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Ethos
l' Uomo in bianco e nero


Diario


29 giugno 2007

Scegliere

Veltroni : Il Partito democratico dovrà saper corrispondere alle nuove domande. Al bisogno di libertà e di fluidità sociale di ceti sempre più mobili, coniugando queste esigenze con la ragione della sua stessa esistenza, e cioè la costruzione di una società in cui le capacità di ciascuno possano essere messe alla prova indipendentemente dalle condizioni di partenza. Di una società che "si prenda carico", che non sia cinica o egoista, che si ponga il problema che l'Istat ci ha appena detto essere intatto: la distanza tra chi sta molto bene e chi sta molto male, in Italia, non accenna a diminuire.

Una società dove la precarietà non sia la regola, dove non sia l'incertezza a segnare, a ferire, la vita delle persone.

E' la precarietà soprattutto dei giovani, dei nostri ragazzi, delle nostre ragazze. In un tempo fantastico della vita viene chiesto loro solo di "aspettare". Aspettare di avere un lavoro certo, un mutuo per la casa e, con questi, la possibilità di mettere su famiglia e avere dei figli. La vita non può essere saltuaria. La vita non può essere part-time. Un imprenditore può assumere così, all'inizio, ma poi spetta alla comunità rendere certo l'incerto, per il ragazzo e per l'impresa.

E' la lotta alla precarietà, la grande frontiera che il Partito democratico ha davanti a sé. Io qui oggi parlo non da uomo di partito e neanche da uomo di parte. Parlo da italiano.


Parisi ha ribadito la disponibilitá per : «una candidatura di servizio, per realizzare il progetto [il Partito democratico, ndr]. In assenza di candidati alternativi credibili, e penso innanzi tutto ai giovani, ai famosi giovani-giovani che ora dovrebbero scendere in campo per rappresentare idee alternative a questa dinamica, ho idea che sia costretto a candidarmi. Se nessun altro si fa avanti. Sempre che ce ne siano le condizioni e che si possa giocare ad armi pari: se il leader è giá deciso mi potete chiedere una candidatura di servizio, non la certificazione che sono un cretino! Chi parteciperebbe mai ad una gara della quale è stato giá proclamato il vincitore


Ciampi : "E' vero - dice il presidente emerito - mi ha fatto doppiamente piacere perché non me lo aspettavo. Prima che Veltroni parlasse avevo formulato un auspicio. Spero che il suo discorso servirà finalmente ad alzare il livello del dibattito politico italiano, che purtroppo in questi ultimi anni non ha brillato per spirito di equilibrio e per senso di responsabilità. Dopo averlo ascoltato, devo dire che le mie speranze non sono andate deluse".

Quello che a Ciampi è piaciuto di più, e non poteva essere diversamente, è il forte richiamo che il candidato segretario dell'Ulivo ha fatto ai due poli, perché scendano finalmente dal ring, e si rimettano a ragionare per il bene dell'Italia. "C'è finalmente sviluppata quell'idea di bipolarismo mite, e non più muscolare, che io stesso ho predicato, purtroppo a volte senza risultati, nel corso del mio settennato. Veltroni rappresenta una classe politica finalmente consapevole che il rispetto nel confronto politico, e la piena legittimazione tra tutte le forze in campo, è il vero sale della democrazia".


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28 giugno 2007

Un nuovo patto generazionale, contro l'Italia immobile

Per fortuna - o meglio, per merito di quello stato sociale che i nostri padri hanno costruito per far fronte al rischio della malattia e della vecchiaia - l'età media si allunga. Nella sua recente Relazione il governatore Mario Draghi lo ha sottolineato con estrema chiarezza: nel 2005 vi erano 42 ultrasessantenni per ogni 100 cittadini. Ve ne saranno 53 nel 2020 e ben 83 nel 2040.

