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Ethos
l' Uomo in bianco e nero


Diario


30 settembre 2008

Pesi relativi, cifre assolute


634
= 700 billion $

25
miliardi di dollari in favore del settore automobilistico americano. La lobby di Detroit - la città dell'automobile - è riuscita a ottenere un aiuto record per l'industria dell'auto, al fine di sostenere la riconversione ecologica del settore. Un assaggio, da parte del senato democratico, di come potrebbe comportarsi Barack Obama in caso di vittoria: denaro pubblico [sempre che ne rimanga a sufficienza…] per investimenti su produzione e ricerca per un'economia più verde. McCain, in realtà, su questo punto non farebbe una politica molto diversa.

Il provvedimento si trova all'interno di una [sola] legge di spesa che raggruppa voci della più varia natura, approvata in fretta e furia prima della chiusura del Congresso, prevista per questo martedì [
oggi, ndr: poi tutti in campagna elettorale]. Si tratta di 634 miliardi di dollari $ in totale, la maggior parte dei quali diretti al Pentagono.

In quest'articolo di Newsweek trovate il dettaglio di come l'America spende in una sola legge quasi 450 miliardi di euro .

Link map: bailout bill|approved|newsweek bill [450 billion €] 


30 settembre 2008

Without choice

President Bush said the economic damage will be «painful and lasting» unless the bailout bill is passed, and said the economy is depending on decisive action by the government.

«
For the financial security of every American, Congress must act», the president said.

 

Il presidente Bush [ in un intervento televisivo di pochi minuti, ndr ] ha affermato che il danno economico sarà «doloroso e duraturo», a meno che la legge-salvataggio non sia approvata, sottolineando che è in corso una decisa azione a sostegno dell'economia da parte dell'Amministrazione.

«
Per la sicurezza finanziaria di ogni americano, il Congresso deve agire», ha intimato il presidente.

1 cittadino USA su 2 sconta dirette conseguenze dalle oscillazioni dei corsi di borsa a Wall Street.

Link map: bailout bill|rejected|spaventa|putting lipstick on a pig


29 settembre 2008

Rosh haShanah 5769



La celebrazione del Rosh haShanà si distingue per il suono dello shofàr e per l’obbligo di fare teshuvà.

Accanto a questi due segni di maggiore importanza, si sono aggiunti riti, usi e tradizioni di vario tipo, che insieme contribuiscono a fare dei due giorni del capodanno ebraico una realtà del tutto particolare.

Un rito che potrebbe essere definito minore, per la sua importanza, ha luogo di sera, sulla mensa, subito dopo il kiddùsh e la benedizione sul pane. È ciò che viene chiamato il «Séder di Rosh Hashanà» o lo «Yehì Ratzòn di Rosh Hashanà».

Consiste nell’assaggio, o nella presenza a tavola, di alcuni alimenti speciali, insieme alla recitazione di piccole formule di preghiera. Il nome di Séder, dato alla cerimonia, si spiega probabilmente perché la cosa ricorda in qualche modo e in miniatura il Séder pasquale, o anche perché si procede secondo un ordine [in ebraico Séder] più o meno prefissato nei manoscritti o nelle edizioni stampate. L’altro nome - Yehì Ratzòn, letteralmente:
«sia volontà [davanti a Te o Signore]» - ricorre all’inizio di ogni frase del testo che si legge; è la formula tradizionale, mal traducibile letteralmente in italiano, con cui si invoca la volontà divina di fare qualcosa per noi.

Rosh haShanah cade 162 giorni dopo il primo dei giorni di Pesach. Nel calendario gregoriano non può cadere prima del 5 settembre. Curiosamente, a causa della differenza tra il calendario ebraico e quello gregoriano, dal 2089 di quest'ultimo, Rosh haShanah non potrà più cadere prima del 6 settembre. Non può invece cadere più tardi del 5 ottobre. Sempre per come è calcolato il calendario ebraico, la festa di Rosh haShanah non può mai cadere di giovedì, venerdì o domenica.

Basato sulla data tradizionale della creazione del mondo, cade il primo giorno di Tishri; secondo il calendario gregoriano in settembre o nei primi giorni di ottobre.

