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Ethos
l' Uomo in bianco e nero


Diario


31 ottobre 2007

X07 Autonomia dell'arte | Tutti da Fulmini L’ULTIMOGIORNODELMESE

Il blog è una delle tante benedizioni dei tempi moderni, e siccome Aristotele ha mostrato che "l’essere umano è socievole” ed Eugenio Borgna ha dimostrato che “noi siamo un colloquio”, si può considerare addirittura la madre di tutte le benedizioni.

Seguendo il filo di questi pensieri Fulmini ha proposto ai bloggers che leggerete, che leggerai in ordine alfabetico, di incontrarsi L’ULTIMOGIORNODELMESE, pubblicando e discutendo l’uno accanto all’altro un breve post sull’evento da ciascuno ritenuto importante del mese in questione, dando così uno sguardo comune alla struttura del mondo mentre ci guardiamo negli occhi.

Tullio Pericoli: Cultura.

Biancaneve e la Follia della Verità

Il fatto
. Non si sono mica tutti scandalizzati. Anzi. «Fontana di Trevi Rossa». Finalmente! Evviva! Ha scritto domenica su La Stampa Ugo Nespolo, pittore e scultore della pop art, commentando il gesto dell'uomo col cappellino che ha versato nella fontana due litri di anilina.

Gesto rivendicato con tanto di volantino:
Ftm Azione Futurista 2007. Fascino antico, il mito che risorge: Balla, Marinetti, Boccioni, Depero. Così ora si scopre un po' futurista perfino Ennio Morricone, il grande compositore e premio Oscar alla carriera: «Quel tizio si merita una multa, ma ha avuto davvero un'idea geniale», confessa con voce allegra il musicista.


Il fatto. Making Differences, una rassegna d’arte contemporanea, ospita al museo di Storia di Stoccolma un’opera intitolata, programmaticamente, «Biancaneve e la follia della verità».

L’installazione [Snow White and the Madness of Truthmostra una vasca colma di sangue su cui galleggia un battello che reca sulla vela il volto della kamikaze ventinovenne suicida Henadi Jaradat, esecutrice della strage di 22 civili in un ristorante di Haifa il 5 ottobre 2003.

Gli autori sono due coniugi, lui l’israeliano Dror Feiler, lei svedese e di nome Gunilla Sköld Feiler. All’inaugurazione, il 17 gennaio 2004, è invitato l’ambasciatore dello Stato ebraico a Stoccolma, Zvi Mazel. L’installazione è al centro del cortile del museo, illuminata dai riflettori. Il diplomatico è profondamente scosso dall’opera, stacca la spina dei riflettori e la lancia nella vasca, provocando disorientamento tra gli accompagnatori e l’istantaneo corto circuito dell’impianto.

Mazel entra in
colluttazione con l’autore dell’opera, suo connazionale, ed è accompagnato fuori dal direttore del museo che lo aveva accolto. Il governo svedese esprime deplorazione per il gesto e convoca Mazel per ottenere chiarimenti. Mazel viene difeso dal ministero degli esteri di Tel Aviv che minaccia di boicottare la conferenza sui Genocidi
in programma dal 24 al 28 gennaio a Stoccolma, qualora l’opera non fosse immediatamente rimossa.



[ clicca sulle immagini ] 


30 ottobre 2007

Il sergente




Questa sera alla tv gli italiani di oggi vedranno, comodamente seduti nelle loro case calde, un episodio di quel lontano inverno. Qualcuno penserà a un parente; un nonno, uno zio, un padre abbandonato nella neve, o finito in un gulag in Siberia o nell’Uzbekistan. Per me che sono stanco e vecchio è solo rinnovare dolore per carissimi amici che non sono riusciti a seguirmi perché fermati da una pallottola o da una notte di tormenta - ma quale notte poteva essere stata? - che chiudeva i polmoni e congelava il corpo.