È una buona notizia
. Non è una disgrazia che ci cade tra capo e collo. Una disgrazia la può diventare solo se noi saremo conservatori, pretendendo di fare fronte alle nuove insicurezze e ai nuovi problemi - almeno in parte connessi ai nostri stessi successi - con le vecchie ricette.

Pensate alla portata straordinaria dell'innovazione introdotta più di trent'anni fa nella previdenza pubblica dall'adozione del sistema cosiddetto
a ripartizione, che sostituiva quello a capitalizzazione, nel quale ognuno versava i contributi "per sé": io lavoratore in attività pago oggi i miei contributi, che vengono usati per pagare le pensioni ai pensionati di oggi, in nome del patto, garantito dallo Stato, che prevede che i lavoratori attivi di domani pagheranno a loro volta la mia pensione... e così via, in un sempre rinnovato rapporto di solidarietà tra le generazioni.

È solo un esempio di
metodo, che faccio per dimostrare come il dinamismo economico e sociale - ed un più elevato grado di giustizia sociale - possa essere sorretto da un patto tra generazioni che sappia ispirarsi ai valori eterni di solidarietà ed eguaglianza, ma anche modificare profondamente gli strumenti e le politiche per attuarli.

È su quest'ultimo terreno che abbiamo accumulato un ritardo. Perché non siamo stati sempre fedeli interpreti di quel principio di distinzione tra destra e sinistra che enunciò tanti anni fa il più giovane vecchio della sinistra italiana,
Vittorio Foa, quando rispose: destra e sinistra? La prima, è figlia legittima degli interessi egoistici dell'oggi. La seconda, è figlia legittima degli interessi di quelli che non sono ancora nati.

Ecco. Non si può dire meglio. Ma dobbiamo poi essere conseguenti, anche - mi si passi la pedanteria - nell'uso del nostro tempo: da molti anni dedichiamo almeno un'ora al giorno del nostro tempo a discutere se si deve andare in pensione a 57, a 58 o a 60 anni, ma solo qualche secondo a progettare una risposta al fatto che continua ad aumentare il numero dei bambini che vivono in famiglie al di sotto della linea di povertà relativa; lo stesso esiguo tempo che dedichiamo a cercare soluzioni per le famiglie che, dovendo improvvisamente fare fronte alla cura di un anziano non autosufficiente, vedono la qualità della loro vita e il livello del loro reddito precipitare verso il basso, spesso in modo insostenibile.

Ecco quale Partito democratico io vorrei: un partito che lavori al buon esito del confronto sull'ammorbidimento dello "scalone", certo, ma concentri la gran parte dei suoi sforzi di elaborazione e di iniziativa sugli odierni fattori fondamentali di disagio e di disuguaglianza, proprio a partire dalle principali vittime del mancato adeguamento dello Stato Sociale alla nuova realtà della società e dell'economia:
bambini poveri nei primi anni di vita e persone molto anziane non autosufficienti.

Il Partito democratico che vorrei deve darsi, a questo proposito, obiettivi anche quantitativamente verificabili, in un orizzonte di medio-lungo periodo. Noi sappiamo che questa mattina, in Italia, nello stesso ambito territoriale, sono nati due bambini:
uno è figlio di genitori entrambi laureati, l'altro è figlio di genitori con diploma di scuola media inferiore. Il primo ha sette volte le probabilità del secondo di laurearsi: un abisso di dispari opportunità, una immobilità sociale che è causa non ultima dello scarso dinamismo economico.

L'insieme degli obiettivi per cui nasce il Partito democratico potrebbe dunque riassumersi in uno solo:
noi vogliamo che, entro dieci anni, questo divario di opportunità - di vita, di successo e di felicità - si riduca del 30%, facendo ripartire quella mobilità sociale che, forte dai primi anni '60 fino alla metà degli anni '70, ha progressivamente frenato, fino ad arrestarsi del tutto.