Nell'antichità, l'anno ebraico aveva inizio in autunno seguendo il ciclo dei campi: semina-crescita-raccolto. Seguendo questo stesso ordine, si presentano le principali festività ebraiche. La festa del pane azimo; la festa del raccolto, sette settimane più tardi, e la festa del immagazzinamento al termine dell'anno [Esodo 23:14-17, Deuteronomio 16:1-16].

Link map: 5769|disegni|pesach|calendario ebraico|dal nulla|festività ebraiche


28 settembre 2008

Loghismoi, o patologie dei rapporti | 2

[ Enzo Bianchi 2, continua ]

La libido amandi consiste innanzitutto in quell’impulso che ci spinge a sfuggire la fatica, a vivere seguendo unicamente ciò che provoca in noi sensazioni di piacere. A livello collettivo, poi, come dimenticare la tendenza, sempre più diffusa, a risolvere ogni problema mediante la soppressione della fatica fisica – cioè facendo lavorare altri al posto nostro – e a sostituire il sudore della fronte con la tecnica?

Questa prima libido trova evidentemente una manifestazione privilegiata nella sfera erotica, dove la perversione del desiderio sessuale può giungere a fare del partner un mero oggetto. Lungi dall’essere ridotto a bisogno da soddisfarsi immediatamente, l’eros dovrebbe invece essere traversato dalla dinamica del desiderio: ciò significa accettare la sfida della differenza e della distanza, restare aperti al rischio dell’incontro con l’altro. La lotta esige qui la capacità di disciplinare la pulsione sessuale per non pervenire a un’assolutizzazione che ne imponga l’immediata soddisfazione; tale cammino può essere agevolato dal recupero della dimensione simbolica dell’eros stesso, oggi soffocata dietro la sua riduzione a immagine spettacolarizzata. Per il cristiano, poi, il dinamismo dell’eros deve ritrovare il suo mistero: mistero di comunione che narra l’amore fedele di Dio; mistero di comunione in cui l’uomo e la donna vivono ed esprimono il loro amore fino a celebrarlo in quella che Giovanni Paolo II osava chiamare la
liturgia dei corpi.

La libido possidendi è la seduzione esercitata sull’uomo da quella brama del possesso che fa leva sul fascino perverso dell’avere tutto e subito; oggi, in particolare, essa assume il volto di una sfrenata idolatria del denaro. A livello socio-politico, si pensi alla brama che porta a sfruttare le risorse del creato a beneficio esclusivo di un’esigua minoranza di persone, incuranti delle enormi sofferenze che ne derivano per tutte le altre. Questa forma di idolatria si manifesta nel considerare il possesso dei beni un fine in sé e nel giustificare ogni mezzo che consenta di accumularne la maggior quantità possibile, contraddicendo la loro destinazione universale. Qui la lotta spirituale esige la capacità di porre una distanza tra sé e le ricchezze, per non cadere nel terribile abbaglio di chi si lascia definire da ciò che possiede; occorre cioè uscire dalla logica angusta e angosciata del mio e del tuo per entrare nella libertà della condivisione e della comunione dei beni.

La
libido dominandi consiste nella ricerca della propria gloria e dell’affermazione di sé a spese degli altri; è quell’inebriante miraggio del potere che induce il singolo a trasformare la propria persona in assoluto. In chi è preda di tale brama svanisce ogni coscienza interpersonale, perché gli altri si trasformano in meri oggetti da dominare e ridurre in proprio potere; e l’esito politico di questa vera e propria malattia sono le forme totalitarie di cui abbiamo fatto tragica esperienza nel XX secolo… La pseudo-cultura che nutre tale brama è quella della concorrenzialità, dell’individualismo esasperato che vede nell’altro solo un ostacolo e un rivale, invece di considerarlo come un dono, una ricchezza, una possibilità di salvezza: salvezza dall’isolamento mortifero e dalla tentazione di farsi come Dio, salvezza come pienezza di vita nella fraternità e nella comunione.

È significativo che nella Bibbia non troviamo tanta insistenza sugli atei, i senza-Dio, quanta ne troviamo sulla tentazione dell’idolatria che colpisce tutti, il credente come chi credente non può o non vuole definirsi. L’uomo abbandonato a sé, l’uomo che ignora o disprezza l’immagine di Dio che abita in se stesso e nel proprio simile, è idolatra, è schiavo di quelle dominanti che penetrano nel cuore umano e ne risvegliano gli elementi deteriori.