Così Mario Rigoni Stern, che quella guerra l’ha vissuta sulla propria pelle, torna a quell’inverno di 65 anni fa: il freddo, la battaglia, i morti. L’autore de Il sergente nella neve lo ricorda oggi sulle pagine de La Stampa e scrive: «Marco Paolini, con la sua arte, ci riporterà quel tempo e quelle notti. Certi momenti riuscirà non a rievocare ma a ricostruire vivi volti a me carissimi e mai dimenticati. Alla fine di quella battaglia mancarono all’appello 84.830 italiani, 10.030 tornarono dalla prigionia. In 74.800 morirono in quelle steppe. Ricordate che questo è stato».




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Mio zio tornò.
Uno tra i 10.030 sopravvissuti alla prigionia. E ricordava, fino all'ultimo.


30 ottobre 2007

La Mano de Dios

« Il più grande campione che ho visto giocare è Diego Armando Maradona. Credimi, figlio mio, non esisterà mai più, nei secoli dei secoli, un altro come lui. Ha fatto dell’imperfezione la perfezione. Piccolo, gonfio, dedito ad albe stanche, svogliate e sbagliate, vittima di falsi amici e della volontà di andare oltre ogni regola, Maradona ha trasformato un semplicissimo pallone di cuoio in uno scrigno di bellezza ».

[Darwin Pastorin, Lettera a mio figlio sul calcio]



47° buon compleanno




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29 ottobre 2007

Partito il mercato della Tv Digitale Mobile

TV SU CELLULARI: ACCORDO VODAFONE-SKY

Vodafone Italia e SKY hanno raggiunto un accordo per estendere anche ai cellulari Vodafone live! UMTS le trasmissioni della televisione mobile Vodafone SKY TV. Una partnership che rafforza con ulteriori risorse gli investimenti fatti nello sviluppo della Tv Digitale Mobile, e che prevede la creazione di contenuti ad hoc studiati appositamente per una fruizione in mobilita'.

Questo nuovo accordo, che integra quello gia' siglato nel dicembre 2006 per la tecnologia DVB-H, amplia notevolmente la disponibilita' del servizio Vodafone SKY TV. A partire da oggi, infatti, gli 11 canali tematici del portale mobile sono fruibili anche dai milioni di clienti Vodafone che possiedono un telefonino UMTS. Per l'accesso al servizio Vodafone SKY TV UMTS, basta cliccare sull'icona Mobile TV del portale Vodafone Live! e scegliere il proprio programma preferito tra i diversi canali disponibili.

Tutti i contenuti di Vodafone SKY TV UMTS sono in promozione gratuita per la prima settimana di utilizzo. Al termine della settimana di prova sara' possibile aderire all'offerta settimanale che consente di vedere tutti i canali senza limiti al prezzo di 1 euro a settimana o a quella giornaliera, al prezzo di 90 eurocent al giorno.


   [ click ]


29 ottobre 2007

La Nuova Stagione [spiegata a mio figlio]

[...] La destra ha governato il Paese per sette di questi ultimi tredici anni. Il leader dell’opposizione si è candidato alla presidenza del Consiglio già quattro volte, la prossima sarebbe la quinta, cosa che non succede in nessun paese del mondo.

Nessuno può fare la parte del passante o negare la propria quota di responsabilità nella crisi del nostro sistema. Sette anni di governo non sono un giorno. Con lo stesso numero di anni molte città italiane sono cambiate profondamente.

E c’è un’aggravante. Il centrodestra si è sempre opposto ad ogni dialogo per le riforme. Prima con la bicamerale, poi con lo strappo della “devolution”, oggi dicendo, di fronte all’evidente crisi di sistema, “niente dialogo, subito alle urne”.

Sia chiaro, dobbiamo imparare, noi per primi, che la Costituzione si cambia solo insieme, che non può reggere un Paese in cui ogni maggioranza che vince si fa le riforme che vuole.

Nella scorsa legislatura la maggioranza non era esigua, ma il Paese non ha conosciuto modernizzazione, né innovazioni profonde. Le ragioni sono legate tra loro. La prima è la frammentarietà di coalizioni nate come assemblea dei nemici dell’avversario. Non ci sono culture e visioni che uniscono, né progetti veri da attuare. Ma la seconda ragione è legata al fatto che non funziona la catena dei poteri. E questo provoca, in tutto il tessuto del Paese, una confusione di ruoli, limiti, responsabilità.