La nostra società deve muoversi. Oggi, in una società immobile, a pagare il prezzo più alto sono i nostri ragazzi, che prima dei venticinque-trent'anni non entrano nel mondo del lavoro, e che non possono più contare su quella sequenza certa - studio, lavoro, pensione - che abbiamo conosciuto noi.
E' come se oggi la vita dei giovani italiani fosse scandita da un orologio sociale ormai sfasato, messo a punto per un tempo che non c'è più.


W
alter; benvenuto tra noi.         

"Fare un'Italia nuova. E' questa la ragione, la missione, il senso del Partito democratico" [link al testo integrale del discorso di Veltroni al Lingotto].


27 giugno 2007

La negazione che conferma [od esorcizza]

È curioso il modo in cui la fu Casa delle Libertà nega le chances del PD secondo Veltroni di prendere voti al Nord. Quasi una rassicurazione a sé stessi più che un avvertimento all’uomo di Roma.


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25 giugno 2007

Mr. Death Cheney

Ogni sera tutti i documenti, gli appunti e le minute del lavoro del giorno vengono raccolte e chiuse in una cassaforte Mosler, alta un metro e ottanta, e gli elenchi dei visitatori vengono distrutti. La sua agenda resta il più possibile riservata, si rifiuta di fornire i nomi dei componenti del suo staff e perfino il numero di persone che lavorano al suo servizio. Da quattro anni nega ogni informazione sui documenti riservati in transito per il suo ufficio e anzi ha proposto di chiudere l'organismo di controllo. Tutto deve avvenire nell'invisibilità, senza fare rumore.

Dick Cheney
è l'uomo che ha inventato la vicepresidenza imperiale. Un ruolo nuovo, che non ha precedenti, che sfugge ai controlli e coltiva l'ossessione per la segretezza e il fastidio per le burocrazie e i contrappesi.

Da anni si dibatte sul ruolo del presidente degli Stati Uniti, sui suoi poteri, sugli organismi di controllo, sui rapporti di forza con il Congresso. Arthur Schlesinger Jr, il grande storico da poco scomparso, impose il termine "Presidenza imperiale" con uno tra i suoi libri più famosi, in cui analizzava la crescita del potere della Casa Bianca dai tempi di Roosevelt fino al tonfo di Nixon, quando grazie allo scandalo Watergate il Congresso diede battaglia per limitare la libertà d'azione del presidente.

Perché non ci sorprende?


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24 giugno 2007

E Platini punta su Carraro [tre cariche...]

Franco Carraro non molla: il n. 1 Uefa, Michel Platini, sta per affidargli la presidenza della commissione marketing, la vicepresidenza delle Squadre Nazionali e un posto in quella Finanze. Questo sino al 2009, poi la Federcalcio presenterà un altro candidato. Carraro di fatto ha avuto il via libera da Abete, che non ha fatto opposizione.

Non si sa ancora se gli toglieranno anche l’ammenda da 80.000 €, magari scusandosi di averlo rimosso dalla Federcalcio per rigurgito giustizialista.

Franco Carraro
, l’uomo di Geronzi, nel frattempo asceso al vertice di Mediobanca a seguito dell’incorporazione di Banca di Roma da parte di Unicredit [quello che aveva smollato ai risparmiatori cataste di junk bond Cirio e Parmalat, monnezza per una volta non campana], incassa nuova legittimazione da le Roi Michel.

E
d Abete non ha la forza per dire: «Scusateci ma questo qui è proprio impresentabile. Per favore offrite le cariche ad un lituano o ad un finlandese, o ad un altro francese». Almeno potremmo consolarci nella rivendicazione dell’impotenza. Sarebbe comunque un passo avanti rispetto all’eterno ritorno dei soliti delinquenti.

Ma cosa devono fare questi inarrestabili faccendieri, sempre pronti ad afferrare qualsiasi strapuntino pur di rimanere a galla, per essere cancellati, licenziati se non altro [se non per detenzione penale] dal diritto di farsi vedere per strada?