Ma nessuna tentazione potrà mai distruggere la nostra libertà e la nostra responsabilità, anzi, la lotta contro questo imbarbarimento non potrà che temprarle e arricchirle.

Enzo Bianchi, priore della comunità monastica di Bose [Magnano]
La Stampa, 18 novembre 2007

Link maploghismoi, 1|dismorfofobia|don tonino|cleavage|tre libido


27 settembre 2008

Loghismoi, o patologie dei rapporti | 1

A più riprese, anche su queste pagine, ho cercato di richiamare l’attenzione su una serie di comportamenti quotidiani che ritengo di poter definire piccoli passi verso la barbarie: atteggiamenti personali e collettivi che mi paiono minare in profondità la qualità della vita personale e della convivenza civile. Vorrei ora avviare un itinerario di riflessione su questo imbarbarimento strisciante utilizzando come chiave di lettura quelli che la letteratura cristiana antica – ma anche la coeva sapienza ellenistica – chiamava i vizi capitali e che invitava a combattere attraverso la lotta spirituale. E vorrei farlo attingendo a quei dati della rivelazione cristiana che maggiormente si riallacciano a fenomeni antropologici universali.

Il punto di partenza lo collocherei nell’unica fondamentale paura che domina e aliena ogni essere umano: la paura della morte. Essa è alla radice di tutte le altre paure, nonostante nel contesto culturale attuale, specie in occidente, si faccia di tutto per rimuovere la realtà della morte, con il risultato che è proprio lei ad abitare le nostre vite come un’angoscia di cui non sappiamo decifrare il volto. La morte non è solo l’ultimo istante della vita biologica, ma è una forza costantemente all’opera nella nostra vita quotidiana: si manifesta come sofferenza, malattia, separazione, rottura, fine di tutto ciò che per noi è vitale, al punto da causare vere e proprie situazioni di non-vita in chi biologicamente è ancora vivo.

Mosso dalla paura della morte, l’uomo vuole preservare con qualsiasi mezzo la propria vita, vuole possedere per sé i beni della terra, vuole dominare sugli altri. Egli pensa di assicurarsi in tal modo una vita abbondante, ritiene di poter combattere la morte con l’auto-affermazione, e giunge a considerare ragionevole e giusto ogni comportamento finalizzato a questo scopo, anche a costo di nuocere agli altri e persino a se stesso. E così finisce inevitabilmente per percorrere sentieri di morte

Ora, le scienze umane ci insegnano che ogni uomo si costruisce, cresce e matura mediante le relazioni con se stesso, con le cose e con gli altri; d’altra parte, questi stessi rapporti sono costantemente esposti al rischio di tre pulsioni che, se non arginate, possono giungere a possederci e a devastarci. Facendo appello alle potenzialità di volontà e desiderio insite nell’uomo, infatti, la tentazione ne mette in rilievo il lato oscuro, e si manifesta come una forza che mira a distorcere in senso egocentrico tutte le sfere relazionali. Siamo posti di fronte a un’esperienza umana universale, quella di tre dominanti che agiscono sulle sfere umane dell’amare, dell’avere e del volere: la dominante dell’eros [libido amandi], la dominante del possesso [libido possidenti], la dominante del potere e dell’affermazione di sé [libido dominandi].

[ Enzo Bianchi 1, continua ]

Link mappetits pas|dignità della morte|sogni & saette|loghismoi, 2 


26 settembre 2008

Un uomo superato

[ click: vox clamantis in deserto ]

Daniele Capezzone e Mario Adinolfi impressi nel logo della produzione di "70 in 2", anno 2006

È superato in laicità dal cardinale presidente dei vescovi italiani, Angelo Bagnasco [che apre sulla legge che dia norme non arbitrarie per il fine vita].

È superato in liberismo dal segretario della CGIL, Guglielmo Epifani [che chiede un vero partner industriale in Alitalia, per poter competere e non disperdere l'ennesimo esoso salvataggio a carico di pantalone, ma a beneficio iperprivatizzato].

