con esigenze etiche la vita pubblica sociale o politica è, infatti, un’idea disumanizzante.

[La foto è stata scattata nell'agosto 2004 in Camargue]



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Sì, i cristiani cercano di rendere questo servizio all’umanità e cercano di illuminare e far crescere le coscienze chiedendo a tutti di interrogarsi sull’uomo e sulla qualità della vita: l’etica è nel cuore di ogni uomo, anche di quelli che non ammettono nessuna trascendenza e che vedono nell’uomo stesso, pienamente autonomo, la sola fonte e il solo fine dell’agire umano. Proprio per questo, l’etica non può essere lasciata esclusivamente nelle mani degli scienziati e dei tecnici, soprattutto in questi tempi in cui non sembra essere presente alcuna grande visione politica dell’uomo e della società. L’etica, oggi meno che mai, non può obbedire alla logica dell’utilitarismo secondo la quale è morale ciò che può servire, essere utile in un modo o nell’altro, e l’operare umano è buono o cattivo a seconda del prevalere dei vantaggi o degli svantaggi, dei guadagni o dei costi.

Analogamente, l’etica non può obbedire soltanto alla logica di una maggioranza puramente numerica. E’ vero infatti che questa maggioranza dovrebbe crearsi attraverso la discussione, il confronto, il compromesso, il consenso di tutte le componenti della società, ma anche nei casi in cui questo avviene, non sempre le decisioni cui si giunge hanno una garanzia di giustizia e di conformità ai diritti fondamentali dell’uomo solo perché ottenute con la maggioranza dei voti: le maggioranze, anche recentemente, hanno pur elaborato e approvato leggi ad personam! Certo, i cristiani come tutti i cittadini sanno che uno stato può legiferare solo con procedure di maggioranza, nell’obbedienza a precise regole democratiche: per questo cercheranno il dialogo rispettoso, proporranno anche con il loro “bel comportamento” le proprie ragioni, riconosceranno allo stato il diritto di legiferare e rispetteranno l’esito del confronto democratico anche quando non potranno condividerlo.

Vi potranno allora essere anche casi specifici in cui ai cristiani – ma non solo a loro – non resterà che ripercorre l’ardua ma limpida strada dell’obiezione di coscienza, già imboccata da tanti prima di loro, una via di ferma resistenza nei confronti, per esempio, dell’impero romano come dei totalitarismi del secolo scorso, una via che non dovrebbe però mai alimentare inimicizia nei confronti degli altri uomini né condurre ad accusare gli altri di distruttivo relativismo.

[* Priore di Bose]




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28 luglio 2006

Una trattativa equilibrata

I farmacisti hanno torto marcio: difendono privilegi impresentabili 

Ma il governo, nel proporre il cambio di modello organizzativo che ispira il decreto sulle liberalizzazioni, come nel prospettare un ruolo più attivo delle farmacie quali presidio territoriale diffuso del sistema sanitario nazionale, dovrebbe accompagnare questa scelta negoziando una cosa molto semplice: il graduale rientro delle regioni dal disavanzo farmaceutico regolarmente anticipato dai farmacisti. Con tutti i guasti che quel ritardo [in più di un caso superiore all’anno solare] provoca, l’inquinamento delle relazioni tra sistema sanitario e privati, così come l’erosione dei profitti d’impresa [le farmacie sono imprese]. 

Posta su queste basi, forse la trattativa sarebbe più equilibrata ed anche le armi propagandistiche di Federfarma più spuntate.



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28 luglio 2006

La guerra, brucia

Il dr. Joma Alsaka Direttore delle pubbliche relazioni dell’Ospedale di Alshefa a Gaza denuncia effetti specifici ed inspiegabili trovati sui corpi dei palestinesi ricoverati nel principale ospedale di Gaza .