Cesare Geronzi, ex numero uno di Capitalia, unanimemente designato presidente del consiglio di sorveglianza di Mediobanca [link alla notizia]

E poi c’è chi dice che la casta fa danni solo in politica...


23 giugno 2007

Razza tremonta

Non ho ben capito chi, stamattina, ospite di Omnibus a La7 abbia, grossier, catalogato le parti in commedia italiane [destra & sinistra] secondo il parametro che segue:

destra = più rigorose politiche di bilancio

sinistra = partito della spesa, inserendo Veltroni tra questi ultimi [il cannoneggiamento è iniziato, nda].

Devo confessare di non essere mai troppo sorpreso dalla
rimozione italiana della memoria, anche o soprattutto a breve termine.

Se è stata necessaria solo un anno fa una manovra pari a
3 punti PIL [in base agli accordi stipulati a futura memoria dalla destra quinquennale italiana, non ad un capriccio di Tommaso Padoa Schioppa], mi chiedo dove abbia rintracciato lo sconosciuto politologo del sabato mattina i caratteri distintivi destra|sinistra, secondo il criterio enunciato.

Quella destra aveva lasciato il deficit pubblico ad un tendenziale di 4,7
| 4,8 punti PIL, a fronte dei 3 tollerati dagli accordi UE, e costretto il ministro dell'Economia ad un combinato di misure pari a

89.455.674.000.000 in £ :

e se non fosse stata rigorista, quale altro disastro avrebbe lasciato la destra tremonta [quella che non ha ridotto il prelievo fiscale né eliminato l'IRAP] al gracile e rissoso successore di centrosinistra?


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22 giugno 2007

1, 10, 100, 1000 Annozero

Solo un demente malato di autoritarismo ed incapace di qualunque tolleranza alle critiche poteva esiliare per 5 anni alcuni tra i pochi giornalisti che, piaccia o no, non stanno davanti ai potenti col cappello in mano.

[clicca sulle immagini]

Milena Baganelli, autrice di Report

Annozero ha confermato di essere una delle poche, troppo esigue oasi in cui si fa informazione senza essere preoccupati delle ricadute di carriera.

Ce ne sono a
Canale 5, relegate in orari impossibili. A La7, complessivamente buona, in RAI, ampiamente al di sotto delle possibilità potenziali della TV di Stato, per colmo di paradosso più libera del concorrente privato.

A
proposito di occupazione del potere si può anzi rovesciare il teorema del billionario ridens. Ne parlavo qualche giorno fa con un dirigente RAI che, intristito, mi confidava quanto lontani fossero le stagioni ‘96|2001, in cui la TV di Stato non era di fatto condannata all’immobilità. Da un CDA che non deve disturbare l’unico concorrente generalista [unica sua mission] e da cattolici impegnati a svolgere diligentemente il proprio dovere di infedeltà al ruolo. La stessa cosa mi aveva detto Mister Fantasy, Carlo Massarini, conosciuto casualmente il 9 giugno a Roma. Ma anche Fulmini, che ha lavorato nel team di Parascandalo in RAI Educational.

Solo una sezione TAR Lazio di azzeccabarbugli poteva ingiungere l’
azionista a reintegrare un consigliere d’amministrazione che è palesemente e continuativamente inadempiente nei confronti della proprietà. Che saremmo noi, peraltro.

Chissà come interpreterà la propria parabola l’infimo
Petroni, uno di quelli cui a scuola non ti saresti seduto affianco per legittimo sospetto di doppiezza. Dovrebbe fare di tutto per servire l’azienda che lo tiene a libro paga, tra i massimi dirigenti e lautamente remunerati, ed invece serve due padroni.

Luca 16,13: «Nessun servo può servire a due padroni: o odierà l`uno e amerà l`altro oppure si affezionerà all`uno e disprezzerà l`altro. Non potete servire a Dio e a mammona».

E qualche riga prima: «Chi è fedele nel poco, è fedele anche nel molto; e chi è disonesto nel poco, è disonesto anche nel molto. Se dunque non siete stati fedeli nella iniqua ricchezza, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?».