È superato in statalismo dall’antico e malfidato commander in chief alla White House, George W. Bush [che Keynes gli fa un baffo, mettendo sul piatto 700 billion $ a carico della fiscalità federale per salvare il salvabile del sistema predatorio iperliberista USA e getta].

Daniele Capezzone*, è un uomo superato [a 36 anni].

*portavoce di Forza Italia, già promotore del referendum contro la legge sulla fecondazione assistita ed eversore delle gerarchie cattoliche; già demolitore [a chiacchiere radiofoniche] del carrozzone Alitalia; già difensore di varie guerre dichiarate dall’amministrazione Bush e cantore dell’assioma-idioma liberista «No taxation without representation», precipitosamente finito in soffitta a seguito delle note catastrofi aziendali in corso; già ospite markettaro di Chiambretti [il ruolo non è cambiato significativamente] e co-conduttore del programma della nouvel vague della politica domestica, 70 in 2, con Mario Adinolfi [70 sta per l’età già all’epoca superata dal presidente del consiglio p.t., pari alla somma delle età dei due conduttori].

E non scrivo delle cosacce dette a me personalmente del suo nuovo datore di lavoro, in sigla
S.B
.

Link map
leo|fantasy in-decisionism|putting lipstick|shock and awe|vox clamantis|ota benga|no taxsation|de amicis|in deserto


25 settembre 2008

No taxation without representation

Una presidenza nata con l’imbroglio si estingue nel ridicolo.



Ma non c’è traccia di autocritica nel discorso di commiato, di ammainabandiera, di american idiot George W. Bush. Cala il sipario sull’era del turbocapitalismo a spese del sistema. Che implode: era già tutto scritto, previsto, non solo da Naomi Klein, anche dal potentissimo finaziere Warren Buffet. Il 4 marzo 2003, non ieri.

Link map: gore|putting lipstick on a pig|bush=arbusto|shock and awe|nobel|buffet|crisis


24 settembre 2008

A prova di spia

[ click ]



A margine di un bel post di Fabio, recensione di “Burn after reading” dei fratelli Coen, si è intrecciata una interessante divaricazione tematica.

Premesso che sono un fan di Joel ed Ethan Coen, e che il nichilismo non è la loro cifra, ma la rappresentazione neorealistica degli angoli più incongrui della società americana
[forse non più solo a stelle e strisce], ho l'impressione che non sia così semplice, oggi, dirimere il buono dal cattivo, il giusto dall'ingiusto, l'angusto dal vitale. Se leggiamo Qoelet, i salmi, buona parte dell’AT, ci accorgiamo di come i vizi descritti tremila anni fa siano fondamentalmente analoghi a quelli che rileviamo oggi. Nulla di nuovo sotto il sole, viene spesso ripetuto nel Pentateuco. Nulla di nuovo sotto il sole potremmo confermare anche noi oggi.

Stante questa condizione di equilibrio bene
|male [né più né meno dei bei tempi andati] forse è opportuno discendere al male dentro di me, per ascendere al bene altrui. Ma senza affondare nei sensi di colpa. Riprendendo la sana e difficile consuetudine dell'esame di coscienza: sana perché ci smaschera, difficile perché ci costa molto essere smascherati nelle nostre più profonde inquietudini. Peccare non è altro che questo, non il rendiconto di un decalogo: vivere con il male per effetto dei condizionamenti intimi che ci sovrastano e ci imprigionano.

Io e Tu
[Ich und Du]: Martin Buber dixit.

A partire da questo fine settimana pubblicherò gli interventi del priore di Bose, Enzo Bianchi, che descrive le dinamiche dei vizi capitali. Uno specchio ai nostri limiti, di cui non temere il riconoscimento. Piuttosto, il mascheramento.