Il potere democratico deve essere esercitato. E deve essere, allo stesso tempo, potere e democrazia. La sinistra ha avuto, in diverse fasi, paura della prima parola. Come se decidere, governare fosse ridurre la ricchezza della partecipazione. E invece è l’impotenza di chi decide, la frustrazione maggiore per i cittadini che votano. Votano e vorrebbero decidere chi governa. E non vedere vertici e verifiche, ministri che si dimettono a ripetizione, come nel passato governo, o quelli che litigano in tv, come succede oggi.

I cittadini vogliono votare e vogliono che il Paese sia guidato, per cinque anni, da un governo. Vogliono poi potere, con i loro movimenti e con le loro associazioni, pesare sugli indirizzi.

Questa è la vera democrazia. Il potere e la partecipazione. Non una melassa indistinta in cui è impossibile decidere e diventa persino difficile partecipare. Al Partito democratico vorrei dire di non avere paura di innovare, anche in questo campo.

[...] Noi cercheremo e sosterremo ogni soluzione migliorativa che possa evitare di tornare a votare con la legge attuale. Siamo guidati da una sola necessità politica che consideriamo non nostra ma del Paese. Il futuro dell’Italia è in partiti con maggioranze coese sul piano programmatico. Mai più una legge che costringa ad alleanze forzate e dunque a governi deboli.

L’ho detto in questi mesi, e anche su questo quasi il 76% dei cittadini delle primarie ha voluto darmi fiducia: il Partito democratico pensa nella prossima legislatura ad una nuova stagione politica ispirata alla centralità dei programmi e al valore della coesione.

Ne sono così convinto da pensare che il Paese tra un messaggio confuso, vecchio ed eterogeneo dei nostri avversari e la nitidezza di un partito che si presenti con un programma netto di innovazione, la gara sarebbe del tutto aperta.

Ed è una gara che, in ogni caso, noi giocheremmo con l’obiettivo di conquistare la maggioranza degli italiani, che è stanca della vecchia politica, dell’odio inconcludente, dei riti, delle divisioni. E l’obiettivo è raggiungibile, è possibile. Dipenderà da quanto il Partito democratico riuscirà a rappresentare quei valori di unità e di novità che costituiscono il nucleo forte del suo progetto. Dipenderà dalla sua capacità di dialogare con la vita reale dei cittadini e con le associazioni e i movimenti che li rappresentano.

[...] Lo voglio ripetere: basta con lodio. L’odio non fa altro che moltiplicare l’odio, e se rompe gli argini genera la violenza.


27 ottobre 2007

Zebrati

3 a 1




[ clicca per accedere alle immagini Sky ]




C’è un gusto particolare a vincere contro la Juventus con un rigore inesistente [ma ce n’era stato uno precedentemente non assegnato al Napoli] ed un altro ai limiti [ma non si può dire del tutto insussistente].


26 ottobre 2007

Il mio PD, in 4 minuti e 45"

 E bomba o non bomba, noi arriveremo a Roma, malgrado voi .

Era il 1978: Antonello Venditti rinasceva sotto il segno dei pesci mentre Aldo Moro moriva per mano brigatista e mandanti tuttora ignoti.

Non è un tributo postumo, ma una citazione che sembra calzante per questo tempo. Ed è il
tempo la variabile principale di questo scorcio di legislatura. Ce n’è? Non ce n’è? Per accreditare un “partito” e “nuovo” nello scenario della politica italiana. E cosa deve interpretare un partito per essere realmente “nuovo”?

[ click ]

Esiste una questione settentrionale, forse sganciata da una questione “meridionale”? Bisogna rassegnarsi ad una forte intermediazione clientelare nella gestione dei territori meridionali o si può far breccia, per liberare un po’ di società dinamica dalla morsa statica della presa localistica?