Immagino non sia toccato da questi elementari insegnamenti evangelici. Forse sono antiquati, sospetterebbe
Günther Anders.

L’uomo è antiquato, in Universale Bollati Boringhieri

E poi dice che uno si butta a sinistra...


21 giugno 2007

Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno

«È una situazione molto preoccupante perché il governo vive una diffusa e profonda crisi di legittimità», ha detto Berlusconi, che in conferenza stampa era affiancato da Gianfranco Fini, Umberto Bossi e Gianfranco Rotondi.

«Al presidente Napolitano abbiamo rappresentato questa crisi - ha aggiunto Berlusconi - la situazione di un governo che è in mora sull’attuazione del programma, che ha rinunciato in una parte del Paese a usare la forza e che non mette in condizione l’opposizione di fare il suo lavoro perché ha impiegato 18 voti di fiducia».

E Berlusconi ha portato a testimone della crisi anche i sondaggi «arrivati questa mattina che danno il Governo ad un record di sfiducia del 24,1% e 76 persone su 100 che non hanno più fiducia nell’esecutivo». Il presidente del Consiglio «è passato al 26% dei consensi mentre il leader dell’opposizione è al 60%».

Secondo l’ex premier, Napolitano è apparso preoccupato «sulla mancata capacità del Parlamento di produrre leggi». Nel colloquio, ha rivelato Berlusconi, «abbiamo riscontrato grande attenzione e sensibilità da parte del capo dello Stato».

Ma chi è Bertoldo*? E chi Bertoldino?

[
*il contadino scarpe grosse e cervello fino]


19 giugno 2007

Mille e non più mille

Patchwork 1

Veltroni apre la guerra e il Partito democratico va nuovamente in tilt. Altro che decisione unanime con l'applauso dei 45 saggi, quella presa lunedì per lanciare la storica elezione diretta del segretario del nuovo Pd! Il sindaco di Roma, a tono basso, com'è il suo stile, a piazza SS Apostoli ha sussurrato il suo "niet" , scatenando il finimondo. Un sasso nello stagno, o meglio, una bomba dentro i due partiti, Ds e Dl, che squarcia la tela unitaria faticosamente tessuta da Fassino e Rutelli con il  sofferto "obbedisco" finale di Romano Prodi. Il segnale negativo di Veltroni è stato subito raccolto nientemeno che dai "grandi" sindaci delle città del nord, (insieme ad altri capi della Quercia - in testa il ministro Melandri - e della Margherita) scesi subito in campo per far saltare la decisione dei 45 saggi, troppo presto accettata da un soccombente Prodi.

Il gruppo di sindaci e dirigenti scrive in un documento  che "l'elezione diretta il 14 ottobre del segretario del Pd con liste nazionali collegate ai diversi candidati è l'opposto dell'ispirazione federalista da tanti richiesta. Ed è in contrasto con un confronto di idee non ingessato nelle logiche di appartenenza degli attuali partiti e di fedeltà ai leader attuali". Le firme sono quelle del senatore diessino ex sindaco di Bologna Walter Vitali, del senatore ex leader diessino romano Goffredo Bettini e soprattutto degli attuali sindaci Massimo Cacciari (Venezia), Sergio Chiamparino (Torino), Sergio Cofferati (Bologna), Marta Vincenzi (Genova) nonché di alti esponenti politici e sindacali (appunto il Ministro Giovanna Melandri, Beniamino Lapadula, Anna Maria Carloni, Giovanni Lolli, Tiziano treu, Marigia Maulucci, Gianluca Susta, Laura Pennacchi). Il no è secco e chiaro, come la controproposta: "Prendere atto della decisione dei 45 del 30 maggio scorso, cioè il leader è Prodi e il segretario è eletto dall'Assemblea costituente".