Si trattava di lacerazioni gravi dei tessuti e i tratti facciali completamente distrutti tanto, tanto che nessuno riusciva a riconoscere la vittima, nemmeno le persone più vicine e gli amici più stretti. Dopo le operazioni chirurgiche a volte a volte abbiamo notato che esternamente non si trovavano i frammenti dei proiettili, ma solo dei segni, quindi abbiamo eseguito una radiografia, ma non siamo riusciti a trovare questi frammenti dei proiettili nemmeno con la radiografia.

Secondo il dott. Joma Alsaka i corpi presentavano ustioni fino al IV grado “fino alle ossa”. E, continua il Dottore, “abbiamo riscontrato che il fegato è completamente distrutto e l’intestino è totalmente lacerato e ustionato, i polmoni sono ustionati e così via. Non ci sono frammenti dei proiettili, abbiamo trovato anche che il fegato è ridotto a pezzi e il pezzo più grande è di circa 2 o 3 millimetri. Inoltre l’intestino è completamente distrutto e i polmoni sono distrutti e così via. A questo possiamo aggiungere che le ossa stesse erano completamente ustionate e non c’è alcuna possibilità di rinnovare i tessuti e ricostruire questi arti. Finora abbiamo avuto circa 40 pazienti feriti che hanno subito delle amputazioni di uno o più arti.“

Il dott. Joma Alsaka chiede che sia creata una commissione internazionale sopra le parti che indaghi su questi misteri. "Credo che siano siano state usate delle sostanze come il fosforo o armi come quelle ad energia o al laser o simili. Occorre una commissione internazionale al disopra delle parti che studi questo fenomeno per arrivare a una relazione conclusiva, sono sicuro che queste armi siano proibite a livello internazionale ma si continua a usarle e si compiono ancora esperimenti sul popolo palestinese, e questo è proibito a livello internazionale".



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27 luglio 2006

Raimon Panikkar

Tempi di pace, tempi di rinascenza.



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27 luglio 2006

Due pesi, due misure

UEFA, Milan iscritto con riserva alla Champions League


ROMA - Il Milan è stato iscritto alla Champions League con riserva. La decisione, non ancora ufficializzata, è stata presa dalla Uefa che vuole condurre "accertamenti di ordine etico" fino al 2 agosto prossimo. A quanto si apprende, la società rossonera è furiosa.



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26 luglio 2006

Extra legem

Non occorreva l’oracolo di Delphi per capire l’aria che tirava. E proprio ieri, commentando l’evoluzione di Generazione U, scrivevo: 

Certamente è dura imporre un tema così [generazionale e politico, nda] alla società del quartierino, dell’orticello e del particulare, che sta mandando a fondo questo Paese, maledetto e stupefacente, irridente ed anarchico, benpensante e trasgressivo, cinico e baro, che si ciba dei brandelli dei propri figli: la generazione 1000 euro, al mese, quando va bene 

Da questo blog spesso si è insistito sulla chiave narrativa che il calcio riveste nella società italiana: una metafora che rispecchia perfettamente il Paese. E nel paese reale Italia c’è la difesa ad oltranza dei privilegi intangibili e c’è la capacità di sfidare il mondo. I giudici [si fa per dire] che hanno distrutto un barlume di decenza resa plausibile dal presidente emerito della Corte Costituzionale, prof. Ruperto, sono gli stessi che erano stati nominati da Franco Carraro. Che in premio riceve l’assoluzione sostanziale: passava per caso in Federazione. 

È l’Italia immarcescibile che lucra sulle rendite di posizione mentre quella che si posiziona sul mercato e crede nella qualità del lavoro [prima in Ferrari, oggi in Fiat ed in decine di altre imprese medie del tessuto produttivo più moderno], non teme il domani e lo costruisce vincendo con i talenti migliori del genio italico.  