Perché il tema centrale, a nord come a sud, è precisamente questo: come restituire
mobilità sociale ad una comunità che sembra girare a vuoto nella palude delle proprie rigidità. Propiziando il più micidiale tra i danni collettivi, strutturali, a se stesso: un enorme, inspiegabile ed imperdonabile spreco di risorse umane. Che investe soprattutto le generazioni precarie, ma che incide sugli umori, le attese, la natalità, il buon vivere di una società che tende all’invecchiamento, sclerotizzata nei propri meccanismi equilibratori.

Scarsi ed unilaterali ammortizzatori sociali, nessuna vera politica per la famiglia, mobilità sociale solo discendente, desertificazione delle relazioni personali, eccesso di delega alla politica ed alle policy pubbliche indotta da egoismi insopprimibili o da carenze della risposta pubblica in ampi settori della sicurezza sociale. Sono i nodi che un “partito” e “nuovo” deve affrontare e regimentare dentro soluzioni di breve e medio periodo.

C'è la
cultura per affrontare queste emergenze non ripetendo plot ormai inservibili?

C'è un ponte verso le
nuove generazioni, quelle sempre on line, cui proporre suggestioni meno episodiche e rituali di quanto accade di norma? Una riverniciata in web 2.0 su argomenti e proposte da ventesimo secolo.

Io penso che questo
spazio culturale sia la sfida più insidiosa che il PD ha di fronte a sé. Ben più del berlusconismo declinante. Ben più del dominio televisivo da offerta generalista. Perchè è precisamente qui che si colloca la vocazione maggioritaria di un “partito” e “nuovo”.

E per andare oltre la semplice evocazione di nodi chiari a molti, ma non a tutti, e di meno ai senatori ottuagenari che masticano pane e politica da quando portavano i calzoni corti, proverò ad indicare alcuni strumenti necessari ad incidere sulle policy.

Il verbo della modernità liquida è
to share, condividere. Il costo di investimenti per la rivalutazione del potere d'acquisto dei redditi da lavoro dipendente, precario ed autonomo borderline il livello di povertà percepita, secondo classificazione istat, deve mobilitare la ricchezza privata e la conoscenza diffusa anche in funzione delle politiche pubbliche. Ma per fare questo occorre cambiare paradigma, costruire strumenti giuridici e politiche più aperte e flessibili, impiantare la cultura della valutazione preliminare ed ex-post, liberare il capitale privato da condizionamenti territoriali mafiosi, paramafiosi o concussorii. A partire dalla cultura della classe dirigente locale, politica e burocratica.

Un partito aperto al contributo delle nuovissime generazioni va costruito come un social network. La cui parola chiave è degerarchizzazione. Quanti si immaginano i satrapi del consenso locale convivere con, o tollerare un partito degerarchizzato e realmente aperto? Non è questa la sede per prospettare soluzioni, che in qualche caso si possono perfino delineare. Certamente lo è per evocare domande. Ma è in ogni caso proprio questa la sfida che può dare sostanza alla vocazione maggioritaria di un Partito Democratico di massa, stabilmente piantato nel sentiment del XXI secolo.

Speechwriter
[Roma, 25 X 2007]


25 ottobre 2007

Chi è Padre Pio?

Bluff o santo?
 


[ click ]


A me consta la santità,
ma non pretendo di avere l’ultima parola.


24 ottobre 2007

Point-of-being

[ clicca e vai a pagina 5 ]
 


[DDK] We could one day “feel” global, as if our point-of-view rendered useless by such a magnitude of things and relationships to encompass, was supplemented by a “point-of-being” that is the very place where my body is, the only one in a universe of communications, where I am otherwise ubiquitous.

Potremmo un giorno “sentire” globalmente, come se il nostropunto-di-vista” fosse superato da una tale dimensione delle cose e dei rapporti, al punto da condurci ad un “punto-di-essere”, che è il posto stesso in cui il mio corpo è, quell’unico posto in un universo di comunicazioni ove, al contrario, io sono ubiquo.


23 ottobre 2007

Precipitato

E' Walter Veltroni che ha in mano il pallino delle elezioni.