L'unica via, si dice, per eleggere l'Assemblea su scala regionale con uno spazio alle liste locali e di scegliere non in base alla preferenza per questo o quello degli attuali leaders ma su opzioni politiche e di valori alternative che promuovono un reale rinnovamento della classe dirigente. Altrimenti, l'alternativa, secondo i ribelli, è solo quella che il segretario sia eletto con il voto diretto degli iscritti. Insomma. Quella toppa messa lunedì alla rinfusa dai 45 saggi è già saltata. Era evidentemente solo un contentino alla propria base delusa, un segnale per contrastare lo scetticismo sul Pd e cercare di arginare il clima dell'antipolitica.
 
Ancora una volta si è caduti dalla padella alla brace. Sarebbe ora di finire di giocare a nascondino, di far basta con la partita a carte truccate e di aprire invece sul serio un vero confronto politico. Se no diventa un gioco al massacro. Sulla testa dei cittadini e a danno del Paese.

E Prodi appare talvolta agli elettori come un nocchiero che tenta invano di tenere a bada il suo rissoso equipaggio. In questa situazione, buona parte degli italiani ritiene improbabile che l’esecutivo possa davvero realizzare ciò che si è impegnato a fare. E prova «scoramento », ancor più che delusione, di fronte al succedersi delle esperienze negative di Berlusconi e Prodi. Anche per questo, gli elettori di centrosinistra non appaiono per ora intenzionati, più di quanto non lo siano stati in occasione delle amministrative, a passare all’altro schieramento.


E’ facile concludere, ancora una volta, che occorrerebbe che Prodi imprimesse un mutamento di ritmo e, per quello che può, di coesione all’esecutivo. Il processo di formazione del Partito Democratico potrebbe aiutarlo molto.Ma se agli occhi degli elettori dovesse risultare deludente o addirittura fallimentare, le conseguenze non potrebbero che ricadere anche sul governo.


19 giugno 2007

I mandarini e la democrazia

[clicca anche sulle immagini]

Roma, 2 giugno: l'intervento di chiusura di Romano Prodi all'assemblea per il Partito Democratico al Quirino

La mia domanda era semplice [la troverete al minuto 1h0303” della registrazione linkata dell’assemblea convocata il 2 giugno a Roma, nda]:

«
Intanto trovo assolutamente autolesionistico un certo sentimento che si avverte tra di noi rispetto all'azione del governo e rispetto al processo costituente del Partito Democratico. Però per rispondere a questo sentimento, io credo che bisogna essere conseguenti. E quindi vorrei sapere quali sono i meccanismi elettorali all'Assemblea Costituente del Partito Democratico che garantiranno che non si chiudano gli apparati per far fuori tutti quanti gli altri, cioè quelli che non hanno apparati alle spalle [applausi dal centro, da destra e da sinistra, ndr].

E poi un suggerimento per gli under
30 o gli under 40 [io sono oltre]: c'è un ragazzo che si chiama Vincenzo Linarello e costruisce democrazia in Calabria, attraverso il consorzio di cooperative Goel, che viene costantemente minacciato dalla 'ndrangheta. Credo che questo sia un grande esempio di come si faccia democrazia dal basso. Ed in secondo luogo credo che questa assemblea debba dare la sua solidarietà al giornalista dell'ANSA che viene minacciato in queste ore, in Sicilia, per aver scritto un libro in cui si toccano i gangli delle cointeressenze paramafiose che bloccano lo sviluppo della Sicilia democratica. Grazie [prolungati applausi dal centro, da destra e da sinistra, ndr]
».

Roma, 2 giugno: l'intervento di apertura di Walter Veltroni all'assemblea per il Partito Democratico al Quirino

A quella domanda la nomenklatura, che pure nelle parole di Romano Prodi, Arturo Parisi e Giulio Santagata avrebbe dovuto aprirsi, risponde picche e si rinserra, ancora una volta, nascondendo la vergogna dietro la foglia di fico delle liste bloccate. Un vero e proprio arrocco della casta contro la democrazia partecipativa.