Link map: burn|sogni & saette|torah|qoelet|marko ivan rupnik|buber|accidia


23 settembre 2008

Otabenga Jones by William Perkins III

[ click | Così una vignetta, un’inserzione a piena pagina sul New York Times di oggi, ha raffigurato il presidente Bush, il ministro del tesoro Henry Paulson e il governatore della Riserva federale Ben Berkanke. In essa, in divisa sovietica, la troika infila una bandiera con la falce e il martello sovrimposti alle stelle e strisce nelle tombe del capitalismo e dell’impresa privata. Il link sottostante rinvia invece alla vicenda del pigmeo Ota Benga, pseudonimo dello studio di vignettisti satirici di Huston cui si è rivolto il finanziere liberista William Perkins III per dissociarsi dalla linea dell'Amministrazione repubblicana ]

The new resident of the Monkey House was, indeed, a man, a Congolese pygmy named Ota Benga. The next day, a sign was posted that gave Ota Benga’s height as 4 feet 11 inches, his weight as 103 pounds and his age as 23. The sign concluded, “Exhibited each afternoon during September”

L’allusione è chiara: dando i soldi dello stato alle società, e tradendo così il mercato, la troika ha abbracciato il comunismo. E questi sono ritratti come i marines del famoso monumento di Iwo Jima, che piantano la bandiera sul monte conquistato in Giappone nella seconda guerra mondiale.

Link map: ota benga|showcase|a novel


22 settembre 2008

Tempo Universale

[ click: “aequus nox”, in cortile interno napoletano di piazza Matteotti ]

Immagine ripresa da telefono Sony Ericsson K618i

Disegno tecnico
in equinozio d’autunno.

Link map: aequus nox


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War is peace
La guerra è pace

Freedom is slavery
La libertà è schiavitù

Ignorance is strenght
L'ignoranza è forza



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La société du spectacle par Guy E. Debord


Secondo la definizione di Leonardo Boff, in Ethos mondiale

EGA 2000 ISBN 88-7670-394-2, €11,36:

Per ethos intendiamo l’insieme delle aspirazioni, dei valori e dei principi, che orienteranno le relazioni umane nei confronti della natura, della società, delle alterità, di se stessi e del senso trascendente dell’esistenza, Dio.



Si vis pacem para pacem

 

Questo blog è gemellato con Devarim [in ebraico Devarim sono le parole, o le cose].
La lettera ebraica che abbiamo insieme scelto per illustrare questo spazio in comune è bet
,la stessa che dà inizio al libro di Bereshit,in principio, il primo dei cinque che compongono la Torah [corrispondente al nostro libro della Genesi].



Ascolta radiofulmini

E fa zapping con Tv [spenta] med vridbar skärm, Luma, 1959 digitaladoptive


I blogleanno:

15 marzo 2005 | 15 marzo 2006


Il BIP®™ countdown è scaduto

Al 10 aprile 2006, ore 15:00, mancavano:
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ore
minuti
secondi

Countdown memories   

- 14 y Del fisco me ne infischio [i numeri veri]

- 13 y Rottamazione [in]costituzionale [christians]

- 12 y Verso il Partito Democratico [di m. cacciari]

-  11 y La sconfitta [nella palude mediorientale]

- 10 y Impoverimento [la tassa occulta]

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- 8 y Mai, mai, mai! [Totus tuus ego sum Maria]

- 7 y Punta Perotti [lo spartiacque]

6 y sso ccontento…! [il ri-epilogo]

- 5 y Favole greche e leggende metropolitane [ici]

4 y Anche i ricchi piangono [o dei rovesci]

3 y Un giudice  [Fabrizio De Andrè, amico fragile]

- 2 y Per interesse  [contro il declino]

-  1 y La nomination [BIP® brother] 

0 y  L'identità mediale degli italiani [BIP® exit]


Questo blog aderiva alla campagna
"Salviamo la Costituzione. Aggiornarla non demolirla".

Contro la sottrazione di democrazia tentata dal governo dei pre-potenti.



Infopoint

La posta in gioco

Si sceglieva tra 2 modelli*:

il sistema che accoglie l'individuo,
non privo di limiti;

l'individualismo che rigetta la relazione
tra gli individui, la nega ideologicamente,
privilegiando la soluzione asociale.

Io scelgo e voto per una società che
sa trarre forza dagli individui
per costruire il sistema e lo scudo,
anche per i più deboli
, gli ultimi,
i meno muniti e più sprovveduti,
che non possono rimanere ostaggi,
in balia dei rapporti di forza
economici o politici;
e non delega la salvezza all'uomo, della provvidenza



banditore [ in un film già visto ].

*ma l'Unione non lo aveva capito.






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FENICOTTERO SNODATO Un'esemplare di fenicottero rosa si accarezza compiaciuto il collo allo zoo di Francoforte in Germania (Frank May /Epa)

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