Cambiati gli assetti del sistema politico, con le primarie di domenica scorsa, il governo subisce le tossine dei malumori e degli assestamenti intorno al nodo degli equilibri che giustificherebbero uno scenario nuovo: dopo elezioni che non possono esser convocate dal settantunenne padrone di Forza Italia.

Molti, i più, pensano non siano mature. E molti impediranno che maturino nei tempi, sempre più stretti, che Silvio Berlusconi intende imporre al suo campo, prima che a quello avverso.



In chimica il termine precipitazione descrive il fenomeno di separazione di una sostanza solida da una soluzione. Nelle equazioni chimiche viene rappresentata con una freccia che punta verso il basso.


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permalink | inviato da Ethos il 23/10/2007 alle 10:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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basta capovolgere il senso delle parole
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War is peace
La guerra è pace

Freedom is slavery
La libertà è schiavitù

Ignorance is strenght
L'ignoranza è forza



Use OpenOffice.org




La société du spectacle par Guy E. Debord


Secondo la definizione di Leonardo Boff, in Ethos mondiale

EGA 2000 ISBN 88-7670-394-2, €11,36:

Per ethos intendiamo l’insieme delle aspirazioni, dei valori e dei principi, che orienteranno le relazioni umane nei confronti della natura, della società, delle alterità, di se stessi e del senso trascendente dell’esistenza, Dio.



Si vis pacem para pacem

 

Questo blog è gemellato con Devarim [in ebraico Devarim sono le parole, o le cose].
La lettera ebraica che abbiamo insieme scelto per illustrare questo spazio in comune è bet
,la stessa che dà inizio al libro di Bereshit,in principio, il primo dei cinque che compongono la Torah [corrispondente al nostro libro della Genesi].



Ascolta radiofulmini

E fa zapping con Tv [spenta] med vridbar skärm, Luma, 1959 digitaladoptive


I blogleanno:

15 marzo 2005 | 15 marzo 2006


Il BIP®™ countdown è scaduto

Al 10 aprile 2006, ore 15:00, mancavano:
giorni
ore
minuti
secondi

Countdown memories   

- 14 y Del fisco me ne infischio [i numeri veri]

- 13 y Rottamazione [in]costituzionale [christians]

- 12 y Verso il Partito Democratico [di m. cacciari]

-  11 y La sconfitta [nella palude mediorientale]

- 10 y Impoverimento [la tassa occulta]

- 9 y Quote rosa [non è un pesce d’aprile]

- 8 y Mai, mai, mai! [Totus tuus ego sum Maria]

- 7 y Punta Perotti [lo spartiacque]

6 y sso ccontento…! [il ri-epilogo]

- 5 y Favole greche e leggende metropolitane [ici]

4 y Anche i ricchi piangono [o dei rovesci]

3 y Un giudice  [Fabrizio De Andrè, amico fragile]

- 2 y Per interesse  [contro il declino]

-  1 y La nomination [BIP® brother] 

0 y  L'identità mediale degli italiani [BIP® exit]


Questo blog aderiva alla campagna
"Salviamo la Costituzione. Aggiornarla non demolirla".

Contro la sottrazione di democrazia tentata dal governo dei pre-potenti.



Infopoint

La posta in gioco

Si sceglieva tra 2 modelli*:

il sistema che accoglie l'individuo,
non privo di limiti;

l'individualismo che rigetta la relazione
tra gli individui, la nega ideologicamente,
privilegiando la soluzione asociale.

Io scelgo e voto per una società che
sa trarre forza dagli individui
per costruire il sistema e lo scudo,
anche per i più deboli
, gli ultimi,
i meno muniti e più sprovveduti,
che non possono rimanere ostaggi,
in balia dei rapporti di forza
economici o politici;
e non delega la salvezza all'uomo, della provvidenza



banditore [ in un film già visto ].

*ma l'Unione non lo aveva capito.






[ charis community ]

FENICOTTERO SNODATO Un'esemplare di fenicottero rosa si accarezza compiaciuto il collo allo zoo di Francoforte in Germania (Frank May /Epa)

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