Se pertanto le cose stanno così, occorre
reagire con un ulteriore investimento democratico. Che sia anche una lezione di stile impartita ai capibastone: le posizioni nelle liste bloccate promosse dai Mille siano decise da un sistema interno di primarie telematiche, semplice ed oggettivo, cioè verificabile da chiunque. A prova di brogli e manomissioni.

Poiché la democrazia comincia da
due e non con un’investitura del mandarino, si può lanciare la sfida nella sfida ed applicare criteri semplici e direttisti per decidere le posizioni nelle liste da sottoporre ai fondatori del Partito Democratico: tali saranno gli elettori che eleggeranno i costituenti ed investiranno indirettamente, per delega all'Assemblea, il segretario del PD, il 14 ottobre prossimo. E corrispondere con un’ulteriore mobilitazione ai fondati timori espressi da Walter Veltroni.

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La libertà è schiavitù

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Secondo la definizione di Leonardo Boff, in Ethos mondiale

EGA 2000 ISBN 88-7670-394-2, €11,36:

Per ethos intendiamo l’insieme delle aspirazioni, dei valori e dei principi, che orienteranno le relazioni umane nei confronti della natura, della società, delle alterità, di se stessi e del senso trascendente dell’esistenza, Dio.



Si vis pacem para pacem

 

Questo blog è gemellato con Devarim [in ebraico Devarim sono le parole, o le cose].
La lettera ebraica che abbiamo insieme scelto per illustrare questo spazio in comune è bet
,la stessa che dà inizio al libro di Bereshit,in principio, il primo dei cinque che compongono la Torah [corrispondente al nostro libro della Genesi].



Ascolta radiofulmini

E fa zapping con Tv [spenta] med vridbar skärm, Luma, 1959 digitaladoptive


I blogleanno:

15 marzo 2005 | 15 marzo 2006


Il BIP®™ countdown è scaduto

Al 10 aprile 2006, ore 15:00, mancavano:
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ore
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secondi

Countdown memories   

- 14 y Del fisco me ne infischio [i numeri veri]

- 13 y Rottamazione [in]costituzionale [christians]

- 12 y Verso il Partito Democratico [di m. cacciari]

-  11 y La sconfitta [nella palude mediorientale]

- 10 y Impoverimento [la tassa occulta]

- 9 y Quote rosa [non è un pesce d’aprile]

- 8 y Mai, mai, mai! [Totus tuus ego sum Maria]

- 7 y Punta Perotti [lo spartiacque]

6 y sso ccontento…! [il ri-epilogo]

- 5 y Favole greche e leggende metropolitane [ici]

4 y Anche i ricchi piangono [o dei rovesci]

3 y Un giudice  [Fabrizio De Andrè, amico fragile]

- 2 y Per interesse  [contro il declino]

-  1 y La nomination [BIP® brother] 

0 y  L'identità mediale degli italiani [BIP® exit]


Questo blog aderiva alla campagna
"Salviamo la Costituzione. Aggiornarla non demolirla".

Contro la sottrazione di democrazia tentata dal governo dei pre-potenti.



Infopoint

La posta in gioco

Si sceglieva tra 2 modelli*:

il sistema che accoglie l'individuo,
non privo di limiti;

l'individualismo che rigetta la relazione
tra gli individui, la nega ideologicamente,
privilegiando la soluzione asociale.

Io scelgo e voto per una società che
sa trarre forza dagli individui
per costruire il sistema e lo scudo,
anche per i più deboli
, gli ultimi,
i meno muniti e più sprovveduti,
che non possono rimanere ostaggi,
in balia dei rapporti di forza
economici o politici;
e non delega la salvezza all'uomo, della provvidenza



banditore [ in un film già visto ].

*ma l'Unione non lo aveva capito.






[ charis community ]

FENICOTTERO SNODATO Un'esemplare di fenicottero rosa si accarezza compiaciuto il collo allo zoo di Francoforte in Germania (Frank May /Epa)

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