Ma l’Italia è anche mafia, accordicchio, scambio di prigionieri, illegalità diffusa, indifferenza alla cosa comune e furbizia pseudolevantina. È l’Italia che paga 800 euro al mese un fior di progettista meno che trentenne di acquedotti e fognature, negandole anche la firma curriculare, ovviamente attribuita al dominus dello studio d'appartenenza che alla progettazione contribuisce solo con quello, lo scarabocchio, lo scippo: si definisce così dalla mie parti un tratto di penna che funge da firma. E firma è.

Spiace vedere uno dei migliori imprenditori italiani confondersi con Galliani e Berlusconi, Carraro, Moggi e Giraudo. Da Della Valle ci saremmo aspettati qualcosa di più e di diverso.




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26 luglio 2006

L'innominabile

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Nel piccolo stagno del Grande Fratello c'è sempre almeno un concorrente innominabile.




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Freedom is slavery
La libertà è schiavitù

Ignorance is strenght
L'ignoranza è forza



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La société du spectacle par Guy E. Debord


Secondo la definizione di Leonardo Boff, in Ethos mondiale

EGA 2000 ISBN 88-7670-394-2, €11,36:

Per ethos intendiamo l’insieme delle aspirazioni, dei valori e dei principi, che orienteranno le relazioni umane nei confronti della natura, della società, delle alterità, di se stessi e del senso trascendente dell’esistenza, Dio.



Si vis pacem para pacem

 

Questo blog è gemellato con Devarim [in ebraico Devarim sono le parole, o le cose].
La lettera ebraica che abbiamo insieme scelto per illustrare questo spazio in comune è bet
,la stessa che dà inizio al libro di Bereshit,in principio, il primo dei cinque che compongono la Torah [corrispondente al nostro libro della Genesi].



Ascolta radiofulmini

E fa zapping con Tv [spenta] med vridbar skärm, Luma, 1959 digitaladoptive


I blogleanno:

15 marzo 2005 | 15 marzo 2006


Il BIP®™ countdown è scaduto

Al 10 aprile 2006, ore 15:00, mancavano:
giorni
ore
minuti
secondi

Countdown memories   

- 14 y Del fisco me ne infischio [i numeri veri]

- 13 y Rottamazione [in]costituzionale [christians]

- 12 y Verso il Partito Democratico [di m. cacciari]

-  11 y La sconfitta [nella palude mediorientale]

- 10 y Impoverimento [la tassa occulta]

- 9 y Quote rosa [non è un pesce d’aprile]

- 8 y Mai, mai, mai! [Totus tuus ego sum Maria]

- 7 y Punta Perotti [lo spartiacque]

6 y sso ccontento…! [il ri-epilogo]

- 5 y Favole greche e leggende metropolitane [ici]

4 y Anche i ricchi piangono [o dei rovesci]

3 y Un giudice  [Fabrizio De Andrè, amico fragile]

- 2 y Per interesse  [contro il declino]

-  1 y La nomination [BIP® brother] 

0 y  L'identità mediale degli italiani [BIP® exit]


Questo blog aderiva alla campagna
"Salviamo la Costituzione. Aggiornarla non demolirla".

Contro la sottrazione di democrazia tentata dal governo dei pre-potenti.



Infopoint

La posta in gioco

Si sceglieva tra 2 modelli*:

il sistema che accoglie l'individuo,
non privo di limiti;

l'individualismo che rigetta la relazione
tra gli individui, la nega ideologicamente,
privilegiando la soluzione asociale.

Io scelgo e voto per una società che
sa trarre forza dagli individui
per costruire il sistema e lo scudo,
anche per i più deboli
, gli ultimi,
i meno muniti e più sprovveduti,
che non possono rimanere ostaggi,
in balia dei rapporti di forza
economici o politici;
e non delega la salvezza all'uomo, della provvidenza



banditore [ in un film già visto ].

*ma l'Unione non lo aveva capito.






[ charis community ]

FENICOTTERO SNODATO Un'esemplare di fenicottero rosa si accarezza compiaciuto il collo allo zoo di Francoforte in Germania (Frank May /Epa)

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